[Pace] Emergency: "L'Italia scelga la pace sull'Iran. No alle basi per attacchi militari"
- Subject: [Pace] Emergency: "L'Italia scelga la pace sull'Iran. No alle basi per attacchi militari"
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- Date: Fri, 6 Mar 2026 13:28:10 +0100
Mentre l'escalation militare minaccia di innescare un conflitto armato su scala regionale e globale, l'ONG fondata da Gino Strada lancia un appello urgente: Roma segua l'esempio di Madrid e anteponga il diritto internazionale all'uso delle armi.
Di fronte a un'escalation militare che rischia di trascinarci in un conflitto di dimensioni mondiali, Emergency alza la voce e si rivolge direttamente al governo italiano con sei richieste concrete e urgenti. Lo scenario è quello di una crisi senza precedenti: dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele sull'Iran, Teheran ha risposto colpendo nove Paesi della regione e una base militare a Cipro.
Le sei richieste di Emergency al governo italiano sono le seguenti.
- Rispettare la Costituzione. L'articolo 11 è inequivocabile: l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà altrui e come mezzo per risolvere le controversie internazionali. Il paese deve rifiutare ogni coinvolgimento, diretto o indiretto, in operazioni militari contro l'Iran.
- Negare l'uso delle basi militari. Il territorio italiano e le basi sul suolo nazionale non devono essere messi a disposizione per operazioni di attacco unilaterale condotte al di fuori della legalità internazionale. Farlo significherebbe moltiplicare sofferenze e instabilità globale.
- Promuovere una diplomazia dei diritti. Condannare la repressione interna del regime iraniano è un dovere morale. Ma farlo attraverso i bombardamenti è una contraddizione insostenibile: i missili colpiscono indiscriminatamente gli stessi cittadini che si dichiara di voler proteggere.
- Rifiutare la retorica del "regime change". Le dottrine della "anticipazione strategica" e del cambio forzato di regime hanno legittimato negli ultimi vent'anni interventi fuori dalla legalità internazionale, producendo instabilità cronica, immani sofferenze civili e la perdita di credibilità dell'Occidente nel mondo.
- Rispettare la legge 185/90. La normativa italiana vieta la vendita di armamenti a Paesi in guerra o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Emergency chiede che questa legge venga applicata con rigore e senza eccezioni.
- Assumere un ruolo di mediazione in Europa. L'Italia può affiancare il governo spagnolo e farsi promotrice di un cessate il fuoco immediato, lavorando per costruire un fronte comune con gli altri Paesi europei in favore del dialogo e della de-escalation.
L'appello di Emergency si inserisce in un momento in cui la comunità internazionale è chiamata a fare scelte nette. Mentre la macchina militare accelera, l'organizzazione ricorda che esistono strumenti politici e diplomatici ancora inesplorati, e che l'Europa ha la forza — se vuole esercitarla — di tracciare una via alternativa alla spirale delle armi.
La posizione di Emergency è netta: la solidarietà verso chi lotta per la propria libertà non si esercita con il lancio di missili. L'Italia ha una Costituzione, ha leggi e ha una storia che la chiamano a essere protagonista di pace, non complice di guerra.
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