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I retroscena del rigassificatore a Taranto: piccola storia ignobile
- Subject: I retroscena del rigassificatore a Taranto: piccola storia ignobile
- From: Alessandro Marescotti <a.marescotti at peacelink.it>
- Date: Wed, 23 Aug 2006 03:16:07 +0200
Dossier rigassificatore a Taranto
--- La vera storia e i retroscena della procedura autorizzativa ---
Ovvero: come dare via libera il rigassificatore a
Taranto in barba alla Costituzione italiana, allo
Statuto provinciale, alla Convenzione di Aarhus
(e alla sicurezza dei cittadini)
L'11 agosto PeaceLink aveva richiesto alla
Provincia di Taranto la documentazione relativa
al processo autorizzativo del rigassificatore.
Poche ore fa abbiamo avuto dieci pagine di
carteggio. Ecco i passaggi e i segreti di una
vicenda che abbiamo ricostruito fedelmente
intrecciando l'informazione ricevuta con quella
già in nostro possesso. Leggete e sarà più chiaro
a tutti che cosa diventa la politica quando
scende in campo la lobby del rigassificatore.
4 aprile 2005
L'Assessorato all'Ambiente della Regione Puglia,
dopo aver acquisito informazioni progettuali sul
rigassificatore di Taranto, scrive alla Medea
(ossia la società di fiducia che ha ricevuto
l'incarico di elaborare lo Studio di Impatto
Ambientale dalla Gas Natural, la multinazionale
che vuole costruire il rigassificatore a Taranto)
per ottenere chiarimenti circa la compatibilità
ambientale. Al governo della regione c'è Raffaele Fitto.
7 aprile 2005
Nichi Vendola (Rifondazione Comunista) vince le
elezioni regionali e diventa Presidente della
Regione Puglia. Un fatto senza precedenti. In
giunta assieme a Vendola c'è un altro assessore
proveniente da Rifondazione Comunista. E' Michele
Losappio e va all'assessorato all'Ecologia.
14 giugno 2005
La Medea da Lugano risponde alla Regione Puglia,
inviando all'assessorato all'Ecologia una
relazione di tre pagine al fine di fornire
elementi chiarificatori e per fugare eventuali
dubbi. Lo Studio di Impatto Ambientale non è
ancora stato elaborato. Siamo nella "fase
preliminare", quella in cui, ai sensi della
Convenzione di Aarhus, dovrebbe essere coinvolta
la cittadinanza di Taranto (ossia il "pubblico").
Tale processo di consultazione - che non verrà
mai messo in atto se non con un'assemblea del 20
aprile 2006 sul Piano Energetico e Ambientale
Regionale (all'interno del quale non viene
affrontato alcun aspetto tecnico relativo al
rigassificatore di Taranto) - prevede per legge
(la 108/2001) forme di partecipazione, anche
diretta, del pubblico interessato. Ciò ai fini
della raccolta e valutazione dei dati che
costituiscono, dice la normativa, "il quadro
conoscitivo necessario per esprimere un giudizio
di compatibilità ambientale di un determinato
piano, o programma o di un determinato progetto".
Febbraio 2006
L'assessore regionale all'ecologia Michele
Losappio e il vicepresidente della Regione Puglia
Sandro Frisullo ricevono dalla Gas Natural lo
Studio di Impatto Ambientale. Ma tale ponderoso
studio (sette faldoni, comprensivi di una
relazione non tecnica destinata ai cittadini, ai
consiglieri e agli assessori) non verrà
dissigillato per oltre due mesi. Questo lo
riferisce Legambiente che in Regione aveva
cercato di procurarsi il CD-ROM contenuto nei
faldoni scoprendo a metà aprile che tutto era
ancora impacchettato. Rimane il dubbio come alla
Regione abbiano potuto leggere lo Studio di
Impatto Ambientale anche senza aprirlo.
24 febbraio 2006
Viene pubblicato su due quotidiani un piccolo
annuncio, che passa inosservato perché è nelle
pagine legali. E' la Gas Natural che comunica la
presentazione dello Studio di Impatto Ambientale.
L'Assessore all'Ecologia della regione non
comunica nulla alle associazioni ecologiste di
Taranto. Passano così le settimane e i mesi senza
che nessun cittadino a Taranto - neppure la
Commissione Ambiente della Provincia - sappia
dell'apertura ufficiale della procedura di
Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). A
conoscere l'apertura del procedimento di VIA sono
in pochissimi e mantengono custodito questo
prezioso segreto. Avviene cioè l'esatto opposto
di ciò che prevede la Convenzione di Aarhus e lo
spirito della VIA, finalizzato al coinvolgimento
dei cittadini e alla promozione dei processi di
informazione, di socializzazione della
conoscenza, di partecipazione, di controllo e di
proposta attiva tramite opportune relazioni contenenti "osservazioni".
14 marzo 2006
Il dottor Luca Limongelli, dirigente del Settore
Ecologia della Regione Puglia, invia al Comune e
alla Provincia di Taranto una lettera in cui "si
invitano codeste Amministrazioni ad esprimere il
parere in merito all'intervento proposto",
informando che la Gas Natural ha inviato
all'assessorato all'ambiente, presieduto
dall'assessore Michele Losappio, gli elaborati
concernenti il rigassificatore "al fine di
ottenere la pronuncia di compatibilità ambientale".
29 marzo 2006
L'ingegnere Domenico Lovascio, funzionario
tecnico del Servizio Ecologia e Ambiente della
Provincia di Taranto invia all'attenzione del
Comitato Tecnico Ambientale una relazione
abbastanza critica sullo studio di Impatto
Ambientale, articolata in quattro punti, in cui
si rilevano varie criticità e mancanze. In
particolare si sollevano perplessità relative
alla movimentazione di oltre 4 milioni di metri
cubi di fanghi da dragare, al loro inquinamento,
all'impatto marino degli scarichi in mare e al
rischio connesso all'effetto domino.
Assieme a tale relazione, c'è anche quella
dell'ingegnere Antonio Ruggieri, dirigente del
Settore Ecologia in cui vengono elencate sette
prescrizioni a cui vincolare il parere di compatibilità ambientale.
7 aprile 2006
Il Comitato Tecnico Provinciale si riunisce e
avanza altre richieste di integrazione allo
Studio di Impatto Ambientale presentato dalla Gas
Natural. Si punta l'attenzione sulle questioni
relative alla sicurezza e alle "problematiche
discendenti dalle collisioni" alle navi
metaniere. Viene sottolineato che "non è
opportunamente affrontato in problema della
necessità di interdizioni alla navigazione di
aerei nei pressi dell'impianto". E' sollevato il
problema della "emissione in atmosfera di
notevoli quantità di ossidi, monossidi, anidridi"
nonché all'impatto sull'ecosistema marino di
grandi quantità di acqua clorata. Si invita
inoltre a riflettere su "l'opportunità della
localizzazione dell'impianto in una zona già
interessata da notevole numero di stabilimenti
suscettibili di causare incidenti rilevanti ai
sensi dell'art. 15 comma 4 del D.Lsg 17/08/99 n.
334 e ricomprese nell'elenco redatto dal Servizio
Rischio Industriale del Ministero dell'Ambiente"
e si sollevano dubbi su "l'opportunità della
localizzazione in un'area definita di grande
crisi ambientale". Queste forti perplessità sul
rigassificatore, sul suo impatto ambientale e
sulla sua localizzazione sono formulate da un
membro del Comitato Tecnico Provinciale la cui
identità viene cancellata con un "omissis".
Come si può notare tutto emerge tranne un "parere
tecnico favorevole" sullo studio di impatto
ambientale presentato dalla Gas Natural. Dello
scambio di lettere fra Provincia e Regione sulla
stampa non viene diffuso il testo in quanto non
se ne conosce l'esatto contenuto. Dei dettagli di
tali lettere si verrà a sapere pubblicamente solo
dopo il 22 agosto 2006, data in cui PeaceLink
ottiene - su specifica richiesta scritta - una
copia dall'assessorato alla Trasparenza della
Provincia di Taranto. Tale informazione andava
invece considerata di pubblico interesse. Ai
sensi della Convenzione di Aarhus era quindi da
pubblicare sul sito Internet della Provincia. Lo
farà PeaceLink il 23 agosto 2006.
15 aprile 2006
Il "Corriere del Giorno", con un articolo di
Michele Tursi, lancia l'allarme: "Il 24 marzo
scorso è scaduto il termine di 30 giorni per
effettuare osservazioni allo studio d'impatto
ambientale presentato dalla Medea Engineering
(sede a Lugano) per conto della Gas Natural, in
ordine alla costruzione del rigassificatore nel
porto di Taranto. Ai ministeri dell'Ambiente, dei
Beni Paesaggistici e all'assessorato all'Ecologia
della Regione Puglia, non è giunta alcuna istanza
o richiesta. Silenzio assoluto! Il capoluogo
ionico conferma la sua anomalia di città tanto
propensa alla discussione, quanto assente o
colpevolmente distratta nei momenti cruciali.
Eppure, lo studio d'impatto ambientale è stato
inviato oltre che agli organi di governo, a tutti
gli Enti locali e all'Autorità portuale. Il
progetto ora proseguirà il suo cammino
amministrativo senza che alcuno abbia eccepito
sulla sicurezza dell'impianto, sul suo impatto
ambientale, sui pericoli, sugli eventuali benefici per il territorio".
I cittadini apprendono quindi da un giornale
locale che esiste uno Studio di Impatto
Ambientale. Una fonte preziosa di informazioni
che, invece di essere pubblicizzata, rimane ben
chiusa negli armadi della Pubblica Amministrazione.
Commento diffuso su PeaceLink: "Siamo tutti
caduti dalle nuvole nell'apprendere che la VIA
(Valutazione di Impatto Ambientale) relativa al
rigassificatore di Taranto è "passata" senza che
neppure sapessimo quanto e dove consultarla.
Nonostante fossero scaduti i termini, Francesco
Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, è
andato in Regione per consultare la VIA e ha scoperto:
- che la VIA è composta di 7 faldoni;
- che essi non erano stati neppure dissigillati
(ossia in Regione non li avevano neppure sfogliati);
- che, una volta dissigillati, essi non
contenevano il CD-ROM per rendere "portatile" la
consultazione, dato che non si possono portare a casa 7 faldoni".
Nel messaggio email (titolato "la VIA massonica
al rigassificatore") si cita la VIA (la
Valutazione di Impatto Ambientale, ossia la
procedura) al posto dello Studio di Impatto
Ambientale (ossia il documento presentato dalla
Gas Natural e che è la base della VIA) ma il
concetto è chiaro lo stesso: l'informazione base
per valutare l'impatto ambientale non è reso di pubblico dominio.
18 aprile 2006
Le relazioni di Lovascio, Ruggieri e stralci
della relazione fortemente critica del Comitato
Tecnico Provinciale vengono inviati ai vari enti
coinvolti nella Valutazione di Impatto ambientale
e in particolare all'Assessorato all'Ecologia
della Regione Puglia in risposta alla richiesta
del 14 marzo 2006. Tale comunicazione non
contiene alcuna parere positivo ed è firmata
dall'ingegnere Domenico Lovascio e dal dottor
Luigi Romandini (che nel frattempo subentra a
Ruggieri nell'incarico di Dirigente) che così
concludono la loro lettera: "Tanto si trasmette
ai soggetti in indirizzo per gli opportuni
chiarimenti e/o integrazioni di rispettiva
competenza al fine del definitivo parere che
questo ente dovrà esprimere ai sensi dell'art. 20 - L.R. n. 11 del 2001".
19 aprile 2006
In tale data viene diramato a Taranto un duro
comunicato firmato da diversi ambientalisti e
cittadini: "Apprendiamo il 15 aprile 2006 dalla
stampa locale che in data 24 febbraio è stata
presentata agli enti preposti la Valutazione di
Impatto Ambientale relativa al rigassificatore di
Taranto. In data 24 marzo sono trascorsi i 30
giorni di rito senza che i cittadini siano stati
informati dell'esistenza di una procedura così
importante che consente a chiunque di presentare
rilievi critici e osservazioni. Siamo in presenza
di una ferita alla democrazia e di una grave
violazione dei principi di trasparenza e di
cittadinanza attiva. A Trieste, città in cui Gas
Natural ha avanzato un progetto identico a quello
di Taranto, sono giunte decine di osservazioni. A
Taranto nessuna. Siamo di fronte ad una
alterazione sostanziale dei diritti di controllo
che sono essenziali in quanto un ulteriore carico
di rischi per la città e la cittadinanza di
Taranto non può prescindere dal controllo e dal
diritto dei cittadini anche al dissenso motivato
rispetto alla realizzazione di un impianto che
può mettere a rischio la loro vita. Non dobbiamo
dimenticare che, con deliberazione del Consiglio
dei ministri del 30 novembre 1990, il territorio
della provincia di Taranto è stato dichiarato
"area ad elevato rischio di crisi ambientale" e
che l'impianto di rigassificazione è sottoposto
alla Direttiva Seveso per il rischio di incidente
rilevante. A ciò si aggiunge il fatto che esso si
collocherebbe in un'area in cui già insistono
altri 9 impianti riconosciuti per legge "a
rischio di incidente rilevante" (a Brindisi ne
esistono 6) e in cui sorgono a poche centinaia di
metri dal sito prescelto i serbatoi e la torcia
sempre accesa dell'Agip. E' indubbio che tale
questione non possa essere affrontata
prescindendo da un dibattito democratico che non
c'è mai stato, alterando gravemente i diritti costituzionali dei cittadini".
20 aprile 2006
Il comunicato viene letto pubblicamente di fronte
all'assessore regionale all'ecologia Michele
Losappio e al Presidente della Provincia di
Taranto Gianni Florido, entrambi promotori della
"procedura di ascolto e concertazione" relativa
al PEAR (Piano Energetico Ambientale della
Regione). Il Presidente della Provincia replica e
rivela per la prima volta che sono state
presentate delle osservazioni tecniche dalla
Provincia. Fino ad allora nessuno aveva saputo
nulla di ciò ed è una novità anche per i
giornalisti sapere che la Provincia ha redatto
delle osservazioni sul progetto del rigassificatore.
Il Presidente della Provincia presenta la
posizione della sua Amministrazione come un "sì
condizionato" al rigassificatore forzando la
relazione del Comitato Tecnico Provinciale, forte
del fatto che nessuno la conosce nel dettaglio.
Florido infatti cita il parere del comitato
tecnico che - a suo dire - suffragherebbe tale
"sì condizionato". In realtà dal Comitato Tecnico
Provinciale non giungono dei sì ma dei no.
Infatti le osservazioni al progetto di
rigassificatore sono in taluni casi così
critiche, come si è visto, da invitare a rivedere
l'opportunità del progetto stesso non solo
rispetto al sito ma alla stessa area cittadina
"definita di grande crisi ambientale". Ma nessuno
può sollevare queste incongruenze in quanto nessuno dispone del carteggio.
PeaceLink richiede pubblicamente il CD-ROM con lo
studio di impatto ambientale relativo al progetto
di impianto di rigassificazione a Taranto. E
chiede che dal giorno successivo sia su Internet.
A fine incontro chiede all'assessore provinciale
alla trasparenza il CD-ROM. Ma il CD-ROM - come
capita a Bari per Legambiente - anche a Taranto
non si trova. Si viene poi a sapere che neanche
la Commissione Ambiente della Provincia dispone
di tale CD-ROM e che non ha mai potuto consultare
lo Studio di Impatto Ambientale.
Nel comunicato di cui sopra c'è un appello anche
all'assessore regionale all'ecologia Michele
Losappio: "Vorremmo conoscere il nome del
funzionario preposto che - da quello che ci
risulta - non avrebbe neppure dissigillato la
Valutazione di Impatto Ambientale inviata alla
Regione Puglia lasciandola riposare in archivio
per 30 giorni e lasciando decorrere i termini per
obiezioni e ricorsi". Nessuna risposta.
25 aprile 2006
PeaceLink richiede per iscritto alla Provincia il
CD-ROM con la valutazione di impatto ambientale
relativa al progetto di impianto di
rigassificazione a Taranto. La Provincia non fornisce alcuna risposta.
PeaceLink richiede nuovamente che lo stesso
CD-ROM sia scaricabile dal sito Internet della
Provincia. Ma nessuna informazione sul
rigassificatore viene messa sul sito della
Provincia. Dopo l'infruttuoso e frustrante
pressing di PeaceLink sulla Provincia di Taranto,
ci ritenta il Wwf di Taranto. Ma questa volta si rivolge alla Regione Puglia.
24 maggio 2006
L'Assessorato all'Ambiente della Regione risponde
al Wwf di Taranto che aveva appunto richiesto lo
Studio di Impatto Ambientale su CD-ROM. La
lettera datata 24 maggio 2006 (prot. 6512)
accompagna il CD-ROM con lo studio di impatto ambientale sul rigassificatore.
1 giugno 2006
Arriva al Wwf di Taranto il CD-ROM con lo studio
di impatto ambientale sul rigassificatore
presentato dalla Gas Natural. PeaceLink duplica
il CD-ROM per diffonderlo e lo dona a chi ne fa richiesta.
4 giugno 2006
Dato che neppure la Commissione Ambiente della
Provincia di Taranto può disporre dello Studio di
Impatto Ambientale relativo al progetto di
rigassificatore di Taranto, PeaceLink scrive al
Presidente della Commissione Giuseppe Stasolla:
"Possiamo fornire alla Commissione Ambiente della
Provincia lo Studio di Impatto Ambientale del
rigassificatore che abbiamo ricevuto il 1° giugno
2006 dalla Regione". La Provincia non vuole fare
una pessima figura: PeaceLink che regala ai
consiglieri provinciali il CD-ROM che la
Provincia "non riesce a trovare". Ed ecco il
colpo di scena. Spunta il CD-ROM "introvabile" in
possesso della Provincia e viene consegnato, con
grande ritardo, al Presidente della Commissione
Ambiente della Provincia. Riassumiamo per chi si
è disorientato in questo dedalo: a Taranto fino
all'inizio di giugno neppure la Commissione
Ambiente della Provincia aveva avuto possibilità
di prendere visione dello Studio di Impatto
Ambientale della Gas Natural e quindi di
esercitare i propri diritti nella procedura di
Valutazione di Impatto Ambientale. Eppure lo
Studio di Impatto Ambientale era disponibile da febbraio.
5 giugno 2006
PeaceLink chiede "che la Regione Puglia ci faccia
conoscere le sue osservazioni sullo Studio di
Impatto Ambientale (se le ha fatte)" e che "la
Regione applichi la lettera e lo spirito della
Convenzione di Aarhus in merito all'accesso
all'informazione ambientale e al coinvolgimento
dei cittadini nelle scelte che li riguardano,
condividendo con i cittadini sul sito Internet
tutte le informazioni ambientali in formato
digitale in proprio possesso". La richiesta viene
inviata agli assessori regionali all'ecologia e
alla trasparenza. Nessuna risposta. E per
conoscenza la lettera viene inviata al quotidiano
l'Unità su cui era apparsa la dichiarazione
dell'assessore regionale all'ecologia Michele
Losappio in cui - parlando del rigassificatore di
Taranto e di quello di Brindisi - diceva di voler
"favorire il progetto del sito tarantino".
6 giugno 2006
PeaceLink e il Wwf di Taranto inseriscono lo
Studio di Impatto Ambientale della Gas Natural su
Internet nel sito www.tarantosociale.org
sottolineando il fatto che lo avrebbero per legge
dovuto fare le amministrazioni locali in
esecuzione della Convenzione di Aarhus.
8 luglio 2006
Il Comitato contro il rigassificatore di Taranto
invia a tutti gli enti preposti alla Valutazione
di Impatto Ambientale una dettagliata relazione
tecnico-giuridica di 17 pagine con precise
osservazioni relative allo Studio di Impatto
Ambientale presentato dalla Gas Natural.
20 luglio 2006
Il Comitato Tecnico Provinciale si riunisce
nuovamente cambiando completamente rotta rispetto
alla riunione del 7 aprile. I precedenti dubbi e
le critiche espresse nella precedente seduta -
alla luce della documentazione inviata dalla
Medea (ossia dalla Gas Natural) - vengono
accantonati e sostituiti da un parere favorevole.
Le uniche osservazioni rimaste sono condensate in
quattro righe (per un totale di 35 parole) basate
su blande prescrizioni cautelative relative ai
fanghi, "fatte salve le prescrizioni e
conclusioni degli altri organi". Il sito va bene,
non vengono più avanzate le precedenti riserve.
Anche Taranto non è più segnalata come città a
forte rischio di crisi ambientale, sebbene così
sia definita da un apposito DPR.
21 luglio 2006
Il Presidente della Provincia Gianni Florido e il
dirigente del Settore Ecologia Luigi Romandini
inviano alla Medea (ossia alla Gas Natural) a
tutti gli enti coinvolti nella Valutazione di
Impatto Ambientale il parere favorevole della
Provincia di Taranto in merito al rigassificatore.
Il parere favorevole si basa sul "dispositivo
autorizzatorio della Direzione Interregionale dei
Vigili del Fuoco del 24.8.2005 relativo alla
sicurezza dell'impianto ai sensi della Direttiva
"Seveso II" (D.Lgs 334/99), condiviso in termini
di contenuti e conclusioni prescrittive". Va
osservato che la Seveso II prevede la massima
pubblicità della procedura di individuazione e
gestione del rischio di incidenti rilevanti,
nonché della partecipazione della cittadinanza a
tale procedura. Invece che accade? Il
"dispositivo autorizzatorio" citato dal
Presidente della Provincia non è assolutamente
noto alla cittadinanza, non è sul sito Internet
della Provincia o della Regione ed è stato letto
solo da pochi addetti ai lavori.
Il parere favorevole della Provincia di Taranto
poggia inoltre su documentazione fornita dalla
Gas Natural per il tramite della Medea in cui
vengono forniti chiarimenti e precisazioni (che
l'assessorato alla Trasparenza non ha inviato a PeaceLink).
Altro conforto per la Provincia di Taranto è
l'essere rassicurata dalle informazioni sulla
sicurezza delle navi metaniere "avvalorate dalle
evidenze della casistica incidentale riportata
nelle più importanti banche dati internazionali (vedi l'anglosassone MHIDAS)".
Le uniche prescrizioni della Provincia sono
relative allo smaltimento dei fanghi.
Delle più radicali critiche espresse dal Comitato
Tecnico Provinciale del 7 aprile 2006 - tanto per
fare un esempio - non rimane traccia. Ad esempio
sparisce la prescrizione del divieto di sorvolo
da parte di aerei nell'area del rigassificatore.
Che possa cadere un aereo civile o militare sul
rigassificatore o su una metaniera è questione da non considerare più.
Inoltre non si tiene in alcuna considerazione la
relazione del Comitato contro il Rigassificatore
di Taranto con le osservazioni formulate
nell'ambito della procedura di Valutazione di
Impatto Ambientale (17 pagine di osservazioni
basate sullo Studio di Impatto Ambientale
presentato dalla Gas Natural ed elaborato dalla
Medea). Tale relazione era stata fatta pervenire
l'8 luglio 21006 alla Provincia. Qualche
settimana prima anche la Legambiente aveva
presentato alla Provincia di Taranto una
relazione di dieci pagine con osservazioni in
relazione allo Studio di Impatto Ambientale,
anch'esse non tenute in conto ai fini della
valutazione di compatibilità ambientale da parte
della Provincia. Inoltre non sono state
informate, convocate e consultate le
organizzazioni sindacali o le associazioni
ambientaliste nonostante lo Statuto della
Provincia di Taranto sancisca: "La Provincia
promuove la partecipazione dei cittadini, delle
organizzazioni sociali e di volontariato alle
scelte fondamentali dell'Ente e assicura la
possibilità di accesso all'informazione e ai
procedimenti amministrativi secondo le norme dello Statuto e dei regolamenti".
Infine il Presidente della Provincia ha agito
senza coinvolgere nella decisione la Giunta
Provinciale e senza sottoporre la questione a
dibattito nell'ambito del Consiglio Provinciale.
Non si è cioè proceduto ad alcuna deliberazione
di Consiglio e neppure di Giunta ed il parere
favorevole espresso è stato preso come Presidente
della Provincia. Eppure l'articolo 1 della
Costituzione Italiana stabilisce che "la
sovranità appartiene al popolo" e la Convezione
di Aarhus, recepita dall'Italia con la legge
108/2001, stabilisce la consultazione del
"pubblico" (definito come "le associazioni, le
organizzazioni o i gruppi di tali persone") nelle
scelte di carattere ambientale fin dalla fase preliminare.
25 luglio 2006
L'assessore regionale Mario Loizzo dichiara: "A
Taranto ci sono tutte le condizioni per collocare
il rigassificatore. Ritengo inopportuno il gioco
dell'oca che si sta facendo tra le varie città
pugliesi. Credo che Taranto possa essere
candidata ad ospitare l'impianto". Eppure non vi
è nessuna delibera di giunta. Parla a titolo
personale o riporta l'orientamento della Regione?
11 agosto 2006
PeaceLink scrive al Presidente della Provincia di
Taranto e all'Assessore alla Trasparenza e chiede
di "ricevere per e-mail il testo completo delle
osservazioni del Comitato Tecnico relative allo
studio di impatto ambientale del rigassificatore a Taranto".
22 agosto 2006
L'assessorato alla Trasparenza della Provincia di
Taranto invia a PeaceLink la documentazione
grazie alla quale è stata costruita buona parte
di questa ricostruzione cronologica.
23 agosto 2006
PeaceLink pubblica la presente storia. Un piccolo
concentrato di diseducazione alla democrazia.
Un'occhiata nel buco della serratura dei giochi
politici. Sta qui la vera potenza di un rigassificatore.