Lettera di due genitori per la figlia morta di RU486



Lettera di due genitori per la figlia morta di RU486

Nessuno ha saputo salvare Holly, 17 anni. Ritirate quella pillola


Quando Holly Patterson si è sentita male, i genitori
erano all'oscuro del fatto che si fosse rivolta
all'Ippf per abortire. Secondo le leggi della California,
una minorenne (Holly aveva allora 17
anni) non può partecipare a una gita scolastica
senza il consenso dei genitori, ma può abortire in
perfetta solitudine, senza comunicarlo a chi è responsabile
per lei. Holly aveva scelto (o le era stato
suggerito) l'aborto chimico. Forse avrà pensato
che fosse più facile, come si sente dire; soprattutto
avrà pensato che così poteva tornare a casa
subito. Nella sua stanza, da sola, ha ingerito la
seconda pillola, il misoprostol, e subito dopo sono
cominciati i dolori. La sua agonia si è conclusa
in clinica, dietro una tenda che la isolava, mentre
la famiglia, impotente e sconvolta, ancora faticava
a capire quello che stava succedendo. I genitori
di Holly, però, non si sono rassegnati, e non
solo hanno iniziato una dura lotta per mettere
fuori legge la RU486, ma il 6 novembre 2003 hanno
scritto una lettera aperta ai media, in cui raccontano
la loro storia e denunciano la pericolosità
dell'aborto chimico.
Gentili signori e signore, il rapporto dell'Alameda
County Coroner ha ratificato
la verità che già sapevamo. Holly è morta a
causa di un aborto chimico provocato dalla
RU486. Non esistono rimedi veloci o pillole
magiche per interrompere una gravidanza.
La nostra famiglia, gli amici, la nostra comunità
è profondamente addolorata, e per
sempre segnata dalla morte, tragica ed evitabile,
di Holly (.). Holly era una ragazza
forte, intelligente, in buona salute, che è rimasta
vittima di un processo che l'ha perduta,
a cominciare dall'uomo di 24 anni che ha
avuto con lei rapporti non protetti, l'ha messa
incinta, e ha collaborato a mantenere segreti
la sua gravidanza e il suo aborto. In
questa cospirazione del silenzio, la sicurezza
di Holly è stata affidata alla pillola approvata
dalla Fda e somministrata dalla
Ippf al pronto soccorso del Valley Care Medical
Center, dove le hanno dato antidolorifici,
mandandola a casa. Sabato e domenica
Holly si è lamentata di dolori gravi e di
crampi, permettendoci di confortarla ma
senza dirci cosa realmente era accaduto. Il 7
settembre 2003 alle 17 ha ceduto allo shock
settico ed è morta.
Holly non era una ragazza sola, disamata,
senza protezione o appoggio; aveva una
grande famiglia disposta ad aiutarla, nella
sua breve vita e nella sua tragica morte.
Adesso possiamo ricordarla e dividere la
memoria dei suoi scintillanti occhi azzurri,
del suo sorriso coinvolgente, della sua determinazione
e della sua grazia gentile, che
sollecitava il nostro naturale istinto di proteggerla
e amarla, ma non riusciremo più a
dimenticare i suoi ultimi momenti, quando
era troppo debole per parlare e poteva appena
stringerci la mano, in risposta ai nostri
incoraggiamenti (.). Come genitori, non possiamo
permettere che la morte orribile della
nostra bellissima Holly avvenga invano.
La Fda ha fallito nella sua missione di assicurare
che la RU486 sia un farmaco abortivo
sicuro (.) La RU486 non dovrebbe nemmeno
costituire un'occasione di divisione
tra "Pro Choice" e "Pro Life", tra chi è per
la vita e chi è per la scelta: il primo problema
dovrebbe essere la salute e il benessere
dei nostri figli e delle giovani donne. Noi
speriamo che tutti i genitori imparino dalla
tremenda morte di Holly e dalla nostra perdita.
Secondo i laboratori Danco, che distribuiscono
la pillola abortiva, la RU486 fallisce
nel 7/8 per cento dei casi. Più di un anno
fa la Fda ha ricevuto 400 rapporti su reazioni
negative al farmaco, inclusi numerosi decessi.
Holly dunque è soltanto un'altra vittima,
sottoposta a un inaccettabile rischio,
grazie a un farmaco che ha significativi tassi
di fallimento. Chiediamo che il commissario
della Fda Mark Mc Clellan e il segretario
della Human Services Tommy Thompson
tolgano immediatamente la RU486 dal
mercato, e che si svolga un'inchiesta esauriente,
prima che altri genitori soffrano e altre
donne muoiano. Oltre ai pericoli connessi
al farmaco, crediamo che le strutture
sanitarie non siano pienamente preparate a
valutare e trattare i pazienti in situazioni di
emergenza dovute a complicanze da pillola
abortiva. Holly è stata due volte in ospedale
ed è morta 20 minuti prima dell'appuntamento
con i medici previsto dalla Ippf.
Abbiamo perso nostra figlia, Holly, ma
crediamo di poter almeno aiutare ad evitare
che terribili tragedie come la nostra colpiscano
altre famiglie. La memoria e lo
splendore di Holly vive nei nostri cuori, tra
i familiari e gli amici, e nel nostro impegno.
Monty e Helen Patterson

	

	
		
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