rassegna stampa: Ogm. Greenpeace blocca gli stabilimenti di soia



a cura di AltrAgricoltura Nord est
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Tratto da Emilianet.it - 10/05/04
Ogm. Greenpeace blocca gli stabilimenti di soia
L'associazione punta il dito contro la Cereol e il porto di Ravenna

RAVENNA (10 mag. 2004) - Gli attivisti di Greenpeace hanno occupato due dei
principali impianti dove viene scaricata soia a Ravenna. Recentemente
l'associazione ambientalista aveva raccolto campioni di soia da uno dei
magazzini ed effettuato il test che - afferma Greenpeace - "si è rivelato
positivo: la soia si è dimostrata geneticamente modificata". Attivisti da
Italia, Spagna, Austria, Finlandia, Danimarca e Norvegia hanno bloccato i
cancelli degli stabilimenti, altri si sono arrampicati sulle gru
bloccandole, altri hanno appeso sui silos uno striscione di 20 metri con la
scritta 'No al cibo Ogm'. Greenpeace vuole che il porto di Ravenna diventi
'Ogm free' e che cessi l'importazione di soia Ogm in Italia. Ravenna -
secondo i dati di Greenpeace - è il principale punto d'ingresso degli Ogm in
Italia: "Dei 4,2 milioni di tonnellate di soia che l'Italia importa ogni
anno per la mangimistica animale e per l'industria alimentare, quasi la metà
arriva a Ravenna".

"La soia Ogm viene coltivata per i profitti di poche multinazionali. Queste
aziende, insieme ad altre minori, controllano il mercato e potrebbero nel
giro di un anno garantire la fornitura 'Non Ogm' per ogni importazione a
Ravenna e per tutta Italia se solo lo decidessero. Quindi perché continuano
a importare soia Ogm?", ha commentato Federica Ferrario, responsabile della
campagna Ogm di Greenpeace. Altre domande che Greenpeace pone alle aziende
sono: "tengono la soia Ogm separata da quella non Ogm? Quali aziende
alimentari usano la soia Ogm e per quali prodotti? Vogliono impegnarsi a
rendere Ravenna 'Ogm free', primo passo per bandire tutte le importazioni di
Ogm in Italia, come vogliono i consumatori italiani?". Greenpeace ha anche
reso noto che i dirigenti della Bunge/ Cereol di Ravenna, la principale
azienda italiana che trasforma soia, hanno comunicato loro di essere 'Ogm
free' ora, perché importano soia convenzionale dal Brasile. L'azienda ha
altri due stabilimenti in Italia, a Porto Marghera e Ancona. "Quasi l'intera
soia coltivata nel nostro Paese è Ogm e questo è diventato un incubo
ambientale e sociale - denuncia Daniela Montalto, di Greenpeace - Oltre 14
milioni di ettari di monocolture a soia Ogm stanno distruggendo l'ecologia
del suolo e le foreste primarie, mentre migliaia di piccoli agricoltori che
coltivavano per i loro consumi vengono cacciati dalle loro terre. Mentre
pochi esportatori fanno fortuna all'insegna del 'soia e champagne', la
realtà degli agricoltori è pesticidi e fame".

Tutte e tre le navi di Greenpeace, intanto, continuano a battersi "per
fermare gli Ogm": la nave 'Esperanza' da ieri impegnata a Chioggia nel
blocco, il rompighiaccio 'Arctic Sunrise' in Brasile e l'ammiraglia 'Rainbow
Warrior' in Australia.
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tratto da "Reuters" - Mon May 10, 2004 9:51 AM MILANO
Greenpeace, secondo blitz anti soia-ogm blocca impianti Ravenna
- Una settantina di attivisti di Greenpeace hanno occupato questa mattina
all'alba due dei principali impianti dove viene scaricata soia geneticamente
modificata a Ravenna.
Lo dice una nota del gruppo.

Si tratta della seconda azione degli attivisti di Greenpeace nell'ambito
della campagna contro gli alimenti contenenti organismi geneticamente
modificati, dopo che da ieri a Chioggia la nave di Greenpeace "Esperanza"
blocca da giorni una nave coreana con a bordo 40.000 tonnellate di soia ogm
dall'Argentina.

Greenpeace (www.greenpeace.it) sostiene di aver raccolto di recente campioni
di soia da uno dei magazzini ed effettuato il test che si è rivelato
positivo: "La soia si è dimostrata geneticamente modificata".

Ecologisti da Italia, Spagna, Austria, Finlandia, Danimarca e Norvegia
stanno bloccando tutti i cancelli degli stabilimenti, informa la nota, altri
si sono arrampicati sulle gru bloccandole, altri hanno appeso sui silos uno
striscione di 20 metri con scritto "No al cibo Ogm".

Greenpeace vuole che il porto di Ravenna diventi Ogm free e che cessi
l'importazione di soia Ogm in Italia.

Ravenna è il principale punto d´ingresso degli ogm in Italia, dicono gli
ambientalisti stimando che dei 4,2 milioni di tonnellate di soia che
l'Italia importa ogni anno per la mangimistica animale e per l'industria
alimentare, quasi la metà arrivi a Ravenna.

"Quasi l'intera soia coltivata nel nostro Paese è Ogm e questo è diventato
un incubo ambientale e sociale", denuncia l'argentina Daniela Montalto, di
Greenpeace.

"Oltre 14 milioni di ettari di monocolture a soia Ogm stanno distruggendo
l'ecologia del suolo e le foreste primarie, mentre migliaia di piccoli
agricoltori che coltivavano per i loro consumi vengono cacciati dalle loro
terre. Mentre pochi esportatori fanno fortuna all'insegna del 'soia e
champagne', la realtà degli agricoltori è pesticidi e fame".

Tutte e tre le navi di Greenpeace, intanto, continuano a battersi per
fermare gli Ogm: la nave "Esperanza" da ieri impegnata a Chioggia nel
blocco, il rompighiaccio "Arctic Sunrise" in Brasile e l'ammiraglia "Rainbow
Warrior" in Australia.
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