APPELLO PER LA SIRIA : CASCHI BLU E UNA BRIGATA CIVILE



quali risposte dare per non lasciare solo il popolo siriano

 

Stiamo/sto' raccogliendo le idee, per dare una risposta a padre Dall'Oglio dopo aver letto il suo ultimo scritto dalla Siria pubblicato dal numero di febbraio 2012 di Mosaico di pace (articolo dal titolo: La dignita' in arabo), in cui chiede tra l'altro 50.000 "accompagnatori" nonviolenti e disarmati, ponendoli in alternativa ad una non meglio specificata iniziativa “internazionale” (anche i Caschi Blu dell'ONU?) con la giustificazione che sarebbe lì accusata di “complottare contro il popolo siriano”.

Il nostro convincimento e' sempre lo stesso: deve essere creata una polizia sovranazionale, sotto comando Onu, che dovra' essere adeguatamente democratizzata. E se gli stati non vogliono, devono farla i popoli, le ONG, le persone "amanti della pace" (non dello status-quo).

Ho collaborato all'organizzazione e ideazione di almeno due delle tre iniziative di diplomazia popolare che hanno portato in Bosnia durante la guerra, con l'associazione “Beati i costruttori di pace”, centinaia, migliaia di pacifisti nonviolenti che volevano fermare la guerra da disarmati, volevano rompere l'assedio di Sarajevo. La guerra si e' conclusa con le bombe della NATO.

Dopo oltre 15 anni e la quasi-istituzionalizzazione dell'abominio delle “Guerre umanitarie”, cerco di capire i nostri limiti e mi e' sempre piu' chiaro che il massimalismo nonviolento e pacifista, il quale pretende di risolvere i conflitti internazionali o all'interno degli stati solo mediante la nonviolenza e il negoziato, si rivela spesso come un pretesto, una copertura per non aiutare concretamente chi lotta contro l'oppressore, per mantenere il mondo cosi' come e' ora, dove vincono cioe' gli eserciti al soldo dei potenti oppure dove vengono abbandonati e dimenticati popoli e minoranze vittime di crimini e violazioni gravissime dei loro diritti fondamentali.

Ovviamente, non voglio che si costituiscano altri nuovi eserciti "dei popoli", che lottano per la democrazia militarizzando la propria organizzazione e la societa'.

Anzi, gli eserciti locali, nazionali e multinazionali dovrebbero scomparire completamente, dovranno in un prossimo futuro che auspichiamo vicino essere definitivamente messi FUORI DALLA STORIA.  L'ONU era nata infatti per  "Salvare la future generazioni dal flagello della guerra" (Preambolo della Carta delle NU) e le sue disposizioni mettono fine al vecchio principio statuale dello ius ad bellum (diritto di fare la guerra), avocando all'ONU il compito di garantire la sicurezza internazionale

Gli stati-armati continuano a non voler realizzare quanto era previsto dalla Carta istitutiva dell'Onu (al Cap. VII) al fine di garantire effettivamente il mantenimento della pace. Non hanno alcuna intenzione di eliminare le proprie forze armate e organizzazioni militari regionali – come la NATO – e di istituire una forza di Polizia collettiva globale.

Oggi e' tempo di concludere l'istituzione di un efficace sistema di garanzia dei diritti umani e della pace internazionale.

Oramai puo infatti dirsi pienamente compiuta l'elaborazione di un ordinamento universale che riconosce i diritti fondamentali, inalienabili e inviolabili, di ogni persona umana e popolo della Terra, che ha portato all'istituzione addirittura di una Corte Penale Internazionale.

 

Ogni comunita' umana civile, che si da' un ordinamento comune condiviso, dispone infatti di sistemi di garanzia (tribunali e forze di polizia) per proteggersi e punire le violazioni.

Nessun nonviolento metterebbe mai in dubbio l'utilita', la necessita', la legittimita' dell'esistenza a livello nazionale di una polizia che fa uso anche della forza per contrastare i criminali e tutelare i cittadini dalla violenza e dall'illegalita'.

Lo stesso vale e deve valere anche a livello internazionale e globale!

Altrimenti si lasciano le persone e i popoli in balia degli interessi e del potere del piu' forte. Altrimenti varra' sempre il principio ingiusto, inaccettabile, dei due pesi e delle due misure. Altrimenti continueranno a prodursi coalizioni multinazionali che con le loro bombe "umanitarie", oltre a causare vittime innocenti e a distruggere l'ambiente, cercheranno di imporre con le armi il potere e gli interessi economici di alcuni stati e gruppi sociali sugli altri.

 

Gli esseri umani e i popoli sono eguali: hanno il medesimo diritto alla vita, alla pace, alla interdipendenza e indivisibilita' di tutti i diritti umani, alla cittadinanza planetaria, alla solidarieta', alla giustizia sociale, alla democrazia politica ed economica, alla sovranita' popolare.

Il nostro Pianeta e' come una grande casa comune, dove ogni abitante condivide gli stessi diritti, aspirazioni, doveri verso i suoi simili, nel rispetto di ogni creatura e delle generazioni future.

 

Nel frattempo, aspettando gli Stati, Una Brigata civile per i diritti umani e la sovranita' popolare in Siria  puo' essere uno strumento di cui la nuova umanita' planetaria si puo' dotare, con o senza l'aiuto degli stati,  i quali vogliono perseguire solo il proprio potere ed interesse nazionale (e di alcuni gruppi come il complesso militare-industriale), portando i Popoli e la Terra verso una barbarie, una distruzione dell'ecosistema ed una miseria senza ritorno.

 

La nonviolenza e' viva e in progresso, non mortifera e conservatrice

la pace effettiva e' fondata sulla giustizia e sui diritti umani

i diritti umani non sono diritti se non vengono efficacemente protetti.

 

Annalisa Roveroni, Enzio Zuffo, Istituto per lo sviluppo olistico

Parma, 26 febbraio 2012

 

Vi chiediamo una partecipazione all'elaborazione di questa iniziativa, delineata nel documento qui allegato in bozza.

 

Annalisa Roveroni, Enzio Zuffo

Istituto per lo sviluppo olistico 

 

In allegato: APPELLO PER LA PROTEZIONE DEI DIRITTI UMANI IN SIRIA

 

Allegato Rimosso