orario di lavoro lungo in tutta europa



dal corriere.it di lunedi 17 giugno 2002

 
 
Orario di lavoro "lungo" in tutta Europa
È questa la realtà fotografata dall'osservatorio Eiro della Fondazione
europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, con sede
a Dublino. Secondo lo studio, nel 2001 l'orario di lavoro si è attestato in
media su 38,2 ore settimanali sia nei 15 paesi dell'Unione europea che in
Norvegia. Fa eccezione la Francia, dove l'introduzione delle 35 ore ha
portato a una sensibile riduzione per legge. Progressi sono stati compiuti
anche in Belgio grazie a un accordo interconfederale firmato nel 2001 che
ha diminuito l'orario da 39 a 38 ore. La sua entrata in vigore è però
prevista dal 1° gennaio 2003 e quindi non ha inciso sulle statistiche del
2001.
Ci sono paesi dove la determinazione dell'orario di lavoro materia è
appannaggio della contrattazione nazionale e altri dove è più discussa a
livello territoriale e settoriale. La Direttiva europea del 1993, che ha
fissato l'orario massimo di lavoro a 48 ore settimanali, ha tuttavia
influenzato in modo rilevante i negoziati. La norma europea è stata infatti
recepita in due diversi modi. Nove paesi (Danimarca, Francia, Germania,
Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda e Gran Bretagna) l'hanno
trasposta nell'ordinamento nazionale, confermando il limite di 48 ore.
Altri, recependola, hanno invece abbassato il tetto a 40 (Austria,
Finlandia, Norvegia, Portogallo, Spagna e Svezia) o addirittura a 39 ore
(Belgio). "Nel primo gruppo di paesi - si legge nello studio - il limite di
48 ore funziona come rete di protezione, dal momento che l'orario di lavoro
effettivo è in media inferiore. Nel secondo gruppo l'orario massimo
indicato è più vicino alla realtà, e indica un ruolo più attivo della
legislazione nazionale nella gestione delle materie legate all'orario".
Lo studio analizza la situazione in tre settori: industria metalmeccanica,
amministrazione pubblica e credito. L'anno scorso l'orario di lavoro è
stato più lungo per i lavoratori dei primi due settori, mentre nelle banche
la media è stata di 37,5 ore. Questo dato non tiene però conto delle
profonde differenze esistenti a livello nazionale. Nell'industria la
"maglia rosa" di occupati instancabili va ai metalmeccanici di Grecia,
Italia, Portogallo e Svezia, che lavorano 40 ore alla settimana. All'ultimo
posto, francesi e tedeschi, che lavorano cinque ore meno dei loro colleghi.
Nel settore del credito sono le banche del Lussemburgo a rimanere aperte
più a lungo in Europa (40 ore a settimana), mentre portoghesi, inglesi,
greci e olandesi lavorano in media 35 ore. La pubblica amministrazione di
Austria, Grecia, Lussemburgo e Svezia ha il primato dell'orario più lungo
(40 ore); il Portogallo di quello più corto (in media cinque ore in meno).
Analizzando l'orario medio dei lavoratori part time non mancano sorprese.
Utilizzando le statistiche ufficiali dell'Ue, i ricercatori della
Fondazione hanno infatti scoperto che gli italiani part time sono quelli
che lavorano più di tutti, con una media di 24 ore la settimana. Seguono
francesi (23,1) e svedesi (22,8). Sembra quindi che la legge francese sulle
35 ore abbia comportato un maggiore ricorso a forme di lavoro atipico con
un orario "pesante". Il minor numero di ore lavorate spetta ai part time di
Gran Bretagna, Spagna e Germania. Il dato incide sempre di più dal momento
che, dal '96 a oggi, la quota di lavoratori part time sul totale degli
occupati è passato nell'Ue dal 16,4 al 18 per cento.
I giorni di ferie garantiti per legge vanno da un minimo di 20 in Belgio,
Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Olanda e Gran Bretagna a un massimo di
24 in Finlandia.