Re: R: R: [pace] lascio la "lista offese" di Peacelink



Caro Lorenzo,
mi dispiacerebbe davvero tanto se abbandonassi questa lista. Spero proprio che ci ripensi, come fece a suo tempo Marco Palombo. Intanto, ti prego di dare un'occhiata all'analisi di cui parlo nel messaggio precedente. http://albertocacopardo.blogspot.it/2012/08/guerra-di-siria-torti-ragioni-e.html
Ci terrei a sapere che ne pensi.
Alberto Cacopardo

Il 27/08/2012 13.54, lorenz.news at yahoo.it ha scritto:
Prendo atto che in questa lista i commentatori stanno conducendo un
linciaggio mediatico contro di me, reo di

ricordare i crimini del regime.



1 Sarubbi scrive:



"A me pare che Galbiati, visto quello che scrive e sostiene, non abbia
alcuna autorità per definire l'attendibilità di Meyssan o di chiunque altro.
La perentorietà con la quale l'afferma è semplicemente patetica.
giovanni sarubbi"



--- Chiunque può informarsi in rete su chi sia Meyssan, io lo leggo da anni,
e lo considero come tanti del tutto inaffidabile (quindi non solo sulla
Siria), oltre che persona discutibile e invasata, amica di nazisti,
negazionisti, complottista fino alla paranoia, con accuse di pedofilia ecc.
Ho già postato un lungo commento su di lui tempo fa, al quale Valeria Sonda
rispose con un Vergognati.



Sta di fatto che io sto valutando l'attendibilità di una fonte.

Sarubbi ha deciso, dopo 3 messaggi in cui scriveva "mistificazioni" a quel
che dicevo (e cioè che le più grandi stragi le fa il regime, l'unico che
bombarda le città dal cielo: sono mistificazioni?), di passare sul piano
personale, e di screditarmi come persona inaffidabile. E Sarubbi e io siamo
entrambi nella redazione di Peacelink. Quindi un redattore di Peacelink mi
scredita pubblicamente in lista a livello personale. Ne prendo atto.



2 Ha ragione allora Cosenza,

che scrive che io dico "Fesserie", e mi chiede: "E' cosi difficile da capire
caro galbiati ?   Ecco perché il paragone é una fesseria..Non te la
prendere, capita a chi tanto  scrive, sei giovane , ti farai" come a dire:
non hai ancora imparato un cazzo (si espresse letteralmente così tempo fa
verso me e Mary Rizzo) ma crescerai. Non pago, Cosenza aggiunge ieri:

"Solo il galbiati non ha capito che senza il veto russo (e cinese per
correttezza)  saremmo da tempo in una situazione libica con  distruzione
completa di un paese  e  centinaia di migliaia di morti, magari anche  la
sodomizzazione del  tiranno Assad   ( con grande godimento erotico del
nostro redattore).... Bella soddisfazione



----

Da parte dei commentatori della lista Pace nessuna reazione, a parte appunto
Sarubbi come sopra, poi Palombo che dà a me del giudice. Ma visto e



considerato che il moderatore Marescotti invita senza far nomi a continuare
in privato e specifica che non si riferisce a nessuno,



io prendo atto che se in questa lista ci sono persone che screditano ad
personam e offendono un'altra trattandola con disprezzo, al massimo occorre
aspettarci dagli altri commentatori e anche dal moderatore un "vedetela tra
voi", come se il tono e le parole e le accuse siano della stessa entità da
entrambe le parti.

Poiché a me è chiaro che le cose non stanno così, che io porto degli
argomenti e non mi esprimo screditando la persona, tanto meno con toni
volgari, ma semmai incalzo chiedendo conto di quel che scrive, invito a
documentare e spiegare, e dato che considero contrario alla nonviolenza
evitare i conflitti, non entrare nel merito, non esporsi, risolvere il tutto
con un vedetela tra di voi, specialmente quando il conflitto non è due che
lottano tra loro ma uno che scredita l'altro,



lascio questa lista pace,



e valuterò anche se lasciare Peacelink, per la quale tra il Manifesto
nonviolento per cui ho raccolto la vostre firme mesi fa e ho contattato
tantissimi luoghi anche di persona e il mio impegno per la Siria ho dedicato
nell'ultimo annno l'equivalente di tempo di un lavoro part time.



Porgo un saluto a una persona che stimo molto e a cui ho cercato di
rispondere nel merito: Enrico Peyretti



Lorenzo Galbiati









   _____

Da: pace-request at peacelink.it [mailto:pace-request at peacelink.it] Per conto
di redazione il dialogo
Inviato: domenica 26 agosto 2012 23.16
A: pace at peacelink.it
Oggetto: Re: R: [pace] Thierry



A me pare che Galbiati, visto quello che scrive e sostiene, non abbia alcuna
autorità per definire l'attendibilità di Meyssan o di chiunque altro. La
perentorietà con la quale l'afferma è semplicemente patetica.
giovanni sarubbi


On 26/08/2012 22:02, Lorenzo Galbiati wrote:


Ribadisco che l'attendibilità del francese Thierry Meyssan, e del suo sito
voltaire.net, entrambi schierati con la Russia e quindi con Assad, è
assolutamente nulla, così come del resto è nulla la documentazione di quel
che afferma. Che poi frammiste alle sue affermazioni del tutto infondate ci
siano anche dei dati reali, non lo escludo, così come il falso non esclude
una piccola parte di vero. Informatevi su chi è e cosa fa, questo Meyssan.

Lorenzo Galbiati

--- Dom 26/8/12, valeria.sonda at alice.it<mailto:valeria.sonda at alice.it>
<valeria.sonda at alice.it>  ha scritto:




Da: valeria.sonda at alice.it<mailto:valeria.sonda at alice.it>
<valeria.sonda at alice.it>
Oggetto: [pace] Thierry
A: pace at peacelink.it
Data: Domenica 26 agosto 2012, 19:18







http://www.megachip.info/rubriche/67-cronache-internazionali/8753-il-piano-b
rahimi.html

<<Sotto i nostri occhi>>, Cronaca di politica internazionale n°5


<http://alicemail.rossoalice.alice.it/rubriche/67-cronache-internazionali/87
53-il-piano-brahimi.html>

di Thierry Meyssan

Dopo il secondo veto russo-cinese che vietava un intervento straniero in
Siria (4 febbraio), gli occidentali hanno fatto finta di cercare la pace
mentre conducevano una vasta guerra segreta.
Sul fronte diplomatico, hanno messo in campo il Piano Annan-Lavrov, intanto
che segretamente istradavano decine di migliaia di mercenari e mentre alcuni
osservatori delle Nazioni Unite scortavano i capi dell'ESL, organizzando i
loro viaggi, nonostante gli impedimenti.

L'attentato che ha decapitato il comando militare siriano (18 luglio) doveva
aprire la porta di Damasco ai Contras e permettere agli occidentali di
«cambiare il regime». Non è accaduto. Traendo insegnamento da questo
fallimento, e nonostante il terzo veto russo e cinese, gli occidentali hanno
scelto di saltare un passo: non potendo «cambiare il regime», seminare il
caos. Per far questo, hanno sabotato il Piano Lavrov-Annan, e hanno
annunciato la loro intenzione di assassinare il presidente Bashar al-Assad.

L'operazione è iniziata con fughe di notizie pilotate sulla stampa. Reuters,
NBC, Le Parisien, Le Canard enchaîné, The Sunday Times e Bild am Sonntag
hanno rivelato che Barack Obama aveva autorizzato da mesi un'ingerenza
militare segreta; che gli Stati Uniti, la Turchia, la Francia, il Regno
Unito e la Germania agivano di concerto, e che questa guerra segreta era
coordinata da un quartier generale installato presso la base Nato di
İncirlik.

A seguito della rivelazione dell'ordine presidenziale Usa, Kofi Annan ha
rassegnato le sue dimissioni. Era diventato inutile richiedere un cessate il
fuoco per conto del Consiglio di Sicurezza, dal momento che certi membri del
suddetto Consiglio rivendicavano di essere i fautori della guerra. L'inviato
speciale dei segretari generali dell'Onu e della Lega araba precisava che,
oramai, sarebbe stato impossibile per chiunque continuare la sua missione,
poiché la missione stessa risultava illusoria alla luce delle «disunioni»
del Consiglio.

Ciononostante, gli occidentali hanno potuto contare sui segretari generali
dell'Onu e della Lega Araba per dare una parvenza di pacifismo e di legalità
alle loro ambizioni imperiali. Costoro hanno dunque incaricato un nuovo
rappresentante speciale comune, Lakhdar Brahimi. Secondo il comunicato di
nomina, Ban Ki-moon non ha gli dato come missione l'attuazione del Piano
Lavrov-Annan, approvato dal Consiglio di sicurezza, bensì quella di usare «i
suoi straordinari talenti e le sue straordinarie esperienze» per portare la
Siria verso «una transizione politica, in conformità con le legittime
aspirazioni del popolo siriano».

Per capire cosa bolle in pentola, basta ricordarsi cosa sono «i talenti ed
esperienze» di Brahimi. Figlio di un collaboratore dell'autorità di
Occupazione francese - e non di un eroe dell'indipendenza algerina come ama
far credere approfittando di un omonimia - Lakhdar Brahimi è uno dei
turiferari dell'«ingerenza umanitaria», espressione politicamente corretta
per definire il neo-colonialismo. Il suo nome è rimasto in calce alla
relazione della Commissione da lui presieduta sulle operazioni di
peacekeeping. Non metteva in discussione la deriva che ha portato l'Onu a
creare forze di interposizione per imporre soluzioni politiche contro il
parere dei belligeranti anziché vigilare sull'attuazione degli accordi di
pace conclusi in modo equo fra di essi. Al contrario, raccomandava di
fondare questa governance globale su una dottrina di intervento e un
servizio di intelligence sovranazionale. Così è stato creato il servizio «di
sostegno alla decisione». Successivamente, e senza nemmeno informare il
Consiglio di Sicurezza, Ban Ki-moon ha firmato un protocollo con il suo
omologo della Nato (23 settembre 2008), che lega questo servizio
all'Alleanza atlantica. Questo per quanto riguarda i «talenti».

Per quanto riguarda l'«esperienza» di Brahimi, essa lo ha portato a
inventare il regime confessionale libanese (Accordo di Taif) e a istituire
il narco-regime afghano (Accordo di Bonn). Ha anche cercato di partecipare
al «rimodellamento» dell'Iraq, vale a dire la sua divisione in tre stati
separati, di cui uno sunnita che sarebbe stato reintegrato nella monarchia
hashemita. Unendo l'utile al dilettevole, ha maritato sua figlia Rym (a quel
tempo giornalista alla CNN) con il principe Alì, in modo che se questo fosse
diventato re, lei sarebbe stata regina dell'Iraq. Tuttavia, la sua
megalomania si scontrò con la feroce resistenza del Baath e Washington
abbandonò il progetto.

Ma non è mica tutto. Le sue biografie ufficiali omettono di segnalare che il
grande «democratico» Lakhdar Brahimi è stato uno dei 10 membri dell'Alto
Consiglio di Sicurezza che perpetrò ad Algeri il colpo di stato del 1992,
annullando le elezioni legislative, costringendo il presidente Bendjedid a
dimettersi e installando i generali "janviéristes"* al potere. Seguì una
guerra civile - modello che Washington vorrebbe applicare oggi alla Siria -
nella quale entrambe le parti furono manipolate dagli Stati Uniti. Durante
questo periodo, il leader degli islamisti, Abbassi Madani (attualmente
rifugiato in Qatar) prese come consigliere politico il pseudo-laico Burhan
Ghalioun (futuro presidente del Consiglio nazionale siriano). La fazione
armata islamista GSPC (rinominata nel 2007, Al-Qa'ida nel Maghreb islamico)
si addestrava alle armi con il Gruppo combattente islamico in Libia (dal
1997 rinominato Al-Qa'ida in Libia), la maggior parte dei combattenti dei
due gruppi sono oggi incorporati nell'esercito «siriano» libero.

È in questo contesto che il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius,
ha ispezionato le basi francesi di retrovia installate presso gli Stati
confinanti con la Siria. Mentre era di passaggio in Giordania, ha
dichiarato: «Sono consapevole della forza di quel che sto dicendo: Bashar
al-Assad non meriterebbe di essere sulla Terra». Senza dover nemmeno puntare
il pollice verso il basso, l'Imperator Fabius è dunque passato dal «Bashar
deve sloggiare!» al «Bashar deve morire!».

Gli occidentali hanno un messaggio per Mosca e Pechino. Non si arrenderanno.
Andranno sull'obiettivo con qualsiasi mezzo.



(26 agosto 2012)