Comunicato Stampa



COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 29 novembre 2006 Paolo Valenti, Assessore al Bilancio del Comune
di Faenza, ha comunicato a diverse associazioni pacifiste, che lo avevano
sollecitato, che la Giunta Municipale ha deliberato di privilegiare le
banche "non armate" in sede di stipulazione di mutui.

Le "banche non armate" sono quelle che non compaiono nella Relazione che la
Presidenza del Consiglio deve fornire annualmente al Parlamento a norma
della Legge 185/90. All'interno della relazione sono elencate le banche che
hanno chiesto l'autorizzazione allo svolgimento di transazioni bancarie
attinenti a operazioni di importazione, esportazione e transito di
materiali di armamento.

Autorizzati dalla legge italiana diversi istituti bancari operanti sul
territorio nazionale offrono i loro servizi ad imprese e governi coinvolti
in questo mercato e ne traggono vantaggio economico anche attraverso "un
adeguato compenso di mediazione". Certamente il comportamento di queste
banche, pur essendo legale, non può definirsi moralmente virtuoso.

Quello delle armi, infatti, non è un commercio come tutti gli altri: le
armi causano morti e invalidi. Rimangono nel terreno per decenni
continuando a seminare lutti. Spesso finiscono nelle mani di bambini
soldato o vengono utilizzate da regimi dittatoriali verso gli oppositori.
Sicuramente il prezzo pagato per acquistarle contribuisce ad accrescere la
miseria e l'indebitamento dei paesi poveri e toglie risorse che invece
dovrebbero andare per l'alimentazione, la sanità e l'educazione.

La legge 185 del 1990 che impone la pubblicità nelle transazioni di
armamenti, è stata fortemente voluta da un movimento di opinione attivo
anche a Faenza e guidato da riviste missionarie che negli anni '80 voleva
evitare che si ripetessero gli scandali di loschi commerci di armi con
paesi in guerra o non rispettosi dei diritti umani.

Ora le stesse riviste missionarie, e altre associazioni, invitano i comuni,
le parrocchie, le aziende e i singoli cittadini a scegliere la propria
banca tenendo conto del loro coinvolgimento nel commercio di armamenti.

Che la sensibilità su questi temi stia aumentando nell'opinione pubblica è
testimoniata dal successo di Banca Etica e dai nuovi "prodotti etici" o
"conti etici". che svariate banche stanno proponendo alla propria
clientela. Tra l'altro anche a livello internazionale sta crescendo questa
attenzione e dopo la recente messa al bando delle mine antiuomo, il 29
Ottobre scorso, alle Nazioni Unite, la maggioranza dei governi del mondo ha
fatto il primo passo verso un Trattato Internazionale sul commercio delle
armi che impedisca i trasferimenti di armi che alimentano conflitti,
povertà e gravi violazioni dei diritti umani.

Il Comune di Faenza, che è socio di Banca Etica da diversi anni, già nel
2004 si era impegnato ad aderire alla Campagna Tesorerie disarmate seguendo
l'esempio di comuni come Pavia e province come Savona e Lecco. Ora, con
questa scelta, di estendere anche ai mutui le stesse regole morali, il
comune di Faenza ha deciso di fare un passo ulteriore e di porsi in
posizione addirittura di avanguardia tra i comuni italiani proponendosi di
sollecitare su questa questione anche l'Anci (l'associazione dei comuni
italiani) e i comuni della Regione.

All'incontro erano presenti rappresentanti delle associazioni: Comitato
Spontaneo per la Pace, Pax Christi, FaenzaSocialForum, Emergency, Centro
Documentazione don Tonino Bello, Gruppo Mani Tese di Faenza e Altroconsumo






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