Uno sciopero elettorale?



Uno sciopero elettorale?

Volantino distribuito in piazza a Torino in occasione dello sciopero
generale della CGIL.

Tempi grami. Tempi di guerra. Nelle fabbriche, nei cantieri, nelle
officine, si muore perché la nostra vita vale meno dei profitti di chi ci
sfrutta. Il lavoro uccide e i padroni arricchiscono: é la guerra di
classe. L’unica cui non possiamo sottrarci. Ci raccontano che questo è il
migliore dei mondi possibili: ci vogliono sottomessi e disponibili,
precari e contenti. Tocca a noi rialzare la testa.

Tempi grami. Tempi di guerra. Con morti, feriti, deportati, prigionieri,
campi di concentramento.
Lo Stato italiano combatte in Libia per il petrolio, combatte nel
Mediterraneo contro profughi e migranti.

Tempi grami. Tempi di guerra. Tanti non ce la fanno ad arrivare alla fine
del mese, a pagare il fitto e il mutuo, a mandare i figli a scuola. Dicono
che non ci sono soldi. Mentono. I soldi per le guerre, per le armi, per le
grandi opere inutili li trovano sempre. Aumenta la spesa bellica e si
moltiplicano i tagli per ospedali, trasporti locali, scuole.

Di questi tempi ci sarebbero molte buone ragioni per scioperare: siamo
sicuri che tanti lavoratori oggi hanno incrociato le braccia perché
vogliono un cambiamento che non arriva, perché sono stanchi di chinare la
testa, perché hanno dato tutto e gli chiedono ancora altro.
Ma questo sciopero che arriva tardi, all’indomani della resa alla Bertone,
dopo Pomigliano e dopo Mirafiori, a cosa mira in realtà?
Al di là di alcune rivendicazioni genericamente condivisibili, cosa chiede
la CGIL?
Lo si può riassumere in una sola parola: la concertazione. Parliamo di
quel sistema di relazioni fra sindacati istituzionali, governo e padronato
che nei passati decenni ha portato ad una secca riduzione dei salari e dei
diritti, alla crescita del lavoro precario, al taglio delle pensioni.
La CGIL chiede di poter mantenere i propri privilegi. Privilegi acquisiti
garantendo la pace sociale.
La concertazione è il sistema che ha assicurato alla burocrazia sindacale
risorse e potere in cambio dell'accettazione dei sacrifici per i
lavoratori e le lavoratrici.
Occorre riconoscere che oggi governo e padroni chiedono di più: vogliono
il passaggio dalla concertazione alla complicità, ossia la piena
accettazione delle esigenze padronali.
Come non vedere che questa pretesa non è che la logica conseguenza
dell’aver accettato l'idea che esistano interessi comuni fra lavoratori ed
imprenditori, fra sfruttati e sfruttatori?

La stessa CGIL che denuncia la subordinazione di CISL e UIL al governo ed
alla Confindustria in molte aziende e categorie continua a fare accordi a
perdere per i lavoratori; co-gestisce gli enti bilaterali finanziati con i
soldi dei lavoratori ed i fondi pensione funzionali a tagliare le pensioni
stesse. In questi anni grazie alle posizioni di potere acquisite sulla
pelle dei lavoratori i sindacati istituzionali sono diventati potenze
economiche che gestiscono capitali investiti in borsa.
Mentre Susanna Camusso cerca un rapporto privilegiato con Emma Marcegaglia
in vista di un possibile cambio del quadro istituzionale, non una parola
viene spesa contro la guerra, le spese militari, la perdita di libertà.

Uno sciopero pre elettorale allora? Lasciamo a voi il giudizio.

Per info e contatti:
Federazione Anarchica Torinese
Corso Palermo 46
Riunioni, aperte a tutti gli interessati, ogni giovedì dopo le 21
fai_to at inrete.it - 338 6594361