Il Vajont poligono di guerra dei parà Usa



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Date: Tue, 27 Aug 2013 06:13:05 -0700 (PDT)
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Il Vajont poligono di guerra dei parà Usa
di Antonio Mazzeo
La valle del Vajont, tra il Friuli e il Veneto - una delle aree alpine più fragili dal punto di vista idrogeologico - ha ospitato la prima grande esercitazione di aviolancio in Italia dei parà della 173^ brigata aviotrasportata dell’esercito Usa trasferiti dalla Germania alla nuova base “Del Din-Dal Molin” di Vicenza. Tre intere giornate a simulare attacchi e lanci ad alta e bassa che hanno visto protagonisti oltre un migliaio di uomini già in forza alle basi tedesche di Schweinfurt e Bamberg e i grandi velivoli da trasporto C-130J “Hercules”.
I parà hanno raggiunto la Juliet Drop Zone (l’area di lancio del Vajont) a bordo dei C-130 dell’86th Airlift Wing di Ramstein (Germania), dislocati per l’occasione nella base aerea di Aviano, Pordenone. Sede di due gruppi di volo di US Air Force con cacciabombardieri a capacità nucleare F-16, Aviano ospita da qualche anno un grande hangar-magazzino per i materiali necessari alle operazioni di aviolancio dei parà Usa, un centro logistico in grado di ospitare sino ad un migliaio di militari in transito e una piattaforma logistica per i grandi aerei da trasporto capace di accogliere simultaneamente sino a dodici C-130 o cinque C-17. Le infrastrutture sono identiche a quelle presenti nella base aerea “Pope” di Fort Bragg, Nord Carolina, utilizzata dalla 82^ divisione aviotrasportata di US Army, il reparto d’elite che combatte in tutti i maggiori scacchieri di guerra internazionali.
La 173^ brigata aviotrasportata è stata riattivata nel 2000 e da allora è stata impiegata cinque volte in Iraq e in Afghanistan. Con una spesa di 310 milioni di dollari circa, l’ex aerostazione “Dal Molin” di Vicenza (rinominata “Camp del Din”) è stata trasformata in hub logistico-militare del reparto di guerra d’élite. Nella nuova infrastruttura sono ospitati i comandi generali della brigata aviotrasportata e quattro battaglioni: due provenienti dalla base di Bamberg (il 173° truppe speciali e il 173° di supporto alla brigata) e due dalla storica base militare di Vicenza di Camp Ederle (il 2° Battaglione e il 503° Reggimento Fanteria). Al “Del Din-Dal Molin” è in corso di trasferimento pure il 509th Signal Battalion di US Army, anch’esso ospitato all’Ederle.
Originariamente era stato previsto che tutti i sei battaglioni componenti la 173^ Brigata Aviotrasportata trovassero sede a Vicenza. L’1 marzo 2013 il Dipartimento della difesa ha tuttavia annunciato un nuovo piano di riorganizzazione della presenza delle forze terrestri in Europa che prevede il mantenimento in Germania del reparto d’artiglieria e del battaglione mezzi blindati della brigata per mantenerli vicini al grande poligono di tiro di Grafenwhor. Ciò comunque ha consentito di liberare spazi all’interno della nuova base di Vicenza che dovrebbero essere messi a disposizione del comando per le operazioni terrestri nel continente africano di US Army Africa. Il trasferimento dei due battaglioni dalla Germania porta il numero dei soldati di stanza a Vicenza da 2.700 a circa 3.700.
Il progetto “Del Din-Dal Molin” fu approvato nel 2007 dall’allora governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi. Referente italiano di fronte le autorità statunitensi fu nominato Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale di Venezia e membro del Parlamento europeo. I lavori, affidati nel marzo 2008 a due aziende leader di LegaCoop (CMC di Ravenna e CCC di Bologna), hanno consentito la costruzione di 31 edifici destinati a caserme-alloggio per 2.000 militari, magazzini, spazi operativi, officine di manutenzione velivoli, uffici e centri comando, due parcheggi multipiano per 800 auto e 50 motocicli, diversi centri sportivi. L’inaugurazione ufficiale della base militare è avvenuta lo scorso 2 luglio alla presenza dell’ambasciatore Usa in Italia. A rappresentare le forze armate italiane il generale Claudio Graziano, capo di stato dell’Esercito. Nel suo intervento Graziano invitò i comandanti della 173^ brigata aviotrasportata a rafforzare i legami con i reparti italiani specializzati e a “scambiare uomini ed esperienze” soprattutto con la Brigata “Folgore”. Il generale è stato prontamente esaudito. Agli aviolanci che hanno sancito la trasformazione della valle del Vajont in poligono da guerra d’eccellenza dei militari Usa di Vicenza, hanno infatti preso parte pure un centinaio di parà della “Folgore”.