R: ateo, e cioè cristiano più vero di un qualunque Butti-bacchettone



Il problema e' quale societa' e quale famiglie difendiamo.Questa e' una
societa' areligiosa nel senso piu' deteriore del termine perche' si
adora non Dio ma il denaro ed il potere e questo si riflette si tutto,
nel pubblico e nel privato.Certe volte gli atei fanno del bene piu' dei
credfenti questo perche' la fede normalmente e' una etichetta e cosi'
non va .Non credo che l'ateismo risolva il problema caso mai il
contrario e i vari Deleuze o Adorno hanno decostruito la famiglia
patriarcale occidentale ma non conoscevano la famiglia tradizionale
indiana o quella buddista o quella islamica e non e' detto che la
famiglia non patriarcale non possa esistere se pur costituita da un
padre, da una madre e dai figli qwuando ci sono.ESISTONO ANCHE FAMIGLIE
CON UN SOLO GENITORE MA PRETENCDERE CHE UN PADRE E UNA MADRE DA SOLI SI
SOBBARCHI TUTTO NON E' GIUSTO I FIGLI SI FANNO IN DUE E SI CRESCONO IN
DUE.Inoltre ci sono altri modelli di famiglia nelle culture altRe che
non copiano il modello produttivistico- proprietario  perche' in alcune
societa' tradizionali i valori sono altri rispetto a 	quelli del
capitalismo. .Amare Dio significa amare il prossimo senza proprieta' ne'
possesso anzi espropriarsi di potere e possesso poiche' solo Dio ha il
potere sulle cose noi no.La religione puo' essere un fattore di
liberazione non di oppressione se la fede si collega ad un progetto di
trasformazione del mondo e se non viene imposta .Nel movimento
antiglobalizzazone ci sono cristiani,ebrei e una grande quantita' di
musulmani .Avere coe punto di riferimento Dio significa non avere come
punto di riferimento i disvalori di questa societa'.La stessa cosa vale
er i gay,ci sono credenti che accettabo l'omosessualita', in tutte le
religioni.Se guite il sito di cristiani di sinistra www.ildialogo.org
dove ci sono-tra l'altro-posizioni progressiste  di cristiani di base ed
una pagina sull'Islam .
salam èace shalom
amina
musulmana e no global

-----Messaggio originale-----
Da: pace-request at peacelink.it [mailto:pace-request at peacelink.it]Per
conto di Associazione Partenia
Inviato: sabato 16 ottobre 2004 12.52
A: Undisclosed-Recipient:;
Oggetto: ateo, e cioè cristiano più vero di un qualunque
Butti-bacchettone


Tutto in famiglia 
GIANNI VATTIMO

Non so se è un ennesimo effetto della dissoluzione della (coscienza di)
classe, ma ciò che mi sembra emergere dalla furibonda polemica sui
diritti dei gay, prima ancora che sui doveri delle madri di famiglia,
sui quali si è infelicemente pronunciato Buttiglione, è che la
rivoluzione è un affare di minoranze piuttosto che del proletariato
tutto. Potrebbe essere un modo di ricuperare Lenin, ma non lo credo. E'
forse semplicemente un tratto caratteristico delle democrazie
mediatiche, almeno in questo non del tutto da buttar via: siccome delle
minoranze si deve parlare per fare notizia e non annoiare il pubblico,
quando una di queste viene toccata duramente da qualche misura
persecutoria, diventa un problema generale - e le sue rivendicazioni si
rivelano per lo più riguardare tutti, come è ben evidente dalla
questione gay. Gli omosessuali che rivendicano i loro diritti fanno un
«lavoro» che tocca tutti, anche coloro che gay non sono. Demonizzare
l'omosessualità, e perseguirla con leggi quando se ne abbia il potere, è
qualcosa che si fa anche a danno dei tanti Luca Coscioni che, in nome
delle stesse ragioni di «diritto naturale» in cui crede Buttiglione,
vedono vietate o comunque rallentate le ricerche sugli embrioni da cui
potrebbe scaturire una cura per le loro, nostre, malattie. Ma non diamo
tutti i meriti ai gay, anche se sono oggi una minoranza più combattiva
delle madri di famiglia. In verità, l'accanimento con cui la Chiesa e la
cultura conservatrice rifiutano ogni comprensione al problema
omosessuale è la consapevolezza - del resto lo dicono sempre anche loro,
papi e reazionari di ogni specie - che la famiglia è la cellula della
società. Dimenticando di dire: di questa società. E questa famiglia.

Abbiamo forse messo in soffitta troppo presto - era per diventare
finalmente «cultura di governo»? - autori come Reich, Cooper, Laing,
Deleuze e Guattari, naturalmente Marcuse, e persino il più «serio»
Adorno - che ci hanno insegnato verità elementari sulla funzione della
famiglia patriarcale nel perpetuare la società proprietaria e
autoritaria. Un bambino che cresca in una famiglia con due mamme o con
due padri non riprodurrà nella propria formazione quello schema edipico
che dovrebbe prepararlo a diventare a sua volta padre-padrone di figli
sottomessi e poi fisiologicamente ribelli, e difensore (!) della donna
che sceglierà di impalmare. Certo, avrà le sue difficoltà con i compagni
di scuola «normali», non diventerà un cittadino esemplare... grazie a
dio; e magari grazie a dio diventerà persino ateo, e cioè cristiano più
vero di un qualunque Butti-bacchettone.

Nemmeno i laici hanno osato rivendicare un cristianesimo non omofobo e
sessuofobo, come se si fossero ormai rassegnati alla competenza
esclusiva del papa e dei suoi vescovi sulla morale cristiana; un modo
per disinteressarsi totalmente del senso del cristianesimo, «cosa loro»,
di preti e bigotti; tranquillizza molto di più così. Ma quale «amore per
la vita» e le generazioni future? Nel clerico-fascismo italiano che si
sta scatenando, la sola vita vera è quella di spermatozoi ed embrioni,
che non sanno di esistere e dunque possono essere «difesi» da papi,
vescovi, autorità varie, specie quando permettono così di violare la
libertà cosciente dei vivi-vivi. Noi non ci scandalizziamo (dove sei
andato a finire, Cacciari?) per la bocciatura «laicista» di Buttiglione;
ci scandalizziamo perché i cattolici italiani permettono che le sue
posizioni siano identificate con quelle dei
 credenti in Cristo e nel Vangelo. 
Fino a quando? 





n.b. 
(sottolineature e neretto sono dell' Associazione Partenia.)