[Nonviolenza] Telegrammi. 4682



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 4682 del 13 dicembre 2022
Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXIII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Sommario di questo numero:
1. Movimento Nonviolento: Italia, Russia, Ucraina. L'internazionale degli obiettori
2. Il 13 e il 19 dicembre a Viterbo due spettacoli di Pietro Benedetti in ricordo di Alfio Pannega
3. Riccardo Stagliano' intervista Greta Thunberg
4. Sette proposte per estendere ed intensificare la mobilitazione per la grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier
5. Segnalazioni librarie
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento
7. Per saperne di piu'

1. L'ORA. MOVIMENTO NONVIOLENTO: ITALIA, RUSSIA, UCRAINA. L'INTERNAZIONALE DEGLI OBIETTORI
[Dal Movimento Nonviolento riceviamo e diffondiamo]

Si apre una settimana fondamentale per l'obiezione di coscienza, che e' il cuore della nonviolenza:
- lunedi' 12 dicembre l'avvocato Nicola Canestrini, su mandato del Movimento Nonviolento, saraa' in Ucraina al Tribunale di Ivano-Frankivs'k come osservatore internazionale dei diritti umani nel processo all'obiettore Vitaliy Alekseinko condannato ad un anno di carcere. Canestrini ha dichiarato "Il posto di noi avvocati e' li' dove nessuno vuole andare, vicino a persone che nessuno vuole difendere, a fare cose che nessuno vuole fare";
- martedi' 13 dicembre, su invito del Movimento Nonviolento, sara' in Italia, a Roma, Alexander Belik, coordinatore del Movimento degli Obiettori di Coscienza russi, per sostenere il riconoscimento dello status internazionale di rifugiati politici per obiettori, disertori e renitenti alla leva di Ucraina, Russia e Bielorussia;
- mercoledi' 14 e giovedi' e 15 dicembre si svolgera' a Roma il Convegno "50 anni di obiezione per la pace" organizzato dalla Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile con il Movimento Nonviolento, che avra' una sessione speciale su "Dialogo tra obiettori italiani, russi e ucraini".
Di seguito i dettagli di queste tre notizie che valorizzano chi la guerra rifiuta e percorre gia' oggi vie di pace.
Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento
Per informazioni e contatti stampa:
Movimento Nonviolento
www.azionenonviolenta.it
Cell. 3482863190
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Vitaliy Alekseinko, obiettore ucraino, chiede il rispetto dei diritti umani. Un processo con osservatori internazionali
Si apre lunedi' 12 dicembre alla Corte d'Appello di Ivano-Frankivsk, in Ucraina, il processo all'obiettore di coscienza Vitaliy Alekseinko gia' condannato ad un anno di carcere perche' riconosciuto colpevole di "elusione del servizio militare durante la mobilitazione". Nell'udienza si discutera' del suo ricorso con cui ha chiesto di essere rilasciato in liberta' vigilata. Sara' presente nell'Aula del Tribunale l'avvocato italiano Nicola Canestrini, su mandato del Movimento Nonviolento che lavora con il Movimento Pacifista Ucraino a difesa degli obiettori.
L'avvocato Canestrini, che ha ottenuto il sostegno dell'Associazione nazionale giuristi democratici, dell'Unione Camere Penali Italiane, e dell'Ordine degli Avvocati Ucraini, vigilera' affinche' durante il processo vengano rispettati tutti i diritti dell'imputato: "Sono particolarmente orgoglioso del supporto ricevuto dall'Ordine degli Avvocati ucraini che pure in un processo sensibile come quello degli obiettori, supportera' pienamente la missione garantendo cosi' il rispetto dei diritti, anche di chi dissente rispetto le scelte fatte dal Governo nazionale".
Vitaliy e' un obiettore evangelico. In seguito all'invasione russa, si e' trasferito a Ivano-Frankivsk ed e' stato registrato presso il Centro servizi amministrativi come sfollato interno. Da qui e' stato indirizzato al Centro territoriale di reclutamento del Ministero della Difesa ucraino che, in base alla mobilitazione generale, ha imposto a Vitaliy di iniziare il servizio militare. Egli ha spiegato che, a causa delle sue convinzioni religiose, non intende imbracciare le armi, e che puo' solo sottoporsi a un servizio civile alternativo non armato, che peraltro aveva gia' svolto in Uzbekistan nel 1998.
Il servizio alternativo gli e' stato negato e Vitaliy ha affrontato il processo e la condanna. Ora chiede di uscire dal carcere, almeno con la liberta' vigilata. Al processo l'avvocato Canestrini, con gli avvocati ucraini della difesa, chiedera' il rispetto dei diritti umani, tra i quali e' contemplato il diritto all'obiezione di coscienza.
Il Movimento Nonviolento, insieme ad Un Ponte Per, si è assunto le spese legali per la difesa degli obiettori ucraini.
Per informazioni e contatti stampa:
Movimento Nonviolento
www.azionenonviolenta.it
Cell. 3482863190 Mao Valpiana
Cell. 3283736667 Daniele Taurino
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Il leader degli Obiettori di coscienza russi sara' in Italia con il Movimento Nonviolento dal 12 al 14 dicembre a Roma
Nella cornice della Campagna Obiezione alla Guerra il Movimento Nonviolento ospita a Roma nei giorni 12, 13 e 14 dicembre 2022 Alexander Belik, coordinatore del Movimento degli Obiettori di coscienza russi.
Il movimento degli obiettori di coscienza russi, gia' prima dell'invasione dell'Ucraina, aveva organizzato e predisposto gli strumenti necessari a sostenere l'obiezione di coscienza.
Alexander Belik vive attualmente in Estonia, dove si e' rifugiato per la sua opposizione politica e antimilitarista al regime di Putin. E' da li' che organizza le molte iniziative del suo Movimento.
Sono tanti i giovani russi che non vogliono partecipare alla guerra e il Movimento ha dato vita ad una campagna di incontri online per rispondere alle numerose richieste; inoltre sta facendo circolare clandestinamente video contenenti istruzioni per evadere la mobilitazione, e vengono anche utilizzati canali cifrati telegram per consultazioni aperte: l'obiettivo e' raggiungere piu' persone possibili che rifiutano di partecipare a questa guerra.
Alexander Belik dall'Estonia ha potuto svolgere una consultazione online, durata oltre 10 ore, dove si sono uniti man mano piu' di cinquecento persone interessate all'obiezione di coscienza.
E' tanta la pressione sociale e la paura tra i giovani in Russia, e si unisce alla difficolta' di reperire informazioni corrette. L'esperienza di chi ha precedentemente obiettato alla leva obbligatoria, e l'attivismo delle amiche e degli amici della nonviolenza e' ora fondamentale per rispondere a questa ondata di terrore di essere inviati al fronte.
Secondo la legge russa vigente dal primo ottobre la coscrizione si rafforza: tutte le persone tra i 18 e i 27 anni possono essere prelevate e portate al fronte. Il Movimento degli obiettori ha dunque due ordini di problemi da affrontare: la coscrizione e la mobilitazione generale.
In Russia il diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare e' riconosciuto in Costituzione dal 1993, seppur mai applicato fino in fondo. Nelle pieghe della legislazione attuale il Movimento degli Obiettori di coscienza russi, gia' attivo da molti anni – in collegamento internazionale con la War Resisters' International e L'Ufficio europeo dell'obiezione di coscienza EBCO-BEOC e con il Movimento Nonviolento - sta moltiplicando la sua rete e le iniziative, pubbliche e clandestine, per aiutare centinaia e centinaia di giovani ad evitare la chiamata alle armi.
Nei giorni della sua presenza a Roma, Belik portera' per la prima volta dal vivo in Italia la testimonianza sulla condizione degli obiettori di coscienza in Russia, sulle iniziative pacifiste dei russi e della conseguente repressione. Inoltre sara' occasione per dare forza alla petizione alle istituzioni nazionali ed europee.
Con i responsabili del Movimento Nonviolento Belik partecipera' la mattina del 14 dicembre ad una conferenza stampa e alla consegna delle migliaia di firme indirizzate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi raccolte dalla Campagna di Obiezione alla guerra per il riconoscimento dello status internazionale di rifugiati politici per obiettori, disertori e renitenti alla leva di Ucraina, Russia e Bielorussia.
Alexander Belik chiede anche supporto alla sua richiesta di protezione al governo estone che continua a ritardare il suo riconoscimento come rifugiato politico.
Per informazioni e contatti stampa:
Movimento Nonviolento
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Il 14 e 15 dicembre a Roma il convegno per i 50 anni dell'obiezione di coscienza e l'avvio del servizio civile
Il Convegno "50 anni di obiezione per la pace. Analisi, riflessioni e prospettive sul Servizio Civile" in programma a Roma e' organizzato dalla CNESC in collaborazione con il Movimento Nonviolento: si tratta del momento clou delle iniziative programmate quest'anno per i 50 anni dal riconoscimento in Italia del diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare e l'avvio del Servizio Civile.
Un programma ambizioso, che ha visto tra gli altri grandi eventi il primo Festival Nazionale del servizio Civile (settembre 2022) e nei mesi successivi tante iniziative promosse dagli Enti aderenti alla Cnesc e preparatorie del Convegno. A livello territoriale le iniziative per il 50esimo continueranno nel 2023.
Il Convegno - dichiara la Presidente della CNESC Laura Milani - e' uno stimolo per guardare al presente e soprattutto al futuro, per far si' che il servizio civile sia sempre piu' strumento di inclusione, di promozione dei Diritti Umani e della Pace, oltre che un'esperienza di formazione civica e crescita per i giovani".
Il Convegno sara' anche occasione per valorizzare il percorso di questi 50 anni, rileggendolo anche alla luce delle esperienze internazionali ed europee, favorendo momenti di rielaborazione partecipata che portino a rigenerare i fondamenti del servizio civile e a individuarne possibili sviluppi e prospettive.
"La storia dell'obiezione di coscienza - dichiara il Presidente del Movimento Nonviolento Mao Valpiana - va dalla testimonianza degli obiettori in carcere, alle lotte per la costruzione e la gestione del servizio civile che, così come si e' sviluppato in Italia e come lo conosciamo ancora oggi, e' stato una "invenzione" degli obiettori stessi. Il Convegno avra' uno sguardo ampio, che arrivera' fino alla realta' attuale degli obiettori russi e ucraini".
Nella serata del 14 dicembre ci sara' una narrazione teatrale e talk show condotto da Luca Liverani di Avvenire con il dialogo tra il Presidente Emerito del Movimento Nonviolento Daniele Lugli, il video collegamento con Yurii Sheliazhenko del Movimento Pacifista Ucraino e la presenza dal vivo per la prima volta in Italia di Alexander Belik, coordinatore del Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi.
Il convegno si svolgera' nella sala polivalente Biavati, in via Prenestrina 468, a Roma.
Il Convegno e' realizzato con il patrocinio di RAI Sostenibilita' ESG.
Media partner Avvenire, Vita e Redattore Sociale.
L'ingresso al Convegno e' gratuito con registrazione obbligatoria al link: https://forms.gle/nKKGTHjL9y93kj58A
Per informazioni: 50annisc at cnesc.it
Ufficio stampa: Paola scarsi 3473802307

2. INCONTRI. IL 13 E IL 19 DICEMBRE A VITERBO DUE SPETTACOLI DI PIETRO BENEDETTI IN RICORDO DI ALFIO PANNEGA

Martedi' 13 dicembre 2022 con inizio alle ore 17 nel Giardino di Palazzo dei Priori in piazza del Comune a Viterbo.
Lunedi' 19 dicembre 2022 con inizio alle ore 17 presso il circolo "Il cosmonauta" in piazza dela polveriera a Viterbo.

3. RIFLESSIONE. RICCARDO STAGLIANO' INTERVISTA GRETA THUNBERG
[Da "Il venerdi' di Repubblica" del 25 novembre 2022 col titolo "Intervista a Greta Thunberg: ecco perche' non mollo l'attivismo"]

La ragazzina e' cresciuta. Rispetto alle prime foto che hanno formato l'imprinting nella nostra memoria, ora Greta Thunberg ha lineamenti e uno sguardo da adulta. Dalla cucina dell'appartamento a Stoccolma che divide con alcune amiche, dopo una lunga serie di appuntamenti cancellati last minute, risponde alle domande su The Climate Book (Mondadori), il ponderoso libro sulla crisi climatica che ha concepito coinvolgendo i principali esperti in circolazione. Essere interpellata come un oracolo e', per questa diciannovenne terribilmente precoce, tanto normale quanto per una qualsiasi coetanea discutere di quale maglietta abbinare ai jeans. Per tutta l'intervista stara' molto attenta a non criticare le scelte, sempre piu' radicali, di altri sottoinsiemi del movimento ambientalista che ha battezzato. E che, a dispetto di alcuni titoli di stampa, non ha alcuna intenzione di abbandonare. Alla fine, segnalandole una contraddizione, riusciro' addirittura a strapparle una risata che restituira' all'attivista in servizio permanente effettivo una tenera dimensione umana.
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- Riccardo Stagliano': Quando ha avuto l'idea di questo libro e quanto tempo c'e' voluto per metterlo insieme?
- Greta Thunberg: Con la pandemia, non potendo piu' fare scioperi e marce, avevo del tempo a disposizione e ho ragionato su come metterlo a frutto. La scelta, per studiare meglio le cause del problema che volevamo risolvere, e' stata di fare un libro che diventasse la destinazione per tutti quelli che volevano approfondire. Ci son voluti quasi due anni.
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- Riccardo Stagliano': Come ha scelto gli esperti?
- Greta Thunberg: L'idea centrale era di mettere insieme storie ed esperti. Prima ho buttato giu' una lista di temi. Poi ho chiesto a persone di cui mi fido di suggerirmi chi poteva spiegarli bene. Tranne rare eccezioni di gente che non aveva tempo, ho raccolto un'incredibile disponibilita' di cui ancora ringrazio.
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- Riccardo Stagliano': Ci sono cose nuove che ha imparato da questo lavoro?
- Greta Thunberg: Ho capito meglio che la crisi climatica e' collegata con molte altre crisi. Che e' anche una crisi del sistema economico, di oppressione del sud del mondo che ha meno responsabilita' ma paga un prezzo piu' alto. Che l'approccio giusto non e' quello binario ma piuttosto quello intersezionale, che analizza non solo l'oppressione ma i modi e le culture che l'hanno generata. Insomma mi ha aiutato a connettere i punti e ad allargare lo sguardo.
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- Riccardo Stagliano': Esiste un consenso nella comunita' scientifica sulle soluzioni da adottare contro la crisi del pianeta?
- Greta Thunberg: L'unico consenso e' sul fatto che rapidissimamente dobbiamo abbandonare la nostra dipendenza dalle fonti fossili. Su come farlo ci sono ancora molte opzioni diverse.
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- Riccardo Stagliano': Pensavo a soluzioni come la geoingegneria. Una volta era la scusa usata dai negazionisti per non mettere mano al nostro stile di vita. Oggi anche persone come Elizabeth Kolbert, che nel libro firma uno dei contributi, sono piu' aperte all'idea. Lei che ne pensa?
- Greta Thunberg: Che ancora oggi e' spesso una scusa per non cambiare radicalmente le cose. Rischia di essere una grande distrazione. Solo i Paesi piu' ricchi potrebbero provare davvero a mettere in piedi sistemi del genere ma, se le cose andassero male, le conseguenze le pagherebbero maggiormente i Paesi poveri che non hanno avuto voce in capitolo nel decidere di realizzare, ad esempio, scudi di aerosol contro i raggi del sole.
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- Riccardo Stagliano': La pandemia ha dimostrato che, volendo, grandi cambiamenti di abitudini possono accadere di colpo. Perche' non succede per i comportamenti che nuocciono al clima?
- Greta Thunberg: Perche' la gente percepisce le conseguenze come distanti, sia geograficamente che nel tempo. Ma e' un errore: basta pensare alle conseguenze delle inondazioni su decine di milioni di persone in Pakistan o quelle che la siccita' ha sul cibo di oltre dieci milioni nel Corno d'Africa. Il fatto e' che i potenti non sono mai direttamente coinvolti. E le aziende piu' responsabili dei guasti mettono le loro enormi risorse a disposizione dei lobbisti che puntano a rimandare o negare la necessita' di qualsiasi tipo di azione. Diffondendo, com'e' successo in passato per altre industrie pericolose, dubbi e altri elementi di distrazione dell'opinione pubblica.
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- Riccardo Stagliano': Oppure fingendo di aver capito la lezione, cercando di rifarsi una verginita' verde, come succede nel cosiddetto greenwashing?
- Greta Thunberg: Le stanno provando tutte pur di non cambiare niente. Quella del greenwashing e' una forza enorme, tanto piu' ora che le aziende energetiche hanno fatto profitti stratosferici. A voler cercare un aspetto positivo di questa vicenda, c'e' che il greenwashing e' la conseguenza della maggior consapevolezza della popolazione che un cambiamento e' necessario. Prima non serviva perche' i consumatori non si rendevano conto di quanto grave fosse la situazione.
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- Riccardo Stagliano': La guerra in Ucraina poteva diventare un'occasione unica per spingere sulle rinnovabili, e invece registriamo nuovi record di uso del carbone. Non facciamo mai la cosa giusta?
- Greta Thunberg: Dei vari programmi di aiuti finanziari europei solo il 2 per cento e' dedicato alle cosiddette energie verdi. E' l'ennesimo fallimento. Mentre le compagnie energetiche fanno segnare profitti inediti.
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- Riccardo Stagliano': I Fridays for future sono sempre stati un movimento pacifico: non teme che, in assenza di soluzioni reali, qualcuno potrebbe passare all'azione violenta?
- Greta Thunberg: E' possibile. E' molto comprensibile che le persone siano sempre piu' disperate. L'unico modo per evitare che cio' accada e' di agire alla sveltissima prima che anche la societa' vada fuori controllo. D'altronde l'unica certezza e' che abbiamo provato vari metodi di lotta ma nessuno ha ancora funzionato.
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- Riccardo Stagliano': Come far saltare un oleodotto, libro del suo connazionale Andreas Malm, ha ricevuto attenzione in tutto il mondo. In che modo i vostri approcci divergono?
- Greta Thunberg: Noi forse siamo piu' concentrati sul capire le cause della crisi climatica. Le "azioni dirette", senza spiegare le cause, a mio modo di vedere potrebbero confondere le persone. La ragione comprensibile dell'interesse pero' e' la solita: sono sempre piu' quelli che vogliono un cambiamento, in un modo o nell'altro.
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- Riccardo Stagliano': In questi giorni si parla molto di azioni dimostrative di attivisti che si incollano a un quadro di Goya o lanciano zuppa contro un Van Gogh. Non crede che, sfuggendo il nesso con la lotta ambientale, potrebbero alienarsi una parte dell'opinione pubblica?
- Greta Thunberg: Il rischio esiste. Ma io sono una persona singola ed è difficile dire agli altri cosa è giusto fare. Tanto piu' che sin qui non sappiamo ancora quale sia la strategia piu' giusta per cambiare le cose. Niente ha veramente fatto la differenza. Abbiamo bisogno di aiuto da tutte le parti. Ricordandoci pero' che, oltre a catturare l'attenzione dei media, bisogna recuperare la prospettiva intersezionale della lotta, che tiene conto di chi e' in prima linea, degli indigeni che subiscono le conseguenze piu' gravi e cosi' via.
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- Riccardo Stagliano': Mentre noi parliamo, i governi del mondo discutono in Egitto alla Cop27. In passato ha avuto parole dure nei confronti di queste riunioni, l'ormai famoso "Bla, bla, bla". C'e' qualcosa che potrebbe farle cambiare idea?
- Greta Thunberg: Non credo che sia utile concentrarsi su questi eventi. Ricordo solo che l'industria fossile ha inviato seicento lobbisti che sono piu' di quanti ne hanno mandati, messi insieme, i dieci Paesi che hanno subìto l'impatto piu' serio della crisi climatica. Non riescono nemmeno a mettersi d'accordo sul minimo sindacale, ovvero un fondo per aiutare chi ha subito i danni climatici maggiori. E quest'anno e' forse anche peggio, dal momento che i margini di movimento degli attivisti sul terreno e' ancora piu' ristretto.
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- Riccardo Stagliano': Un rapporto del think tank Germanwatch ha appena detto che nessun Paese riuscira' a mantenere l'aumento della temperatura sotto il grado e mezzo che era stato indicato come traguardo. Cosa prova di fronte a queste ammissioni?
- Greta Thunberg: Bah, ammetterlo e' gia' meglio di mentire o impegnarsi in acrobazie di greenwashing. Essere chiari e' il primo passo per capire quanto piu' ambiziosa dev'essere la nostra risposta al problema. So che e' un'asticella bassa, ma almeno e' un punto di partenza.
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- Riccardo Stagliano': Tra le soluzioni individuali che indica ci sono il volare meno e il diventare vegetariani. Altre contromisure pratiche?
- Greta Thunberg: Sono solo due esempi. Se sei un politico hai responsabilita' molto piu' ampie. Idem se, come me, hai una piattaforma grazie alla quale le persone ti ascoltano. Piu' in generale le cose che tutti possono fare sono istruirsi il piu' possibile sul tema e poi diventare, in qualsiasi forma, attivisti, nel senso di condividere queste informazioni. Solo se questa consapevolezza e' sempre nella testa delle persone, allora e' possibile che si formi l'effetto valanga di cui abbiamo bisogno per cambiare lo status quo.
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- Riccardo Stagliano': Quanto al non volare, da giornalista faccio dell'andare a vedere cio' di cui scrivo un punto d'onore. I pezzi e le interviste dal vivo, piuttosto che via Zoom come questa, vengono meglio. Non crede che anche lei potrebbe avere un impatto maggiore se raggiungesse piu' posti in aereo piuttosto che viaggiare solo in treno o nave?
- Greta Thunberg: Forse il caso del reporter e' diverso, ma una come me non ha davvero bisogno di essere sempre sul campo, dal momento che gli attivisti locali possono fare un lavoro buono quanto il mio. Mi sembra di essere piu' utile alla causa con questo gesto simbolico dell'astenermi da voli inutili. In ogni caso l'80 per cento della popolazione mondiale non ha mai messo piede su un aereo, e quindi dire che anche noi privilegiati ne possiamo fare a meno forse serve a comunicare che siamo dentro a un'emergenza piuttosto seria.
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- Riccardo Stagliano': Che impatto ha avuto sulla sua vita essere diventata in soli quattro anni uno dei nomi piu' riconoscibili del mondo?
- Greta Thunberg: Un impatto enorme. Praticamente ogni ora che sono sveglia la dedico a essere un'attivista. La mia vita e' cambiata completamente. Pero' questo le da' anche un senso che prima ignoravo.
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- Riccardo Stagliano': Recentemente avrebbe detto di essere pronta lasciare il suo ruolo di portavoce informale del movimento ambientalista a qualcun altro: si e' stancata?
- Greta Thunberg: (Sorride). Non so neanch'io bene come dalla dichiarazione originaria siamo arrivati a quel titolo rilanciato da molti siti e giornali. Cio' che io ho veramente detto e' che c'e' bisogno di mettere il megafono nelle mani delle persone piu' colpite direttamente dalle conseguenze della crisi. In altri termini, serve decolonizzare il movimento per la lotta climatica. Sono un'attivista e intendo continuare a esserlo. Continuo a fare gli scioperi del venerdi' e questo libro e' solo un altro modo di lottare. No, non ho alcuna intenzione di fare un passo indietro.
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- Riccardo Stagliano': Cosa immagina per il suo futuro prossimo? Non prende in considerazione di entrare in politica?
- Greta Thunberg: No, non e' la cosa giusta per me. Mi diplomero' a primavera, dopo aver saltato un anno, e non ho assolutamente idea di cosa faro' dopo. L'unica certezza e' che voglio essere un'attivista e portare un cambiamento reale.
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- Riccardo Stagliano': Il suo e' un librone pesante che e' stato stampato e spedito nel mondo. Ma anche la sua versione elettronica, che pesa sui 200 Mb, e' l'ebook piu' pesante in cui mi sia mai imbattuto. Non potevate optare per qualcosa di piu' leggero, con un'impronta di carbonio piu' bassa?
- Greta Thunberg: (Ride di una risata che non so dire se piu' imbarazzata o liberatoria.) Nel volume propongo un ripensamento di consumi con un impatto decisamente piu' rilevante di quello dei libri, che almeno servono per acquisire consapevolezza. E si', e' un volume pesante, ma questo lo si deve perlopiu' ai grafici che sono davvero magnifici e, si spera, faranno capire molte cose a molte persone. E' vero, certo, che anche le cose digitali sono energivore e dunque hanno un impatto sul clima. Ma se la tua casa va a fuoco la prima cosa che fai e' scappare, e solo in un secondo momento pensi ai dettagli che, altrimenti, rischiano di confondere rispetto al metterti in salvo.
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- Riccardo Stagliano': Sia nel suo Paese che nel mio le ultime elezioni hanno visto il successo di forze di destra che, storicamente, non hanno dimostrato grande sollecitudine nei confronti del clima: ne è preoccupata?
- Greta Thunberg: Posso dire che sia destra che sinistra sono stati, sin qui, molto lontani dal trovare una soluzione al problema. Il nostro precedente governo progressista si e' distinto per una fenomenale attivita' di greenwashing. Il nuovo, pero', come prima azione, ha dimezzato il budget per l'ambiente fino al 2025. E ha abolito il ministero per l'Ambiente, inglobandolo in un altro. Sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. Quindi si', entrambi sono gravemente insufficienti. Ma le differenze ci sono. Eccome.

4. L'ORA. SETTE PROPOSTE PER ESTENDERE ED INTENSIFICARE LA MOBILITAZIONE PER LA GRAZIA CHE RESTITUISCA LA LIBERTA' A LEONARD PELTIER

Carissime e carissimi,
vi proponiamo sette iniziative per estendere ed intensificare la mobilitazione per la grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
Il momento e' questo: in questo torno di tempo infatti sia negli Stati Uniti che a livello internazionale sta crescendo la mobilitazione, ottenendo nuove, ampie e rilevanti adesioni che possono finalmente trovare ascolto alla Casa Bianca, nelle cui mani e' il potere di restituire la liberta' a Leonard Peltier attraverso la concessione della grazia presidenziale.
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1. Scrivere al Presidente degli Stati Uniti d'America
La prima: scrivere a Biden e diffondere quanto piu' possibile la proposta di scrivere a Biden.
Di seguito una proposta di testo della lettera da inviare al Presidente degli Stati Uniti d'America recante la richiesta della grazia presidenziale per Leonard Peltier, e le istruzioni per inviarla attraverso il sito della Casa Bianca.
Nel web aprire la pagina della Casa Bianca attraverso cui inviare lettere: https://www.whitehouse.gov/contact/
Compilare quindi gli item successivi:
- alla voce MESSAGE TYPE: scegliere Contact the President
- alla voce PREFIX: scegliere il titolo corrispondente alla propria identita'
- alla voce FIRST NAME: scrivere il proprio nome
- alla voce SECOND NAME: si puo' omettere la compilazione
- alla voce LAST NAME: scrivere il proprio cognome
- alla voce SUFFIX, PRONOUNS: si puo' omettere la compilazione
- alla voce E-MAIL: scrivere il proprio indirizzo e-mail
- alla voce PHONE: scrivere il proprio numero di telefono seguendo lo schema 39xxxxxxxxxx
- alla voce COUNTRY/STATE/REGION: scegliere Italy
- alla voce STREET: scrivere il proprio indirizzo nella sequenza numero civico, via/piazza
- alla voce CITY: scrivere il nome della propria citta' e il relativo codice di avviamento postale
- alla voce WHAT WOULD YOU LIKE TO SAY? [Cosa vorresti dire?]: copiare e incollare il messaggio seguente:
Mr. President,
Although I reside far from your country, I am aware of the injustice that has persisted for 47 years against Leonard Peltier, who was denied a review of his trial even after exculpatory evidence emerged for the events of June 26, 1975 on the Pine Ridge (SD) reservation where two federal agents and a Native American lost their lives.
I therefore appeal to your supreme authority to pardon this man, now elderly and ill, after nearly half a century of imprisonment.
I thank you in advance for your positive decision, with best regards.
Traduzione italiana del testo che precede:
Signor Presidente,
sebbene io risieda lontano dal Suo Paese, sono consapevole dell'ingiustizia che persiste da 47 anni nei confronti di Leonard Peltier, al quale e' stata negata la revisione del processo anche dopo che sono emerse prove a discarico per gli eventi del 26 giugno 1975 nella riserva di Pine Ridge (South Dakota) in cui persero la vita due agenti federali e un nativo americano.
Mi appello quindi alla Sua suprema autorita' affinche' conceda la grazia a questo uomo, ormai anziano e malato, dopo quasi mezzo secolo di detenzione.
La ringrazio fin d'ora per la Sua decisione positiva, con i migliori saluti.
*
2. Scrivere al sindaco di Roma
La seconda: scrivere al sindaco di Roma affinche' affinche' unisca la sua voce alla richiesta della liberazione di Leonard Peltier. La voce del sindaco di una delle citta' piu' importanti del mondo puo' trovare favorevole ascolto sia presso la Casa Bianca che presso l'opinione pubblica non solo italiana ma internazionale.
Indirizzi di posta elettronica cui scrivere: segreteria_cg at comune.roma.it, donato.iannone at comune.roma.it, segreteriavcgv.debernardini at comune.roma.it, giorgio.piccarreta at comune.roma.it, pietropaolo.mileti at comune.roma.it, gianluca.viggiano at comune.roma.it, caterina.cordella at comune.roma.it, segreteria.direzionegac at comune.roma.it, accesso.semplice at comune.roma.it, ld.gabinetto at comune.roma.it, mariagrazia.tretola at comune.roma.it, seg.gen at comune.roma.it, laura.dimeglio at comune.roma.it, patrizia.bernardini at comune.roma.it, eufrasia.cogliandro at comune.roma.it, vicesindaco at comune.roma.it, assessorato.bilancio at comune.roma.it, assessorato.ambiente at comune.roma.it, assessorato.rifiuti at comune.roma.it, assessoratodecentramento at comune.roma.it, assessoratopersonale at comune.roma.it, assessorato.politichesociali at comune.roma.it, assessorato.cultura at comune.roma.it, assessorato.sviluppoeconomico at comune.roma.it, assessorato.pariopportunita at comune.roma.it, assessorato.sport at comune.roma.it, assessorato.turismo at comune.roma.it, assessorato.grandieventi at comune.roma.it, assessorato.mobilita at comune.roma.it, assessoratoallascuola at comune.roma.it, assessoratolavoroformazione at comune.roma.it, assessorato.infrastrutture at comune.roma.it, assessorato.urbanistica at comune.roma.it, tiziana.marrone at comune.roma.it, assessorato.patrimoniocasa at comune.roma.it, presidenza.assembleacapitolina at comune.roma.it,
Modello di lettera:
Egregio Sindaco di Roma,
sicuramente conoscera' gia' la vicenda di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, da 47 anni detenuto innocente.
E sicuramente sapra' anche che la sua liberazione nel corso di quasi mezzo secolo e' stata richiesta da personalita' come Nelson Mandela, madre Teresa di Calcutta, Desmond Tutu, Rigoberta Menchu', Shirin Ebadi, papa Francesco, il Dalai Lama ed innumerevoli altre.
Ricordera' anche che il compianto Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa, aveva promosso un appello per la liberazione di Leonard Peltier. E del resto il Parlamento Europeo gia' negli anni Novanta del secolo scorso aveva ripetutamente richiesto la sua liberazione.
Negli ultimi mesi due nuovi autorevoli inviti sono stati rivolti al Presidente degli Stati Uniti d'America affinche' conceda la grazia che liberi l'illustre attivista nativo americano: alcuni mesi fa la commissione giuridica ad hoc dell'Onu; e lo scorso settembre con voto unanime il comitato nazionale del Partito Democratico statunitense (il partito politico cui appartiene lo stesso Presidente Biden).
Gia' lo scorso anno, su nostra sollecitazione, molti sindaci italiani (tra cui quelli di citta' importanti come Aosta, Bologna, Palermo, Pesaro...) espressero il loro sostegno alla richiesta della liberazione di Leonard Peltier.
Sarebbe di grande importanza che anche il Sindaco del Comune di Roma volesse unire la sua voce all'appello promosso da prestigiosissime personalita', innumerevoli associazioni umanitarie (prima fra tutte Amnesty International), istituzioni di tutto il mondo, affinche' il Presidente statunitense conceda la grazia che restituisca la liberta' a un uomo innocente che e' ormai per l'umanita' intera testimone e simbolo della lotta per i diritti umani e dei popoli e per la difesa della Madre Terra.
Per tutto quanto precede siamo quindi a pregarla di voler anche lei richiedere al Presidente degli Stati Uniti d'America la concessione della grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
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3. Scrivere alle ed ai parlamentari italiani
La terza: scrivere alle ed ai parlamentari italiani affinche' uniscano la loro voce alla richiesta della liberazione di Leonard Peltier.
Gli indirizzi di posta elettronica delle e dei parlamentari sono disponibili nel sito del Senato e della Camera (www.senato.it e www.camera.it).
Modello di lettera:
Egregie senatrici, egregi senatori,
Egregie deputate, egregi deputati,
conoscete gia' la vicenda di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, da 47 anni detenuto innocente.
E sapete anche che la sua liberazione nel corso di quasi mezzo secolo e' stata richiesta da personalita' come Nelson Mandela, madre Teresa di Calcutta, Desmond Tutu, Rigoberta Menchu', Shirin Ebadi, papa Francesco, il Dalai Lama ed innumerevoli altre.
Ricorderete anche che il compianto Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa, aveva promosso un appello per la liberazione di Leonard Peltier. E del resto il Parlamento Europeo gia' negli anni Novanta del secolo scorso aveva ripetutamente richiesto la sua liberazione.
Negli ultimi mesi due nuovi autorevoli inviti sono stati rivolti al Presidente degli Stati Uniti d'America affinche' conceda la grazia che liberi l'illustre attivista nativo americano: alcuni mesi fa la commissione giuridica ad hoc dell'Onu; e lo scorso settembre con voto unanime il comitato nazionale del Partito Democratico statunitense (il partito politico cui appartiene lo stesso Presidente Biden).
Sarebbe di grande importanza che anche il Parlamento italiano volesse unire la sua voce all'appello promosso da prestigiosissime personalita', innumerevoli associazioni umanitarie (prima fra tutte Amnesty International), istituzioni di tutto il mondo, affinche' il Presidente statunitense conceda la grazia che restituisca la liberta' a un uomo innocente che e' ormai per l'umanita' intera testimone e simbolo della lotta per i diritti umani e dei popoli e per la difesa della Madre Terra.
Per tutto quanto precede siamo quindi a pregarvi di un vostro autorevole impegno a richiedere al Presidente degli Stati Uniti d'America la concessione della grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
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4. Scrivere alle ed ai parlamentari italiani che siedono nel Parlamento Europeo
La quarta: scrivere alle ed ai parlamentari italiani che siedono nel Parlamento Europeo affinche' uniscano la loro voce alla richiesta della liberazione di Leonard Peltier, proseguendo nell'impegno gia' espresso dal Parlamento Europeo nel 1994 e nel 1999 e rinnovato nel 2021 dal compianto Presidente David Sassoli.
Gli indirizzi di posta elettronica delle e dei parlamentari europei sono disponibili nel sito del Parlamento Europeo (www.europarl.europa.eu).
Modello di lettera:
Egregie ed egregi parlamentari europei,
conoscete gia' la vicenda di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, da 47 anni detenuto innocente.
E sapete anche che la sua liberazione nel corso di quasi mezzo secolo e' stata richiesta da personalita' come Nelson Mandela, madre Teresa di Calcutta, Desmond Tutu, Rigoberta Menchu', Shirin Ebadi, papa Francesco, il Dalai Lama ed innumerevoli altre.
Ricorderete anche che il compianto Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa, aveva promosso un appello per la liberazione di Leonard Peltier. E del resto il Parlamento Europeo gia' negli anni Novanta del secolo scorso aveva ripetutamente richiesto la sua liberazione.
Negli ultimi mesi due nuovi autorevoli inviti sono stati rivolti al Presidente degli Stati Uniti d'America affinche' conceda la grazia che liberi l'illustre attivista nativo americano: alcuni mesi fa la commissione giuridica ad hoc dell'Onu; e lo scorso settembre con voto unanime il comitato nazionale del Partito Democratico statunitense (il partito politico cui appartiene lo stesso Presidente Biden).
Sarebbe di grande importanza che anche il Parlamento Europeo volesse ancora una volta unire la sua voce all'appello promosso da prestigiosissime personalita', innumerevoli associazioni umanitarie (prima fra tutte Amnesty International), istituzioni di tutto il mondo, affinche' il Presidente statunitense conceda la grazia che restituisca la liberta' a un uomo innocente che e' ormai per l'umanita' intera testimone e simbolo della lotta per i diritti umani e dei popoli e per la difesa della Madre Terra.
Per tutto quanto precede siamo quindi a pregarvi di un vostro autorevole impegno a richiedere al Presidente degli Stati Uniti d'America la concessione della grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
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5. Scrivere all'"International Leonard Peltier Defense Committee"
La quinta: scrivere all'"International Leonard Peltier Defense Committee" per far sentire direttamente la nostra solidarieta' a chi e' piu' vicino a Leonard Peltier e coordina la mobilitazione per la sua liberazione
Per contatti diretti con l'"International Leonard Peltier Defense Committee": sito: wwww.whoisleonardpeltier.info, e-mail: contact at whoisleonardpeltier.info, recapiti telefonici: Carol Gokee, International Leonard Peltier Defense Committee, 715-209-4453; Jean Roach, International Leonard Peltier Defense Committee, 605-415-3127; Kevin Sharp, former Federal District Court Judge & Peltier's lead attorney, 615-434-7001.
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6. Scrivere direttamente a Leonard Peltier
La sesta: scrivere direttamente a Leonard Peltier.
L'indirizzo e': Leonard Peltier, #89637-132, USP Coleman I, P.O. Box 1033, Coleman, FL 33521.
Possono essere inviate solo lettere postali.
Ovviamente le lettere devono essere adeguate alla situazione. Possono bastare anche poche parole.
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7. Costruire una rete italiana di solidarieta' con Leonard Peltier
La settima: costruire una rete italiana di solidarieta' con Leonard Peltier.
Ovviamente una rete senza gerarchie o primazie, policentrica e plurale, in cui possano impegnarsi insieme persone provenienti da tutte le culture, le esperienze e le tradizioni.
Una rete di persone e realta' che si prefigga ad esempio di:
a) partecipare a iniziative comuni;
b) promuovere iniziative proprie, locali e non solo;
c) premere nonviolentemente sui media, locali e non solo, affinche' diano notizia della vicenda di Leonard Peltier e delle iniziative per la sua liberazione;
d) premere nonviolentemente sulle rappresentanze democratiche (istituzioni, associazioni, forze politiche e sindacali, esperienze della cultura e della solidarieta'...), locali e non solo, affinche' si impegnino per la liberazione di Leonard Peltier.
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E' ovvio che tutte le iniziative che proponiamo devono essere rigorosamente nonviolente, coerentemente con il fine dell'iniziativa: ottenere la grazia presidenziale che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
Se necessaria, varia documentazione utile, in inglese e in italiano, puo' essere richiesta scrivendo al nostro indirizzo di posta elettronica: centropacevt at gmail.com
Ringraziandovi fin d'ora per l'attenzione e l'impegno, un forte abbraccio dal
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 9 dicembre 2022
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che oltre trent'anni fa ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino". Dal 2021 e' particolarmente impegnata nella campagna per la liberazione di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, da 47 anni prigioniero innocente.
Piu' specificamente: dal giugno 2021 il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" ha lavorato intensamente a qualificare ed estendere la solidarieta' con Leonard Peltier in Italia (ma anche in Europa e negli Stati Uniti d'America e in Canada).
Sul piano della qualificazione della solidarieta' ha promosso molti incontri di studio e ha fatto conoscere per la prima volta in Italia molti libri il cui studio e' fondamentale per chi vuole impegnarsi per sostenere Leonard Peltier e le lotte attuali dei nativi americani.
Sul piano dell'estensione della solidarieta' ha raggiunto ripetutamente decine di migliaia di interlocutori, e raccolto migliaia di adesioni: coinvolgendo figure di grande prestigio della riflessione morale e dell'impegno civile, della scienza e delle arti, dei movimenti e delle istituzioni.
Il criterio e' stato di coinvolgere persone, associazioni ed istituzioni in grado di esercitare un'azione persuasiva nei confronti del Presidente degli Stati Uniti d'America affinche' conceda la grazia presidenziale che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
In questa iniziativa, sul versante del coinvolgimento delle istituzioni, di particolare valore e' stata l'adesione del compianto Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, quelle di molti parlamentari e parlamentari emeriti, quelle dei sindaci di vari comuni d'Italia, da Aosta a Bologna, da Palermo a Pesaro.

5. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Riletture
- Aurelio Roncaglia, Antologia delle letterature medievali d'oc e d'oil, Edizioni Accademia, Milano 1973, 1989, pp. 656.
- Pietro Rossi (a cura di), Lo storicismo contemporaneo, Loescher, Torino 1968, 1981, pp. XL + 368.
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Classici
- Immanuel Kant, Critica della ragion pratica, Laterza, Roma-Bari 1909, 1974, pp. XVI + 240.
- Immanuel Kant, Critica della ragion pratica, Rcs Rizzoli Libri, Milano 1992, pp. 624.
- Immanuel Kant, Critica della ragion pratica, Rusconi, Milano 1993, pp. 360.

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

7. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo i siti del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it ; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 4682 del 13 dicembre 2022
Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXIII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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Nuova informativa sulla privacy
Alla luce delle nuove normative europee in materia di trattamento di elaborazione dei  dati personali e' nostro desiderio informare tutti i lettori del notiziario "La nonviolenza e' in cammino" che e' possibile consultare la nuova informativa sulla privacy: https://www.peacelink.it/peacelink/informativa-privacy-nonviolenza
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