Fwd: Sabato 12 aprile - Disarmiamo Exa 2003



----------  Forwarded Message  ----------

Perchè sabato andrò a Brescia:

"Davanti al lettino di Alì, per tutta la giornata di lunedì, è stata una
continua processione di medici iracheni e occidentali (alcuni volontari di
ong greche), increduli davanti a quel che rimaneva del bambino. Inutile
fare giri di parole per nascondere l'orrore: Alì è sdraiato nel suo letto,
con gravi ustioni su tutto il corpo. Ha perso le braccia; il suo corpo è
sovrastato da una gabbia di metallo per evitare il contatto tra la sua
pelle carbonizzata e le lenzuola di cotone che tentano di proteggerlo. Ad
Alì, il dottor Salé non ha avuto il coraggio di dirgli la verità: che lui è
l'unico sopravvissuto della sua famiglia....Sono ancora le parole di
Peregil a tracciare il quadro, Il grido, di una popolazione in ginocchio:
«Una bambina si avvicina e in un inglese zoppicante dice: Se voi lottate
per la pace, fate qualcosa perché tutto questo si fermi. Cosa abbiamo fatto
io e la mia sorellina per meritarci tutto ciò?». C'è chi a Baghdad, oltre
alle bombe, da stasera aspetta anche una risposta." (di Leonardo Sacchetti)

La partnership tra la Boeing e la OTO Melara è stata definita un modello di
collaborazione internazionale.
La OTO Melara sta realizzando 900 kits del sistema di guida JDAM , la guida
di precisione delle bombe, quelle cosiddette intelligenti.

"O l'umanità distruggerà gli armamenti, o gli armamenti distruggeranno
l'umanità" (Einstein)


DISARMIAMO EXA 2003

Sabato 12 aprile
Ore 14.00
Manifestazione in Piazza Loggia
per dire NO a EXA NO alla GUERRA

Quest'anno, dal 12 al 15 aprile, Brescia ospita la ventiduesima edizione di
EXA, uno degli appuntamenti espositivi più importanti per le maggiori
aziende produttrici di armi leggere e di piccolo calibro a livello mondiale.
La terza rassegna mondiale in quanto ad ampiezza espositiva e prodotto
promosso, la prima in quanto ad afflusso di pubblico l'unica al mondo in cui
è consentito l'ingresso a tutti i cittadini, minori compresi.
Sono tre i punti principali sui quali intendiamo sviluppare le iniziative di
confronto e di lotta:

· l'opposizione netta alle politiche sulla sicurezza che stanno
prendendo piede nel paese, che muove dalla contrarietà assoluta ad un
modello di società costruito sulla paura (e sulla cultura della violenza)
nel quale la sicurezza viene affidata alle forze speciali, alle polizie
d'ogni ordine e grado e infine al “fai da te”;

· la difesa della legge 185/90 sul controllo e la limitazione del
commercio di armi che il Parlamento sta modificando in maniera fortemente
peggiorativa;

· il rifiuto della guerra, di tutte le guerre, e in particolare di
quella ­ sanguinosa e crudele - sferrata in questi giorni all'Iraq. Un
conflitto che ha inaugurato la Guerra Preventiva di Bush, vera e propria
aberrazione, svolta di civiltà verso la catastrofe del diritto e della
convivenza internazionale.

Exa secondo la pubblicistica degli organizzatori promuove l'uso delle “armi
sportive e dell'outdoor”. In realtà l'esposizione è ampliata alle armi da
difesa personale e ad articoli antisommossa per le polizie di tutto il mondo
armi che pur non essendo classificate “da guerra”, per la legge italiana,
sono state vendute illegalmente (spesso sotto la copertura del commercio
legale, come ci ha ricordato Mons. R. Martino, rappresentante della Santa
Sede all'Onu) e usate nell'ultimo decennio nei conflitti che hanno
insanguinato il pianeta.

A Brescia vengono prodotte il 90% delle armi leggere del Paese, l'Italia si
pone al terzo posto tra i produttori mondiali. Armi, vale la pena di
ricordarlo, definite dal Segretario Generale dell'O.N.U. Kofhi Annan, nel
luglio 2001, "armi di distruzione di massa". Bastino solo due dati a
definirne l'enorme portata distruttiva oggi nel mondo: nell'ultimo decennio
due milioni e mezzo di bambini/e sono stati uccisi/e in conflitti dove sono
state usate armi leggere e cinque milioni sono diventati/e disabili.
Dietro questa mostra ci sono fabbriche, uomini e donne che lavorano, uomini
e donne che fanno affari d'oro, uomini e donne che vengono uccisi/e o
mutilati/e. Sta anche a noi spezzare la catena: salvare vite umane, trovare
altre possibilità produttive, costruire un mondo più giusto, rispettoso dei
diritti di ognuno/a, in cui la violenza e la guerra siano bandite per sempre
Chiediamo a tutti colo che non potranno partecipare alla manifestazione
nazionale contro la guerra, che si terrà a Roma nella stessa giornata, di
venire in piazza assieme a noi!

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francesco iannuzzelli    francesco at peacelink.org
associazione peacelink   http://www.peacelink.it