Berlusconi, tutti ne parlano...



Berlusconi, tutti ne parlano...

Paolo A. Dossena

"Azione", Lugano CH, 9 luglio 2003



Sono passati pochi minuti dal penoso litigio italo-europeo, e già il
giornale virtuale del colossale server americano di Yahoo
(http://www.yahoo.com/), mercoledì 2 luglio ne riporta una dettagliata
relazione: «Il commento nazista di Berlusconi fa scattare l'indignazione».
Ogni articolo del server ospita un forum, nel quale i milioni di clienti di
Yahoo, sparsi per tutto il mondo, possono scambiarsi messaggi istantanei
discutendo l'argomento del pezzo. In poche ore, una polemica infuocata
lascia nel forum di Yahoo ben 3717 messaggi. Intanto le agenzie di stampa
hanno dato la notizia della bagarre avvenuta nel parlamento europeo
attraverso la versione online dei quotidiani di tutto il mondo. «La furia
dei membri del Parlamento Europeo contro la battuta nazista di Berlusconi»,
titola il britannico Guardian , aggiornando istantaneamente il portale
della propria edizione internet. E riassume l'accaduto: « Il controverso
primo ministro italiano oggi ha assunto la presidenza del consiglio UE,
provocando immediatamente una furiosa controversia. Il signor Berlusconi
stava tenendo un discorso inaugurando la semestrale presidenza del suo
paese dell'UE, ma i suoi piani sono stati completamente oscurati da un
commento dell'eurodeputato socialista tedesco Martin Schultz. La risposta è
stata: - Signor Schultz, so che in Italia c'è un produttore che sta
montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il
ruolo di kapò, lei è perfetto ».

L'articolo ricostruisce poi il background di Berlusconi, ricordando «the
bribery trial» (processo per corruzione), e altri fatti loschi («a slew of
legal investigantions»), che accompagnano la vicenda del premier italiano.
E ricordando che Berlusconi è l'uomo più ricco del suo paese, e che «
direttamente o indirettamente controlla circa il 90% del mercato televisivo
italiano » e quindi dell'informazione. Esattamente a questi fatti si era
riferito Schultz durante il suo intervento.

L'unico appoggio (dall'Italia come dall'estero), al premier Berlusconi, è
venuto dal presidente americano George W. Bush, il quale si è caldamente
congratulato. La stampa tedesca e francese del giorno 3 è stata unanime,
definendo Berlusconi «un affare inglorioso» ( Frankfurter Allgemeine
Zeitung ); «Spaghetti Berlusconi che non sono nemmeno buoni spaghetti» (
Bild ); «il padrino» ( Die Welt ); «uno che non si sa controllare» ( Le
Figaro ), eccetera.

La stampa italiana invece si è divisa: molti giornali hanno espresso
preoccupazione, quelli di sinistra hanno picchiato alla cieca, quelli che
appoggiano il governo hanno difeso Berlusconi. In questo si è distinto
Libero , il giornale di Vittorio Feltri. Sotto un articolo a caratteri
cubitali, indicativo dell'orientamento spirituale di questo giornale
(«Berlusconi sbrana il tedesco»), Feltri ha firmato un editoriale dal
titolo: «Berlusconi ha fatto bene». In cui ha definito Martin Schultz
«pidocchio teutonico», aggiungendo: «Se i tedeschi si sono offesi si vede
che hanno la coda di paglia. Probabilmente si sono riconosciuti nel Kapo
evocato dal nostro presidente del consiglio».

Libero è interessante quando descrive («Berlino s'infuria, Bush applaude il
cavaliere»), i moventi del presidente Bush. Il riconoscimento americano a
Berlusconi gli viene dalla « sua scelta di campo davanti alla crisi
irachena ed anche circa la questione israelo-palestinese ». Berlusconi
viene letteralmente definito come « la testa di ponte » di Bush in Europa,
il quale Bush può prendersi la «rivincita» sul cancelliere tedesco
Schröder, che era stato, insieme con la Francia, ostile alla guerra in Iraq.

Ma le dichiarazioni di Silvio Berlusconi degenerano nell'incidente
diplomatico. Il cancelliere tedesco Gerhard Schröder vuole o deve fare
quello che la Germania si aspetta da lui, convoca l'ambasciatore italiano,
e apre la crisi diplomatica con l'Italia. Non basta. Con quella che doveva
essergli sembrata una battuta brillante (l'uscita «nazista» del premier
italiano era stata seguita da un inchino e da un prolungato e silenzioso
sorriso, rivolto a Martin Schultz), Silvio Berlusconi ha infatti offeso
anche le comunità ebraiche. Infatti i kapò dei lager, non erano guardie
naziste, ma detenuti scelti dalle SS per guidare squadre di lavoratori
costituite dagli altri detenuti. I kapò erano trattati meglio, e talvolta
si distinguevano per come brutalizzavano gli altri prigionieri. Se molti
detenuti erano ebrei, allora molti kapò erano ebrei.

Cercando di aggiustare la situazione, Silvio Berlusconi l'ha, se possibile,
peggiorata. Ha spiegato che la sua era solo « una battuta », aggiungendo
che in Italia girano da anni « storielle sull'Olocausto », perché gli
italiani sanno ridere anche di « una tragedia come quella ». Immediata e
durissima la reazione del portavoce della comunità ebraica romana Riccardo
Pacifici, che ha chiesto spiegazioni sugli « imbecilli che raccontano
storielle sull'Olocausto » e sulle stesse « storielle ».

Il giorno dopo le scuse di Berlusconi il quotidiano « Libero », spiazzato,
titola: «Berlusconi ritratta. Peccato». Stavolta l'articolo di fondo
(«Silvio, non dovevi»), è firmato dall'ex presidente della repubblica
Francesco Cossiga.

In questa situazione, il punto di vista più equilibrato è stato quello del
più famoso biografo di Hitler, il tedesco Johachim Fest. Fest ha avuto
parole dure anche per Schultz che « ha parlato per fare arrabbiare
Berlusconi, come se fosse un parlamentare dell'opposizione italiana. Mentre
Berlusconi ha reagito come se fosse il Superboss d'Europa ».