[News] Dalla Svizzera alla Spagna: è possibile una politica per la pace e i diritti umani
- Subject: [News] Dalla Svizzera alla Spagna: è possibile una politica per la pace e i diritti umani
- From: Associazione PeaceLink <info at peacelink.org>
- Date: Mon, 16 Mar 2026 20:56:31 +0100
In Europa esistono ancora governi che, di fronte alla guerra, scelgono di richiamarsi apertamente al diritto internazionale e alla propria Costituzione.
Due esempi recenti arrivano dalla Svizzera e dalla Spagna.
Contesti diversi, tradizioni diverse, ma un filo conduttore comune: la coerenza tra principi proclamati e comportamenti reali.
La Svizzera: la neutralità applicata senza ambiguità
Il primo segnale è arrivato da Berna. Il governo svizzero ha respinto due richieste degli Stati Uniti per il sorvolo del proprio territorio da parte di aerei militari destinati a missioni di ricognizione connesse alla guerra con l’Iran.
I voli erano previsti per il 15 marzo. Dopo aver esaminato la richiesta, la Confederazione elvetica ha deciso di negare l’autorizzazione richiamandosi esplicitamente al diritto di neutralità inscritto nella propria Costituzione.
La motivazione è stata molto chiara: poiché gli Stati Uniti e Israele sono coinvolti nel conflitto con l’Iran, si applica la normativa sulla neutralità, che vieta agli Stati neutrali di consentire l’uso del proprio territorio o del proprio spazio aereo per operazioni militari legate alla guerra.
È una posizione giuridica rigorosa ma lineare: se si è neutrali, non si contribuisce alle operazioni militari di nessuna delle parti.
Questo esempio riguarda indirettamente anche l’Italia. La nostra Costituzione contiene infatti un principio molto forte: l’Articolo 11 della Costituzione italiana stabilisce che l’Italia «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli».
Se questo principio fosse applicato con lo stesso rigore mostrato dalla Svizzera, la questione dell’uso delle basi militari presenti sul territorio italiano diventerebbe inevitabilmente oggetto di un confronto politico molto più serio e trasparente.
La Spagna: niente doppi standard sui diritti umani
Un secondo segnale di coerenza arriva dalla Spagna.
Il governo guidato da Pedro Sánchez aveva già mostrato una posizione autonoma rifiutando l’uso delle basi militari spagnole per operazioni statunitensi legate alla guerra contro l’Iran promossa dall’amministrazione di Donald Trump.
Ma Madrid sta portando avanti anche un altro messaggio: non possono esistere doppi standard nella difesa dei diritti umani e del diritto internazionale.
Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha denunciato con parole molto dure la situazione in Libano. «Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna», ha dichiarato a margine del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea. Albares ha parlato di centinaia di migliaia di sfollati, di violazioni sistematiche della sovranità e del diritto umanitario e del rischio di un’invasione di terra, ricordando anche gli attacchi che hanno coinvolto la missione di pace delle Nazioni Unite.
Ma soprattutto ha posto una questione politica decisiva: la coerenza dei valori.
«Serve coerenza», ha affermato. «In Ucraina e in Medio Oriente dobbiamo difendere gli stessi valori, quando si tratta dei civili ucraini o dei civili libanesi».
In altre parole: i libanesi sfollati non sono meno umani degli ucraini.
Difendere i caschi blu dell’ONU
La posizione spagnola si è manifestata anche su un altro fronte. Dopo gli attacchi a colpi di arma da fuoco contro i caschi blu della missione UNIFIL nel Libano meridionale, la ministra della Difesa Margarita Robles ha chiesto un intervento delle Nazioni Unite affinché venga garantito il rispetto della missione di pace.
Robles ha contattato il responsabile delle operazioni di pace dell’ONU, Jean-Pierre Lacroix, e il comandante militare della missione, il generale italiano Diodato Abagnara, sottolineando la necessità che Israele rispetti pienamente la presenza e il mandato dei caschi blu dispiegati nel sud del Libano.
È un passaggio importante: difendere le missioni di pace significa difendere uno degli ultimi strumenti multilaterali rimasti per contenere l’escalation dei conflitti.
Un’alternativa possibile
Le scelte della Svizzera e della Spagna mostrano che un’altra linea politica è possibile.
La prima applica con rigore il principio costituzionale di neutralità.
La seconda rifiuta i doppi standard nella difesa dei diritti umani e del diritto internazionale.
Due approcci fondati su un’idea semplice: i principi costituzionali e il diritto internazionale devono valere sempre, non solo quando conviene.
Se davvero si vuole essere coerenti con il ripudio della guerra e con i valori proclamati dall’Europa, gli esempi da seguire non mancano. Oggi arrivano da Berna e da Madrid.
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