[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]
Comunicato stampa: "Annullamento dell'atto del Presidente della Provincia sul rigassificatore"
- Subject: Comunicato stampa: "Annullamento dell'atto del Presidente della Provincia sul rigassificatore"
- From: Alessandro Marescotti <a.marescotti at peacelink.it>
- Date: Fri, 25 Aug 2006 07:49:10 +0200
Comunicato stampa
All'Assessore alla Trasparenza della Provincia di Taranto
All'Assessore alla Trasparenza della Regione Puglia
e per conoscenza
Al Presidente della Regione Puglia
All'Assessore all'Ambiente della Regione Puglia
Al Ministro dell'Ambiente
Al Presidente della Provincia di Taranto
Abbiamo esaminato la documentazione relativa al processo autorizzativo
del rigassificatore messa a disposizione dell'assessore alla Trasparenza
della Provincia di Taranto Pietro Giacovelli e richiesta da PeaceLink con
apposita istanza dell'11 agosto 2006.
Incrociando le informazioni ricevute con quelle in nostro possesso emerge
una gestione non conforme alla lettera e allo spirito della procedura di
Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che è stato concepita dal
legislatore per favorire la più ampia informazione e partecipazione dei
cittadini.
Intendiamo informare con questo comunicato sia gli assessori alla
Trasparenza sia la popolazione di quanto è avvenuto alla luce del
carteggio a cui abbiamo avuto accesso. E attendiamo un intervento
riparatore della Provincia e della Regione per annullare le risultanze di
una procedura anomala, caratterizzata da gravi limiti democratici e
viziata da evidenti stravolgimenti della Valutazione di Impatto
Ambientale.
Tutto inizia il 14 marzo 2006 quando il dottor Luca Limongelli, dirigente
del Settore Ecologia della Regione Puglia, invia al Comune e alla
Provincia di Taranto una lettera in cui "si invitano codeste
Amministrazioni ad esprimere il parere in merito all'intervento
proposto", informando che la Gas Natural ha inviato all'assessorato
all'ambiente della Regione Puglia gli elaborati concernenti il
rigassificatore "al fine di ottenere la pronuncia di compatibilità
ambientale".
Il 29 marzo 2006 l'ingegnere Domenico Lovascio, funzionario tecnico del
Servizio Ecologia e Ambiente della Provincia di Taranto invia
all'attenzione del Comitato Tecnico Provinciale una relazione abbastanza
critica sullo studio di Impatto Ambientale.
Il 7 aprile 2006 il Comitato Tecnico Provinciale si riunisce e avanza
altre ulteriori critiche e richieste di integrazione. Si punta
l'attenzione sulle questioni relative alla sicurezza e alle
"problematiche discendenti dalle collisioni" alle navi
metaniere. Viene sottolineato che "non è opportunamente affrontato
il problema della necessità di interdizioni alla navigazione di aerei nei
pressi dell'impianto". E' sollevato il problema della
"emissione in atmosfera di notevoli quantità di ossidi, monossidi,
anidridi" nonché dell'impatto sull'ecosistema marino di grandi
quantità di acqua clorata. Si invita inoltre a riflettere su
"l'opportunità della localizzazione dell'impianto in una zona già
interessata da notevole numero di stabilimenti suscettibili di causare
incidenti rilevanti ai sensi dell'art. 15 comma 4 del D.Lsg 17/08/99 n.
334 e ricomprese nell'elenco redatto dal Servizio Rischio Industriale del
Ministero dell'Ambiente" e si sollevano dubbi su "l'opportunità
della localizzazione in un'area definita di grande crisi
ambientale".
Il 18 aprile 2006 tutto ciò viene inviato ai vari enti coinvolti nella
Valutazione di Impatto ambientale e in particolare all'Assessorato
all'Ecologia della Regione Puglia in risposta alla richiesta del 14 marzo
2006.
Il 20 aprile 2006 si svolge in Provincia la "procedura di ascolto e
concertazione" relativa al PEAR (Piano Energetico Ambientale della
Regione). Alcune associazioni ambientaliste denunciano pubblicamente di
non essere state informate circa lo Studio di Impatto Ambientale e di
non disporre del relativo CD-ROM.
Il Presidente della Provincia presenta la posizione della sua
Amministrazione come un "sì condizionato" al rigassificatore
forzando la relazione del Comitato Tecnico Provinciale, forte del fatto
che nessuno la conosceva nel dettaglio. Florido infatti cita il parere
del comitato tecnico che - a suo dire - suffragherebbe tale "sì
condizionato". In realtà dal Comitato Tecnico Provinciale non
giungono dei sì ma, sostanzialmente, dei no espressi nella forma di
osservazioni gravemente critiche.
L'8 luglio 2006 il Comitato contro il rigassificatore di Taranto invia a
tutti gli enti preposti alla Valutazione di Impatto Ambientale una
dettagliata relazione tecnico-giuridica di 17 pagine con precise
osservazioni relative allo Studio di Impatto Ambientale presentato dalla
Gas Natural. Lo riceve anche il Presidente della Provincia di Taranto,
che nel frattempo era in possesso anche del documento di 10 pagine con le
osservazioni di Legambiente.
Il 20 luglio 2006 il Comitato Tecnico Provinciale si riunisce nuovamente
cambiando completamente rotta rispetto alla riunione del 7 aprile. I
precedenti dubbi e le critiche espresse nella precedente seduta - alla
luce della documentazione inviata dalla Medea (ossia dalla Gas Natural) -
vengono accantonati e sostituiti da un parere favorevole in cui non si fa
alcuna menzione delle osservazioni inviate dalle associazioni
ambientaliste.
In nessun verbale si evince che la Provincia abbia ricevuto, letto e
discusso ben 27 pagine di osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale
inviate dalle associazioni che hanno elaborato osservazioni ai sensi di
legge.
I casi sono due: o il Presidente della Provincia non ha comunicato tale
documentazione al Comitato Tecnico Provinciale o quest'ultimo non preso
in considerazione la documentazione venendo meno ad un suo
compito.
Le uniche osservazioni che il Comitato Tecnico Provinciale avanza sono
condensate in quattro righe (per un totale di 35 parole) basate su blande
prescrizioni cautelative relative ai fanghi da dragare. Se ad aprile il
sito per il rigassificatore era posto sotto critica dopo tre mesi
invece - alla luce della marcia indietro del Comitato Tecnico
Provinciale - il sito è idoneo. E così non vengono più avanzate neppure
le altre precedenti riserve. La Gas Natural è così convincente nella sua
azione persuasiva che Taranto non è più menzionata - come era avvenuto a
marzo - quale città a forte rischio di crisi ambientale, sebbene così sia
ufficialmente definita per legge.
Per inciso: sappiamo che all'ultima riunione del Comitato Tecnico
Provinciale tre componenti su sette erano assenti. Ciò la dice
lunga.
Il 21 luglio 2006 il Presidente della Provincia Gianni Florido e il
dirigente del Settore Ecologia Luigi Romandini, forti di questa
conversione ad U del Comitato Tecnico Provinciale, inviano alla Medea
(ossia alla Gas Natural) e a tutti gli enti coinvolti nella Valutazione
di Impatto Ambientale il parere favorevole della Provincia di Taranto in
merito al rigassificatore.
Il 25 luglio 2006 il Presidente della Provincia, dimentico di aver dato
già parere favorevole, pubblicamente garantiva il coinvolgimento della
cittadinanza e delle associazioni nella procedura relativa al
rigassificatore.
In quella data lo stesso Commissario Prefettizio del Comune di Taranto,
Tommaso Blonda, ha espresso la volontà di aprire un dibattito tra la
cittadinanza e l'ente comune prima di assumere decisioni in
merito
Vale la pena ricordare che il 28 maggio 2002 il consiglio comunale si
espresse all?unanimità contro il progetto di rigassificatore
(presentato dall?Enel) e che la Provincia (giunta Florido), il 30
settembre 2004, aveva espresso nell'unica riunione della Conferenza dei
servizi sino ad ora tenutasi presso il Ministero della Attività
Produttive, parere negativo rispetto al progetto di rigassificatore della
Gas Natural.
.
Tornando al parere favorevole al rigassificatore espresso dal Presidente
della Provincia in data 21 luglio 2006, si nota che delle più
radicali critiche espresse dal Comitato Tecnico Provinciale del 7 aprile
2006 non rimane traccia. Ad esempio sparisce la prescrizione del divieto
di sorvolo da parte di aerei nell'area del rigassificatore. Che possa
cadere un aereo civile o militare sul rigassificatore o su una metaniera
è questione che la Provincia non ritiene più degna di
considerazione.
Il parere favorevole si basa sul "dispositivo autorizzatorio della
Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del 24.8.2005 relativo alla
sicurezza dell'impianto ai sensi della Direttiva "Seveso II"
(D.Lgs 334/99), condiviso in termini di contenuti e conclusioni
prescrittive". Va osservato che la Seveso II prevede la massima
pubblicità della procedura di individuazione e gestione del rischio di
incidenti rilevanti, nonché della partecipazione della cittadinanza a
tale procedura. Invece che accade? Il "dispositivo
autorizzatorio" citato dal Presidente della Provincia non è
assolutamente noto alla cittadinanza, non è sul sito Internet della
Provincia o della Regione. Chi lo conosce?
Il parere favorevole della Provincia di Taranto poggia inoltre su
documentazione da noi non conosciuta e fornita dalla Gas Natural per il
tramite della Medea. Lì ci sono i chiarimenti e le precisazioni che
producono il portentoso effetto di far cambiare idea al Comitato Tecnico
e alla Provincia.
Che cosa ci sia scritto è un vero mistero.
Il fatto che non siano prese in considerazione le osservazioni formulate
dalle associazioni e da un sindacato come la Uil nell'ambito della
procedura di Valutazione di Impatto Ambientale solleva un grave problema:
rivelano che le informazioni inviate dalla Gas Natural vengono esaminate
e quelle dei cittadini e delle loro organizzazioni no. Tutto questo è
anomalo in quanto ha posto la multinazionale del rigassificatore in
condizioni di indebito vantaggio rispetto a chi invece aveva segnalato -
ai sensi della legge sulla Valutazione di Impatto Ambientale -
osservazioni critiche da esaminare. Se si esamina solo la documentazione
della Gas Natural e non quella dei cittadini che ne criticano il progetto
si compie una violazione delle più elementari regole procedurali.
L'unico interlocutore della Provincia è la Medea - Gas Natural.
Questo privilegio concesso alla Gas Natural ha cancellato ogni
equidistanza della Provincia che si è rivelata a priori dalla parte del
progetto presentato dalla Gas Natural. Ciò è sufficiente per annullare la
decisione del Presidente della Provincia per un grave vizio procedurale
ed evidenzia l'assoluta necessità di sottoporre la procedura ad una
pluralità di soggetti che ne garantiscano la correttezza.
Ciò è aggravato dal fatto che non è stato rispettato lo stesso Statuto
della Provincia di Taranto nel quale (art.1 comma 2) si sancisce:
"La Provincia promuove la partecipazione dei cittadini, delle
organizzazioni sociali e di volontariato alle scelte fondamentali
dell'Ente e assicura la possibilità di accesso all'informazione e ai
procedimenti amministrativi secondo le norme dello Statuto e dei
regolamenti".
Infine il Presidente della Provincia ha agito senza coinvolgere nella
decisione la Giunta Provinciale e senza sottoporre la questione a
dibattito nell'ambito del Consiglio Provinciale. Non si è proceduto
ad alcuna deliberazione di Consiglio e neppure di Giunta.
Il parere favorevole espresso è stato dato unicamente dal Presidente
della Provincia. Eppure l'articolo 1 della Costituzione Italiana
stabilisce che "la sovranità appartiene al popolo" e la
Convezione di Aarhus, recepita dall'Italia con la legge 108/2001,
stabilisce la consultazione del "pubblico" (definito come
"le associazioni, le organizzazioni o i gruppi di tali
persone") nelle scelte di carattere ambientale fin dalla fase
preliminare.
Per queste ragioni chiediamo l'annullamento dell'atto del Presidente
della Provincia per grave irregolarità.
Infine, dato che l'invio del parere di compatibilità ambientale è stato
effettuato dal Presidente della Provincia ai sensi della Legge Regionale
sulla Valutazione di Impatto Ambientale invitiamo l'Assessore alla
Trasparenza della Regione Puglia a verificare la correttezza nonché la
trasparenza della procedura in corso in considerazione del fatto che non
sono state applicate la Convenzione di Aarhus e le norme europee ad essa
afferenti e implementate nelle procedure di Valutazione di Impatto
Ambientale (VIA). Ciò costituisce non solo una violazione dei diritti dei
cittadini (che la Regione dichiara di voler tutelare con una politica di
"cittadinanza attiva") ma una violazione di norme europee che
comportano una procedura di infrazione delle direttive europee.
Non vorremmo che la Regione Puglia, che chiede l'avvio in sede europea di
una procedura di infrazione per mancata applicazione della VIA
relativamente al rigassificatore di Brindisi, si rendesse responsabile
per il rigassificatore di Taranto di una speculare infrazione per mancato
rispetto delle direttive europee connesse alla Convenzione di Aarhus. Il
che equivarrebbe a predicare bene per Brindisi e razzolare male per
Taranto.
A questo proposito informiamo che è in corso la stesura di un dossier
legale su tutte le norme fino ad ora violate nella Valutazione di Impatto
Ambientale del rigassificatore di Taranto.
Riteniamo che la Regione Puglia, per dissociarsi da ogni copertura di un
progetto che cancella i diritti dei cittadini, abbia il dovere politico,
morale e legale di bloccare l'intera procedura autorizzativa relativa al
rigassificatore di Taranto e di comunicare al governo la sua decisione di
riaprire l'intero iter alla luce del pieno rispetto della legalità e
della massima garanzia della sua trasparenza.
Per il Comitato contro il rigassificatore di Taranto
Alessandra Battista
Francesco Calcante
Leo Corvace
Giuseppe D'Aloia
Salvatore De Rosa
Giuseppe Fonzino
Peppe Mannara
Francesco Maresca
Alessandro Marescotti
Fabrizio Musetti
Giancarlo Petruzzi
Emiliano Ponzio
Gabriele Pugliese
Francesco Sorrentino
Al Comitato contro il rigassificatore di Taranto aderiscono le
seguenti realtà locali: Lipu, Wwf, Italia Nostra, PeaceLink, Uil, Il
Cormorano, Conf. Cobas, TarantoViva, Taranto Sociale, Assemblea
Permanente Ambiente e Sicurezza, Comitato di quartiere Città Vecchia,
Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti Italiani, Italia dei Valori,
Fgci, vari cittadini a titolo personale.
Per il Circolo di Taranto di Legambiente
Lunetta Franco
Franco Zerruso