il punto di non ritorno



E' ancora presto per individuare senza ombra di dubbio chi siano stati gli autori della serie di attentati che hanno colpito gli USA. E' ancora presto per quantificare le vittime. Ma non sarà mai troppo presto, al di là di una comprensibile condanna per l'uso della violenza soprattutto di quella terroristica, perché si faccia appello alla coscienza civile americana affinché prema nei confronti dei suoi vertici per evitare una rappresaglia e men che meno l'uso dell'opzione nucleare. Quello che voglio dire è che siamo davvero ad un punto di non ritorno. Gli USA devono davvero interrogarsi sul loro passato e sul futuro che vogliono scegliersi. Un arroccamento in un castello medioevale non è più possibile. Da parte nostra non possiamo fare la figura degli struzzi chiediamo subito la convocazione di un'agenzia e di un tribunale internazionale che individui, catturi e processi gli autori di codesti misfatti. Se lasciamo la risposta alle agenzie federali USA, alla loro voglia di rifarsi dopo un simile smacco, al governo del presidente Bush e se guardiamo alle frizioni che aumenteranno in maniera esponenziale in Medio Oriente con il prevalere della logica del tanto peggio - tanto meglio, ebbene, l'opzione nucleare o comunque di una sanguinosa rappresaglia, anche se non immediata, non sarà da escludere. Non lasciamo sole le forze democratiche presenti in USA, non c'è tempo da perdere: chiediamo la convocazione di una agenzia internazionale che accerti gli autori e si istituisca un tribunale internazionale. Non mi si venga a dire che nessuno a tutt'oggi abbia fatto la stessa cosa per i misfatti della CIA in tutto il mondo: lo so benissimo. Ma dobbiamo essere lungimiranti e dobbiamo capire che gli USA hanno il colpo in canna e che la voglia di vendetta sarà incontrollabile, inoltre già l'idea di un tribunale internazionale pone molte difficoltà conoscendo la scarsa capacità dei governi USA di dialogare con gli altri popoli: chi si ricorda la vicenda del sequestro della nave Achille Lauro, dell'uccisione, da parte dei terroristi, del cittadino americano di origine ebrea Leon Klinghofer, e del successivo tentativo da parte USA di catturare i responsabili del dirottamento, vicenda che terminò nell'areoporto di Sigonella grazie ad un Bettino Craxi in stato di grazia che fece rispettare il minimo delle norme di diritto internazionale, impedendo alle truppe d'assalto USA di considerare il territorio italiano come il cortile di casa propria e grazie anche ad una diversa situazione internazionale?
Ora, chi si opporrà alle "giuste" decisioni degli USA?
P.S. mentre scrivo ascolto Radio Tre: parlano di cosa rappresentavano le Torri gemelle, dicono che il panorama di N. York è tornato piatto che architettonicamente non erano apprezzate.
Che scollamento dalla realtà con il mondo ad un passo dal baratro.
Dove sono gli intellettuali italiani, di che parlano mentre il gigante ferito medita una vendetta inusitata?

Antonio Scalzi
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