frutta ai pesticidi



LEGAMBIENTE: "UN FRUTTO SU DUE CONTAMINATO DA PESTICIDI"

(Sesto Potere) - Roma - 29 luglio 2004 - Situazione stazionaria sui banchi
italiani di frutta e verdura sul fronte dei residui di pesticidi. Non
riporta cambiamenti di rilievo rispetto allo scorso anno il rapporto di
Legambiente "Pesticidi nel Piatto 2004". Insieme alle fragole, le mele, l’
uva, l’insalata o i peperoni continuiamo a mandare giù un bel po’ di
principi attivi antiparassitari, erbicidi, funghicidi.

In base ai controlli effettuati dai laboratori di ricerca di Asl, Arpa ed
enti addetti ed elaborati da Legambiente, se è vero che la percentuale dei
campioni di frutta in cui la quantità di pesticidi rilevata ha superato il
limite di legge è rimasta invariata rispetto allo scorso anno (il 2
percento), su un totale di 3.860 campioni di frutta analizzati, oltre la
metà (1.937 campioni tra irregolari, regolari con un unico residuo e
regolari con più residui) è contaminata da principi attivi adoperati in
agricoltura. In estrema sintesi però la frutta di produzione italiana
risulta migliore di quella importata, poichè sono per lo più campioni di
frutta provenienti dall’estero a rivelarsi fuori legge. Un po’ meno a
rischio la verdura con un buon 78,1 percento di campioni senza residui.

Il dato positivo rilevato dal rapporto è la maggiore attenzione dei
laboratori regionali che rispetto all’anno scorso effettuano più controlli,
mentre non vi è però nessuna novità legislativa che regoli la presenza di
multiresidui, un vero buco nella legislazione sulla sicurezza alimentare.

"La nostra legislazione - ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore
generale di Legambiente - è vecchia di oltre 30 anni. Continuano a non
esistere limiti di legge alla compresenza di principi attivi negli alimenti.
Nella più completa ignoranza del principio di precauzione, dunque, oltre a
consentire l’impiego di sostanze come per esempio il captan, il dimetoato,
il metidation o il procimidone e il vinclozolin, tutte indicate dall’Epa
come possibili cancerogene, la nostra legge non tiene minimamente conto dei
rischi legati alla presenza di più sostanze nella frutta e nella verdura.
Gli effetti sulla salute umana della miscela di pesticidi impiegati in
agricoltura rimangono un’incognita contro la quale non è prevista tutela".

(Sesto Potere)




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