[Nonviolenza] La biblioteca di Zorobabele. 656



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LA BIBLIOTECA DI ZOROBABELE
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Segnalazioni librarie e letture nonviolente
a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" (anno XXIII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com
Numero 656 del 12 dicembre 2022

In questo numero:
1. Rete italiana delle Donne in Nero: 10 dicembre Giornata mondiale dei diritti umani. Appello perche' i Paesi dell'Unione Europea offrano accoglienza e protezione ai disertori e agli obiettori di coscienza di Russia, Bielorussia, Ucraina
2. Movimento Nonviolento: Lista dei Prigionieri per la Pace 2022. Campagna di Obiezione alla guerra
3. Sette proposte per estendere ed intensificare la mobilitazione per la grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier
4. Amnesty International Group 30: Free Leonard Peltier Social Media Action

1. APPELLI. RETE ITALIANA DELLE DONNE IN NERO: 10 DICEMBRE GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI. APPELLO PERCHE' I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA OFFRANO ACCOGLIENZA E PROTEZIONE AI DISERTORI E AGLI OBIETTORI DI COSCIENZA DI RUSSIA, BIELORUSSIA, UCRAINA
[Dalla mailing list delle "Donne in nero" riprendiamo e diffondiamo]

A dieci mesi dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, mentre la devastazione del Paese non conosce tregua e decine di migliaia sono i morti tra la popolazione civile e tra i soldati arruolati nei due eserciti contrapposti, in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani rivolgiamo un appello agli Stati dell'Unione Europea affinche' offrano accoglienza e tutele giuridiche a tutti gli uomini e le donne che, chiamati a combattere, scelgono di non impugnare le armi e di non esercitare violenza sui propri simili.
Secondo l'Ufficio Europeo per l'Obiezione di Coscienza (EBCO-BEOC) e altre reti internazionali per la pace e il disarmo, sarebbero 300.000 le persone che nei mesi scorsi hanno lasciato la Russia a causa della guerra. Tra queste ci sono migliaia di uomini - obiettori, renitenti alla leva, disertori - che non vogliono raggiungere il fronte e contestano una guerra considerata illegittima dal diritto internazionale. Nello stesso periodo, circa 20.000 uomini sono fuggiti dalla Bielorussia per sottrarsi al reclutamento e alla partecipazione a operazioni militari accanto all'alleato russo.
In Ucraina, quasi 5000 sono i giovani che si sono dichiarati obiettori di coscienza, ma la legge marziale introdotta con la guerra nega il riconoscimento della loro scelta e la possibilita' di svolgere un servizio civile utile ai bisogni della popolazione, in alternativa alla leva. Dall'inizio del 2022, secondo le valutazioni del Movimento per la pace ucraino, le persone incriminate per aver scelto di non arruolarsi sono 971 e le pene a cui vengono sottoposte variano fra i tre e i cinque anni di carcere. Si stima inoltre che circa 3.000 ucraini abbiano chiesto asilo nella sola Moldavia.
In Ucraina come in Russia, chi si sottrae al servizio militare e' considerato un criminale e un traditore della patria.
Tante sono le istituzioni internazionali che considerano l'obiezione di coscienza al servizio militare un diritto fondamentale della persona. Il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite lo associa "al diritto alla liberta' di pensiero, di coscienza e di religione" e ne proibisce la violazione perpetrata con atti coercitivi. Analoghe dichiarazioni sono state espresse dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite UNHCR, dalla Corte Europea dei Diritti Umani e dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani. Il Parlamento Europeo e l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa nel corso degli anni sono intervenuti ripetutamente con delibere e raccomandazioni a sostegno di tale materia. Lo hanno fatto anche nel 1993 e 1994, con risoluzioni riferite ai disertori e ai renitenti alla leva delle repubbliche della ex Jugoslavia.
Alla luce di queste vincolanti disposizioni giuridiche,
chiediamo
ai Paesi dell'Unione Europea di accogliere prontamente entro i propri territori gli obiettori di coscienza, i disertori, i renitenti alla leva in fuga dalla Russia, dall'Ucraina e dalla Bielorussia, concedendo loro protezione, in virtu' della situazione di pericolo in cui versano e delle vessazioni a cui sono sottoposti nei loro Paesi d'origine per la scelta di non imbracciare le armi e di praticare la nonviolenza attiva, fuori da ogni retorica patriarcale secondo cui nessun uomo potrebbe sottrarsi alla guerra.
Considerato che la protezione temporanea nell'Unione Europea e' attualmente concessa ad ogni cittadino/a registrato/a in Ucraina entro il 24 febbraio 2022, ci chiediamo cosa accadra' agli eventuali obiettori di coscienza ucraini presenti nei Paesi UE quando questa disposizione, di durata annuale, scadra', salvo possibili proroghe decise dal Consiglio dell'Unione. Chiediamo che a queste persone, per la particolare condizione in cui si trovano, sia riconosciuto un permesso permanente di soggiorno.
Anche per gli obiettori russi e bielorussi, per i quali e' ben piu' difficile superare i confini dell'Unione Europea e che non godono della protezione temporanea, chiediamo sia attivata la protezione internazionale, per tutelare la loro sicurezza e la loro vita.
Come attiviste di una Rete di Donne che ripudiano la guerra e credono che tutti i conflitti armati possano essere prevenuti con gli strumenti della politica, della diplomazia, della presenza di donne impegnate in percorsi di pace ai tavoli delle trattative, esprimiamo la nostra vicinanza e la nostra solidarieta' agli obiettori, disertori, renitenti alla leva che hanno scelto la strada impervia della nonviolenza.
Rete italiana delle Donne in Nero

2. REPETITA IUVANT. MOVIMENTO NONVIOLENTO: LISTA DEI PRIGIONIERI PER LA PACE 2022. CAMPAGNA DI OBIEZIONE ALLA GUERRA
[Dal Movimento Nonviolento riceviamo e diffondiamo]

Ogni anno, in ogni paese del mondo, migliaia di persone vengono incarcerate per motivi di coscienza, per aver fatto azioni nonviolente contro la guerra, o per aver obiettato al servizio militare armato. La War Resisters' International stila ogni anno l'elenco dei prigionieri di cui riesce ad avere notizie certe. E' un elenco incompleto di resistenti attualmente in prigione per il loro lavoro per la pace; comprende quelli che sono contenti che si rendano pubbliche le loro storie e i loro nomi.
In Italia la Lista viene diffusa dal Movimento Nonviolento, nell'ambito della Campagna di Obiezione alla guerra.
Quest'anno stiamo evidenziando in particolare gli attivisti di Russia e Ucraina perseguiti per le loro proteste pacifiche contro la guerra, insieme agli obiettori di coscienza di Singapore, Eritrea, Corea del Sud e Israele.
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Corea del Sud
- Shim, H. S.,  26,
Shim e' un testimone di Geova che e' stato imprigionato per 18 mesi per obiezione di coscienza.
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Eritrea
Tutti i seguenti prigionieri sono Testimoni di Geova. Non sono stati accusati o condannati. Inizialmente, e per molti anni, i Testimoni di Geova hanno riferito che queste 4 persone, e molte altre, sono state imprigionate per obiezione di coscienza al servizio militare. Dal gennaio 2021 l'indicazione e' cambiata in "motivo non rivelato". Sono detenuti presso la Mai Serwa Prison.
- Bereket Habteyesus, 20
Data d'arresto: 26 maggio 2014
- Henok Gebru, 40
Data d'arresto: 24 gennaio 2005
- Samuel Ghirmay, 35
Data d'arresto: marzo 2009
- Yosief Fissehaie, 35
Data d'arresto: ottobre 2006
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Israele
A settembre, quattro obiettori di coscienza israeliani, Shahar Schwartz (18 anni), Einat Gerlitz (19 anni), Evyatar Moshe Rubin (19 anni) e Nave Shabtay Levin (18 anni) hanno dichiarato congiuntamente il loro rifiuto di arruolarsi nell'esercito israeliano, affermando di non voler prendere parte all'occupazione israeliana della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Gli attivisti hanno scontato in carcere da 35 a 60 giorni in totale. Ci si aspetta che scontino altre pene nelle prossime settimane. Seguite le nostre pagine social (WRI e MN), cosi' come Refuser Solidarity Network e Mesarvot per ulteriori aggiornamenti. Potete anche postare i vostri messaggi di solidarieta' con loro sui social media usando l'hashtag #SupportThe4.
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Russia
Dal febbraio 2022 le autorita' russe hanno avviato piu' di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta "operazione speciale" in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate come reati, come post sui social network, proteste pacifiche o distribuzione di adesivi contro la guerra.
Di seguito, troverete una serie di attivisti imprigionati/multati o che rischiano il carcere per la loro resistenza civile, non armata e nonviolenta alla guerra in Ucraina. L'elenco e' tratto dal sito web Black February, preparato da attivisti russi. Si noti che alcuni attivisti non sono attualmente in carcere, ma sono stati arrestati all'inizio dell'anno e rischiano un'ulteriore condanna. Per maggiori informazioni sui singoli casi e per sapere come scrivere agli attivisti, visitare il sito http://blackfeb.ru/en
- Aleksey Gorinov
Aleksey Gorinov e' un membro del Consiglio del distretto municipale di Krasnoselsky a Mosca. E' stato condannato a 7 anni in una colonia di sicurezza ordinaria per "diffusione di false informazioni" durante una sessione di lavoro. Gorinov e' diventato il primo imputato del "caso antiguerra" condannato a un vero periodo dietro le sbarre per aver diffuso "false informazioni sull'esercito russo".
- Irina Gen
Irina Gen e' un'insegnante di Penza. E' accusata di "diffusione di false informazioni sulle Forze Armate della Federazione Russa motivate dall'odio". Educatrice con 20 anni di esperienza, ha ottenuto 5 anni di liberta' vigilata al posto del carcere.
- Petr Mylnikov
Petr Mylnikov e' un attivista civile della citta' di Olovyanny (Territori della Transbaikal). Gli e' stata comminata una multa di un milione di rubli per due pubblicazioni, con l'accusa di "false informazioni sull'esercito russo".
- Zaurbeck Zhambekov
Zaurbeck Zhambekov e' residente a Nalchik e padre di due figli. Zaurbeck e' stato condannato a due anni di carcere condizionale per generiche attivita' contro l'esercito russo.
- Altan Ochirov
Altan Ochirov e' un blogger e un dipendente dell'amministrazione comunale di Elista (Repubblica di Kalmykia). Rischia fino a 10 anni di carcere per "diffusione di false informazioni sull'esercito russo".
- Andrey Novashov
Andrey Novashov e' un giornalista dell'Oblast' di Kemerovskaya, scrive per Sibreal.org e Tayga.Info. Per aver ripubblicato un articolo sull'operazione speciale ucraina, rischia fino a tre anni di carcere.
- Boris Romanov
Boris Romanov era impegnato nell'attivismo civile e politico a San Pietroburgo. Ha creato il gruppo VK ufficiale di "Zhivaja biblioteka" (Biblioteca vivente), un'iniziativa civile di San Pietroburgo e una delle filiali del progetto internazionale "Human Library". Boris si e' anche candidato per un seggio nell'Assemblea legislativa della città ed e' stato l'amministratore di "Svetlanovskoye neighbours", un gruppo VK di Svetlanovskoye, un comune del distretto di Vyborgsky. E' stata la sua pubblicazione su "neighbours" a far scattare l'indagine penale.
- Dmitry Ivanov
Dmitry Ivanov e' uno studente dell'Universita' statale di Mosca, autore del canale Telegram "Protest MSU (Moscow State University)". E' in arresto dalla fine di aprile e ora e' in attesa di processo per "diffusione di notizie false sull'esercito russo", previsto per il febbraio 2023.
- Dmitry Talantov
Dmitry Talantov e' un attivista per i diritti umani di Izhevsk e presidente dell'Ordine degli avvocati della Repubblica di Udmurt. Rischia fino a 10 anni di carcere per aver pubblicato informazioni "false".
- Giraldo Enrique
Giraldo Enrique (nome completo Giraldo Sarai Alberto Enrique) e' un imprenditore moscovita originario della Colombia. Rischia fino a 10 anni di carcere per "aver inviato false informazioni sull'esercito russo".
- Ilya Yashin
Ilya Yashin e' un politico russo dell'opposizione, amico e collega di Boris Nemtsov, assassinato nel 2015. Attualmente Ilya rischia fino a 10 anni di carcere per "diffusione di false informazioni sull'esercito russo".
- Ioann Kurmoyarov
Ioann Kurmoyarov e' un sacerdote di Novosibirsk e San Pietroburgo; ha un canale YouTube religioso. Rischia fino a 10 anni di carcere per "diffusione di false informazioni sulle Forze Armate della Federazione Russa".
- Irina Bystrova
Irina Bystrova e' un'artista di Petrozavodsk. Rischia fino a 7 anni di carcere o un trattamento psichiatrico obbligatorio per aver criticato la cosiddetta operazione speciale. Irina e' attualmente in attesa della decisione del tribunale.
- Irina Tolmacheva
Irina Tolmacheva e' un'insegnante di Novosibirsk e membro del sindacato indipendente Teachers Alliance. Per un suo commento sui social media rischia una multa di un milione di rubli e fino a 3 anni di carcere ai sensi dell'articolo 207.3, parte 1 del Codice penale russo ("diffusione di notizie false sulle Forze armate russe"). Irina si e' impegnata per iscritto a non uscire e sta aspettando un mandato di comparizione insieme al suo avvocato.
- Mariia Ponomarenko
Mariia Ponomarenko e' una giornalista, autrice della pubblicazione indipendente "RusNews". Scriveva e denunciava la corruzione in Altai e in Siberia. In passato, Maria e' gia' stata processata per reati di manifestazione pubblica. Il tribunale di San Pietroburgo del distretto di ottobre l'ha arrestata per due mesi come sospettata nel caso di "diffusione di notizie false".
Il motivo era la notizia della morte di civili a Mariupol durante il periodo della “operazione speciale", pubblicata su Telegram sul canale "No alla censura", gestito da Mariia. L'indagine non ha trovato prove che sia stata la Ponomarenko a scrivere il post. Tuttavia, la donna rischia fino a 10 anni di carcere ai sensi dell'articolo 207, paragrafo 3, seconda parte, del Codice penale della Federazione russa.
- Marina Ovsyannikova
Marina Ovsyannikova e' un'ex redattrice di Channel One, un canale televisivo russo controllato dallo Stato. Ha lasciato il suo lavoro presso i media controllati dallo Stato dopo l'inizio della cosiddetta operazione speciale. Marina rischia fino a 10 anni di carcere per un picchetto contro la guerra. La giornalista e' attualmente agli arresti domiciliari.
- Mikhail Afanasyev
Mikhail Afanasyev e' un giornalista della Khakassia e redattore capo della pubblicazione "New Focus". Rischia fino a 10 anni di carcere per aver pubblicato un articolo sui soldati della Rosgvardiya (la Guardia Nazionale della Federazione Russa), che si sono rifiutati di partecipare all'operazione speciale.
- Oleg Belousov
Oleg Belousov e' un cercatore di tesori di San Pietroburgo. Rischia fino a 10 anni di carcere per aver pubblicato un commento "falso" sull'esercito russo.
- Olga Smirnova
Olga Smirnova e' un'attivista di San Pietroburgo e co-creatrice del gruppo Resistenza pacifica. In molte occasioni, insieme ai suoi colleghi attivisti, ha organizzato proteste pacifiche. E' anche co-creatrice di Strategy 18, un'iniziativa a sostegno dei tatari di Crimea.
All'inizio di marzo ha pubblicato diversi post critici nel gruppo pubblico di Resistenza pacifica su VKontakte. Per aver pubblicato post contro l'operazione militare speciale, Olga e' stata accusata di "diffusione di false informazioni sulle Forze Armate della Federazione Russa" (art. 207.3), commessa da un gruppo di persone (comma b), per guadagno personale (comma g) e motivata dall'odio (comma d). Gli altri partecipanti alla Resistenza pacifica sono stati rilasciati come testimoni.
- Richard e Maria Rose
Richard e Maria Rose sono una giovane coppia di Kirov. Il tribunale sta per condannarli a 10 anni di carcere per "diffusione di false informazioni sulle Forze Armate della Federazione Russa" e rendere orfano il loro figlio di 6 anni.
- Sasha Skochilenko
L'artista e musicista Sasha Skochilenko rischia fino a 10 anni di carcere per aver apposto diversi adesivi contro la guerra in un supermercato. A causa delle sue condizioni di salute, questo termine puo' diventare una condanna a morte per lei. Ci sono diversi modi per sostenere Sasha. Visitate questo sito per vedere una serie di campagne a suo sostegno: https://savesasha.tilda.ws/en
- Viktoria Petrova
L'unico "crimine" di Viktoria Petrova e' stato quello di aver pubblicato un post contro la guerra su VKontakte nel marzo di quest'anno, che avrebbe potuto essere visto solo da un paio di centinaia di suoi amici. Per quel post Vika rischia ora fino a 10 anni di carcere in base all'articolo 207.3 ("Diffusione pubblica di informazioni deliberatamente false sull'uso delle Forze Armate della Federazione Russa"), paragrafo E ("motivato da odio").
- Vladimir Yefimov
Vladimir Yefimov e' un giornalista con 30 anni di esperienza e capo della sezione della Kamchatka del Partito Democratico Unito Russo "Yabloko". Rischia fino a 3 anni di carcere per aver "screditato" l'esercito russo.
- Vladislav Nikitenko
Vladislav Nikitenko e' un difensore dei diritti umani e un attivista di Blagoveshchensk. Ora rischia una condanna alla reclusione fino a 3 anni. Per i suoi post critici sui social network in merito all'operazione militare speciale e' accusato di "diffamazione delle forze militari russe".
- Vladimir Zavyalov
Vladimir Zavyalov e' un uomo d'affari di Smolensk arrestato per aver coperto i cartellini dei prezzi in un supermercato con adesivi per la pace. Rischia fino a 10 anni di carcere in base alla seconda parte dell'articolo 207.3, paragrafo "d": diffusione di falsi sull'esercito russo motivata dall'odio.
- Yevgeny Fokin
Yevgeny Fokin e' un attivista per i diritti civili di 17 anni di Novosibirsk. Rischia fino a 3 anni di carcere per "diffusione di false informazioni sull'esercito russo".
- Yevgeny Kruglov
Yevgeny Kruglov e' un archeologo di Omsk che ha partecipato alle spedizioni dell'Istituto di storia della cultura materiale dell'Accademia delle scienze russa. Rischia fino a 3 anni di carcere per le pubblicazioni contro la guerra su VKontakte.
Casi e procedimenti poco conosciuti
Molte persone che hanno lo status di imputato in un "caso contro la guerra" non sono ne' giornalisti, ne' attivisti per i diritti umani o civili. Non esistono petizioni a loro sostegno, ne' canali telegram o articoli su media indipendenti. Tutto cio' che si puo' trovare sulle loro accuse penali sono alcuni stralci di notizie o post nei canali telegram.
Il "caso Kazan"
Alcuni attivisti di Kazan rischiano fino a 10 anni di carcere in base all'accusa di "coinvolgimento di persone in disordini di massa" e "istigazione al terrorismo". Da marzo le autorita' di Kazan hanno esercitato pressioni su coloro che si oppongono pubblicamente alla cosiddetta operazione speciale. Di seguito sono riportati i riferimenti di alcuni di questi attivisti:
- Timur Tukhvatullin
Attivista del Partito Libertario; arrestato il 17 marzo 2022 come sospetto nel caso di "persuasione a partecipare a rivolte di massa". All'inizio di luglio le autorita' di polizia hanno ritirato le accuse contro di lui per "mancanza di prove del suo coinvolgimento nel caso".
- Andrey Boyarshinov
Attivista di Kazan, dipendente dell'Universita' Federale di Kazan; inizialmente era un testimone nel caso di "persuasione a partecipare a rivolte di massa". Poiche' si e' rifiutato di rispondere alle domande, le forze dell'ordine hanno trattenuto Andrey come sospetto. Poi, il 20 marzo 2022, e' stato avviato un procedimento contro di lui ai sensi dell'articolo 205.1, parte 2 del Codice penale della Federazione Russa ("istigazione al terrorismo") per i suoi messaggi nel canale telegram contro la guerra. Andrey rimarra' nel centro di detenzione fino al 18 agosto 2022; in base al nuovo articolo rischia fino a 7 anni di carcere.
- Marina Ionova (Shoyetova)
Eco-attivista di Kazan; arrestata il 25 marzo 2022 alla stazione ferroviaria mentre tornava da una manifestazione a Mosca. E' stata accusata in relazione al caso di "persuasione a partecipare a disordini di massa". E' stata rilasciata dopo aver trascorso due giorni in una struttura di detenzione temporanea con un avviso di comparizione obbligatoria (in tribunale).
- Ruslan Terentiev
Detenuto il 17 marzo 2022 a seguito di una perquisizione; dopo aver trascorso due giorni in una struttura di detenzione temporanea e' stato rilasciato insieme ad altre persone detenute in relazione al "caso Kazan"; scomparso alla fine di marzo; non abbiamo ulteriori informazioni sulla sua sorte.
- Bogdan Ziza
Bogdan Ziza e' un artista di Yevpatoria (Repubblica di Crimea). Rischia fino a 5 anni di carcere per il suo presunto coinvolgimento in un tentativo di incendio dell'edificio dell'amministrazione comunale. La notte del 16 maggio 2022 persone non identificate hanno gettato vernice gialla e blu sull'edificio dell'amministrazione comunale di Yevpatoria. I media hanno anche riferito che una molotov e' stata lanciata nell'ufficio del sindaco. Lo stesso giorno le forze dell'ordine hanno annunciato di aver arrestato un sospetto, mentre un canale statale ha pubblicato un video del "vandalo che esprime rimorso". Il "vandalo" si e' rivelato essere il 27enne fotografo e artista di modelli 3D Bogdan Ziza. Secondo l'ufficio del sindaco, Bogdan ha gettato la vernice sull'edificio dell'amministrazione comunale e ha cercato di dare fuoco alla porta d'ingresso. Il Servizio di sicurezza federale sostiene invece che l'artista ha lanciato una molotov attraverso la finestra, ma non e' esplosa. In un primo momento, l'artista e' stato multato e rilasciato, ma poi sono state trovate miscele incendiarie a casa sua. Pochi giorni dopo e' stato avviato un procedimento penale contro Bogdan per "distruzione di proprieta'" (articolo 167, parte 1 del Codice penale della RF).
- Grigory Mumrikov
Grigory Mumrikov e' un artista e compositore di Mosca. Rischia fino a 5 anni di carcere a causa della sventata protesta contro la guerra organizzata dalla sua amica Danila Tkachenko.
- Irina Dmitrieva (Nelson)
Irina Dmitrieva (Nelson) e' un'ex-avvocata e madre di quattro figli della citta' di Novaya Derevnya, nella regione di Novgorod. All'inizio del 2022, alla vigilia della cosiddetta operazione speciale, Irina Dmitrieva ha scritto alcuni commenti contrari all'invio di soldati russi in Ucraina. Questi commenti hanno motivato l'avvio di un procedimento penale nei suoi confronti ai sensi dell'articolo 205.2, parte 2 del Codice penale della Federazione Russa ("istigazione pubblica al terrorismo e giustificazione del terrorismo"). La donna rischia fino a 7 anni di carcere.
- Kirill Martyushev
Kirill Martyushev e' uno studente di Tyumen e partecipa alle proteste contro la guerra. Rischia fino a 5 anni di carcere per aver pubblicato un "video estremista".
La sera del 24 febbraio 2022, a Tyumen, lo studente 22enne Kirill Martyushev ha partecipato a una protesta contro la guerra organizzata da una sola persona, egli stesso, contro l'operazione speciale. Lo stesso giorno e' stato arrestato dalla polizia e il I marzo e' stato multato dal tribunale per 19.000 rubli. Gli investigatori ritengono che subito dopo il fermo, l'attivista abbia pubblicato un video sul suo canale telegram che criticava la polizia. Questo video ha fornito le basi per l'avvio di un procedimento penale contro di lui.
- Leonid Rybakov
Leonid Rybakov e' un imprenditore e attivista per i diritti civili di Tomsk. Rischia fino a 5 anni in una colonia penale a causa di un post contro la guerra su VKontakte.
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Singapore
Tutti i seguenti prigionieri sono Testimoni di Geova, incarcerati per obiezione di coscienza al servizio militare. Di solito, ricevono una prima condanna di 12 mesi (ma puo' arrivare a 15 mesi) e una seconda condanna di 18 mesi (ma puo' arrivare a 24 mesi). Pertanto, il tempo totale trascorso e' solitamente di 30 mesi (ma puo' arrivare a 39 mesi).
Sono imprigionati presso: Armed Forces Detention Barracks, 402 Lorong Kebasi (Mowbray Rd), 688791, Singapore
- Li Ming Alexander Aw, 20
Imprigionato per 12 mesi per obiezione di coscienza. E' il primo periodo di detenzione per Aw.
- Ray Young Bong, 20
Imprigionato per 12 mesi per obiezione di coscienza. E' il primo periodo di detenzione per Bong.
- Nicolaus We Ern Chong, 21
In totale e' stato in carcere per 30 mesi per obiezione di coscienza. E' il secondo periodo di detenzione per Chong.
- Aravind Ganesh, 25
In totale e' stato in carcere per 30 mesi per obiezione di coscienza. E' il secondo periodo di detenzione per Ganesh.
- Shao Qi Koh, 22
In totale e' stato in carcere per 30 mesi per obiezione di coscienza. E' il secondo periodo di detenzione per Qi Koh.
- Yi Jie Lukas Lee, 20
In totale e' stato in carcere per 30 mesi per obiezione di coscienza. E' il secondo periodo di detenzione per Lee.
- Anjelo C. Magdaraog, 22
In carcere per 12 mesi per obiezione di coscienza. E' il primo periodo di detenzione per Magdaraog.
- Junn Orville Yu Quiseo, 22
Ha gia' scontato una pena in carcere per obiezione di coscienza. In attesa della seconda Corte Marziale.
- Edrenz James Ramos, 22
In carcere per 30 mesi per obiezione di coscienza. Per Ramos si tratta del secondo periodo di detenzione.
- Cole Dawson Flores Rinon, 19
In carcere per 12 mesi per obiezione di coscienza. E' il primo periodo di detenzione per Flores.
- Raj s/o Rajamogn Rohan, 25
In totale e' stato imprigionato per 30 mesi per obiezione di coscienza. E' il secondo periodo di detenzione per Rohan.
- Lie Hao Norman Sek, 22
In totale e' stato imprigionato per 30 mesi per obiezione di coscienza. E' il secondo periodo di detenzione per Sek.
- Ming Jie Tan, 21
Ha gia' scontato una pena in carcere per obiezione di coscienza. In attesa della seconda Corte Marziale.
- Won Kiat Yap, 21
In totale e' stato imprigionato per 30 mesi per obiezione di coscienza. E' il secondo periodo di detenzione per Yap.
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Ucraina
A causa della guerra in corso con la Russia, l'Ucraina ha sospeso il diritto all'obiezione di coscienza e ha chiuso le frontiere per gli uomini tra i 18 e i 60 anni. Oltre 100.000 uomini si sono sottratti al coinvolgimento nella guerra in Ucraina e sono fuggiti all'estero. Al momento in cui scriviamo non ci sono obiettori di coscienza noti in carcere, ma sospettiamo che ci siano casi non dichiarati.
Nel frattempo, sono in corso i casi di due obiettori di coscienza, nessuno dei quali e' attualmente in carcere. Devono affrontare accuse che potrebbero portare alla loro incarcerazione.
- Ruslan Kotsaba
Continua il processo al giornalista ucraino, pacifista e obiettore di coscienza Ruslan Kostaba. E' stato processato solo perche' ha espresso pubblicamente le sue idee pacifiste.
- Vitaliy Alekseinko
Il 15 settembre 2022 l'obiettore di coscienza Vitaliy Vasyliovych Alekseienko e' stato giudicato colpevole di "elusione del servizio militare durante la mobilitazione" e condannato a un anno di carcere. Alekseienko ha presentato un ricorso in cui ha chiesto di essere rilasciato con un periodo di liberta' vigilata. La Corte d'appello di Ivano-Frankivsk ha fissato l'udienza al 12 dicembre. Al processo sara' presente un avvocato italiano (l'avvocato Canestrini, su mandato del Movimento Nonviolento) come osservatore internazionale per il rispetto dei Diritti Umani.
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Idee d'azioni
- Trovate il tempo per scrivere ai detenuti per il loro lavoro per la pace, coinvolgendo vostri amici e associati a gruppi pacifisti, studenteschi, comunitari, di fedeli.
- Predisponete cartoline prestampate lasciando spazio per messaggi di sostegno personali e diffondetele con un banchetto.
Nel corso dell'anno la lista viene aggiornata al seguente indirizzo: https://wri-irg.org/en/story/2022/prisoners-peace-list-november-2022
Movimento Nonviolento, via Spagna 8, Verona, tel. 0458009803, sito: www.azionenonviolenta.it

3. REPETITA IUVANT. SETTE PROPOSTE PER ESTENDERE ED INTENSIFICARE LA MOBILITAZIONE PER LA GRAZIA CHE RESTITUISCA LA LIBERTA' A LEONARD PELTIER

Carissime e carissimi,
vi proponiamo sette iniziative per estendere ed intensificare la mobilitazione per la grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
Il momento e' questo: in questo torno di tempo infatti sia negli Stati Uniti che a livello internazionale sta crescendo la mobilitazione, ottenendo nuove, ampie e rilevanti adesioni che possono finalmente trovare ascolto alla Casa Bianca, nelle cui mani e' il potere di restituire la liberta' a Leonard Peltier attraverso la concessione della grazia presidenziale.
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1. Scrivere al Presidente degli Stati Uniti d'America
La prima: scrivere a Biden e diffondere quanto piu' possibile la proposta di scrivere a Biden.
Di seguito una proposta di testo della lettera da inviare al Presidente degli Stati Uniti d'America recante la richiesta della grazia presidenziale per Leonard Peltier, e le istruzioni per inviarla attraverso il sito della Casa Bianca.
Nel web aprire la pagina della Casa Bianca attraverso cui inviare lettere: https://www.whitehouse.gov/contact/
Compilare quindi gli item successivi:
- alla voce MESSAGE TYPE: scegliere Contact the President
- alla voce PREFIX: scegliere il titolo corrispondente alla propria identita'
- alla voce FIRST NAME: scrivere il proprio nome
- alla voce SECOND NAME: si puo' omettere la compilazione
- alla voce LAST NAME: scrivere il proprio cognome
- alla voce SUFFIX, PRONOUNS: si puo' omettere la compilazione
- alla voce E-MAIL: scrivere il proprio indirizzo e-mail
- alla voce PHONE: scrivere il proprio numero di telefono seguendo lo schema 39xxxxxxxxxx
- alla voce COUNTRY/STATE/REGION: scegliere Italy
- alla voce STREET: scrivere il proprio indirizzo nella sequenza numero civico, via/piazza
- alla voce CITY: scrivere il nome della propria citta' e il relativo codice di avviamento postale
- alla voce WHAT WOULD YOU LIKE TO SAY? [Cosa vorresti dire?]: copiare e incollare il messaggio seguente:
Mr. President,
Although I reside far from your country, I am aware of the injustice that has persisted for 47 years against Leonard Peltier, who was denied a review of his trial even after exculpatory evidence emerged for the events of June 26, 1975 on the Pine Ridge (SD) reservation where two federal agents and a Native American lost their lives.
I therefore appeal to your supreme authority to pardon this man, now elderly and ill, after nearly half a century of imprisonment.
I thank you in advance for your positive decision, with best regards.
Traduzione italiana del testo che precede:
Signor Presidente,
sebbene io risieda lontano dal Suo Paese, sono consapevole dell'ingiustizia che persiste da 47 anni nei confronti di Leonard Peltier, al quale e' stata negata la revisione del processo anche dopo che sono emerse prove a discarico per gli eventi del 26 giugno 1975 nella riserva di Pine Ridge (South Dakota) in cui persero la vita due agenti federali e un nativo americano.
Mi appello quindi alla Sua suprema autorita' affinche' conceda la grazia a questo uomo, ormai anziano e malato, dopo quasi mezzo secolo di detenzione.
La ringrazio fin d'ora per la Sua decisione positiva, con i migliori saluti.
*
2. Scrivere al sindaco di Roma
La seconda: scrivere al sindaco di Roma affinche' affinche' unisca la sua voce alla richiesta della liberazione di Leonard Peltier. La voce del sindaco di una delle citta' piu' importanti del mondo puo' trovare favorevole ascolto sia presso la Casa Bianca che presso l'opinione pubblica non solo italiana ma internazionale.
Indirizzi di posta elettronica cui scrivere: segreteria_cg at comune.roma.it, donato.iannone at comune.roma.it, segreteriavcgv.debernardini at comune.roma.it, giorgio.piccarreta at comune.roma.it, pietropaolo.mileti at comune.roma.it, gianluca.viggiano at comune.roma.it, caterina.cordella at comune.roma.it, segreteria.direzionegac at comune.roma.it, accesso.semplice at comune.roma.it, ld.gabinetto at comune.roma.it, mariagrazia.tretola at comune.roma.it, seg.gen at comune.roma.it, laura.dimeglio at comune.roma.it, patrizia.bernardini at comune.roma.it, eufrasia.cogliandro at comune.roma.it, vicesindaco at comune.roma.it, assessorato.bilancio at comune.roma.it, assessorato.ambiente at comune.roma.it, assessorato.rifiuti at comune.roma.it, assessoratodecentramento at comune.roma.it, assessoratopersonale at comune.roma.it, assessorato.politichesociali at comune.roma.it, assessorato.cultura at comune.roma.it, assessorato.sviluppoeconomico at comune.roma.it, assessorato.pariopportunita at comune.roma.it, assessorato.sport at comune.roma.it, assessorato.turismo at comune.roma.it, assessorato.grandieventi at comune.roma.it, assessorato.mobilita at comune.roma.it, assessoratoallascuola at comune.roma.it, assessoratolavoroformazione at comune.roma.it, assessorato.infrastrutture at comune.roma.it, assessorato.urbanistica at comune.roma.it, tiziana.marrone at comune.roma.it, assessorato.patrimoniocasa at comune.roma.it, presidenza.assembleacapitolina at comune.roma.it,
Modello di lettera:
Egregio Sindaco di Roma,
sicuramente conoscera' gia' la vicenda di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, da 47 anni detenuto innocente.
E sicuramente sapra' anche che la sua liberazione nel corso di quasi mezzo secolo e' stata richiesta da personalita' come Nelson Mandela, madre Teresa di Calcutta, Desmond Tutu, Rigoberta Menchu', Shirin Ebadi, papa Francesco, il Dalai Lama ed innumerevoli altre.
Ricordera' anche che il compianto Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa, aveva promosso un appello per la liberazione di Leonard Peltier. E del resto il Parlamento Europeo gia' negli anni Novanta del secolo scorso aveva ripetutamente richiesto la sua liberazione.
Negli ultimi mesi due nuovi autorevoli inviti sono stati rivolti al Presidente degli Stati Uniti d'America affinche' conceda la grazia che liberi l'illustre attivista nativo americano: alcuni mesi fa la commissione giuridica ad hoc dell'Onu; e lo scorso settembre con voto unanime il comitato nazionale del Partito Democratico statunitense (il partito politico cui appartiene lo stesso Presidente Biden).
Gia' lo scorso anno, su nostra sollecitazione, molti sindaci italiani (tra cui quelli di citta' importanti come Aosta, Bologna, Palermo, Pesaro...) espressero il loro sostegno alla richiesta della liberazione di Leonard Peltier.
Sarebbe di grande importanza che anche il Sindaco del Comune di Roma volesse unire la sua voce all'appello promosso da prestigiosissime personalita', innumerevoli associazioni umanitarie (prima fra tutte Amnesty International), istituzioni di tutto il mondo, affinche' il Presidente statunitense conceda la grazia che restituisca la liberta' a un uomo innocente che e' ormai per l'umanita' intera testimone e simbolo della lotta per i diritti umani e dei popoli e per la difesa della Madre Terra.
Per tutto quanto precede siamo quindi a pregarla di voler anche lei richiedere al Presidente degli Stati Uniti d'America la concessione della grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
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3. Scrivere alle ed ai parlamentari italiani
La terza: scrivere alle ed ai parlamentari italiani affinche' uniscano la loro voce alla richiesta della liberazione di Leonard Peltier.
Gli indirizzi di posta elettronica delle e dei parlamentari sono disponibili nel sito del Senato e della Camera (www.senato.it e www.camera.it).
Modello di lettera:
Egregie senatrici, egregi senatori,
Egregie deputate, egregi deputati,
conoscete gia' la vicenda di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, da 47 anni detenuto innocente.
E sapete anche che la sua liberazione nel corso di quasi mezzo secolo e' stata richiesta da personalita' come Nelson Mandela, madre Teresa di Calcutta, Desmond Tutu, Rigoberta Menchu', Shirin Ebadi, papa Francesco, il Dalai Lama ed innumerevoli altre.
Ricorderete anche che il compianto Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa, aveva promosso un appello per la liberazione di Leonard Peltier. E del resto il Parlamento Europeo gia' negli anni Novanta del secolo scorso aveva ripetutamente richiesto la sua liberazione.
Negli ultimi mesi due nuovi autorevoli inviti sono stati rivolti al Presidente degli Stati Uniti d'America affinche' conceda la grazia che liberi l'illustre attivista nativo americano: alcuni mesi fa la commissione giuridica ad hoc dell'Onu; e lo scorso settembre con voto unanime il comitato nazionale del Partito Democratico statunitense (il partito politico cui appartiene lo stesso Presidente Biden).
Sarebbe di grande importanza che anche il Parlamento italiano volesse unire la sua voce all'appello promosso da prestigiosissime personalita', innumerevoli associazioni umanitarie (prima fra tutte Amnesty International), istituzioni di tutto il mondo, affinche' il Presidente statunitense conceda la grazia che restituisca la liberta' a un uomo innocente che e' ormai per l'umanita' intera testimone e simbolo della lotta per i diritti umani e dei popoli e per la difesa della Madre Terra.
Per tutto quanto precede siamo quindi a pregarvi di un vostro autorevole impegno a richiedere al Presidente degli Stati Uniti d'America la concessione della grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
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4. Scrivere alle ed ai parlamentari italiani che siedono nel Parlamento Europeo
La quarta: scrivere alle ed ai parlamentari italiani che siedono nel Parlamento Europeo affinche' uniscano la loro voce alla richiesta della liberazione di Leonard Peltier, proseguendo nell'impegno gia' espresso dal Parlamento Europeo nel 1994 e nel 1999 e rinnovato nel 2021 dal compianto Presidente David Sassoli.
Gli indirizzi di posta elettronica delle e dei parlamentari europei sono disponibili nel sito del Parlamento Europeo (www.europarl.europa.eu).
Modello di lettera:
Egregie ed egregi parlamentari europei,
conoscete gia' la vicenda di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, da 47 anni detenuto innocente.
E sapete anche che la sua liberazione nel corso di quasi mezzo secolo e' stata richiesta da personalita' come Nelson Mandela, madre Teresa di Calcutta, Desmond Tutu, Rigoberta Menchu', Shirin Ebadi, papa Francesco, il Dalai Lama ed innumerevoli altre.
Ricorderete anche che il compianto Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa, aveva promosso un appello per la liberazione di Leonard Peltier. E del resto il Parlamento Europeo gia' negli anni Novanta del secolo scorso aveva ripetutamente richiesto la sua liberazione.
Negli ultimi mesi due nuovi autorevoli inviti sono stati rivolti al Presidente degli Stati Uniti d'America affinche' conceda la grazia che liberi l'illustre attivista nativo americano: alcuni mesi fa la commissione giuridica ad hoc dell'Onu; e lo scorso settembre con voto unanime il comitato nazionale del Partito Democratico statunitense (il partito politico cui appartiene lo stesso Presidente Biden).
Sarebbe di grande importanza che anche il Parlamento Europeo volesse ancora una volta unire la sua voce all'appello promosso da prestigiosissime personalita', innumerevoli associazioni umanitarie (prima fra tutte Amnesty International), istituzioni di tutto il mondo, affinche' il Presidente statunitense conceda la grazia che restituisca la liberta' a un uomo innocente che e' ormai per l'umanita' intera testimone e simbolo della lotta per i diritti umani e dei popoli e per la difesa della Madre Terra.
Per tutto quanto precede siamo quindi a pregarvi di un vostro autorevole impegno a richiedere al Presidente degli Stati Uniti d'America la concessione della grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
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5. Scrivere all'"International Leonard Peltier Defense Committee"
La quinta: scrivere all'"International Leonard Peltier Defense Committee" per far sentire direttamente la nostra solidarieta' a chi e' piu' vicino a Leonard Peltier e coordina la mobilitazione per la sua liberazione
Per contatti diretti con l'"International Leonard Peltier Defense Committee": sito: wwww.whoisleonardpeltier.info, e-mail: contact at whoisleonardpeltier.info, recapiti telefonici: Carol Gokee, International Leonard Peltier Defense Committee, 715-209-4453; Jean Roach, International Leonard Peltier Defense Committee, 605-415-3127; Kevin Sharp, former Federal District Court Judge & Peltier's lead attorney, 615-434-7001.
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6. Scrivere direttamente a Leonard Peltier
La sesta: scrivere direttamente a Leonard Peltier.
L'indirizzo e': Leonard Peltier, #89637-132, USP Coleman I, P.O. Box 1033, Coleman, FL 33521.
Possono essere inviate solo lettere postali.
Ovviamente le lettere devono essere adeguate alla situazione. Possono bastare anche poche parole.
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7. Costruire una rete italiana di solidarieta' con Leonard Peltier
La settima: costruire una rete italiana di solidarieta' con Leonard Peltier.
Ovviamente una rete senza gerarchie o primazie, policentrica e plurale, in cui possano impegnarsi insieme persone provenienti da tutte le culture, le esperienze e le tradizioni.
Una rete di persone e realta' che si prefigga ad esempio di:
a) partecipare a iniziative comuni;
b) promuovere iniziative proprie, locali e non solo;
c) premere nonviolentemente sui media, locali e non solo, affinche' diano notizia della vicenda di Leonard Peltier e delle iniziative per la sua liberazione;
d) premere nonviolentemente sulle rappresentanze democratiche (istituzioni, associazioni, forze politiche e sindacali, esperienze della cultura e della solidarieta'...), locali e non solo, affinche' si impegnino per la liberazione di Leonard Peltier.
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E' ovvio che tutte le iniziative che proponiamo devono essere rigorosamente nonviolente, coerentemente con il fine dell'iniziativa: ottenere la grazia presidenziale che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
Se necessaria, varia documentazione utile, in inglese e in italiano, puo' essere richiesta scrivendo al nostro indirizzo di posta elettronica: centropacevt at gmail.com
Ringraziandovi fin d'ora per l'attenzione e l'impegno, un forte abbraccio dal
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 9 dicembre 2022
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che oltre trent'anni fa ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino". Dal 2021 e' particolarmente impegnata nella campagna per la liberazione di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, da 47 anni prigioniero innocente.
Piu' specificamente: dal giugno 2021 il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" ha lavorato intensamente a qualificare ed estendere la solidarieta' con Leonard Peltier in Italia (ma anche in Europa e negli Stati Uniti d'America e in Canada).
Sul piano della qualificazione della solidarieta' ha promosso molti incontri di studio e ha fatto conoscere per la prima volta in Italia molti libri il cui studio e' fondamentale per chi vuole impegnarsi per sostenere Leonard Peltier e le lotte attuali dei nativi americani.
Sul piano dell'estensione della solidarieta' ha raggiunto ripetutamente decine di migliaia di interlocutori, e raccolto migliaia di adesioni: coinvolgendo figure di grande prestigio della riflessione morale e dell'impegno civile, della scienza e delle arti, dei movimenti e delle istituzioni.
Il criterio e' stato di coinvolgere persone, associazioni ed istituzioni in grado di esercitare un'azione persuasiva nei confronti del Presidente degli Stati Uniti d'America affinche' conceda la grazia presidenziale che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
In questa iniziativa, sul versante del coinvolgimento delle istituzioni, di particolare valore e' stata l'adesione del compianto Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, quelle di molti parlamentari e parlamentari emeriti, quelle dei sindaci di vari comuni d'Italia, da Aosta a Bologna, da Palermo a Pesaro.

4. REPETITA IUVANT. AMNESTY INTERNATIONAL GROUP 30: FREE LEONARD PELTIER SOCIAL MEDIA ACTION
[Dal sito www.aigroup30.org riprendiamo e diffondiamo]

SUMMARY OF THE ISSUE
What's happening: Leonard Peltier is an Anishinabe—Lakota Native American serving two consecutive life sentences.
When arrested, he was a leading member of the American Indian Movement (AIM), an advocacy group and movement concerned with Native American rights. In 1975, during a confrontation on the Pine Ridge Indian Reservation in South Dakota involving AIM members, two FBI agents were shot dead. Leonard was convicted of their murders, but has always maintained his innocence.
There are serious concerns about the fairness of proceedings leading to his trial and conviction, including coerced and later recanted testimony as well as the prosecution's withholding of evidence that might have assisted Leonard Peltier's defense. In light of these and other concerns, the former US Attorney who supervised the prosecution team post-trial, James Reynolds, has since called for clemency. In a letter he wrote to President Biden on July 9th 2021, he states: "I write today from a position rare for a former prosecutor: to beseech you to commute the sentence of a man who I helped put behind bars... I have realized that the prosecution and continued incarceration of Mr. Peltier was and is unjust."
In 2016 Amnesty International highlighted Leonard's case in its Write for Rights Campaign. Unfortunately, President Obama did not grant Leonard clemency and he will not be eligible for parole until 2024. Leonard's serious and increasing health concerns do not afford him a luxury of time.
He is now 77 years in ailing health with multiple chronic illnesses including diabetes, an abdominal aortic aneurysm and other serious life-threatening illnesses. Prison alone is hazardous for one's health, as an elder surviving in prison for 44+ years, particularly with comorbidities during COVID, his release is an extremely urgent matter.
Imprisoned in Florida, approximately 2,000 miles from his community, it is not only a physical hardship for his loved ones to visit him, it is almost impossible financially. As a result, he remains isolated and in poor and rapidly declining health.
Amnesty International urges the Biden / Harris administration to act in the interest of justice and grant Leonard Peltier clemency—AS SOON AS POSSIBLE. PLEASE TAKE ACTION: HERE!
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CALL TO ACTION: VIDEO / PHOTO
We ask all Amnesty International activists to make videos and take photos for this urgent global social media action.
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PHOTO ACTIONS
Take photos with Free Leonard Peltier signs. If no time to make them yourself, print one of these!
Get creative! Write Free Leonard Peltier in the sand on your favorite beach, write it with stones, leaves, twigs, flowers, or people! Ask your local theater to put Free Leonard Peltier on their theater's sign, take photos!
Take photos in front of iconic landmarks, murals, natural sites in your community like national parks, the Golden Gate Bridge, Brooklyn Bridge, the Statue of Liberty, the Capitol building in your city, iconic places around the world like Big Ben, Taj Mahal, or natural landscapes, the beach, your yard or wherever you are in the world!
Ask your local bookstore to put a sign in the window! Paint a painting or a mural. Get in the picture and post on social media! Lean into your creativity and make signs with drawings, or take selfies with Free Leonard signs. Always be very professional and polite in your ask!
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TAKE A VIDEO ACTION
Post your videos and photos on social media! Please upload your short video HERE!
(By submitting you give AIUSA Group 30 permission to use in our advocacy for freeing Leonard).
Solo Video:
1. Write a 30-60 second script on why you think Leonard Peltier must be released.
Introduce yourself and your city/state or country. See messaging guide if you need help with your script and stay on message!
2. Film horizontally with good natural lighting (no filters).
3. Make sure your audio is clear and good quality (no wind, no other noises).
4. Post on your social media platforms, tagging President Joe Biden (@POTUS), Vice President Kamala Harris (@VP), and Amnesty International USA (@amnestyusa) so that we can amplify your activism!
5. Please also send completed video / photos here as we might use for Amnesty advocacy for Leonard.
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MESSAGING GUIDANCE
Personalized messages in your unique voice are best! Be sure to focus your video on Leonard's release and say why it is important to YOU. See some talking points below to help you get started: It's time to release Leonard Peltier!
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ADAPT ANY OF THE BELOW FOR A SHORT VIDEO:
"Hello President Biden, my name is [FIRST NAME] and I am a human rights defender in [CITY/STATE OR COUNTRY]." I am calling on you to please release native elder, Leonard Peltier. (Please state this at the beginning of your video.)
Leonard Peltier has spent 45 years in Federal prison, often in solitary confinement, for a crime he maintains he did not do.
Leonard Peltier is 77 years old and in rapidly declining health. There are serious concerns that he is not receiving adequate medical treatment—he needs access to medical treatment as soon as possible. As his condition could be fatal.
Amnesty International is calling on President Biden to grant Leonard Peltier clemency before it is too late. He should live his final days on native land.
We must face and change the painful and enduring legacy of racism in the carceral system in the United States. Leonard Peltier's case is a prime example of unfair trials and other injustices that first peoples, and BIPOC people face in a historically racist and biased legal and carceral system.
Peace Prize Laureates, including the late Nelson Mandela and dozens of religious and human rights leaders like Mother Teresa, the Dalai Lama, Archbishop Desmond Tutu and Coretta Scott King have all called for Leonard Peltier's release.President Biden you have an opportunity to rectify a case that has troubled many people for decades. It is time to release Leonard Peltier! You President Biden are the one who can do it! Please hear the human rights defenders around the world and grant Leonard Peltier clemency.
The time to act is now!
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AMPLIFY ON SOCIAL MEDIA
Elevate these calls to action on your social media channel to keep our ask on their radar.  Please be sure to include @POTUS and @VP (Vice President Kamala Harris)
Please use the hashtags #FreeLeonardPeltier #Clemency #IndigenousRights so folks can follow, retweet and amplify our activism!
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Sample Tweets / Posts
@amnesty calls on @POTUS to grant #NativeAmerican elder Leonard Peltier #CLEMENCY before it is too late. He is in very poor health and should live with his community @JoeBiden @VP @amnestyusa #FreeLeonardPeltier
@POTUS please grant #clemency to #NativeAmerican elder Leonard Peltier. He is 77 in declining health and needs access to medical treatment. He has already served 2 sentences. @VP @amnestyusa @SpeakerPelosi #FreeLeonardPeltier #IndigenousRights
Peace Prize Laureates like @NelsonMandela & religious & #humanrights leaders around the world like the @DalaiLama & @TheDesmondTutu have called for Leonard Peltier's release for 45 + years now @POTUS please grant #CLEMENCY to #FREELEONARDPELTIER while there is still time
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Lobby your Member of Congress
Representative Grijalva and ten other Members of Congress wrote a letter to President Biden, Attorney General Garland, Director Carvajal, and Director Keller to grant Leonard clemency.
Representative Ruth Buffalo (ND) and 23 Native American legislators drafted a similar letter on behalf of Leonard.
Ask your Representative to draft a letter like Rep Grijalva's or Rep Buffalo's. If your Representative signed onto the letter already please thank them! Find your Representative
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Write to Your Local Papers
Write an Op-Ed or a Letter to the Editor

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LA BIBLIOTECA DI ZOROBABELE
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Segnalazioni librarie e letture nonviolente
a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" (anno XXIII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com
Numero 656 del 12 dicembre 2022
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