scuola dopo la maturita' troppi si fermano



dal corriere.it di lunedi 1 luglio 2002
 
Scuola bocciata: dopo la maturità troppi si fermano
La scuola "riformata" non assicura ancora livelli di istruzione adeguati a
tutti. I dati più recenti sulla popolazione scolastica, raccolti da Uil
scuola, presentano un panorama sconfortante, specie se confrontato con gli
altri Paesi europei. Finito l'esame di maturità, solo il 64% degli studenti
italiani continua gli studi, iscrivendosi all'università. Una percentuale,
quella degli aspiranti dottori, che è diminuita del 9% in 10 anni, in
controtendenza rispetto agli altri Paesi. 

Nell'ultimo rapporto della sezione scuola del sindacato, si segnala inoltre
che gli atenei del nostro paese sono al 53,6%, frequentati da ragazzi che
arrivano dal liceo (pari al 30% della popolazione scolastica). Solo la metà
degli studenti che frequentano gli istituti tecnici e professionali,
invece, (e che rappresentano una fetta del 59,76% della popolazione
scolastica totale) si iscrive all'università. Dalle magistrali (frequentate
dal 7,17%) arriva il 6,4 delle matricole; dai licei artistici (frequentati
dal 3,82%), il 6,2%. 

Il trend degli ultimi anni (dati Istat e Isfol) mostra una crescita
progressiva del tasso di scolarità, passato dal 77,6% del '94/'95 all'81%
del 2000. Ma nonostante questo miglioramento - che appare costante negli
ultimi anni - il 14% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni dopo l'obbligo non
siede tra i banchi di scuola: a non proseguire gli studi sono circa
400mila, su due milioni e mezzo che frequentano le superiori. Il confronto
con l'Europa colloca l'Italia in posizioni da fanalino di coda: il 92% dei
ragazzi delle scuole tedesche e olandesi giungono con successo al diploma
di fine studi secondari. Al secondo posto gli studenti danesi (90%),
seguono Finlandia (89%), Irlanda (86%), Francia (85%), Svezia (74%). Gli
italiani, insieme agli spagnoli, hanno un tasso di conseguimento del
diploma di fine studi pari al 73%. Un punto in meno rispetto alla Svezia ma
più basso del 20% rispetto ai colleghi di Germania e Paesi Bassi. L'ultimo
posto è occupato dalla Grecia, con una percentuale del 67%.

Lo studio denuncia anche che è ancora quasi inesistente un percorso di
studi post secondario non Universitario, a sottolineare l'urgenza di
realizzare un sistema integrato scuola-formazione lavoro che renda meno
rigida l'offerta formativa italiana. E anche questo dato segna la distanza
dall'Europa. In Gran Bretagna, ad esempio, a scegliere tale percorso è il
28% degli studenti (45% si iscrive all'Università); in Svezia il 34% (un
altro 34% va all'Università); in Francia, il 35%. Per quanto riguarda
l'Italia, riguarda appena l'1% la possibilità di proseguire gli studi in un
percorso non universitario.