[News] Accordo di cooperazione militare fra l'Italia e gli Emirati Arabi Uniti. Ecco i nomi dei senatori che non hanno citato il genocidio del Sudan, in cui sono coinvolti gli Emirati Arabi Uniti
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- Date: Sat, 20 Jun 2026 17:41:29 +0200
Chi ha ricordato il coinvolgimento militare degli Emirati Arabi Uniti nel genocidio/crisi del Sudan?
Solo il senatore MAGNI (Misto-AVS). Nel suo intervento, Magni ha esplicitamente citato il Sudan come motivo centrale del voto contrario, dichiarando che "da mesi Nazioni Unite, organizzazioni per i diritti umani e organismi indipendenti segnalano il coinvolgimento degli Emirati Arabi Uniti nel sostegno alle milizie accusate di crimini di guerra, pulizia etnica e gravissime violazioni dei diritti umani". Ha inoltre evidenziato il rischio che le esportazioni militari italiane verso gli Emirati Arabi Uniti possano alimentare quei teatri di guerra.
Chi NON ha ricordato il coinvolgimento militare degli Emirati Arabi Uniti in Sudan?
Tutti gli altri interventi hanno evitato completamente l'argomento, concentrandosi su altri aspetti:
DE ROSA (FI) – Si è limitato ad annunciare il voto favorevole, senza menzionare il Sudan.
MARTON (M5S) – Ha motivato il voto contrario su basi tecniche e giuridiche (tutela del personale italiano, rischi su tecnologie sensibili come IA e cyber, copertura finanziaria), senza accennare alla crisi sudanese.
DREOSTO (Lega) – Ha annunciato il voto favorevole con una generica dichiarazione sulla costruzione della pace, senza riferimenti al Sudan.
ALFIERI (PD) – Ha giustificato l'astensione esclusivamente con le tensioni geopolitiche regionali (conflitto Iran-USA-Israele), chiedendo di aspettare la fine delle ostilità in quell'area, ma non ha fatto alcuna menzione del Sudan o delle accuse contro gli Emirati Arabi Uniti. Ha dichiarato: "Lo voglio dire in maniera molto chiara: noi siamo convinti del rafforzamento delle relazioni con gli Emirati Arabi Uniti, sia a livello di Paese, sia a livello di Unione europea. Noi sosteniamo il nuovo accordo, che deve essere portato avanti anche con celerità da parte dell'Unione europea".
MENIA (FdI) – Ha sostenuto il sì esaltando le collaborazioni industriali e di difesa (Leonardo, radar, anti-drone) e il rapporto con le "monarchie moderate del Golfo", senza mai citare il Sudan.
Link alle dichiarazioni, testi integrali
https://lists.peacelink.it/disarmo/2026/06/msg00000.html
APPENDICE
Esistono diversi rapporti ufficiali delle Nazioni Unite e di organi ad esse collegati che documentano il ruolo degli Emirati Arabi Uniti (EAU) nel conflitto in Sudan, in particolare nel sostegno alle Rapid Support Forces (RSF), le forze paramilitari accusate di gravi violazioni dei diritti umani e di atrocità di massa.
I dettagli emersi dalle indagini degli esperti ONU e delle missioni conoscitive sono estremamente espliciti.
Ecco i principali punti emersi dai rapporti e dai procedimenti ONU.
1. Il Rapporto del Panel di Esperti ONU (Gennaio 2024 e successivi)
Il UN Panel of Experts on Sudan ha presentato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU prove definite "credibili" sul fatto che gli Emirati Arabi Uniti abbiano violato l'embargo sulle armi imposto dall'ONU nel Darfur.
Le rotte delle armi: il rapporto documenta che gli EAU hanno inviato armi, munizioni e droni alle RSF su base settimanale, facendoli transitare principalmente attraverso Amdjarass, nel nord del Ciad, mascherando spesso questi carichi militari sotto la facciata di aiuti umanitari (come la gestione di un ospedale da campo locale).
Il supporto finanziario: gli esperti ONU hanno confermato che la rete finanziaria e il commercio dell'oro che finanziano lo sforzo bellico delle RSF fanno ampiamente capo a società di facciata con sede a Dubai (Emirati Arabi Uniti).
2. La Missione Conoscitiva dell'ONU (Fact-Finding Mission - inizio 2026)
L'ONU ha istituito una missione indipendente (Independent International Fact-Finding Mission for the Sudan) per indagare sulle atrocità.
Nei suoi rapporti più recenti (relativi in particolare alla caduta e al massacro di El Fasher nel Darfur settentrionale), la missione ha stabilito che le azioni delle RSF presentano "i tratti distintivi del genocidio"(hallmarks of genocide) contro le popolazioni non arabe (come la comunità Masalit).
A fronte di queste conclusioni, la missione e diverse organizzazioni internazionali hanno esplicitamente esortato l'ONU e gli Stati membri a indagare sulla complicità degli Emirati Arabi Uniti in tali crimini e a fare pressione sul governo emiratino affinché interrompa la fornitura di armi.
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