Appello



Le inchieste
diario d'informazione civile


Pozzallo, 9 marzo 2005


Un appello necessario

I poteri forti dell'est siciliano peggio della malavita


Per chi si occupa di fatti, non è piacevole parlare di cose proprie. E i
lettori sanno che questo spazio di documentazione si è sempre voluto il più
possibile oggettivo. La situazione impone però di uscire un attimo dai
confini prescelti. Come era giusto e naturale, al gesto estremo di far
oscurare "accadeinsicilia", espresso dai poteri forti dell'est siciliano,
agevolati di certo dall'humus anticostituzionale che pervade la vita del
paese, si è risposto con il ripristino del lavoro informativo attraverso
l'apertura di <http://www.leinchieste.com>www.leinchieste.com. Si trattava
di riaffermare un diritto fondamentale, garantito dalla carta costitutiva
della Repubblica, e lo si è fatto senza indugio. Negli ultimi mesi,
nonostante le numerose prese di posizione giunte da ogni parte d'Italia, il
clima è tuttavia peggiorato.

In una evidente logica di accerchiamento, sono pervenute decine di querele,
assurde e pretestuose, in alcuni casi indecorosamente trasversali,
distribuite fra i palazzi di giustizia di Messina, Palermo e Ragusa. Non si
disdegna l'introduzione di falsi testimoni, né di ordire trame accusatorie
di cui si delineano ormai i contorni e le finalità. Con l'apporto della
sezione civile del tribunale ragusano, che sta adottando iter
straordinariamente celeri, sono giunte richieste di risarcimento per danni
"morali" per centinaia di milioni di lire. Vengono poi altri fatti, che se
non recano alcun nesso dimostrato con il lavoro in atto, aggiungono di
certo danno al danno. Da parte di una importante realtà finanziaria, mai
chiamata in causa dalle inchieste di accadeinsicilia, si sta consumando
l'aggressione virulenta dell'unico immobile di famiglia. In ultimo, nella
notte fra il 4 e il 5 marzo è avvenuto il furto dell'automobile, la sola
disponibile, e di circa 1400 libri, tra cui centinaia di copie di "Morte a
Ragusa", riguardante il caso Spampinato, destinati a una distribuzione
regionale.

A dispetto di tutto, le inchieste aperte sulle banche, le istituzioni
forti, i potentati, gl'insoluti giudiziari dell'isola, verranno continuate
e portate a termine senza dover rinunziare a una virgola. Si insisterà a
lavorare con la disposizione consueta: con il dovuto rispetto per le
persone, la verità, le cose. Ma per la prima volta in questo percorso mi
trovo nella necessità di chiedere un contributo: ai tanti che hanno
collaborato, alle espressioni e alle sedi della società civile cui si è
riusciti a far giungere la voce, a coloro che credono nel valore della
dignità e hanno a cuore le cause giuste.

A tutti un fraterno saluto

Carlo Ruta


La contribuzione può avvenire tramite versamento su conto corrente postale
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oppure con bonifico sul medesimo conto (CAB 17000 - ABI 7601).


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