Re: [ecologia] Acqua, simbolo di purezza



Che ad un progresso tecnologico così repentino non sia stato accompagnato un progresso morale e culturale adeguato siamo perfettamente d'accordo, ma a mio parere specializzarsi in sè per sè non significa prescindere da una visione organicistica, imporre al cittadino le proprie decisioni o dar vita ad una tecnocrazia. A livello istituzionale negli stati ove vige (o almeno sembra) la cosidetta democrazia ci sono gli strumenti politici (voto e referendum) attraverso cui il cittadino può decidere se adottare o no una forma di governo tecnocratica. Se il sistema funziona coerentemente è lui alla fine a decidere se votare o no un tecnico dotato di scarso senso dello Stato, una persona con alti valori morali ma con scarsa cultura e capacità di gestione o un individuo dotato di tutte le qualità necessarie ad un così oneroso compito. Non è In una società di massa in cui l'elevata crescita demografica ha reso necessaria la divisione del lavoro per la soddisfazione dei bisogni primari (tra essi intendo anche il Sapere inteso come acquisizione continua di esperienze) sarebbe impossibile la rotazione di ruoli pubblici come ad esempio il professore o l'ingegnere. Come può un contadino acquisire esperienze e nozioni al di fuori del suo settore (nello studio della Storia ad esempio) se non ha una figura che può trasmettergliele? Viceversa come può uno storico acquisire esperienze e nozioni sulla agricoltura se non c'è un contadino che può trasmettergliele? Inoltre essere un professore di italiano non significa togliere ad altri il diritto di insegnare ma tutto il contrario: significa condividere la propria cultura e fornire delle basi che poi lo studente potrà ampliare qualora volesse diventare a sua volta professore. Il problema concreto al riguardo è, casomai, l'assurda gestione dei concorsi pubblici. Tutto è quindi un equilibrio di ruoli, anche interscambiabili, ma che necessita di un punto di partenza preciso, definito. Negare questo significherebbe negare il concetto stesso di democrazia moderna di cui la sua visione mi sembra portatrice, ma non solo, anche il progresso morale, culturale e tecnologico. Inoltre un contadino o un operaio dovrà risolvere prima la sua sempre più tragica situazione economica prima di dedicarsi ad una visione organicistica della realtà, e qui appare evidente che il problema principale da risolvere è la distribuzione equa delle ricchezze. La rotazione continua di tutti i ruoli statali è possibile, a mio modesto parere, forse solo in piccole società, in cui i bisogni primari di sopravvivenza sono soddisfatti e il rapporto tra domanda e offerta è talmente equilibrato che l'individuo può dedicarsi in pace all'acquisizione di nuove esperienze e nozioni. Senza contare che in tali società la gestione della Cosa pubblica è anche più semplice e accessibile.. Il problema fondamentale che trae origine dal fascismo ma, come mostra Hannah Arendt, da tutti i moderni regimi dittatoriali, non è tanto la "tecnocrazia" (nata qualche tempo prima) quanto la BUROCRAZIA, ovvero un sistema misterioso e inestricabile rigidamente organizzato la cui unica funzione è scoraggiare il cittadino, allontanarlo dalla Cosa pubblica e favorire così una stretta cerchia di individui (vedi "Il Castello" di Kafka). Lo stesso concetto moderno di politica ne è impregnato; non ricordo chi diceva che "la politica è l'arte di farsi disinteressare a sè stessa". La salvezza da un sistema rigidamente tecnocratico è permettere una corretta Informazione. Il giornalismo dovrebbe recuperare quel ruolo di mediatore (non a caso fa parte dei "media") tra la persona che ha studiato particolarmente un settore e il cittadino medio, di fonte da cui attingere di continuo per sviluppare una visione del mondo critica e autonoma che ci permetta di far funzionare correttamente una democrazia. Il motivo per cui mi sono iscritto anche a questa mailing list è proprio questo: secondo lei per avere informazioni DETTAGLIATE sull'ecologia mi potevo iscrivere anche ad una mailing list riguardante specificatamente l'economia politica?

Arrivederci!

Rodolfo









Il 05/05/2011 16.33, Laboratorio Eudemonia ha scritto:


On 05/05/2011 at 14.49 Rudy wrote:

Salve,  condivido alcune cose di quanto è scritto (l'antifascismo) e non
ne condivido altre. Ci sono molti statali competenti e seri e non
generalizzare è un atto di pluralismo e apertura mentale (non sono forse
questi gli ideali più preziosi dell'antifascismo?). Un personaggio non
proprio degno di stima quale è Brunetta è caduto in questo errore ed è
stato duramente criticato.

Non c'è vera differenza tra statale e statale: qualsiasi statale, anche il più competente e serio, si appropria di un bene comune (il ruolo pubblico) e toglie agli altri cittadini il diritto di partecipare alla Res publica. E' la figura istituzionale dello statale, tipicamente d'epoca fascista, il problema. Anche fossimo tutti brave persone, impersonando il ruolo dello statale, chiunque di noi farebbe del male alla società, la riporterebbe ai tempi del fascismo.



  Comunque, apparte queste considerazioni, non capisco cosa c'entri
questo tema con l'ecologia...gradirei ricevere informazioni solo
riguardo questo argomento...grazie.

Questa è osservazione importante. Gli statali, nelle "loro" scuole finto pubbliche, vi hanno messo in mente una cultura che è esclusivamente SPECIALISTICA. Tant'è che la nostra cultura non contempla alcun corso ORGANICISTICO. Voi non sapete nemmeno cos'è l'organicictà. Ergo voi non badate al fatto che la realtà, la vita hanno un certo carattere rotondo e sfuggente che fa sì che la soluzione ai singoli problemi si trovino spesso lontano dall'ambito che si ritiene di competenza.

Tant'è che l'ambiente l'hanno ucciso proprio i difensori dell'ambiente i quali, mantenendosi dentro un loro presunto ristretto ambito di competenza, hanno fatto da blocco alla consapevolezza del fenomeno demografico. Proprio a causa del velocissimo andamento demografico, l'umanità non è riuscita a sviluppare in tempo una maturità quanto meno al passo dello sviluppo tecnologico. E così ecco il vero perché di Bhopal, di Chernobyl, Fukushima e tutto il resto.


La specializzazione è metodo buono per costruire un PC, un missile, un'auto. Ma quando si tratta di sistemi complessi perché viventi la specializzazione facilmente stermina le soluzioni. Colombo aveva ragione suggerendo di buscar l'oriente por l'occidente. Certo non mi aspetto che qui vi sia anche un solo Colombo nè che nessuno di voi cambi rotta. Siete così solidali con i condizionamenti che ricevete, che non potreste, non sapreste procedere per altre vie, non avendo autonomia di pensiero.

Ciònondimeno è mio dovere, Cassandrin de Cassandroni, dirvi quanto di realmente importante accade a vostra insaputa.

Ringrazio e saluto.


Danilo D'Antonio



il problema della specializzazione:
http://www.hyperlinker.com/ars/spicchi.htm

















































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