[Pace] La Svezia nella Nato e il tradimento dell'eredità pacifista di Olof Palme



LA SVEZIA NELLA NATO: BASI STRANIERE, NEUTRALITÀ PERDUTA E IL TRADIMENTO DELL'EREDITÀ DI PALME a cura della Redazione PeaceLink – marzo 2026 Con l'adesione formale alla NATO nel marzo 2024, la Svezia ha concluso oltre duecento anni di neutralità militare. Una svolta che non riguarda solo la politica estera di Stoccolma, ma che interpella profondamente la storia della sinistra europea e il lascito di figure come Olof Palme, Willy Brandt ed Enrico Berlinguer, tre leader che avevano incarnato una visione alternativa alla logica dei blocchi militari. CHI ERA OLOF PALME Per capire quanto sia radicale il cambiamento in corso in Svezia, bisogna partire da lui: Olof Palme, primo ministro socialdemocratico in due fasi (1969-1976 e 1982-1986), assassinato il 28 febbraio 1986 a Stoccolma mentre camminava senza scorta dopo essere stato al cinema con la moglie. Il suo omicidio rimane ancora oggi avvolto nel mistero. Palme non fu un leader come altri. Proveniva da una ricca famiglia conservatrice ma aveva abbracciato il socialismo democratico fin dagli anni universitari, diventando uno dei più originali pensatori politici del suo tempo. Costruì in Svezia un modello di welfare "dalla culla alla tomba" che ampliò diritti, servizi e protezioni sociali con un intervento pubblico massiccio, ma senza statalizzazioni forzate. Sul piano internazionale, Palme inventò quello che lui stesso chiamava "neutralismo attivo": la Svezia non aderiva a nessun blocco militare, ma non si limitava al silenzio. Al contrario, si faceva sentire ovunque. Palme denunciò la guerra in Vietnam come crimine, si oppose all'apartheid sudafricano, sostenne i movimenti di liberazione del Terzo mondo, cercò di mediare nel conflitto Iran-Iraq per conto dell'ONU. Era critico tanto dell'imperialismo di Washington quanto del "socialismo reale" di Mosca. Ma il suo contributo più duraturo al movimento per la pace fu la presidenza della Commissione Indipendente per il Disarmo e la Sicurezza (1980-1984), che porta il suo nome. Il "Rapporto Palme" introdusse il concetto di "sicurezza comune": l'idea che la sicurezza non possa essere costruita contro il proprio avversario, ma solo insieme a lui. Un'idea rivoluzionaria, in piena Guerra Fredda, che avrebbe dovuto orientare la politica europea ancora oggi. TRE ALLEATI PER LA PACE: PALME, BRANDT, BERLINGUER Palme non agiva da solo. Negli anni Settanta e Ottanta, con Willy Brandt — storico cancelliere tedesco, premio Nobel per la pace nel 1971 — e Enrico Berlinguer — segretario del Partito Comunista Italiano — formò quello che si potrebbe chiamare il fronte europeo della pace. Willy Brandt era l'artefice della Ostpolitik, la politica di distensione e dialogo con i paesi dell'Est. Presidente dell'Internazionale Socialista, aveva capito che la pace in Europa non si costruiva attraverso la deterrenza militare ma attraverso il commercio, il riconoscimento reciproco e la diplomazia. Nel 1983 partecipò a enormi manifestazioni contro i missili Pershing e Cruise, entrando in rotta di collisione con il suo stesso partito. Berlinguer portava una prospettiva comunista profondamente autonoma da Mosca. Il PCI si batté con tutte le energie contro l'installazione dei missili americani in Europa, opponendosi anche ai missili sovietici SS-20. Berlinguer vedeva nella proposta di Palme del "corridoio denuclearizzato" in Europa una via d'uscita concreta alla logica dei blocchi. 
Berlinguer, Brandt e Palme erano il simbolo di quell'Europa di pace che oggi è andata in crisi. Il punto di massimo contatto tra Palme e Berlinguer fu la comune opposizione agli euromissili: entrambi temevano che l'Europa stesse diventando un semplice "ostaggio" delle strategie di Washington e Mosca, un teatro di guerra per conflitti decisi altrove. Palme cercò attivamente il dialogo con i comunisti italiani, vedendo in Berlinguer un interlocutore capace di allontanarsi positivamente dall'Unione Sovietica. Con la morte di Palme nel 1986 — e di Berlinguer due anni prima, nel 1984, colpito da un ictus durante un comizio a Padova — quella stagione politica si chiuse. Con Palme morì la stagione più fertile della socialdemocrazia europea. Quell'Europa che aveva provato a costruire una terza via tra i blocchi cessò di avere i suoi principali protagonisti. LA SVEZIA OGGI: BASI NATO E RIARMO L'ingresso della Svezia nella NATO, completato nel marzo 2024 dopo il via libera di Turchia e Ungheria, ha formalmente concluso la neutralità. Ma cosa significa in termini concreti? Al momento, nessuna base militare straniera permanente è stata istituita in territorio svedese. Il governo conservatore del premier Ulf Kristersson ha però rimosso il veto storico: la questione è oggi aperta e negoziabile. Il ministro della Difesa Pål Jonson ha dichiarato che la politica sulle basi verrà definita attraverso un dibattito parlamentare interno. Sul fronte americano, il Pentagono sta valutando la creazione di depositi preposizionati di equipaggiamenti militari nell'area scandinava — una forma di presenza militare "leggera" che non richiede truppe stanziali ma integra comunque il paese nella logistica dell'Alleanza. In parallelo, la Svezia ha avviato un massiccio piano di riarmo: spesa militare al 2,8% del PIL nel 2026, con l'obiettivo del 3,5% entro il 2030, cifra che supera persino la soglia del 2% richiesta dalla NATO ai propri membri. IL PARADOSSO SOCIALDEMOCRATICO La parabola del Partito Socialdemocratico svedese su questi temi è forse la più clamorosa della storia politica europea recente. Per 73 anni — dalla fondazione della NATO nel 1949 fino al 2022 — i socialdemocratici si erano opposti all'adesione. Erano stati loro a costruire e difendere la neutralità come espressione di una cultura politica orientata alla pace, alla mediazione e al disarmo. Era l'eredità diretta di Palme. Nel 2022 la premier socialdemocratica Magdalena Andersson compie la svolta storica, presentando domanda di adesione alla NATO dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Fissa due condizioni: no a basi militari straniere permanenti, no ad armi nucleari in territorio svedese. Oggi, all'opposizione, i socialdemocratici hanno ulteriormente abbracciato la logica della NATO. Andersson ha proposto un fondo straordinario per la difesa da circa 22,7 miliardi di euro, da finanziare a debito. La resistenza alle basi straniere si è sensibilmente attenuata rispetto alla posizione originaria. Rimane solo la riserva simbolica sul nucleare. Quello che Palme aveva costruito — la "sicurezza comune", il neutralismo attivo, il dialogo come strumento di pace — è stato smontato dagli stessi socialdemocratici che ne erano stati i custodi. UNA RIFLESSIONE PER IL MOVIMENTO PER LA PACE Palme, Brandt e Berlinguer non erano pacifisti ingenui. Erano politici realisti e visionari che avevano capito che la corsa agli armamenti era irrazionale e pericolosa per il futuro dell'Europa. Sapevano che la sicurezza non si costruisce accumulando basi militari e missili, ma attraverso il dialogo, il riconoscimento reciproco, la riduzione delle tensioni. Quella visione oggi è scomparsa quasi completamente dal dibattito politico mainstream. La narrazione dominante — per cui il riarmo e l'allargamento della NATO sono risposte "difensive" e "necessarie" — lascia in ombra domande cruciali: la creazione di nuove basi e il preposizionamento di armamenti contribuiscono alla stabilità europea o alimentano una spirale di escalation? Esiste ancora uno spazio politico per proporre soluzioni basate sulla diplomazia e il disarmo multilaterale? PeaceLink ritiene che queste domande debbano restare al centro del dibattito pubblico. La storia della neutralità svedese — e l'eredità di Palme — ci ricorda che percorsi alternativi alla logica dei blocchi militari sono stati possibili. E che sarebbe sbagliato rinunciare a perseguirli. --- GLOSSARIO ESSENZIALE
Articolo 5 NATO — La clausola di difesa collettiva: un attacco a un membro è un attacco a tutti. È il pilastro della deterrenza NATO.
Commissione Brandt — La Commissione Indipendente sui Problemi Internazionali dello Sviluppo (1977-1980), presieduta da Willy Brandt. Si occupò di squilibri tra Nord e Sud del mondo e di cooperazione allo sviluppo.
Commissione Palme — La Commissione Indipendente per il Disarmo e la Sicurezza (1980-1984), presieduta da Palme. Il suo rapporto finale introdusse il concetto di "sicurezza comune" e propose misure concrete di disarmo bilaterale.
Deterrenza — Strategia militare volta a scoraggiare un aggressore minacciando ritorsioni insostenibili. La NATO basa la propria sicurezza su deterrenza convenzionale e nucleare.
Euromissili — I missili nucleari a medio raggio installati in Europa negli anni Ottanta: i Pershing II e Cruise americani nei paesi NATO, gli SS-20 sovietici nei paesi del Patto di Varsavia. Scatenarono un enorme movimento di protesta in tutta Europa.

NATO — Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord, alleanza militare fondata nel 1949, oggi composta da 32 paesi. Il suo principio cardine è la difesa collettiva (Articolo 5): un attacco a un membro è considerato un attacco a tutti.
Neutralità militare — Politica per cui uno Stato si astiene da alleanze militari e conflitti tra altri paesi. La Svezia aveva mantenuto questa posizione per oltre 200 anni. Neutralismo attivo — Il concetto sviluppato da Palme: la Svezia rimaneva fuori dai blocchi militari, ma interveniva attivamente nel dibattito internazionale su pace, disarmo e diritti umani.
Ostpolitik — La politica di distensione con i paesi dell'Est promossa da Willy Brandt negli anni Settanta: riconoscimento diplomatico della Germania dell'Est, accordi commerciali, dialogo come strumento di pace.

Preposizionamento (Army Prepositioned Stocks) — Depositi di equipaggiamenti militari collocati in anticipo in paesi alleati, per consentire un rapido dispiegamento di truppe in caso di crisi, senza richiedere una presenza permanente di soldati. Riarmo — Processo di potenziamento delle forze armate attraverso aumento della spesa militare e acquisto di nuovi sistemi d'arma. Molti paesi europei hanno avviato piani di riarmo significativi dopo il 2022.
Sicurezza comune — Concetto introdotto dal Rapporto Palme (1982): la sicurezza non si costruisce contro il proprio avversario, ma solo insieme a lui, attraverso la riduzione delle tensioni e il disarmo reciproco. --- © PeaceLink 2026 — Distribuito con licenza Creative Commons BY-NC-SA Per sostenere PeaceLink clicca su www.peacelink.it/donazioni