[Disarmo] Voto di ratifica dell'accordo di cooperazione nel settore della difesa tra la Repubblica italiana e gli Emirati Arabi Uniti
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- Date: Sat, 20 Jun 2026 16:45:56 +0200
Passiamo alla votazione finale.
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, la componente Alleanza Verdi e Sinistra del Gruppo Misto voterà contro la ratifica dell'accordo di cooperazione nel settore della difesa tra la Repubblica italiana e gli Emirati Arabi Uniti. Lo facciamo con convinzione perché riteniamo che questo provvedimento arrivi in Aula nel momento sbagliato e che riguardi il partner sbagliato.
Ricordo, infatti, che dalla firma dell'accordo a oggi il quadro geopolitico del Medio Oriente e del Golfo è profondamente peggiorato. Abbiamo assistito a una escalation militare che ha coinvolto direttamente Israele, Iran e Stati Uniti d'America e che ha messo a rischio la sicurezza dell'intera regione e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, che è uno dei passaggi strategici più importanti del mondo.
Di fronte a questo scenario, il compito dell'Italia dovrebbe essere quello di rafforzare la propria iniziativa diplomatica, sostenere ogni sforzo di de-escalation e lavorare per il cessate il fuoco e il dialogo. Invece, il Governo ci chiede di ratificare un accordo di cooperazione militare con uno degli attori coinvolti in quel contesto regionale. Noi pensiamo che sia una scelta sbagliata.
C'è poi un secondo elemento che, da solo, sarebbe sufficiente a giustificare il nostro voto contrario. Parliamo del Sudan, della più grave crisi umanitaria in corso nel mondo, di una guerra che ha provocato decine di migliaia di vittime, milioni di sfollati e atrocità documentate da organismi internazionali. Da mesi Nazioni Unite, organizzazioni per i diritti umani e organismi indipendenti segnalano il coinvolgimento degli Emirati Arabi Uniti nel sostegno alle milizie accusate di crimini di guerra, pulizia etnica e gravissime violazioni dei diritti umani. Sono accuse gravi e circostanziate che chiamano in causa possibili violazioni dell'embargo delle armi imposto delle Nazioni Unite per il Darfur.
Si procede invece come se nulla fosse, ignorando il fatto che proprio gli Emirati Arabi Uniti rappresentano uno dei principali destinatari delle autorizzazioni italiane nelle esportazioni di materiali militari; si procede senza interrogarsi adeguatamente sul rischio che armamenti, tecnologia e sistemi d'arma possono alimentare filiere operative che finiscono dentro i teatri di guerra, segnati da una gravissima violazione del diritto internazionale.
È una scelta che consideriamo in contrasto con lo spirito della legge n. 185 del 1990, nata proprio per impedire che il commercio degli armamenti possa contribuire ad alimentare conflitti e violazioni dei diritti fondamentali. Soprattutto, è una scelta che consideriamo lontana dallo spirito dell'articolo 11 della nostra Costituzione.
Per queste ragioni e perché crediamo che oggi servano più iniziativa politica per la pace e meno accordi militari, Alleanza Verdi e Sinistra esprime il proprio voto contrario alla ratifica di questo accordo. (Applausi).
DE ROSA (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole dei senatori di Forza Italia su questa ratifica e sulle successive. Chiedo altresì alla Presidenza di poter consegnare i testi degli interventi delle dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.
MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, come MoVimento 5 Stelle esprimeremo un voto contrario su questo disegno di legge di ratifica. Pur comprendendo e non omettendo di riconoscere al Governo l'intento di fornire un quadro giuridico per incrementare la cooperazione e consolidare le rispettive capacità difensive, emergono alcune criticità tecniche e giuridiche che ci impediscono di sostenere questo disegno di legge.
Non è una contrarietà ideologica, anzi sappiamo bene quale sia la posta in gioco. Sappiamo che si parla di Eurofighter, di Leonardo e sappiamo che è un momento delicato, in quanto gli Emirati Arabi sono appena usciti dall'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec), quindi stringere con loro un accordo ancora più vincolante è sostanzialmente propizio.
Tuttavia, ci sono alcuni nodi: uno è legato alla tutela del nostro personale. L'articolo 10 dell'accordo stabilisce il principio generale secondo cui il personale del Paese inviante è soggetto alle leggi e alla giurisdizione del Paese ospitante. È vero che è stata inserita opportunamente una clausola di salvaguardia per bloccare la giurisdizione locale qualora i reati prevedano l'applicazione della pena di morte o sanzioni contrarie ai principi fondamentali del nostro Paese; tuttavia, l'assoggettamento di base dei nostri militari o civili a un sistema penale profondamente diverso dal nostro rappresenta un fattore di rischio che, a nostro avviso, richiederebbe tutele giurisdizionali ancora più stringenti.
In secondo luogo, esprimiamo una perplessità sull'eccessiva ampiezza e delicatezza delle materie trattate. L'articolo 4 include, tra le aree di cooperazione non solo l'import-export di equipaggiamenti militari, ma anche la sicurezza cibernetica, l'intelligenza artificiale, i sistemi autonomi a controllo remoto e l'intelligence militare. Inserire tecnologie così sensibili in un accordo quadro di portata generale, demandandone l'implementazione a futuri accordi esecutivi e alle decisioni di un comitato congiunto, che è previsto dal disegno di legge di ratifica, rischia di affievolire il necessario e costante controllo parlamentare su settori che, secondo noi, sono strategici per la sicurezza nazionale.
In ultimo, rileviamo una debolezza anche sul piano della copertura finanziaria. Questa formulazione espone di fatto il bilancio dello Stato a oneri potenzialmente imprevisti e non quantificati ex ante, perché il comma 3 dell'articolo 3 rinvia ad appositi e futuri provvedimenti legislativi in caso di danni o compensazioni previsti dall'articolo 14.
Per queste ragioni, ritenendo le garanzie offerte dal testo non pienamente sufficienti e la delega in settori strategici troppo ampia, ribadisco il nostro voto contrario. (Applausi).
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, anticipo che, come Lega, voteremo a favore di tutte le ratifiche che saranno presentate quest'oggi. Riteniamo, infatti, che è anche attraverso questi atti, questi documenti, questi accordi che si costruisce la pace. Preannuncio quindi il voto favorevole su questa e sulle ratifiche successive.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
ALFIERI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFIERI (PD-IDP). Signor Presidente, su questo disegno di legge di ratifica ci asterremo. Avevamo chiesto, come abbiamo fatto alla Camera, di sospenderne l'esame, perché in quell'area non siamo in una fase normale, ma in una fase straordinaria di rapporti complicati, di tensioni geopolitiche, con uno scontro in atto, un conflitto vero e proprio, per cui non si riesce ad arrivare al cessate il fuoco fra Iran, Stati Uniti e Paesi dell'area, e proprio in questo momento noi portiamo alla ratifica un accordo con uno dei principali attori dell'area, gli Emirati Arabi Uniti, Paese con cui abbiamo importanti rapporti e relazioni.
Lo voglio dire in maniera molto chiara: noi siamo convinti del rafforzamento delle relazioni con gli Emirati Arabi Uniti, sia a livello di Paese, sia a livello di Unione europea.
Noi sosteniamo il nuovo accordo, che deve essere portato avanti anche con celerità da parte dell'Unione europea. Sul versante delicato della difesa, però, in questo caso simbolicamente noi abbiamo chiesto di fermarci per aspettare la fine delle ostilità, tanto più che le principali attività vanno avanti perché sono regolate da altri accordi: questo è un accordo cornice, che permette uno scambio di missioni e che permette, eventualmente, di fare accordi Government-to-Government (G2G) per gli aspetti che riguardano l'industria della difesa.
Pertanto, anche precauzionalmente, noi siamo convinti della scelta di astensione che già abbiamo fatto alla Camera e che confermiamo al Senato. (Applausi).
MENIA (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MENIA (FdI). Signor Presidente, a differenza di quanto appena sostenuto dal senatore Alfieri, io credo, invece, che, nel motivare il nostro sì alla ratifica dell'esecuzione dell'accordo tra la Repubblica italiana e gli Emirati Arabi uniti, abbiamo motivazioni ulteriori proprio per quello che sta avvenendo in questo quadrante, in questo scenario.
Noi abbiamo fatto una scelta che è politica, che è sicuramente militare, che è di quadro e che è di rapporti. Pertanto, è opportuno che l'Italia intensifichi tutti i rapporti di collaborazione, anche in termini militari, relativi proprio alla capacità, alla cooperazione bilaterale e all'industria della difesa, rivolgendosi ai più diversi settori: dalla sicurezza cibernetica all'intelligenza artificiale.
Stiamo guardando con attenzione, per esempio, anche il lavoro che sta facendo Leonardo, con la joint venture che è nata: si parla di capacità radar, di sistemi radar, di sistemi anti-drone. È il mondo di oggi che ci mette di fronte a certe scelte. La scelta di stare con le monarchie moderate del Golfo tanto più viene a essere rappresentata e sottolineata da accordi come questo. Il nostro, quindi, è un voto convintamente favorevole e così sarà anche per un altro provvedimento che troveremo più avanti, a questo assai simile. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, nel suo complesso.
È approvato.
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