50.000 della società civile in siria



Anche a me piace pensare che un folto gruppo internazionale e pacifista potrebbe essere il segnale più forte, entrando in siria a chiedere il cessate il fuoco, le violenze. Il più vero. Un gesto che potrebbe scuotere l'umanità intera, compresi i centri di potere.

Ma temo che gli attori in campo siano troppo potenti ( grazie alle nostre false democrazie ), troppo spersonalizzati ( guidati da corpi specializzati )  e che il loro strumento più pericoloso e subdolo sia l'inganno e la mistificazione. Mi riferisco a chi ha commissionato i vari cavalli di Troia che sono entrati in Siria per "aiutare la popolazione" di cui si comincia ad avere qualche straccio di notizia.
Il tutto approffittando della buona fede di tanti volontari pronti a dare la loro vita per aiutare il popolo siariano.

Per farla breve credo che un rischio "Prozor" sia elevatissimo, e che possa arrivare da più direzioni ( nel senso che non possiamo avere idea da quale forza esplicita possa arrivare e sopratutto non possiamo sapere da quale forza implicita possa realmente essere commissionato e a quale scopo ). Cerco di spiegarmi meglio. Se ora vengono spudoratamente usate le sofferenze della popolazione siriana, con foto di vittime di guerre altrui,  per chiedere un intervento esterno, temo sarà ancora più facile praticare questo tipo di operazione con degli ostaggi internazionali ( ci fecero ostaggi  a Prozor, in Bosnia in occasione di Mir Sada, 2000 pacifisti internazionali volevamo raggiungere gli abitanti di Sarajevo chiedendo la cessazione del fuoco).

E non credo che alla fine a  nessuno degli attori coinvolti in campo ( tranne al popolo siriano )  possono essere realmente interessati alla nostra incolumità fisica. Anzi.

Se, come penso io, quasi tutti quei corpi speciali sono lì per aumentare il caos al fine di giustificare una guerra, tanto più noi non ne avremo possibilità di uscirne illesi, e anzi potremmo contribuire ad avvallare la giustificazione di una guerra.

Io non dimentico quanto successo agli abitanti dei paesi in Algeria, da sfollare per il gas europeo, sgozzati. Le donne incinte squartate per estrarne il feto ( firma della Escuela de las americas, la stessa firma lasciata ad Acteal presso la comunità Las Abejas per le risorse delle montagne chiapaneche ).

Cosa sta succedendo ora in sardegna in nome di quel gas? E in sicilia? E in toscana? E in piemonte? Molto facile che non lo sappiamo.

Ma ritornando alla Siria credo che l'unica via possibile sia quella della diplomazia internazionale, come proposta da Emanuele Giordana, mentre  noi come società civile possiamo manifestare presso le ambasciate coinvolte ( chi abita vicino alle ambasciate ci va, e chi abita lontano potenzia l'eco in tutti i modi ), potenziandone l'eco delle immagini della nostra presenza e delle nostre preoccupazioni sottolineando di escludere l'intervento armato che il vero scopo per cui ci stanno facendo tanto preoccupare del popolo siriano e non di quelo giordano ad esempio ( che pare sia messo peggio ), come ci siamo preoccupati del popolo libico e non di quello marocchino ( che pare sia messo molto peggio di quanto sia stato il popolo sotto Gheddafi ).

p.s.: se non capiamo neanche le istanze di sopravvivenza e di democrazia del popolo italiano ( vedi i no muos, i no galsi, i no radar, i no tav o immagina semplicemente  luca abbà  ferito a terra per terra per 50 minuti ) credo siamo pilotati a  preoccuparci delle istanze di sopravvivenza e di democrazia di altri popoli.
 
Uso una metafora, forse ci aiuta: più pali della tenda lasci cadere e più la tenda si affloscia quanto la vita e la democrazia CHIAMATA a tutelarla.