[Pace] I rapporti di cooperazione militare ed economica fra Cina e Russia. Qual è la strategia di Xi Jinping?



Xi Jinping resta fermo sull’idea di un asse “senza limiti” con la Russia, come ufficializzato il 4 febbraio all’apertura dei Giochi Invernali di Pechino.

L’obiettivo di quest’asse è portare avanti la critica condivisa all’attuale ordine liberale internazionale. La Cina di Xi Jinping si trova in una fase di ascesa globale e di crescenti ambizioni di un nuovo posto nel mondo. Di contro, gli Stati Uniti - prima di Trump, poi di Biden - stanno formalizzando la competizione strutturale con Pechino attraverso la creazione o il rafforzamento di diversi accordi multilaterali in ambito militare (QUAD e AUKUS), economico (IPEF e Chip 4 alliance) e infrastrutturale (Build Back Better for the World, B3W). Avere la Russia al proprio fianco permette, quindi, alla Cina di respingere i tentativi di isolarla.

Ma se la Russia è “utile” per avviare una revisione di un ordine internazionale costruito dalle potenze occidentali, contestualmente Xi Jinping ha mostrato insofferenza per un’azione russa che ha generato un disordine internazionale eccessivo. La crisi internazionale che ne è derivata crea pressione anche su di un’economia cinese affaticata, che certo non aveva bisogno di essere sottoposta agli effetti della guerra. Inoltre, l’insistenza russa sull’annettersi parti del territorio ucraino crea imbarazzi ai cinesi che dagli anni ’50 fondano la propria politica estera sui cosiddetti “cinque princìpi di coesistenza pacifica” e, in particolare, sull’assunto della tutela della sovranità territoriale. In aggiunta, la minaccia russa di utilizzare le armi nucleari, e la possibilità che la Cina possa essere associata ad un’azione di Putin di questo tipo, è un rischio ulteriore per l’autoproclamata immagine di Pechino come potenza pacifica. La soluzione migliore per Xi Jinping, allora, sarebbe quella di una rapida soluzione del conflitto senza, però, che sia necessaria una rottura con Mosca. Uno scenario di questo genere consentirebbe alla Cina di occuparsi delle proprie questioni interne e della competizione con gli Stati Uniti, con la Russia al proprio fianco. 

Filippo Fasulo e Roberto Italia
ISPI

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