Una lettera aperta



Al Presidente della Repubblica Italiana
al Presidente del Consiglio dei Ministri
al Presidente del Senato della Repubblica
al Presidente della Camera dei Deputati

e per opportuna conoscenza:
alla Procura generale della Repubblica
alla Corte Costituzionale
alla Presidenza della Commissione Europea
ai parlamentari della Repubblica italiana
ai membri italiani del Parlamento Europeo
ai mezzi d'informazione

Oggetto: richiesta urgente di ripristino della legalita' costituzionale e di
cessazione della partecipazione di forze armate italiane alla guerra in
corso in Iraq

Egregi signori,

come e' a tutti evidente in Iraq e' in corso una guerra sanguinosissima, la
commissione di reiterati crimini di guerra e crimini contro l'umanita', una
occupazione militare illegale e criminale.

Come e' a tutti noto in questo momento nell'Iraq in guerra, devastato e
occupato militarmente dagli eserciti invasori di potenze straniere, anche
l'Italia e' presente con proprie forze armate, le quali - indipendentemente
dalle buone intenzioni e dalle dichiarazioni ufficiali - tanto dal punto di
vista della popolazione occupata, quanto dal punto di vista del diritto
internazionale, cosi' come alla luce della nostra legislazione correttamente
interpretata, cosi' come secondo la coscienza di ogni persona di retto
discernimento, sono a tutti gli effetti parte delle truppe di invasione ed
occupazione, sono a tutti gli effetti parte della guerra in corso.
Con la conseguenza - peraltro - che i militari italiani cola' dislocati sono
esposti al rischio - enorme e crescente - tanto di perdere la vita quanto di
assassinare altre persone; e con la sola loro presenza sono gia' coinvolti
nel delitto della guerra e dell'occupazione illegale e criminale, e sono
gia' altresi' resi complici - oltre che vittime - della violazione della
legalita' costituzionale.

Come voi ben sapete, l'Italia non puo' prender parte a una guerra che non
sia di difesa del nostro popolo e del nostro paese, ed a maggior ragione a
una guerra di aggressione, ed a maggior ragione a una guerra di aggressione
stragista e di occupazione militare coloniale, come e' quella in corso in
Iraq.
L'Italia non puo' prendervi parte perche' glielo proibisce la Costituzione
della Repubblica Italiana oltre che i fondamentali trattati internazionali
dal nostro Paese sottoscritti.
La partecipazione alla guerra e' quindi un duplice crimine: in se' e per le
sue conseguenze concrete a danno di esseri umani, ed in quanto infrange il
nostro ordinamento giuridico nel suo fondamento costituzionale configurando
un vero e proprio colpo di stato.

E' quindi assolutamente indispensabile che con la massima tempestivita' si
provveda:
a) al ritiro immediato delle forze armate italiane dal teatro di guerra
iracheno;
b) ad un energico impegno diplomatico del nostro paese sia per la cessazione
della guerra e dell'invasione ed occupazione militare dell'Iraq, sia per la
promozione della democrazia e della difesa dei diritti umani in Iraq nel
riconoscimento della sovranita' del popolo iracheno;
c) ad un piano di invio di ingenti aiuti umanitari, piano del tutto
incompatibile con la partecipazione alla guerra, con l'illegale e criminale
occupazione militare.

Egregi signori,
vi chiediamo il piu' tempestivo intervento affinche' si ripristini
immediatamente la legalita' costituzionale e cessi la partecipazione
italiana alla guerra e all'invasione ed occupazione miltare dell'Iraq.

Egregi signori,
per quanto sgradevole sia ricordarlo, tuttavia ci corre l'obbligo di
evidenziare che voi avete il dovere di assumere iniziative in tal senso; che
voi avete l'obbligo di ottemperare a quanto disposto dalla Costituzione cui
avete giurato fedelta' ed in forza della quale esercitate la vostra
autorita' istituzionale e la vostra funzione di rappresentanza del popolo
italiano.
Un vostro atteggiamento corrivo allo status quo, implicherebbe da parte
vostra il persistere nel reato - gravissimo - di violazione della
Costituzione, e di effettuale complicita' in crimini di guerra e crimini
contro l'umanita'.

Egregi signori,
Voi avete il potere di far cessare la partecipazione italiana alla guerra,
voi avete il dovere di esercitarlo. E' la legge fondamentale del nostro
ordinamento giuridico che ve lo impone. Sappiate, in questo terribile
frangente, seguire cio' che la legge e la coscienza dettano.

Distinti saluti,

Giuseppe Sini
direttore del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

Viterbo, 22 agosto 2003

Mittente: Giuseppe Sini
c/o "Centro di ricerca per la pace"
strada S.Barbara 9/E, 01100 Viterbo
tel.0761353532, e-mail: nbawac at tin.it