[News] E' ragionevole mantenere i soldati italiani vicino all'Iran in basi "condivise" con gli USA?



Oggi, 15 marzo 2026, un drone iraniano ha colpito la base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait. Lì erano presenti oltre trecento militari italiani. Per fortuna non ci sono stati morti e neppure feriti, ma è stato distrutto un grande e costoso drone Predator MQ-9A del Task Group italiano "Araba Fenice".

Vi segnaliamo l'articolo che PeaceLink ha pubblicato oggi:
https://www.peacelink.it/conflitti/a/51105.html


L'articolo illustra una realtà poco raccontata: in Kuwait, ad Ali Al Salem, i militari italiani e americani non convivono semplicemente nello stesso spazio. Pianificano e si addestrano insieme utilizzando un drone "made in USA". In teoria per combattere l'ISIS. In pratica c'è una vera integrazione operativa a largo spettro. 

L'Iran, che ha rivendicato l'attacco come "Operazione Vera Promessa 4", ha dichiarato di aver preso di mira "tre basi statunitensi" in Kuwait. Per Teheran, qualsiasi base condivisa con gli USA è una base americana, indipendentemente da chi ci sia dentro.

Non è un caso isolato. Pochi giorni prima, nella notte tra l'11 e il 12 marzo, era già stata colpita la base di Erbil, in Iraq, dove si trovava il contingente italiano di Camp Singara. Gomito a gomito con i militari americani.

Mentre accadeva tutto questo, il governo italiano rispondeva in Parlamento sull'autorizzazione a concedere agli USA l'uso delle basi di Aviano e Sigonella. Un cortocircuito strategico di proporzioni enormi: si discute se ospitare gli americani in Italia, mentre i soldati italiani vengono presi di mira proprio perché già ospitati nelle basi americane all'estero!

La domanda che poniamo è questa: è ragionevole mantenere i soldati italiani vicino all'Iran in basi "condivise" con un esercito, quello americano, che è in guerra aperta con l'Iran?

La domanda è sul tavolo di tutti. 
Ed è una domanda che oggi pesa come un macigno.
Non può essere elusa né dal governo, né dal Parlamento, né dall'informazione. E va rilanciata con forza da chi si occupa di pace.

Invitiamo a leggere e diffondere l'articolo, segnalando al contempo le iniziative contro la guerra con un semplice click su www.peacelink.it/segnala