Re: R: Una giornata contro le guerre



Caro Gianni,
ti ringrazio della tua informazione sul "Patto" perché non lo conoscevo. Devo ammettere che non sono molto attento, magari era già passato altre volte in questa mailing list.
L'appello dei premi Nobel di dedicare il 2000 alla nonviolenza e impegnarsi per i primi 10 anni ad una forte formazione in questo senso, lo leggo anche come un'interrogazione interna: << ma che pace vogliamo? In quale pace crediamo? Fino a che punto siamo disposti a non accettare le armi per difenderci?>>
Forse la risposta é facile soltanto se parliamo di teoria, ma in pratica come ci comporteremmo veramente?
Il ns E.I. sta in questi anni prendendo una nuova forma. Per l'opinione comune l'E.I. si sta trasformando in esercito in difesa dei popoli oppressi. In tutti questi anni di "missioni umanitarie", tutti quanti noi stiamo cercando di far scoprire la vera faccia ipocrita che si nasconde dietro. Stiamo cercado di lavorare perché si costruisca la nonviolenza contro la violenza. Ma che cos'é la nonviolenza? Noi quando gridiamo no alla guerra e basta con l'esercito crediamo poi veramente che la risposta sia la pratica della nonviolenza?
Questo me lo chiedo per primo a me stesso e partendo da qui volevo domandarti dei chiarimenti sul significato che ha la parola forza nel testo del "patto" che mi hai allegato.
Consento con un uso della forza, personale od organizzata, non
intenzionalmente omicida, per scopi strettamente difensivi della vita e dei
diritti fondamentali delle persone e dei popoli.
"Consento l'uso della forza…" … si intende l'invio di un esercito armato o se preferiamo di un corpo di polizia armato? E' chiaro che quello che intendiamo noi é diverso da quello che finora si é fatto (usurpando un sentire comune della gente), ma allora in fondo in fondo vuol dire che non crediamo veramente nella forza della nonviolenza? In questi anni si sta affermando il diritto di ingerenza umanitaria. Non siamo anche noi i promotori dell'affermazione di questo diritto? Ma lo siamo perché crediamo che si possa attuare con l'invio di forze nonviolente oppure in questi casi il mezzo principale rimane l'esercito armato?

Incolonno per punti la prossima frase per cercare di spiegare meglio la mia domanda.

Secondo le mie forze, capacità e mezzi, attuerò e sosterrò
ogni forma di resistenza civile contro la guerra,
di azione nonviolenta e
di cooperazione solidale,
per stabilire e mantenere la pace e il rispetto dei diritti umani, nella giustizia e nella
sicurezza comune.
"sosterrò ogni forma di resistenza civile contro la guerra…" significa che sosterrò anche chi cerca di resistere con le armi? Il ns essere contrario all'esercito, alle guerre, é poi un essere contrario comunque a chi usa le armi? Anche se chi le prende sono gruppi rivoluzionari che vogliono liberarsi dall'oppressione?

E' chiaro che queste mie domande sono "cavilli" confronto alla bontà, al giusto e importante contenuto dell'appello, ma ho voluto forzare di proposito le parole del testo per spiegare meglio i motivi per i quali sento importante la marcia Pg-Ass di settembre.

Se dovessimo cercare tra le pesone che hanno vissuto il 900 due figure che rappresentino le contrapposizioni di questo XX secolo e i rischi e le speranze per il futuro dell'umanità, io penserei subito a Gandhi e Hitler. Siamo tutti quanti d'accordo che l'umanità deve scegliere con più decisione il messaggio e l'azione di Gandhi, ma il ns impegno é nella direzione del pacifismo negativo, del pacifismo positivo o della nonviolenza?

Non dico questo tanto per evidenziarci, distanziarci e dire: "noi siamo i …".
Sento invece "…il bisogno di ribadire e crescere con una coscienza e una consapevolezza collettiva più matura verso la scelta della nonviolenza, anche appunto attraverso una marcia (di passaggio tra un millennio e l'altro) della nonviolenza"

Poi magari i motivi della marcia di settembre non li ho capiti bene e non sono proprio quelli che penso, ma io voglio partecipare con questi sentimenti.

Caro Gianni, vorrei spedire anche la lettera del Patto… aspetto le tue risposte ai miei "cavilli"

Ciao, paolo…

… nerozzi (bologna)
 
 
 

/-----------------------/                 /-----------------------/
lettera precedente
---------------------

Mi riferisco a quanto Paolo Nerozzi scrive e riporta (vedi sotto), ma sono
molte le occasioni che avrei potuto e forse dovuto  cogliere per
ri-proporre alla riflessione/discussione il "Patto dei cittadini del mondo
per la pace e i diritti umani" che segue.
Caro amico,

in quest'ultimo anno del XX° secolo diverse guerre sciagurate continuano ad
aggiungere morti e sofferenze alle numerose altre violenze e ingiustizie che
in tutto il mondo affliggono milioni di persone; guerre, violenze e
ingiustizie generate da un sistema di rapporti politici ed economici
fondato, in nome del libero mercato globale, sulla legge del più forte e su
un modello di sviluppo violento e insostenibile, con scarso rispetto sia dei
diritti umani che dell'ambiente.

Contro questi orrori e pericoli lottano e lavorano con grande impegno e
sacrificio tante ammirevoli persone e associazioni, ma la loro azione
evidentemente non basta. I governi sono pressoché sordi a tutto ciò che non
metta veramente in discussione il loro potere.

A volte molto parzialmente, o provvisoriamente e strumentalmente, fanno
mostra di aderire alle richieste dei movimenti di opinione che di volta in
volta si esprimono su casi o problemi eclatanti, ma non affrontano i
problemi alla radice e lasciano immutata la situazione strutturale che
genera sempre nuove catastrofi umane e ambientali.
 

Solo una permanente e crescente mobilitazione di molte persone, di cittadini
del mondo, di quelli che votano e pagano le tasse, potrà imporre un
cambiamento reale e duraturo. Siamo noi quindi, che abbiamo questa
responsabilità e questo potere. Il "Patto tra i Cittadini del Mondo per la
Pace e i Diritti Umani" è un impegno personale che si fa gesto pubblico e
collettivo per obbligare i governi di tutto il mondo a riconoscere priorità
concrete alla pace, ai diritti umani, alla giustizia, allo sviluppo e
all'ambiente. Un gesto di per se minimo e facile, com'è sottoscrivere una
dichiarazione e spedirla una volta all'anno ad uno o più indirizzi, che può
caricarsi però di una grande forza, perché sostenuto da convinzioni
personali profonde e perché condiviso da un grande numero di cittadini.

Non è stata costituita nessuna nuova associazione o comitato, perché sono
già molte le organizzazioni impegnate in diverse e indispensabili opere
umanitarie e solidali che possono fare propria e promuovere questa
mobilitazione, sapendo che da questa trarrà maggiore forza ed efficacia
anche la loro azione e attività specifica.

Siamo comunque noi cittadini i protagonisti insostituibili di questa
iniziativa. Possiamo e forse sarà bene non avere centri organizzativi e
decisionali: continuare, cambiare o smettere sarà per responsabile decisione
personale e assolutamente personale sarà anche la verifica della coerente
attuazione degli impegni sottoscritti.

Se decidi di aderire al Patto, i consigli operativi sono i seguenti :

1 - fotocopia separatamente i testi del Patto, in italiano e in inglese;

2 - completa le fotocopie con i tuoi dati anagrafici, la data e la firma (la
prima volta cancella con

un tratto di penna le parole "e rinnovo" - "and renew" all'inizio dei
testi);

3 - spediscile per lettera al Presidente del Consiglio e al Segretario
Generale dell'ONU;

si possono usare altri mezzi (fax, modem, ...) ma ovviamente bisogna evitare
i duplicati;

4 - ripeti la stessa procedura ogni anno, ad una scadenza qualsiasi;

Se ti sembra utile possiamo tenerci in contatto per aggiornarci sugli
sviluppi dell'iniziativa, ricordarci la scadenza annuale, proporre modifiche
alla procedura o al testo; possiamo dar vita ad una rete autogestita della
quale ciascuno può decidere di essere un "nodo", come io cerco di fare. Se
vorrai mi farai sapere.
 

Cordiali saluti.

Gianni

Giovanni Zampieri - Via Figliodoni, 2 - 23891 Barzanò (Lc) - Tel. 039-958264

e-mail: zampieri.gg at libero.it
 
 

Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, Palazzo Chigi - Piazza Colonna
370 - 00187 Roma

The Secretary-General of United Nations, United Nations Plaza, 1 - New York,
NY 10017 - USA

Io . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , residente a . . . . . . . . .
. . . . . .(cap. . . . . ) via . . . . . . . . . . . . . . . . n . . . , per
ribadire la mia volontà di pace ed affinché i governi adempiano con il loro
dovere e le loro promesse, sottoscrivo e rinnovo il seguente

PATTO TRA I CITTADINI DEL MONDO, PER LA PACE E I DIRITTI UMANI.

Mi impegno a non partecipare personalmente ad azioni di guerra e mi oppongo
che altri lo faccia o si prepari a farlo, anche per difendere veri o
presunti diritti e interessi miei o della collettività cui appartengo.
Consento con un uso della forza, personale od organizzata, non
intenzionalmente omicida, per scopi strettamente difensivi della vita e dei
diritti fondamentali delle persone e dei popoli. Secondo le mie forze,
capacità e mezzi, attuerò e sosterrò ogni forma di resistenza civile contro
la guerra, di azione nonviolenta e di cooperazione solidale, per stabilire e
mantenere la pace e il rispetto dei diritti umani, nella giustizia e nella
sicurezza comune.

Mi impegno a dare il mio consenso politico solo a chi operi concretamente
per la pace e contro ogni forma di violenza e ingiustizia, con coerenti atti
di governo, legislativi e diplomatici, anche unilaterali, tra i quali
considero prioritari ed essenziali:

- riformare o rifondare l'ONU in senso democratico, con l'abolizione del
diritto di veto e la definizione di più ampi ed equi criteri di
rappresentanza di tutti i cittadini; riconoscere piena ed effettiva autorità
sovranazionale all'ONU, alla Corte Internazionale di Giustizia ed al
Tribunale Penale Internazionale, fornendoli dei fondi e dei mezzi necessari
per esercitarla e possano concretamente operare per la pace e la tutela dei
diritti umani;

- avviare un concreto programma di disarmo generale, a partire dagli
armamenti nucleari e da quelli che provocano uccisioni, ferimenti e
distruzioni indiscriminate, di massa o particolarmente disumane;  convertire
gli apparati militari nazionali in organismi per la prevenzione
anti-bellica, la protezione civile e ambientale; abolire i tribunali
militari; porre sotto il rigido controllo degli stati e la supervisione
dell'ONU la produzione ed il commercio delle armi, da destinare
esclusivamente alle polizie nazionali ed all'ONU, per i loro scopi
istituzionali;

- affermare nei fatti la priorità dei diritti e dei bisogni delle persone
rispetto ad ogni altra esigenza o legge pseudo-naturale, ideologica o
religiosa, etnica o nazionalistica, economica o finanziaria; stabilire più
giusti rapporti economici tra le nazioni, in particolare tra le più ricche
del Nord e le più povere del Sud del mondo, con l'applicazione di criteri di
equità negli scambi commerciali e di clausole sociali per la salvaguardia
dei diritti dei lavoratori, delle culture autoctone e degli ambienti
naturali, per la difesa dei più deboli e la sicurezza di tutti;

- abolire il segreto di stato e gli infidi servizi segreti, che poco o nulla
hanno a che vedere con l'opportunità di temporanei e limitati segreti
operativi, e sono motivo di sospetto e sfiducia tra le nazioni, oltre che
frequente strumento di trame incontrollabili, antidemocratiche e
antisociali; fondare invece la sicurezza comune sulla trasparenza e sulla
lealtà;

- garantire libertà e pluralismo di cultura e di informazione, affinché la
verità prevalga sulla menzogna, e le diversità non siano motivo di divisione
e di scontro, ma di arricchimento per tutti.

Conseguentemente, in occasione delle scadenze elettorali, eserciterò il mio
diritto di voto esclusivamente in favore di candidati e forze politiche che
esplicitamente assumeranno questi punti programmatici e si confermeranno
seriamente impegnati a realizzarli.

Basta guerre! Per cominciare.

(data) . . . . . . . . . . . (firma) . . . . . . . . . . . . . . . . . .

The Secretary-General of United Nations, United Nations Plaza, 1 - New York,
NY 10017 - USA

Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, Palazzo Chigi - Piazza Colonna
370 - 00187 Roma

To reaffirm my will of peace and to ensure that governments give effect to
what is their duty and they

have solemnly pledged, I . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . ,

resident in . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . ,

hereby sign and renew the following

WORLD CITIZENS' PACT, FOR PEACE AND HUMAN RIGHTS

I undertake not to participate in acts of war and I shall stand out against
the actions of those who do or who prepare to do so, even when the defence
of rights and interests - real or presumed - of myself or the community to
which I belong is at stake. I approve of the use of force, individual or
collective, without homicidal intent, strictly for the aims of defending the
lives and fundamental rights of individuals and populations. Within the
bounds of my strength, ability and every means, I shall give effect and
support every form of civil resistance against war, of non-violent action,
and of mutual co-operation, so as to establish and maintain peace and the
respect of the human rights, that is attended by justice and safety for all.

I undertake to give my political support only to those who work actively for
peace and against any form of violence through governmental, legislative,
and diplomatic action consistent with this endeavour, including such as is
unilateral, the essential priorities in which action I consider to be :

- reforming or re-founding the UN along democratic lines through the
abolition of the right of veto, or a change to the rules governing it, and
the definition of broader and fairer criteria of representation for all
citizens; giving full and effective recognition to the supranational
authority of the UN, the International Court of Justice and the
International Criminal Court, providing them with the funding and resources
to exercise it so that they can work constantly for peace and in defence of
human rights;

- initiating a meaningful programme of general disarmament, starting with
nuclear weapons and those causing killing, injury, and destruction that are
indiscriminate, are on a mass scale, or are particularly inhuman; converting
the military establishment in each nation into a body charged with
preventing war, with emergency service functions, and with environmental
protection; abolishing military tribunals; placing the production and sale
of arms under the rigid control of each state and the supervision of the UN
so that they are solely at the service of national police forces and of the
UN for their officially approved aims;

- reaffirm effectively the priority of the rights and the needs of all
persons over any other demand or pseudo-natural law, ideologic or religious,
ethnic or nationalist, economic or financial; establishing fairer economic
relations between nations, especially between the richer nations of the
North and the poorer ones of the South, by applying the principles of equity
to trade as well as through social clauses that protect workers' rights,
indigenous cultures, and the natural environment, so as to defend the
weakest and to ensure the safety of all;

- abolishing official state secrets and the inherent perfidy of secret
services, these having little or nothing to do with the effectiveness of
short-term limited operational secrecy while provoking suspicion and
distrust between nations and being often instrumental in anti-democratic and
socially de-stabilising manoeuvres that escapes control; founding, by
contrast, the mutual safety of all on openness and sincerity;

- guaranteeing freedom and pluralism in matters of information and culture,
so that truth prevails over falsehood and diversity brings not division and
antagonism but rather enrichment for all.

Accordingly, at elections I shall cast my vote solely in favour of those
candidates and political forces who explicitly subscribe to the points in
this pact and who demonstrate a genuine commitment to implementing them.

An end to war! ...as a first step.

(date) . . . . . . . . . . . (signature) . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . .