[Pace] Foggia, 7 marzo: veglia silenziosa per i 200 bambini vittime in Iran del raid USA-Israele



Il Coordinamento Capitanata per la Pace organizza un presidio davanti alla Scuola primaria Pascoli di Foggia per ricordare le vittime dei raid Usa-Israele e del regime iraniano


Sabato 7 marzo, dalle 17:45 alle 19:00, davanti alla Scuola primaria Giovanni Pascoli di Foggia, il Coordinamento Capitanata per la Pace promuove una veglia silenziosa in memoria delle 200 bambine e bambini uccisi in Iran nelle loro aule scolastiche dai raid israelo-statunitensi — 165 femmine e 35 maschi — e di tutte le recenti vittime del regime iraniano.

La scelta del luogo non è casuale: una scuola per onorare chi alla scuola è stato strappato con la violenza. Un atto simbolico e al tempo stesso una denuncia pubblica per quello che gli organizzatori definiscono apertamente un "crimine contro l'umanità", rimasto ai margini dell'informazione internazionale.


Un silenzio che denuncia

«Scegliamo un silenzio che è rispetto, ma anche denuncia», dichiarano gli organizzatori nel comunicato di convocazione.

La veglia si inscrive in un percorso di impegno per la pace che il Coordinamento porta avanti da tempo sul territorio di Capitanata. Il 18 gennaio scorso, il gruppo aveva già partecipato alla Catena per la pace a Foggia, occasione in cui era stata espressa una netta condanna al regime iraniano.

Oggi, di fronte all'aggressione militare contro l'Iran, il Coordinamento tiene insieme due piani distinti ma inseparabili: la condanna del regime di Teheran — le cui violenze sui propri cittadini sono ben documentate — e la condanna dei bombardamenti che hanno colpito bambini nelle aule scolastiche.


Il contesto geopolitico: un'asimmetria che non si può ignorare

L'attacco militare contro l'Iran è avvenuto mentre erano in corso i negoziati diplomatici. La questione del programma nucleare iraniano aveva trovato una cornice nel JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action), l'accordo firmato nel 2015 che prevedeva precisi vincoli e meccanismi di controllo.

Non è stato l'Iran a uscire da quell'accordo: sono stati gli Stati Uniti di Donald Trump a ritirarvisi unilateralmente nel 2018.

Gli organizzatori sottolineano una contraddizione di fondo difficile da ignorare: l'Iran è firmatario del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari; Israele, invece, non lo è — pur possedendo un arsenale nucleare che non ha mai formalmente ammesso — ed è al tempo stesso l'unico Stato al mondo che la Corte penale internazionale ha posto sotto indagine per genocidio.

Colpire militarmente l'Iran in questo contesto significa, secondo il Coordinamento, ignorare deliberatamente questa asimmetria e legittimare una logica di forza che travolge il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Il Coordinamento condanna il regime degli ayatollah, ma è netto nel ribadire che nessuna repressione interna può giustificare un'aggressione militare esterna.


Guerra, democrazia e costi sociali

Israele e Stati Uniti, secondo gli organizzatori, stanno trascinando il mondo verso un conflitto generalizzato, nel tentativo di ristrutturare l'intero Medio Oriente attraverso la forza. 

Il Coordinamento chiede il rispetto dell'articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa.


Essere presenti

La veglia di sabato 7 marzo è aperta a tutte e tutti. La cittadinanza è invitata a portare un lumino, che verrà deposto a terra. Un momento breve — poco più di un'ora — ma carico di significato. Per ricordare 200 bambini che, considerati semplici "effetti collaterali", non vedranno mai il domani.

Dove: Scuola primaria Pascoli, Foggia
Quando: Sabato 7 marzo 2026, ore 17:45–19:00

Per informazioni: coordinamentocapitanatapace at gmail.com


Articolo redatto sulla base del comunicato del Coordinamento Capitanata per la Pace