[News] "Putin va sconfitto, la Russia deve perdere". Una retorica controproducente per l'Ucraina



Ucraina-Russia, Zelensky: "Putin va sconfitto, questione di vita o di morte"

Il presidente ucraino in collegamento con Consiglio Ue: "Il sistema della Russia è opposto al nostro, deve perdere. L'Europa faccia di più".

"Il sistema di Putin deve perdere in questa guerra contro l'Ucraina. Questa è la guerra della Russia non solo contro l'Ucraina, ma contro tutti noi, anche contro i vostri paesi, contro tutta la nostra Europa e lo stile di vita europeo", mette in guardia.

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Commento

La dichiarazione di Zelensky riflette una visione della guerra che non sta portando alcun beneficio per l'Ucraina e che anzi offre a Putin l'opportunità di prolungare le azioni già intraprese conseguendo ulteriori vantaggi sul piano militare. 

La retorica di Zelensky fa bene a Putin e male all'Ucraina. Questa è la verità. 

Ed è una retorica pericolosa in quanto tentare di sconfiggere la Russia, colpendola a fondo, significa innescare un'escalation potenzialmente nucleare.

La sconfitta della Russia è una delle forme di retorica militare più pericolose. E l'Unione Europea tende a far propria questa retorica senza specificare cosa significhi concretamente dotto il profilo militare. È una grave ambiguità cge accentua la tensione internazionale.

La retorica sulla sconfitta della Russia potrebbe alimentare un ciclo di violenza senza fine, mettendo a rischio vite innocenti e causando ulteriori sofferenze, con una destabilizzazione imprevedibile. 

Va bandita questa retorica, va bandito ogni intervento europeo, va bandito ogni coinvolgimento diretto. La guerra può diventare scontro nucleare se sfugge di mano dando ascolto a questa retorica della sconfitta della Russia facendola diventare, come ha detto Zelensky, una "questione di vita o di morte".

È fondamentale cercare soluzioni diplomatiche che coinvolgano tutte le parti interessate, lavorando verso una pace sostenibile e duratura. Questo richiede un approccio equilibrato e pragmatico che tenga conto delle complessità del conflitto e miri a un compromesso che rispetti gli interessi e la dignità di tutte le nazioni coinvolte.

Non era mai accaduto che venissero interrotte per così tanto tempo le relazioni con la Russia, non era mai accaduto neanche nei momenti più bui della guerra fredda. Neanche durante la crisi di Cuba, quando il mondo arrivò a un passo dalla guerra nucleare, si sono interrotti i canali diplomatici fra Occidente e Russia. Oggi sono interrotti. E la retorica della sconfitta di Putin è la prosecuzione caparbia e irresponsabile di questa rottura totale delle comunicazioni diplomatiche con la Russia. Tutto ciò è foriero di una escalation che può giungere a esiti catastrofici. Il "telefono rosso" fra Usa e URSS fu uno dei più importanti passi in avanti per l'umanità per scongiurare la catastrofe nucleare. 

La mobilitazione popolare è pacifista in occasione del G7 deve diventare l'occasione per isolare ogni tentativo estremista e irresponsabile. Sconfiggere la Russia significa la guerra nucleare. E al G7 noi diremo che la pace, anche una pace imperfetta e migliorabile, è un milione di volte preferibile alla guerra nucleare.


Alessandro Marescotti 

Presidente PeaceLink a.marescotti at peacelink.org