La nonviolenza e' in cammino. 985



LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 985 dell'8 luglio 2005

Sommario di questo numero:
1. Mao Valpiana: Londra
2. Lidia Menapace: Sempre
3. Antonino Drago: Rileggendo Capitini sulla difesa popolare nonviolenta
4. "Azione nonviolenta" di luglio
5. Lea Melandri: Nessi
6. Sergio Paronetto: La ragione capovolta, la fede umiliata, la Chiesa
impaurita
7. Rosino Gibellini: In memoria del padre Jacques Dupuis, teologo fedele e
coraggioso
8. Con "Qualevita", il regalo di Darina Silone
9. Letture: AA. VV., Kyoto. L'unione dei popoli per difendere l'ambiente
10. Letture: AA. VV., L'"uomo inedito" e la cultura planetaria
11. Letture: Comunita' cristiana di base di Pinerolo, Una comunita' che
guarda avanti
12. Letture: Nicola Graziani, Erich Priebke. Lo strano caso dell'uomo delle
Fosse Ardeatine
13. Letture: John Holloway, Cambiare il mondo senza prendere il potere
14. Letture: Robert Kandel, Il riscaldamento climatico
15. Letture: Ryszard Kapuscinski, La prima guerra del football
16. Letture: Alexander Langer, Fare la pace
17. Letture: Alexander Langer, Lettere dall'Italia
18. Letture: Paolo Legrenzi, La felicita'
19. Letture: Mimmo Luca' (a cura di), Dizionario della solidarieta'
20. Riletture: The Boston Women's Health Book Collective, Noi e il nostro
corpo
21. Riletture: Angela Cattaneo, Silvana Pisa, L'altra mamma
22. Riletture: Anna Del Bo Boffino, Figli di mamma
23. Riletture: Elena Gianini Belotti, Non di sola madre
24. Riletture: "Nuova dwf", Maternita' e imperialismo
25. Riletture: Adrienne Rich, Nato di donna
26. La "Carta" del Movimento Nonviolento
27. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. MAO VALPIANA: LONDRA
[Ringraziamo di cuore Mao Valpiana (per contatti: mao at sis.it) per aver
saputo ancora una volta dire in poche esatte parole il dolore e l'impegno
che tutti sentiamo. Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle
della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive ed opera
come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato
nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza
come metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' membro del comitato
di coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della
Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione
Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al
servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla
campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione
della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario
nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione
diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per
"blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio
direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio
della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione
di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato
di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per
la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; un suo profilo autobiografico,
scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n.
435 del 4 dicembre 2002 di questo notiziario]

L'unica vera risposta alla violenza terroristica della guerra e delle bombe,
sta nel lavoro quotidiano per la nonviolenza, dentro ed intorno a noi.

2. MAESTRE. LIDIA MENAPACE: SEMPRE
[Da Lidia Menapace, Resiste', Il dito e la luna, Milano 2001, p. 38. Lidia
Menapace (per contatti: lidiamenapace at aliceposta.it ) e' nata a Novara nel
1924, partecipa alla Resistenza, e' poi impegnata nel movimento cattolico,
pubblica amministratrice, docente universitaria, fondatrice del "Manifesto";
e' tra le voci piu' alte e significative della cultura delle donne, dei
movimenti della societa' civile, della nonviolenza in cammino. La maggior
parte degli scritti e degli interventi di Lidia Menapace e' dispersa in
quotidiani e riviste, atti di convegni, volumi di autori vari; tra i suoi
libri cfr. Il futurismo. Ideologia e linguaggio, Celuc, Milano 1968;
L'ermetismo. Ideologia e linguaggio, Celuc, Milano 1968; (a cura di), Per un
movimento politico di liberazione della donna, Bertani, Verona 1973; La
Democrazia Cristiana, Mazzotta, Milano 1974; Economia politica della
differenza sessuale, Felina, Roma 1987; (a cura di, ed in collaborazione con
Chiara Ingrao), Ne' indifesa ne' in divisa, Sinistra indipendente, Roma
1988; Il papa chiede perdono: le donne glielo accorderanno?, Il dito e la
luna, Milano 2000; Resiste', Il dito e la luna, Milano 2001; (con Fausto
Bertinotti e Marco Revelli), Nonviolenza, Fazi, Roma 2004]

La guerra deve essere ripudiata davvero sempre.

3. RIFLESSIONE. ANTONINO DRAGO. RILEGGENDO CAPITINI SULLA DIFESA POPOLARE
NONVIOLENTA
[Ringraziamo di cuore Antonino Drago (per contatti: drago at unina.it) per
questo intervento.
Tonino Drago, nato a Rimini nel 1938, docente universitario di storia della
fisica, da sempre impegnato nei movimenti nonviolenti, e' uno dei piu'
prestigiosi peace-researcher italiani e uno dei piu' autorevoli amici della
nonviolenza. Tra le molte opere di Antonino Drago: Scuola e sistema di
potere: Napoli, Feltrinelli, Milano 1968; Scienza e guerra (con Giovani
Salio), Edizioni Gruppo Abele, Torino 1983; L'obiezione fiscale alle spese
militari (con G. Mattai), Edizioni Gruppo Abele, Torino 1986; Le due
opzioni, La Meridiana, Molfetta; La difesa e la costruzione della pace con
mezzi civili, Qualevita, Torre dei Nolfi (Aq) 1997; Atti di vita interiore,
Qualevita Torre dei Nolfi (Aq) 1997.
Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato,
docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la
nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande
pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Opere di Aldo Capitini:
la miglior antologia degli scritti e' (a cura di Giovanni Cacioppo e vari
collaboratori), Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che
contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale -
ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca -
bibliografia degli scritti di Capitini); recentemente e' stato ripubblicato
il saggio Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989; una
raccolta di scritti autobiografici, Opposizione e liberazione, Linea
d'ombra, Milano 1991, nuova edizione presso L'ancora del Mediterraneo,
Napoli 2003; e gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996;
segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri,
Edizioni Associate, Roma 1991; e la recentissima antologia degli scritti Le
ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004. Presso la redazione di
"Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito:
www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi
ed opuscoli di Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui i
fondamentali Elementi di un'esperienza religiosa, 1937, e Il potere di
tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di
opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza,
Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi,
Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo
Capitini, Perugia 1998. Opere su Aldo Capitini: oltre alle introduzioni alle
singole sezioni del sopra citato Il messaggio di Aldo Capitini, tra le
pubblicazioni recenti si veda almeno: Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci,
Torino 1988; Clara Cutini (a cura di), Uno schedato politico: Aldo Capitini,
Editoriale Umbra, Perugia 1988; Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni
cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La
pedagogia del nuovo di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, Clueb,
Bologna 1991; Fondazione "Centro studi Aldo Capitini", Elementi
dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova Italia, Scandicci (Fi)
1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia
intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998,
2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume monografico
de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante, La realta'
liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia
1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta 2001; Federica
Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella,
Assisi 2004; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi,
Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; per una
bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito
citato; numerosi utilissimi materiali di e su Aldo Capitini sono nel sito
dell'Associazione nazionale amici di Aldo Capitini: www.aldocapitini.it,
altri materiali nel sito www.cosinrete.it; una assai utile mostra e un
altrettanto utile dvd su Aldo Capitini possono essere richiesti scrivendo a
Luciano Capitini: capitps at libero.it, o anche a Lanfranco Mencaroni:
l.mencaroni at libero.it, o anche al Movimento Nonviolento: tel. 0458009803,
e-mail: azionenonviolenta at sis.it]

Nel lontano 1968, poco prima della scomparsa, Capitini scriveva un
importante articolo su "Azione nonviolenta" (giugno-luglio 1968) dal titolo
Difesa e nonviolenza [ora in Aldo Capitini, Scritti sulla nonviolenza,
Protagon, Perugia 1992, pp. 445-449], in cui si proponeva la difesa popolare
nonviolenta come soluzione al problema della difesa istituzionale. E' la
prima presentazione ragionata di questo tema in Italia.
*
Scrive Capitini:
"La crescente trasformazione della nonviolenza in un piano di attivita'
costanti e convergenti, destinate a costruire nuove realta' e nuove
coscienze, si vede non solo nei grandi fatti della societa', ma anche in
quegli aspetti del mondo quotidiano, che pur sono cosi' importanti per il
cambiamento del costume. Perche' oramai alcuni punti sono chiari: le armi
nucleari, specialmente nella loro utilizzazione missilistica, impongono un
diverso modo di considerare i rapporti tra le grandi potenze... la
possibilita' di rivoluzioni violente all'interno degli Stati va
diminuendo... [molti] si vengono percio' concentrando per una permanente
rivoluzione nonviolenta...".
Ma vediamo quanto ci si aggiorna per il concetto di difesa. Dopo aver
discusso il tema della "legittima difesa" dal punto di vista nonviolento,
Capitini passa al tema specifico:
"La difesa della Patria
Ma c'e' un'azione da compiere per sostituire vecchi modi di pensare, che nel
dramma di tutto il passato storico dell'umanita', sono stati generatori
inesauribili di violenze. Si richiede oggi un esame oggettivo della
espressione 'difesa della Patria'. Nella mente dei piu' essa e' connessa con
due idee: che la difesa non possa essere che con le armi; che la patria sia
l'insieme delle cose e delle strutture politico-sociali nelle quali uno
vive.
La prima idea e' quella che oggi viene discussa da alcuni:
1) Nel senso critico: come e' possibile difendere adeguatamente dalle armi
nucleari... il territorio della patria?...
2) Nel senso costruttivo: ... Il metodo nonviolento e' in grado di
organizzare, nei piu' minuti particolari, una resistenza nonviolenta, sulla
base della noncollaborazione e del rendere molto difficile l'azione bellica
dei nemici, che finisce con essere una difesa ancora piu' risoluta e tenace
di quella militare... E quel termine di "sacro" dovere... quanto piu'
opportunamente sara' usabile per una difesa, quella nonviolenta, che potra'
avere nel suo fronte Cristo e Francesco, che di "sacro" si intendevano. Si
capisce che la strategia della difesa della patria richiede un addestramento
lungo, un'attrezzatura di materiali, una mobilitazione organica.
Un altro vantaggio della strategia della difesa nonviolenta e' di rendere
evidente che l'assoluto che viene difeso non e' tanto un territorio, quanto
una patria universale... Questo vuol dire che l'idea stessa di patria viene
ad arricchirsi di ideali e ragioni di vita universali".
E dopo aver riportato l'art. 52 della Costituzione, Capitini conclude:
"Vi e' dunque, una distinzione tra  la difesa della patria, che non e'
prevista come necessariamente armata, e il servizio militare, per il quale
'la legge' che si auspica potrebbe stabilire l'obbiezione di coscienza, e un
servizio alternativo non armato, come 'limite'. Ma cio' che qui importa e'
di non connettere indissolubilmente l'idea di difesa con l'idea del servizio
armato: non lo permette la Costituzione, e tanto meno lo sviluppo dell'idea
stessa di difesa.
In conclusione: ... l'attivita' della nonviolenza puo' attuarsi come
'difesa' della patria mediante un'organica ed efficiente strategia di difesa
nonviolenta, oltre che in altri modi di alta tensione etica e sociale, che
sono anch'essi una 'difesa' della patria nel quadro dell'umanita'".
*
Un mese dopo, agosto 1968, la gente di Praga si difendeva "a mani nude"
dalla invasione dei carri armati russi. Per la prima volta gli occidentali
si accorsero che la difesa popolare nonviolenta aveva la capacita' anche in
Europa di combattere ad armi pari un potere militare tecnologicamente
avanzato e un potere politico apparentemente inattaccabile.
Trent'anni dopo, nel 1989, le popolazioni dei Paesi dell'Europa dell'Est si
difendevano con delle lotte nonviolente da regimi autoritari come pochi
altri nella storia; e riuscivano a scalzarli. In piu' dimostravano che il
loro territorio, che sarebbe stato distrutto da una difesa nucleare, veniva
preservato dalla difesa nonviolenta, cosi' come Capitini aveva sostenuto.
Quarant'anni dopo, nel 1998, per la prima volta e in Italia una legge (la n.
230) programmava una "difesa civile non  armata e nonviolenta" da parte
dello Stato. E pochi anni dopo veniva istituito un Comitato ministeriale per
la Difesa civile non armata e nonviolenta.
E' bene ricordare tutto questo cammino: la nonviolenza in Italia ha una
storia precisa.

4. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA" DI LUGLIO
[Dalla redazione di "Azione nonviolenta" (per contatti:
azionenonviolenta at sis.it) riceviamo e diffondiamo]

E' uscito il numero di luglio 2005 di "Azione nonviolenta", rivista del
Movimento Nonviolento fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di
formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in
Italia e nel mondo.
In questo numero: Srebrenica dieci anni dopo, ripensare per non dimenticare,
di Paolo Bergamaschi; Luci ed ombre del "Gandhi Project" per esportare la
nonviolenza in Palestina, a cura di Elena Buccoliero; Ma quanto ci costano
le armi? Come impoverirsi ed essere meno sicuri, di Raffaele Barbiero;
Educare alla pace in tempi di guerra: conflitti planetari e diritti dei
bambini, di Daniele Lugli; Sindacato e nonviolenza: un confronto di lavoro,
di Rocco Pompeo; L'appassionata difesa dell'avvocato difensore, di Sandro
Canestrini; Le dieci caratteristiche della personalita' nonviolenta: la
disposizione al dialogo, di Elena Buccoliero; Camminando sul Pasubio, con la
speranza nel cuore, di Massimiliano Pilati. E le rubriche: Economia: Sulle
spiagge della Sardegna, ignari dell'uranio americano, di Paolo Macina; Per
esempio: Lo sciopero della fame delle detenute palestinesi, di Maria G. Di
Rienzo; Lilliput: Exa condannata alla riconversione, di Andrea Trentini;
Educazione: Laboratorio maieutico in Puglia tra educazione e politica, di
Eugenio Scardaccione; Libri: Ho spezzato il mio fucile; Semplicita'
volontaria, a cura di Sergio Albesano; Lettere: La moda sospetta del
revisionismo storico, di Giuseppe Ramadori; Il diritto all'identita' anche
dopo la morte, di Nicola Terracciano; Chi muove le rivoluzioni nonviolente
dell'Est?, di Alessio Di Florio.
In copertina: Bambini in pace; un mezzo militare; Richard Gere. In ultima:
Novita' editoriale: Fare la pace, di Alexander Langer
*
Per informazioni e contatti: redazione, direzione, amministrazione, via
Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e
15-19), fax 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org; sito:
www.nonviolenti.org
Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 29 euro sul ccp n. 10250363
intestato ad "Azione nonviolenta", via Spagna 8, 37123 Verona. E' possibile
chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail a an at nonviolenti.org
scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".

5. MAESTRE. LEA MELANDRI: NESSI
[Da Lea Melandri, Come nasce il sogno d'amore, Rizzoli, Milano 1988, p. 147.
Lea Melandri, nata nel 1941, acutissima intellettuale, fine saggista,
redattrice della rivista "L'erba voglio" (1971-1975), direttrice della
rivista "Lapis", e' impegnata nel movimento femminista e nella riflessione
teorica delle donne. Opere di Lea Melandri: segnaliamo particolarmente
L'infamia originaria, L'erba voglio, Milano 1977, poi Manifestolibri, Roma
1997. Cfr. anche Come nasce il sogno d'amore, Rizzoli, Milano 1988; Lo
strabismo della memoria, La Tartaruga, Milano 1991; La mappa del cuore,
Rubbettino, Soveria Mannelli 1992; Migliaia di foglietti, Moby Dick 1996.
Dal sito www.universitadelledonne.it riprendiamo la seguente scheda: "Lea
Melandri ha insegnato in vari ordini di scuole e nei corsi per adulti.
Attualmente tiene corsi presso l'Associazione per una Libera Universita'
delle Donne di Milano, di cui e' stata promotrice insieme ad altre fin dal
1987. E' stata redattrice, insieme allo psicanalista Elvio Fachinelli, della
rivista L'erba voglio (1971-1978), di cui ha curato l'antologia: L'erba
voglio. Il desiderio dissidente, Baldini & Castoldi 1998. Ha preso parte
attiva al movimento delle donne negli anni '70 e di questa ricerca sulla
problematica dei sessi, che continua fino ad oggi, sono testimonianza le
pubblicazioni: L'infamia originaria, edizioni L'erba voglio 1977
(Manifestolibri 1997); Come nasce il sogno d'amore, Rizzoli 1988 (
ristampato da Bollati Boringhieri, 2002); Lo strabismo della memoria, La
Tartaruga edizioni 1991; La mappa del cuore, Rubbettino 1992; Migliaia di
foglietti, Moby Dick 1996; Una visceralita' indicibile. La pratica
dell'inconscio nel movimento delle donne degli anni Settanta, Fondazione
Badaracco, Franco Angeli editore 2000; Le passioni del corpo. La vicenda dei
sessi tra origine e storia, Bollati Boringhieri 2001. Ha tenuto rubriche di
posta su diversi giornali: 'Ragazza In', 'Noi donne', 'Extra Manifesto',
'L'Unita''. Collaboratrice della rivista 'Carnet' e di altre testate, ha
diretto, dal 1987 al 1997, la rivista 'Lapis. Percorsi della riflessione
femminile', di cui ha curato, insieme ad altre, l'antologia Lapis. Sezione
aurea di una rivista, Manifestolibri 1998. Nel sito dell'Universita' delle
donne scrive per le rubriche 'Pensiamoci' e 'Femminismi'"]

L'onnipotenza dell'organizzazione sociale cresce sull'impotenza del singolo,
ogni forma di dominio su una consegna di schiavitu'.

6. RIFLESSIONE. SERGIO PARONETTO: LA RAGIONE CAPOVOLTA, LA FEDE UMILIATA, LA
CHIESA IMPAURITA
[Ringraziamo Sergio Paronetto (per contatti: paxchristi_paronetto at yahoo.com)
per questo intervento.
Sergio Paronetto insegna presso l'Istituto Tecnico "Luigi Einaudi" di Verona
dove coordina alcune attivita' di educazione alla pace e ai diritti umani.
Tra il 1971 e il 1973 e' in Ecuador a svolgere il servizio civile
alternativo del militare con un gruppo di volontari di Cooperazione
internazionale (Coopi). L'obiezione di coscienza al servizio militare gli
viene suggerita dalla testimonianza di Primo Mazzolari, di Lorenzo Milani e
di Martin Luther King. In Ecuador opera prima nella selva amazzonica presso
gli indigeni shuar e poi sulla Cordigliera assieme al vescovo degli idios
(quechua) Leonidas Proano con cui collabora in programmi di alfabetizzazione
secondo il metodo del pedagogista Paulo Freire. Negli anni '80 e'
consigliere comunale a Verona, agisce nel Comitato veronese per la pace e il
disarmo e in gruppi promotori delle assemblee in Arena suscitate
dall'Appello dei Beati i costruttori di pace. In esse incontra o reincontra
Alessandro Zanotelli, Tonino Bello, Ernesto Balducci, David Maria Turoldo,
Desmond Tutu, Rigoberta Menchu', Perez Esquivel, Beyers Naude' e tanti
testimoni di pace. Negli anni '90 aderisce a Pax Christi (che aveva gia'
conosciuto negli anni Sessanta) del cui Consiglio nazionale fa parte. E'
membro del Gruppo per il pluralismo e il dialogo e, ultimamente, del Sinodo
diocesano di Verona. Opere di Sergio Paronetto, La nonviolenza dei volti.
Forza di liberazione, Editrice Monti, Saronno (Va) 2004.
Primo Mazzolari, nato nel 1890 a S. Maria di Boschetto (Cremona), ordinato
sacerdote nel 1912, partecipo' alla prima guerra mondiale; parroco tra i
poveri, antifascista e uomo della Resistenza, precursore del Concilio
Vaticano II; nel 1949 fondo' la rivista "Adesso", svolse un'intensa
attivita' di pubblicista e scrittore; e' morto a Cremona nel 1959. E' una
delle figure piu' vive della nonviolenza in cammino. Opere di Primo
Mazzolari: naturalmente nell'ambito che particolarmente ci interessa e'
fondamentale Tu non uccidere, La Lucusta, Vicenza 1955, ora anche Edizioni
Paoline, Cinisello Balsamo 1991; si veda anche La chiesa, il fascismo e la
guerra, Vallecchi, Firenze 1966. Presso La Locusta di Vicenza sono state
pubblicate decine di opere di Mazzolari. Vari volumi sono stati pubblicati
dalle Edizioni Dehoniane di Bologna. Viaggio in Sicilia e' stato
ripubblicato nel 1992 da Sellerio. Opere su Primo Mazzolari: A. Bergamaschi,
Mazzolari, un contestatore per tutte le stagioni, Bologna 1969; L. Bedeschi,
L'ultima battaglia di don Mazzolari, Morcelliana, Brescia; AA. VV., Don
Primo Mazzolari, Servitium, Sotto il Monte (Bg) 1999. Per una piu' ampia
nota biografica cfr. il n. 901 di questo foglio; per una bibliografia piu'
ampia, il n. 898; molti utilissimi materiali sono reperibili naturalmente
nel sito www.fondazionemazzolari.it]

Cari amici,
l'attuale "Compendio" del Catechismo del 1992 e', appunto, un compendio. Sul
tema della guerra e della pace, non introduce novita' rispetto al testo
originario. Spetta a noi, esercitando la nostra laicita' credente
(sacerdotale-profetica-regale), sviluppare-approfondire quelle
argomentazioni alla luce del Vangelo e dei "segni dei tempi" (tra i quali la
realta' della guerra contemporanea). Occorre vedere se i tradizionali
criteri a favore della guerra "giusta", sia pure come "extrema ratio", non
siano gia' stati consumati. Lo stesso magistero ecclesiale lo dice piu'
volte anche se non riesce a tirarne le conseguenze.
Possiamo farlo oggi anche con l'aiuto di Primo Mazzolari che considero un
padre della Chiesa. Quest'anno ricorre il cinquantesimo anniversario della
pubblicazione dello splendido "Tu non uccidere", libretto lucido e
stimolante nel definire la guerra antropologicamente un "capovolgimento
della ragione", giuridicamente "sempre criminale", economicamente "un furto
e una trappola per la povera gente", teologicamente "un'eresia" o "vero
ateismo", evangelicamente una "strage degli innocenti", eticamente un
"gigantesco peccato".
E' utile anche considerare il Catechismo degli adulti della Conferenza
Episcopale Italiana (Cei), La verita' vi fara' liberi, stampato nell'aprile
1995. Quest'ultimo, ad esempio, recita testualmente: "Abolire la guerra, il
mezzo piu' barbaro e piu' inefficace per risolvere i conflitti. Il mondo
civile dovrebbe bandirla totalmente e sostituirla con il ricorso ad altri
mezzi, come la trattativa e l'arbitrato internazionale... Appare urgente
promuovere nell'opinione pubblica il ricorso a forme di difesa nonviolenta.
Ugualmente meritano sostegno le proposte tendenti a cambiare struttura e
formazione dell'esercito per assimilarlo a un corpo di polizia
internazionale... L'interdipendenza cresce in ampiezza e spessore... La
pretesa dei singoli stati sovrani di porsi come vertice della societa'
organizzata sta diventando anacronistica. Si va verso forme di
collaborazione sistematica; si moltiplicano le istituzioni internazionali;
si auspicano forme di governo sopranazionale con larga autonomia delle
entita' nazionali" (pp. 493-494, 528-529).
Gli elementi essenziali del Catechismo della Cei, che contemplano anche
l'urgenza di eliminare le armi di distruzione di massa, la condanna del
semplice possesso delle armi atomiche, chimiche, batteriologice, di
deterrenza, contengono gia' l'abbandono esplicito della dottrina della
guerra giusta. Ma questo ancora non viene detto.
*
Secondo me, l'innovazione, preparata dalla "Pacem in terris" e dalla
"Gaudium et spes", era gia' presente nello splendido testo della Santa Sede
varato nel giugno del 1976, intitolato "La Santa Sede e il disarmo
generale". E' un testo radicale in cui risulta evidente il totale consumarsi
della teoria della guerra giusta. Gli argomenti per giustificarla si sono
inceneriti o possono essere tranquillamente adoperati per dichiarare
l'assurdita' della guerra moderna.
"La corsa agli armamenti, anche quando e' dettata da una preoccupazione di
legittima difesa e' nella realta' un pericolo e un'ingiustizia per la natura
stessa delle armi moderne e per la situazione planetaria... Questo sistema
di relazioni internazionali, basato sulla paura, sul pericolo,
sull'ingiustizia, costituisce una specie di isterismo collettivo; una pazzia
che sara' giudicata dalla storia... Questa corsa folle mantiene in piedi una
pace falsa, una falsa sicurezza. Diviene un fine anziche' un mezzo, come si
illudeva di essere. Instaura un disordine istituzionalizzato. Costituisce
una perversione della vera pace... La contraddizione manifesta tra lo spreco
della sovrapproduzione delle attrezzature militari e la somma dei bisogni
vitali non soddisfatti (paesi in via di sviluppo; emarginati e poveri delle
societa' abbienti) costituisce gia' un'aggressione verso quelli che ne sono
vittime. Aggressione che si fa crimine: gli armamenti, anche se non messi in
opera, con il loro alto costo uccidono i poveri, facendoli morire di fame".
Purtroppo, osservava padre Angelo Cavagna, "questo magnifico magistero non
ha avuto riscontro negli atti pastorali della Cei, nemmeno in occasione
delle guerre illegali e criminali del Golfo, dell'Iraq, della Jugoslavia o
Kossovo, nemmeno quando il governo italiano ha votato nella Nato per il
mantenimento della dottrina del primo colpo nucleare, nemmeno quando
l'Italia persegue il nuovo modello di difesa, vero e proprio patto
scellerato contro il terzo mondo, e quando vara l'Esercito professionale,
incostituzionale e funzionale a tale modello di difesa" ("Mosaico di pace",
marzo 2001).
*
La Chiesa sta patendo una forte contraddizione. Penso che i cattolici,
rifacendosi al piu' alto magistero ecclesiale, scavando nell'"alienum a
ratione" (guerra come pura follia) di Giovanni XXIII e facendo eco al grido
inascoltato di Giovanni Paolo II ("avventura senza ritorno", "silenzio di
Dio", "abisso del male"), debbano scuotersi di dosso ogni forma di
rassegnazione, bucare ogni tipo di retorica clericale pigra e ripetitiva,
operare un vero e proprio scatto teologico e parlare da credenti credibili e
franchi.
Un abbraccio di pace.
Sergio Paronetto

7. PROFILI. ROSINO GIBELLINI: IN MEMORIA DEL PADRE JACQUES DUPUIS, TEOLOGO
FEDELE E CORAGGIOSO
[Dal sito della casa editrice Queriniana (www.queriniana.it) riprendiamo il
n. 39 del 5 gennaio 2005 di "Teologi@/Internet. Forum teologico a cura di
Rosino Gibellini".
Rosino Gibellini, illustre teologo e straordinario promotore della
conoscenza della riflessione teologica di tutto il mondo; riteniamo
fondamentale il suo contributo al dibattito filosofico oltre che teologico
contemporaneo (ma anche, aggiungiamo, all'impegno per la pace, di
liberazione, per i diritti umani), contributo estrinsecatosi particolarmente
con quell'impegno monumentale che e' la stupenda collana "Giornale di
teologia" edita dalla Queriniana di Brescia. Opere di Rosino Gibellini:
fondamentale e' La teologia del XX secolo, Queriniana, Brescia 1995, ma
dovremmo citare numerosi altri suoi volumi, ed almeno i seguenti tutti editi
dalla Queriniana: (a cura di), Breviario teologico dell'Avvento; (a cura
di), Prospettive teologiche per il XXI secolo; Teilhard De Chardin: l'opera
e le interpretazioni; La teologia di Juergen Moltmann; (a cura di), La nuova
frontiera della teologia in America Latina; (a cura di), Teologia nera;
Teologia e ragione. Itinerario e opera di Wolfhart Pannenberg; Il dibattito
sulla teologia della liberazione; (a cura di), Percorsi di teologia
africana; con Gilberto Gillini, Patrizio Rota Scalabrini, Mariateresa
Zattoni Gillini, Alternativa; con Mary Hunt (a cura di), La sfida del
femminismo alla teologia; con Dean Peerman (a cura di), Teologia dal
Nordamerica; con Giorgio Penzo (a cura di), Dio nella filosofia del
Novecento; con Marie Therese Van Lunen-Chenu, Donna e teologia. Opere su
Rosino Gibellini: in suo onore (per festeggiarne i settant'anni) è stato
pubblicato il volume di AA. VV., Cammino e visione, Queriniana, Brescia
1996.
Jacques Dupuis (1923-2004), teologo, promotore della comprensione e del
dialogo tra le religioni. Tra le opere di Jacques Dupuis: Gesu' Cristo
incontro alle religioni, 1989; Verso una teologia cristiana del pluralismo
religioso, Queriniana, Brescia 1997; Il cristianesimo e le religioni. Dallo
scontro all'incontro, Queriniana, Brescia 2001]

Ho incontrato per l'ultima volta il padre Jacques Dupuis all'Universita'
Gregoriana nel pomeriggio del 16 dicembre 2004 in una lunga conversazione,
che non pensavo fosse d'addio, anche se ho trovato il valoroso teologo
piuttosto debilitato. Belga di origine, classe 1923, ha insegnato dal 1948
al 1984 in India alla facolta' di teologia di Delhi, e successivamente, a
partire dal 1984, alla facolta' di teologia dell'Universita' Gregoriana di
Roma, dove e' deceduto, quasi improvvisamente, il 28 dicembre scorso.
La mia conoscenza un po' approfondita e' attraverso il suo libro, Gesu'
Cristo incontro alle religioni (1989), dove svolge, utilizzando soprattutto
la sua diretta conoscenza dell'induismo, una teologia delle religioni. La
sua posizione e' esemplare della soluzione che va sotto il nome di
inclusivismo o cristocentrismo inclusivista: le religioni sono vie di
salvezza, ma subordinate al Cristo, in cui si trova la pienezza della
salvezza. Ne La teologia del XX secolo (1992), citavo Dupuis come il
rappresentante piu' qualificato di questa posizione, prudentemente avanzata,
ancora largamente diffusa nella teologia cattolica.
Il libro di Dupuis mi aveva colpito, non tanto per la soluzione teoretica,
ma per la ricchezza della documentazione e per la conoscenza diretta del
mondo religioso indiano. Il libro pero' appariva piuttosto frammentario. Per
questo, qualche anno dopo, facendosi urgente il tema del dialogo
inter-religioso e della teologia delle religioni, gli scrivevo proponendogli
una trattazione completa, da dividere in due parti: storica e teoretica,
dell'intera problematica. Il padre Dupuis rispondeva prontamente e
affermativamente, e si metteva subito al lavoro. Era rimasto sorpreso della
proposta, per la quale si era preparato da una vita. Nasceva cosi' la sua
opera, Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso (1997), scritta
in lingua inglese e inserita nella "Biblioteca di teologia contemporanea"
(n. 95), che si impose all'attenzione internazionale.
*
Nella elaborazione di questa sua nuova opera il padre Dupuis faceva un passo
innovativo: dal cristocentrismo inclusivista passava, argomentando e
documentando, alla posizione di un inclusivismo pluralista o pluralismo
inclusivo. Dupuis, in sostanza, afferma la "decisivita'" dell'evento del
Cristo che non esclude, anzi postula, l'operosita' universale del Verbo e
l'operosita' universale dello Spirito oltre l'evento del Cristo, in forza
delle quali rimane legittimato il pluralismo religioso, e le religioni
non-cristiane sono viste come mediazioni partecipate o mediazioni
complementari di salvezza, ma di una complementarita' asimmetrica,
dell'evento decisivo della salvezza, che si e' compiuto in Cristo. In altri
termini, il passaggio era: dalla concezione delle altre religioni come
mediazioni subordinate, alla concezione delle altre religioni come
mediazioni complementari.
L'opera, tradotta nelle principali lingue europee (anche se manca la
traduzione tedesca), ha suscitato recensioni, consensi e dissensi,
richiamando l'attenzione anche della Congregazione della dottrina della
fede. La decisione della "Contestazione" del libro e' stata presa in
assemblea ordinaria dalla Congregazione per la dottrina della fede il 10
giugno del 1998. L'Autore ne ha ricevuto notizia in data 2 ottobre 1998.
Iniziava cosi' un lungo e faticoso processo di chiarificazione, che il padre
Dupuis ha raccontato in un libro-intervista, mai pubblicato.
Nel frattempo, per contribuire a una chiarificazione, proponevo al padre
Dupuis di raccogliere in un volume del "Giornale di teologia" le principali
recensioni per fare il punto sulla discussione. Ricevevo, con lettera datata
13 dicembre 1999, il malloppo dei testi fotocopiati e del suo ampio
intervento con una lettera di accompagnamento, in cui indicava gli
interventi da inserire: "Per quanto riguarda i nomi e i contributi da
ritenere nella documentazione ci ho pensato dopo la sua visita recente.
Stando ai nomi e all'importanza dei contributi io penso che siano da
ritenere i seguenti (seguiamo l'ordine dell'indice che ho consegnato da
lei): Gibellini, Dupuis, Geffre', Dore', Canobbio, Fitzgerald, Bianchi,
O'Collins, de Rosa, Toniolo, Di Giorgio, Sartori, Haight, Griffiths,
Stefani, Di Costa, Alemany, Molari, Odasso, Elders, Merrigan, Gronchi,
Scheuer, Waldenfels, De Souza, Koenig, Valente, Ratzinger, Provinciali
Gesuiti, Rose, Gabrielli, Balasuriya". Questo libro e' rimasto allo stato di
progetto, in quanto trovavo il materiale inviato piuttosto disparato, e
inoltre per ragioni di spazio non era possibile inserire due interventi
importanti ma lunghi (per complessive 100 pagine), uno molto critico della
"Revue thomiste", e un altro molto elogiativo a firma del teologo brasiliano
F. Teixeira, in "Perspectivas teologicas". Si passava, invece, alla
progettazione di un libro piu' agile, in cui Dupuis riprendesse l'opera
maggiore, con piu' essenzialita' e con le opportune chiarificazioni. Il
libro, Il cristianesimo e le religioni. Dallo scontro all'incontro, scritto
direttamente in italiano e terminato il 31 marzo 2000 appariva in "Giornale
di teologia" (2001) con prefazione di Luigi Sartori e con Imprimatur datato
3 giugno 2001 (ma con soppressione di un'Appendice gia' inviata in cui
l'Autore analizzava la Dominus Jesus).
Nel frattempo la Congregazione per la dottrina della fede pubblicava la
Dichiarazione Dominus Jesus (5 settembre 2000) e una "Notificazione sul
libro Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso di Jacques
Dupuis" (pubblicata il 27 febbraio 2001). In sostanza la Dichiarazione
vaticana imputa a Dupuis di attenuare la tesi della unicita' e universalita'
della salvezza in Cristo.
*
Dove si situano i problemi?
Nel delicato, e nuovo, tema del dialogo inter-religioso e della teologia
delle religioni, che ne costituisce il quadro di riferimento concettuale,
semplificando, si possono individuare due linee: la linea inclusivista (le
Religioni sono vie salvifiche subordinate al Cristo); e la linea pluralista
(le Religioni sono vie salvifiche equivalenti). Ora, il problema che si pone
e' come aprire un passaggio tra inclusivismo e pluralismo. L'inclusivismo sa
di annessione delle altre religioni al cristianesimo; il pluralismo comporta
una relativizzazione della identita' cristiana.
Nel cantiere teologico si vanno sperimentando alcuni tentativi per elaborare
quello che chiamo un cristianesimo relazionale, il quale ponga l'identita'
cristiana in relazione costruttiva con le altre tradizioni religiose. Tra
questi tentativi si collocano: Claude Geffre', per il quale tuttavia le
altre religioni sono mediazioni subordinate; Jacques Dupuis, per il quale le
altre religioni sono mediazioni complementari; Hans Kueng con il "Progetto
per un'etica mondiale"; Michael Amaladoss, per il quale si dovrebbe parlare
di mediazioni interconnesse. E' una esplorazione in corso in un terreno
finora ignoto, che richiede di coniugare fedelta' e coraggio.
*
Nel mio ultimo incontro con il padre Jacques Dupuis, pochi giorni prima
della sua improvvisa scomparsa, del 16 dicembre 2004, gli domandavo se,
sull'esempio di Teilhard de Chardin, avesse affidato i suoi manoscritti non
pubblicati (o files elettronici) a persona di fiducia (estranea alla
Compagnia di Gesu', anche se ha sempre trovato un valido sostegno nel suo
confratello della Gregoriana, il padre australiano Gerald O'Collins, e a
strutture ecclesiastiche), per metterli al sicuro. Si trattava ovviamente di
un accenno molto discreto. Il padre mi aveva risposto, proponendomi di
leggere il testo di un suo nuovo libro, che mi avrebbe inviato,
commissionatogli da una casa editrice canadese del Quebec, e scritto in
lingua francese, che non riusciva ad ottenere il Nulla osta da parte dei
revisori della Compagnia a cio' deputati, e voleva propormi come membro di
una nuova commissione di revisori, esterni alla Compagnia, che intendeva
proporre al Preposito Generale, proposta che avevo accettato.
Rimane, al di la' di molti altri scritti, la sua trilogia (come amava
chiamarla): 1989, 1997, 2001, sul tema, difficile pionieristico e
controverso, della teologia delle religioni e del pluralismo religioso
(dizione quest'ultima preferita da Dupuis): essa si rivela come un tentativo
di trovare una nuova via praticabile tra annessione e pluralismo,
utilizzando la sua esperienza asiatica. Aveva anche gia' concordato, prima
dell'impegnativo "colloquio" con la Congregazione della dottrina della fede,
di completare il tema con un'opera di cui aveva gia' fissato il titolo:
Gesu' Cristo incontro alle culture, altro tema congeniale alla teologia
asiatica, destinato a imporsi nei prossimi decenni.
*
Testi di riferimento
- Rosino Gibellini, La teologia del XX secolo, Queriniana, Brescia 1992,
2004 (in questa quinta edizione si segnala il cambiamento di posizione di
Dupuis).
- Rosino Gibellini (ed.), Prospettive teologiche per il XXI secolo,
Queriniana, Brescia 2003 (per le posizioni di Geffre' e Amaladoss).
- Paul Knitter, Introducing Theologies of Religions, Orbis Books, New York
2002.
- Rosino Gibellini, La teologia di Karl Rahner nel contesto della teologia
delle religioni. Dal cristianesimo anonimo a un cristianesimo relazionale,
in "Itinerarium. Rivista multidisciplinare dell'Istituto Teologico San
Tommaso", Messina, 12 (2004) n. 28, pp. 19-32.

8. RIVISTE. CON "QUALEVITA", IL REGALO DI DARINA SILONE
Abbonarsi a "Qualevita" e' un modo per sostenere la nonviolenza. Ponendosi
all'ascolto di Darina Silone.
*
"... per il Natale del 1950, gli regalai un piccolo libro da poco uscito a
Parigi: Attente de Dieu di Simone Weil" (Darina Silone, "Premessa", in
Ignazio Silone, Severina, Mondadori, Milano 1981, 2001, p. 20).
*
"Qualevita" e' il bel bimestrale di riflessione e informazione nonviolenta
che insieme ad "Azione nonviolenta", "Mosaico di pace", "Quaderni
satyagraha" e poche altre riviste e' una delle voci piu' qualificate della
nonviolenza nel nostro paese. Ma e' anche una casa editrice che pubblica
libri appassionanti e utilissimi, e che ogni anno mette a disposizione con
l'agenda-diario "Giorni nonviolenti" uno degli strumenti di lavoro migliori
di cui disponiamo.
Abbonarsi a "Qualevita", regalare a una persona amica un abbonamento a
"Qualevita", e' un'azione buona e feconda.
Per informazioni e contatti: Edizioni Qualevita, via Michelangelo 2, 67030
Torre dei Nolfi (Aq), tel. 3495843946, o anche 0864460006, o ancora
086446448; e-mail: sudest at iol.it o anche qualevita3 at tele2.it; sito:
www.peacelink.it/users/qualevita
Per abbonamenti alla rivista bimestrale "Qualevita": abbonamento annuo: euro
13, da versare sul ccp 10750677, intestato a "Qualevita", via Michelangelo
2, 67030 Torre dei Nolfi (Aq), specificando nella causale "abbonamento a
'Qualevita'".

9. LETTURE. AA. VV.: KYOTO. L'UNIONE DEI POPOLI PER DIFENDERE L'AMBIENTE
AA. VV., Kyoto. L'unione dei popoli per difendere l'ambiente, suppl. a
"L'Unita'", Roma 2005, pp. 124, euro 4. A cura del gruppo Ds del Senato una
sintetica presentazione del "Protocollo di Kyoto" per il raggiungimento
degli obiettivi della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici. Con testi di Gavino Angius, Fausto Giovannelli, Valerio
Calzolaio, Edo Rochi, Massimo Natale Caminiti, Tony Federico, Nuccio Iovene,
Alan Meale.

10. LETTURE. AA. VV.: L'"UOMO INEDITO" E LA CULTURA PLANETARIA
AA. VV., L'"uomo inedito" e la cultura planetaria, Quaderni della Fondazione
Ernesto Balducci, Fiesole (Fi) 2005, pp. 202, s.i.p. In questo decimo dei
sempre utili quaderni della Fondazione dedita a valorizzare il lascito e
proseguire la ricerca e l'impegno dell'indimenticabile padre Balducci,
quaderno centrato - come illustra il pertinente titolo - su due temi
decisivi della riflessione e della proposta balducciana (che implicano
altresi' i temi della transizione e dell'Altro), dopo una presentazione
dell'infaticabile Andrea Cecconi, interventi di Annibale Divizia, Pierluigi
Di Piazza, Armido Rizzi, Giuseppe Florio, Mauro Ceruti, Achille Rossi, Carlo
Molari; saggi e articoli di Stefano Pighini, Elisa Gori, Alessandro Allori,
una recensione di Thomas Madonia, notizie varie. Per richieste e contatti:
e-mail: fondazionebalducci at virgilio.it, sito: www.fondazionebalducci.it

11. LETTURE. COMUNITA' CRISTIANA DI BASE DI PINEROLO: UNA COMUNITA' CHE
GUARDA AVANTI
Comunita' cristiana di base di Pinerolo, Una comunita' che guarda avanti,
Associazione Viottoli, Pinerolo (To) 2004, pp. 96, diffusione gratuita per i
soci e i sostenitori dell'associazione "Viottoli". Un bilancio di trent'anni
di esperienze e riflessioni, i materiali delle iniziative svoltesi tra il 28
e il 30 maggio 2004, relazioni, lettere, documenti. Per richieste:
Associazione Viottoli, corso Torino 288, 10064 Pinerolo (To), tel. 012322339
o anche 0121500820, e-mail: info at viottoli.it, sito: www.viottoli.it

12. LETTURE. NICOLA GRAZIANI: ERICH PRIEBKE. LO STRANO CASO DELL'UOMO DELLE
FOSSE ARDEATINE
Nicola Graziani, Erich Priebke. Lo strano caso dell'uomo delle Fosse
Ardeatine, suppl. a "L'Unita'", Roma 2005, pp. 144, euro 5,90. Si vorrebbe
pensare di sapere ormai tutto quel che c'e' da sapere sul criminale nazista
delle Fosse Ardeatine, invece questo libro propone ulteriori inquietanti
notizie, documenti e interrogativi che rinnovano lo strazio e
l'indignazione, e convocano a un impegno ulteriore di verita' e di
giustizia. Contro ogni ritorno di quella scellerata barbarie, contro ogni
indulgenza, contro ogni complicita'.

13. LETTURE. JOHN HOLLOWAY: CAMBIARE IL MONDO SENZA PRENDERE IL POTERE
John Holloway, Cambiare il mondo senza prendere il potere. Il significato
della rivoluzione oggi, Edizioni Intra Moenia - Carta, Napoli-Roma 2004, pp.
312, euro 15. Una riflessione che muovendo dal marxismo critico si avvicina
sempre piu' alla scelta della nonviolenza. Dispiace che l'autore non conosca
sufficientemente la tradizione nonviolenta, e quindi forse non sia
pienamente consapevole di quanto questo svolgimento e incontro sia non solo
urgente ma coerente con quanto di piu' essenziale e aggettante vi e' stato e
v'e' nell'esperienza storica del movimento operaio e dei movimenti di
liberazione; come la nonviolenza della parte migliore, piu' alta e piu'
profonda, piu' nitida e piu' autentica, di quelle esperienze di lotta e di
riflessione sempre sia stata la corrente calda e il cuore pulsante. Un libro
utile.

14. LETTURE. ROBERT KANDEL: IL RISCALDAMENTO CLIMATICO
Robert Kandel, Il riscaldamento climatico. Che cos'e' il grande rischio?,
Asterios, Trieste 2004, pp. 126, euro 9. Scritta da uno scienziato direttore
di ricerche al Cnrs, un'agile, utile monografia introduttiva pubblicata
originariamente sempre nel 2004 dalle Presses Universitaires de France.

15. LETTURE. RYSZARD KAPUSCINSKI: LA PRIMA GUERRA DEL FOOTBALL
Ryszard Kapuscinski, La prima guerra del football e altre guerre di poveri,
Serra e Riva, Milano, poi Feltrinelli, Milano 2002, 2005, pp. 240, euro
7,50. Dall'Africa all'America Latina al Medio Oriente, tra feroci
ingiustizie quotidiane e deflagrazioni di orrore, gli umanissimi reportages
di un grande, acuto, addolorato testimone.

16. LETTURE. ALEXANDER LANGER: FARE LA PACE
Alexander Langer, Fare la pace. Scritti su "Azione nonviolenta"' 1984-1995,
Cierre - Movimento Nonviolento, Verona 2005, pp. 198, euro 11,50. A cura di
Mao Valpiana, una bella raccolta di interventi. Per richieste agli editori:
Cierre, e-mail: edizioni at cierrenet.it; Movimento Nonviolento: e-mail:
azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org

17. LETTURE. ALEXANDER LANGER: LETTERE DALL'ITALIA
Alexander Langer, Lettere dall'Italia, Editoriale Diario, Milano 2005, pp.
224, euro 5. Una scelta delle corrispondenze su vicende italiane inviate
mensilmente da Alexander Langer alla rivista francofortese "Kommune" tra il
1984 e il 1995. A cura di Clemente Manenti e con due testi di Fabio Levi e
Anna Bravo. Il sito della rivista "Diario", editrice del libro (diffuso in
supplemento al settimanale), e' www.diario.it

18. LETTURE. PAOLO LEGRENZI: LA FELICITA'
Paolo Legrenzi, La felicita', Il Mulino, Bologna 1998, 2005, pp. 140,
edizione speciale in regalo. Un piacevole libretto che in linguaggio piano e
secondo un approccio psicologico (l'autore e' un prestigioso docente di
psicologia cognitiva all'Universita' di Venezia) propone alcune riflessioni
introduttive sul tema.

19. LETTURE. MIMMO LUCA' (A CURA DI): DIZIONARIO DELLA SOLIDARIETA'
Mimmo Luca' (a cura di), Dizionario della solidarieta', suppl. a "L'Unita'",
Roma 2004, pp. 192, euro 4. La prima parte presenta una raccolta in ordine
alfabetico di brevi testi di vari autori ed autrici sui temi del
volontariato, dell'associazionismo, del cosiddetto terzo settore, della
cooperazione; la seconda quattro studi per un profilo dell'area "no profit";
la terza alcune schede ed indirizzi utili.

20. RILETTURE. THE BOSTON WOMEN'S HEALTH BOOK COLLECTIVE: NOI E IL NOSTRO
CORPO
The Boston Women's Health Book Collective, Noi e il nostro corpo. Scritto
dalle donne per le donne, Feltrinelli, Milano 1974, 1980, pp. 488. Quando fu
pubblicato fu un libro di grande utilita'. C'e' oggi - ed occorre o meno -
qualcosa di equivalente?

21. RILETTURE. ANGELA CATTANEO, SILVANA PISA: L'ALTRA MAMMA
Angela Cattaneo, Silvana Pisa, L'altra mamma, Savelli, Milano 1979, pp. 128.
"La maternita' nel movimento delle donne. Fantasie, desideri, domande e
inquietudini"; con un commento di Laura Grasso e un'appendice fotografica di
Gabriella Mercadini.

22. RILETTURE. ANNA DEL BO BOFFINO: FIGLI DI MAMMA
Anna Del Bo Boffino, Figli di mamma, Rizzoli, Milano 1981, 1985, pp. 192. Un
saggio agile e forse anche dal ritmo troppo veloce, ma che ben merita una
rilettura.

23. RILETTURE. ELENA GIANINI BELOTTI: NON DI SOLA MADRE
Elena Gianini Belotti, Non di sola madre, Rizzoli, Milano 1983, 1985, pp.
240. Un bel libro dell'autrice del classico Dalla parte delle bambine.

24. RILETTURE. "NUOVA DWF": MATERNITA' E IMPERIALISMO
"Nuova dwf", Maternita' e imperialismo, n. 6/7 del gennaio-giugno 1978, Roma
1978, pp. 224. Un bel volume monografico dell'eccellente rivista "Nuova dwf.
donnawomanfemme. Quaderni di studi internazionali sulla donna", con saggi di
Anna Davin, Linda Gordon, Rina Vallini, Julia Kristeva, Silvia Montefoschi,
Rosaria Micela; un dibattito sulla legge 194/1978 con interventi di Renata
Paolini, Laura Remiddi, Elena Marinucci, Antonietta Carestia, Gabriella
Luccioli; e le consuete puntuali ed acute recensioni e segnalazioni
librarie.

25. RILETTURE. ADRIENNE RICH: NATO DI DONNA
Adrienne Rich, Nato di donna, Garzanti, Milano 1977, 2000, pp. 422, euro
11,36. Un classico che bisogna aver letto.

26. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

27. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at inwind.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 985 dell'8 luglio 2005

Per ricevere questo foglio e' sufficiente cliccare su:
nonviolenza-request at peacelink.it?subject=subscribe

Per non riceverlo piu':
nonviolenza-request at peacelink.it?subject=unsubscribe

In alternativa e' possibile andare sulla pagina web
http://web.peacelink.it/mailing_admin.html
quindi scegliere la lista "nonviolenza" nel menu' a tendina e cliccare su
"subscribe" (ed ovviamente "unsubscribe" per la disiscrizione).