Il fatto è che io NON ho nemmeno detto che Assad è appoggiato dalla maggioranza dei siriani! Non è il punto!



A me interessano le menzogne e gli interessi che favoriscono le guerre.
 
Non spetta a noi né sapere né giudicare se Assad sia appoggiato o meno.
Dobbiamo lavorare per la pace e affinché i siriani possano loro deciudere e non "farsi" decidere da qualcun altro
 
MArinella

Da: Sebastiano Cosenza <sebastiano.cosenza at fastwebnet.it>
A: pace at peacelink.it
Inviato: Mercoledì 20 Giugno 2012 9:56
Oggetto: R: [pace] Fate girare: Risposta di marinella Correggia ad accuse vergognose a causa dell'impegno contro la guerra

Se Marinella afferma che la stragrande maggioranza dei siriani appoggia il
suo Presidente  "... é giornalismo embedded",
se lo afferma  quel vampiro di kissinger è VERITA'.  Ragazzi, questo è il
clima.
Un saluto e un incoraggiamento a Marinella e grazie per il suo contributo
Sebastiano


-----Messaggio originale-----
Da: pace-request at peacelink.it [mailto:pace-request at peacelink.it] Per conto
di Contatto
Inviato: domenica 17 giugno 2012 19:46
A: pace at peacelink.it
Oggetto: Re: [pace] Fate girare: Risposta di marinella Correggia ad accuse
vergognose a causa dell'impegno contro la guerra

a  Marinella tanta riconoscenza e riconoscimento.
ciao  Miri
----- Original Message -----
From: "Nicoletta Crocella" <nicam6 at gmail.com>
To: <pace at peacelink.it>
Sent: Saturday, June 16, 2012 1:08 PM
Subject: Re: [pace] Fate girare: Risposta di marinella Correggia ad accuse
vergognose a causa dell'impegno contro la guerra


> Cara Marinella, hai ragione, la misura è colma! bisogna esprimere il
> sostegno e la fiducia nella tua opera ed il rispetto per la tua
> persona in modo chiaro, In questo periodo ho seguito il tuo impegno e
> spesso condiviso ed inoltrato i tuoi scritti perchè li ritengo
> importanti. Ho taciuto fino ad ora per quanto riguarda una solidarietà
> diretta a te personalmente per un tentativo di riportare il discorso
> sul piano dei contenuti e della discussione tra persone interessate e
> sincere, ma il ripetersi di attacchi personali dimostra come questa
> operazione non possa funzionare senza la dichiarazione personale della
> stima e della solidarietà nei tuoi confronti.
> I toni che sono stati usati contro di te sono inaccettabili. Una seria
> ed onesta discussione  dovrebbe partire dal rispetto e dal confronto
> dei punti di vista, gli attacchi personali hanno l'effetto di
> disturbare, distogliere l'attenzione, sono quindi una opera di
> disinformazione molto grave, che colpisce la tua persona direttamente,
> ma anche tutte e tutti noi che soffriamo le scelte di questo paese e
> vorremmo far sentire il peso del nostro rifiuto per la guerra.
> Un abbraccio solidale a te, ed una preghiera a coloro che intervengono
> su questa lista per una attenzione anche al metodo della discussione,
> ed al rispetto della persona.
> Nicoletta
>
> Il 16/06/12, Mari Cor<mari.liberazioni at yahoo.it> ha scritto:
>> Vi Prego di dare la massima diffusione a questo mio tentativo. Basta.
>> La misura è colma. Grazie, Marinella
>>
>> LETTERA DI DENUNCIA
>> DEL DANNO MORALE E MATERIALE INFLITTOMI PUBBLICAMENTE DA ALCUNE
>> PERSONE PER IL MIO IMPEGNO CONTRO LA GUERRA IN SIRIA CON LA RICHIESTA
>> CHE RITIRINO PUBBLICAMENTE LE ACCUSE Marinella Correggia (Torri in
>> Sabina, Rieti)
>>
>> Mi ritengo gravemente
>> danneggiata sul piano umano e materiale da reiterati “articoli” o
>> interventi su facebook e su blog (un parziale elenco si trova più
>> oltre) contro il mio impegno assolutamente gratuito e a mie spese
>> benché quasi a tempo pieno, un impegno contro le guerre e i loro
>> devastanti effetti, impegno iniziato nel 1990-91, e ultimamente volto
>> a scongiurare la  guerra Nato in Libia prima e in Siria ora, grazie a
>> una intossicazione mediatica senza pari, alla quale gli autori delle
>> ingiurie nei miei confronti collaborano (nel loro
>> piccolo) e che io da molto tempo cerco di contrastare (nel mio
>> piccolissimo).
>>
>>
>> Ecco alcuni degli
>> articoli e interventi ai quali mi riferisco (ringrazio chi me li ha
>> segnalati poiché non sono su facebook e la mia navigazione internet
>> non si riferisce a siti di opinione). La libertà di giudizio non deve
>> però arrivare a una disinformazione infamante.  Invito le persone e i
>> siti o blog o gruppi facebook nominati a ritirare al più presto le
>> accuse e a scusarsi:
>>
>> -  Scritto apparso sul sito Vicino Oriente a firma
>> Monti Germano che mi accusa di essere al servizio del regime di Assad
>> e mi affianca a gruppi di estrema destra (accuse  entrambe ridicole
>> per chiunque mi conosca; ma non è il caso dell’autore).
>> L’articolo è stato ripreso dal sito di Amedeo Ricucci.
>> -        -  L’intervento della signora Aya Homsi  nel gruppo facebook
>> “Vogliamo una Siria
>> libera” che fiancheggia il CNs (Consiglio nazionale siriano) e
>> l’Esercito sirano libero; la signora  afferma che se io scrivo quel
>> che scrivo è perché “ne traggo un profitto”.
>> - - Le accuse di essere
>> “embedded” rivoltemi pubblicamente dal signor Enrico De Angelis che
>> lavora al Cairo per un centro di ricerca francese.
>>
>> 1. Gli attacchi
>> ingiuriosi si riferiscono alla ricerca e divulgazione che compio e
>> che in parte viene pubblicata sul sito dedicato www.sibialiria.org.
>> Come chiunque può vedere il sito non dice nemmeno una parola a favore
>> del governo siriano. Ma analizza in tanti episodi i cortocircuiti
>> della disinformazione attuata sin dai massimi livelli (settori
>> dell’Onu che attingono a fonti di parte), la quale sta portando
>> Occidente e petromonarchie a un altro intervento con pretesti
>> “umanitari”, reso possibile dalla creazione del consenso che manipola
>> una realtà di scontri settari con interferenze esterne pesanti
>> fomentati e la fa diventare “un intero popolo massacrato da un
>> dittatore”. Riporto anche testimonianze dirette con nomi e cognomi di
>> vittime alle quali nessuno presta attenzione. Il mio attivismo
>> consiste non tanto nello scrivere articoli (questo non prenderebbe
>> tanto tempo) quanto soprattutto nel networking nazionale e
>> internazionale (rispetto a militanti, siti, gruppi politici, media
>> alternativi) al quale dedico molte ore al giorno; per non dire delle
>> numerose manifestazioni, sit in eccetera nei quali mi attivo da oltre
>> un anno. Ma questo è sconosciuto a chi mi attacca.
>>
>>
>> 2. E’ un grande dolore
>> essere accusati – per la prima volta da quando ho iniziatol’attivismo
>> pacifista nel 1991 -  di “pacifismo nero”
>> da parte di persone (vedi oltre) che sostenevano indirettamente i
>> cosiddetti “ribelli” libici, le cui gesta razziste, violente,
>> repressive dei diritti umani, e che ora sostengono il Consiglio
>> nazionale siriano (Cns), il quale è finanziato da stati come Qatar e
>> Arabia Saudita, oltre alle potenze occidentali (“dimmi chi ti
>> finanzia e ti dirò chi
>> sei”) e per questo invece di muoversi su una vera strada negoziale
>> chiede ufficialmente interventi armati esterni da parte dei suoi
>> alleati stati capitalisti e sostiene il cosiddetto Esercito siriano
>> libero, delle cui gesta riferiscono ormai gli stessi media
>> mainstream. E’ sorprendente che al tempo stesso i suoi “attivisti”
>> siano presi come fonte di notizie...
>>
>> 3. E’ vergognoso  che mi si accusi sul gruppo facebook “Vogliamo una
>> Siria libera” di trarre profitto dai miei scritti.E’ l’esatto
>> contrario, come sa chiunque mi conosca. E’ infatti notevole e ormai
>> quasi insostenibile il danno materiale che traggo dall’impegno per la
>> pace, a causa di(1) mancati introiti dalle mie attività lavorative,
>> pressoché abbandonate da un anno per mancanza di tempo
>> dovendo/volendo dedicarmi solo a questo impegno antiguerra, 2) spese
>> di viaggi in loco (Libia e Siria), e di telefono.A questo si
>> aggiungerà ora 3) il pregiudizio a mie attività future nel campo
>> dell'ecologia di giustizia, a causa di questa diffamazione nei miei
>> confronti.  Di pagato in relazione alla Siria ho scritto solo un
>> reportage con foto, per un totale di circa 300 euro. Il resto è stato
>> gratuito e, ripeto, con spese a mio carico. E con una perdita di
>> tempo che mi rallenta diversi progetti anche editoriali. La mia
>> ostinazione è giustificata solo dal non voler vedere più il mio paese
>> partire a bombardare altrui popoli (con effetti che ho verificato in
>> loco più volte) con pretesti umanitari veicolati da menzogne
>> assordanti.  Mi muove il desiderio che quella alla Libia sia stata
>> L’ultima delle (nostre) guerre di bombardamenti e massacri.
>> Ma grazie a tanta gente non sarà così.
>>
>>
>> 4. Per me questo è il naturale seguito di un impegno contro le guerre
>> occidentali iniziato nel 1991 e sempre gratuito e autofinanziato
>> (dalle mie attività di autrice di libri e articoli in materia di
>> ecologia, rapporti Nord-Sud, rispetto dei viventi). L’indignazione
>> per il ruolo bellico del paese nel quale purtroppo vivo mi ha portata
>> a essere presente sia in Iraq che in Jugoslavia che in Libia  durante
>> i bombardamenti  e non certo come inviata di guerra (!) ma come
>> militante. Dal 1991 (prima guerra del Golfo) la propaganda mediatica
>> e la disinformazione creano consenso a interventi bellici. Ora,
>> accertare la verità è cosa difficile, ma cogliere le menzogne e la
>> disinformazione lo è meno. Prende solo molto tempo .
>> 5. Con l’occasione denuncio l’opera di demonizzazione contro chiunque
>> esca dal coro assordante e faccia notare esempi lapalissiani di
>> propaganda pro-bellica a tutti i livelli. E’
>> additato e oltraggiato anche l’impegno di diversi attivisti della
>> Rete NoWar di cui faccio parte.
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