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Legalita' e' umanita'. 69



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LEGALITA' E' UMANITA'
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 69 del 15 ottobre 2009

In questo numero:
1. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente varie
fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio
2009, n. 94
2. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente il
favoreggiamento dello squadrismo
3. Cosa fare
4. Alessandro Dal Lago: Contro il razzismo, per la civilta'
5. Alessandro Leogrande: Schiavismo
6. Angelo Mastrandrea: Razzismo
7. Grazia Naletto: La politica della paura
8. Vittorio Nozza: Sicurezza, legalita' e dignita' per tutti

1. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA
LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie
di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art.
1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico
riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla
Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione
esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui
all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

2. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS
CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento
dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3,
commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura
il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie
di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed
iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene
il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed
anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza
privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita'
e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali
dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente
indirizzo
luogo e data

3. UNA SOLA UMANITA'. COSA FARE

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso
gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione
dei carabinieri.
Puo' essere anche inviato per posta.
Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve
recare un indirizzo per ogni comunicazione.
*
Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di
presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura
competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli
esposti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad
altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo
di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre
istituzioni statali centrali).
Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si
risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente
della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel
capoluogo di provincia).
Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere resi piu'
dettagliati se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente gli
esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.
*
Indirizzi cui inviare gli esposti:
Naturalmente gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano da Comune
a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.
Comunque solitamente:
- l'indirizzo e-mail delle Procure e' composto secondo il seguente criterio:
procura.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della
Procura della Repubblica ad Agrigento e' procura.agrigento at giustizia.it
(analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail dei Tribunali e' composto secondo il seguente criterio:
tribunale.citta'sede at giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail del
Tribunale ad Agrigento e' tribunale.agrigento at giustizia.it (analogamente per
le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Prefetture e' composto secondo il seguente
criterio: prefettura.citta'sede at interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo
e-mail della Prefettura di Agrigento e' prefettura.agrigento at interno.it
(analogamente per le altre province).
- Sempre per le prefetture e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio: urp.pref_citta'sede at interno.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento
e' urp.pref_agrigento at interno.it (analogamente per le altre province).
- L'indirizzo e-mail delle Questure e' composto secondo il seguente
criterio: uffgab.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad
esempio l'indirizzo e-mail della Questura di Agrigento e'
uffgab.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- Sempre per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp),
composto secondo il seguente criterio:
urp.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it, quindi ad esempio
l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e'
urp.ag at poliziadistato.it (analogamente per le altre province).
- E ancora per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche
all'indirizzo dell'Ufficio per gli immigrati, composto secondo il seguente
criterio: immigrazione.siglaautomobilisticacitta'sede at poliziadistato.it,
quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Ufficio per gli immigrati della
Prefettura di Agrigento e' immigrazione.ag at poliziadistato.it (analogamente
per le altre province).
Quanto alle istituzioni nazionali:
- Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour,
00193 Roma; e-mail: cassazione at giustizia.it; sito: www.cortedicassazione.it
- Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187
Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost at cortecostituzionale.it;
sito: www.cortecostituzionale.it
- Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370,
00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it
- Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza
Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g at camera.it; sito:
www.camera.it
- Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel.
0667061; e-mail: schifani_r at posta.senato.it; sito: www.senato.it
- Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza
dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres at cosmag.it;
sito: www.csm.it
- Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma;
fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica at quirinale.it; sito:
www.quirinale.it
Quanto alle istituzioni sovranazionali:
- Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60, B-1047
Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 - +32(0)22307555;
sito: www.europarl.europa.eu
Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito:
http://ec.europa.eu/index_it.htm
- Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg
(France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm at coe.int; sito:
www.coe.int/DefaultIT.asp
- Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters,
Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York
(Usa); sito: www.un.org
*
Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei
siti istituzionali possono non essere ritenuti dai destinatari equipollenti
all'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi, almeno per quanto
riguarda le Procure, di inviare comunque anche copia cartacea degli esposti
per posta ordinaria (preferenzialmente per raccomandata).
Ma poiche' ormai crediamo di aver gia' raggiunto con almeno un invio gran
parte delle Procure, chi non avesse tempo ed agio di procedere agli invii
cartacei per posta ordinaria puo' limitarsi all'invio per e-mail, che
costituira' comunque un sostegno visibile e rilevante all'iniziativa.
*
Ovviamente e' opportuno che gli esposti siano inviati anche a mezzi
d'informazione, movimenti democratici, persone interessate: una delle
funzioni dell'iniziativa e' anche quella di ampliare la mobilitazione contro
il colpo di stato razzista informandone l'opinione pubblica e coinvolgendo
piu' persone, piu' associazioni e piu' istituzioni che sia possibile
nell'impegno in difesa della legalita', della Costituzione della Repubblica
Italiana, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo
per e-mail all'indirizzo: nbawac at tin.it
Grazie a tutte e tutti, e buon lavoro.

4. UNA SOLA UMANITA'. ALESSANDRO DAL LAGO: CONTRO IL RAZZISMO, PER LA
CIVILTA'
[Dal quotidiano "Liberazione" del 15 ottore 2009 col titolo "17 ottobre:
contro il razzismo per la civilta'"]

Le avventure e la disavventure mondane e giudiziarie di Berlusconi stanno
assorbendo gran parte della cronaca politica in Italia (e non solo). Con
cio', l'aspirante Presidente del consiglio a vita ha realizzato almeno uno
dei suoi obiettivi: deviare l'attenzione pubblica dai contenuti dell'azione
del governo. In realta', in poco piu' di un anno e mezzo, il governo ha
parlato molto e fatto poco, rincorrendo piu' che altro le emergenze
(spazzatura, terremoti, alluvioni), il solo terreno utile per fare
propaganda a favore del Cavaliere in una fase in cui la sua figura e'
ampiamente screditata all'interno e all'estero.
C'e' una sola eccezione, il "pacchetto sicurezza" o, se vogliamo, il
pacchetto anti-immigrati. Se c'e' un terreno in cui la Lega dimostra di
tenere saldamente in mano il timone, almeno per il momento, si tratta delle
misure sull'immigrazione. Qui, l'azione del governo non e' casuale e
sgangherata, ma premeditata e in tutto e per tutto coerente con la cultura
della destra italiana. Facendo dei migranti dei criminali virtuali e nemici
potenziali o, nel caso migliore, dei servi tollerati, il governo consegue un
certo numero di obiettivi politici di lungo periodo.
Il primo e' certamente soddisfare un elettorato che ha trovato nella
xenofobia, piu' o meno esplicita, uno sfogo alle sue paranoie e una risposta
all'incertezza provocata dalla globalizzazione e dalla crisi economica. Il
secondo e' molto piu' prosaico: un migrante perennemente sul chi vive,
pauroso della polizia e delle denunce, oltre che vincolato alla benevolenza
del suo datore di lavoro, e' prima di tutto, agli occhi del legislatore, un
lavoratore che accetta qualsiasi condizione di lavoro senza protestare. In
questo senso, l'azione del governo ha soddisfatto quelle migliaia di
padroncini che al nord, ma non solo, strepitano contro i migranti, ma sono i
primi ad avvalersene.
Esemplare in questo senso e' la sanatoria delle badanti, una misura adottata
in spregio a qualsiasi senso di giustizia e di uguaglianza, che ha il solo
scopo di non danneggiare, in nome della mera xenofobia, gli interessi delle
famiglie con anziani. Se finora le regolarizzazioni delle badanti sono state
di gran lunga inferiori alle aspettative, non e' solo perche' i datori di
lavoro non vogliono sborsare il relativo contributo, ma perche'
probabilmente molte straniere semplicemente non si fidano di questo governo
e di questo stato, preferendo rimanere nell'ombra dell'irregolarita'.
Ma c'e' stato probabilmente un altro obiettivo da parte del governo: con il
"pacchetto sicurezza" l'equazione immigrazione uguale criminalita',
scioccamente favorita nell'ultimo decennio anche dal centrosinistra, riceve
una sanzione ufficiale e definitiva. D'ora in poi, qualsiasi discorso sui
diritti dei migranti si scontrera' contro il ricatto dell'insicurezza.
Cosi', la xenofobia trova una giustificazione pubblica che sara'
difficilissimo criticare e contrastare.
L'effetto di tutto questo e' che in Italia alcuni milioni di persone vivono
prive di garanzie giuridiche e di diritti civili e sociali, in preda
all'ansia per qualunque accidente possa minacciarne lo status di stranieri a
malapena tollerati. D'altronde, hanno perfettamente ragione, se e' vero che
il destino degli irregolari e' finire nei Cie e, dopo l'espulsione, nelle
mani di Gheddafi, il nuovo e grande amico di Berlusconi.
Per tutto questo, la manifestazione di sabato contro il razzismo e per i
diritti dei migranti e' un'occasione per contrastare una deriva xenofoba e
autoritaria in cui il governo Berlusconi svolge un ruolo d'avanguardia.

5. UNA SOLA UMANITA'. ALESSANDRO LEOGRANDE: SCHIAVISMO
[Dal quotidiano "L'Unita'" del 14 ottobre 2009 col titolo "Dall'Italia
all'Irlanda, si diffonde l'epidemia dei migranti-schiavi" e il sommario
"L'allarme Osce: e' un fenomeno ormai globale quello dello sfruttamento
degli immigrati, sempre piu' sottomessi ai loro 'caporali'. Per combatterlo
occorre una legge. Che nel nostro Paese ancora non c'e'"]

Alcuni settori della nostra economia globale si fondano ormai sul lavoro di
nuovi schiavi. E un recente rapporto dell'Osce sul "lavoro forzato" nel
settore agricolo (Human Trafficking for Labour Exploitation in the
Agricultural Sector in the Osce Region) lo conferma. Le nuove schiavitu'
nascono dall'incrocio di vari fattori: vulnerabilita' dei lavoratori
migranti (che costituiscono in ogni paese dell'Osce, anche in quelli meno
ricchi, la base del nuovo bracciantato), brutalita' dei rapporti di lavoro,
assenza di tutele, bassi salari. Ma benche' nasca da queste premesse, il
"lavoro forzato" costituisce un salto ulteriore verso l'inferno, una
tipologia di sfruttamento che le legislazioni di molti paesi fanno fatica a
cogliere, e quindi a combattere: riguarda tutti quei casi in cui al grave
sfruttamento lavorativo si aggiunge il controllo feroce sulla nuda vita da
parte dei caporali o dei padroni.
In Italia, le pesanti condanne emesse contro 20 caporali del foggiano, che
avevano sfruttato centinaia di schiavi polacchi, sono state confermate in
secondo grado. Ma il fenomeno e' globale, non riguarda solo il nostro paese.
Il rapporto Osce racconta di decine di casi simili: rom greci in
Inghilterra, giamaicani in New Hampshire o messicani in South Carolina,
estoni in Irlanda, romeni in Belgio, uzbeki in Russia, lituani in
Portogallo... In tutti i casi riportati, i braccianti stranieri lavoravano a
centinaia dall'alba al tramonto quasi sempre senza essere pagati, vivevano a
decine in pochi metri quadri e in condizioni igienico-sanitarie degradanti,
venivano severamente puniti, picchiati (e in alcuni casi eliminati) ogni
qualvolta protestavano. Scappare era impossibile. Il rapporto introduce il
concetto di multidipendenza ("multiple dependency") per descrivere
situazioni in cui il lavoratore dipende dal suo sfruttatore per piu' aspetti
essenziali. Non solo il lavoro, ma anche l'alloggio, il cibo, il trasporto.
Queste forme, dice l'Osce, sono epidemiche. E poiche' producono - per dirla
con un eufemismo - una concorrenza sleale, rischiano di estendersi
ulteriormente a macchia d'olio. Sono un fenomeno che nasce nell'agricoltura
(benche' non riguarda tutto il settore agricolo) e che riguarda gli
immigrati (benche' non tutti gli immigrati che lavorano in nero siano
ridotti in schiavitu'). Per combatterle occorre un'azione composita:
processi contro i trafficanti e i caporali, tutela delle vittime e
reintegrazione sociale, nuove forme di associazioni tra i lavoratori. Alcuni
paesi (come il Belgio, l'Olanda e gli Stati Uniti) hanno deciso di inasprire
le leggi contro il lavoro forzato e per la tutela delle vittime. In Italia,
una legge sul caporalato non e' stata ancora fatta, e l'art. 18 della 286
non viene ancora esteso pienamente agli "schiavi da lavoro". La magistratura
nostrana, per condannare i caporali, e' ricorsa al reato di riduzione in
schiavitu'. Ma questo rende i processi piu' difficili.
Una recente inchiesta curata da Gianluigi De Vito (Tutti giu' per terre,
Levante editori) conferma come in Puglia, nonostante le maggiori attenzioni
contro il caporalato e la legge regionale per l'emersione del lavoro nero,
lo sfruttamento del lavoro migrante e' ancora la regola. Ci sono (ancora)
rumeni ridotti in schiavitu', marocchini che pagano 6.000 euro per avere un
permesso di soggiorno dagli stessi padroni da cui percepiscono, se va bene,
meno di 20 euro al giorno. E migliaia di casi in cui, quantomeno, non viene
applicato alcun contratto.
La Bossi-Fini, che lega rigidamente il permesso di soggiorno al contratto di
lavoro, nel mondo nero dell'agricoltura e' uno straordinario produttore di
clandestinita'. Con il nuovo "pacchetto sicurezza", la vulnerabilita' del
lavoratore "clandestino" e' accresciuta: chi denuncerebbe mai il proprio
caporale, se corre il rischio di finire per 6 mesi in un Cie? Lo
sfruttamento riguarda anche i comunitari, specie se stagionali. L'economia
di Canosa, ad esempio, paesone agricolo pugliese, si fonda sullo
sfruttamento dei bulgari e dei romeni. E la piazza centrale restituisce
l'apartheid di fatto. I romeni e i bulgari da una parte, gli italiani
dall'altra: questo per fare in modo che il datore di lavoro possa sapere
subito come comprare manodopera a basso costo.

6. UNA SOLA UMANITA'. ANGELO MASTRANDREA: RAZZISMO
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 13 ottobre 2009 col titolo "Razzismo.
Tutti i volti dell'intolleranza"]

Cio' che spaventa di piu' in un'Italia che pare aver perso ogni inibizione
nei confronti del tabu' razzista non e' tanto la frequenza con cui esso si
manifesta, quanto l'assuefazione dell'opinione pubblica e in qualche caso la
condiscendenza che lascia campo libero alle aggressioni a chiunque sia
percepito come "diverso". Ultima quella di domenica ai danni di una coppia
gay a Roma, in pieno giorno, all'indomani della manifestazione nazionale
contro l'omofobia. Non muta il nostro giudizio, semmai rafforza la nostra
rabbia il fatto che uno dei due aggrediti, Massimo Fusillo, e' un nostro
collaboratore. A Massimo Fusillo, al suo compagno e a chiunque - uomo,
donna, gay, migrante - sia vittima della violenza razzista contro ogni forma
di presunta devianza va la solidarieta' attiva di tutto il collettivo del
"Manifesto".
L'escalation di violenze e' intollerabile, non solo quando a sparare e
uccidere sono i killer della camorra, come accadde un anno fa a
Castelvolturno, o ad accoltellare sono ragazzotti affascinati dall'estrema
destra, ma anche quando a picchiare sono squadrette di "sceriffi" al soldo
del Comune a caccia dell'Emmanuel Bonsu o della prostituta di turno; o i
vigili urbani che, nella Milano che costruisce l'Expo, in nome della
sicurezza vanno a caccia di clandestini a bordo di sinistri bus con le
sbarre; o ancora la Guardia di finanza che mette a soqquadro un intero
quartiere di Roma, il Pigneto, per "rastrellare" un pugno di senegalesi in
una stramba operazione anti-contraffazione, come una settimana fa a Roma.
C'e' chi soffia sul fuoco, attizzando gli istinti bestiali del paese. Come
fa Renato Farina sul "Giornale": "A lume di buon senso - arriva a scrivere -
quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia piu' grave uccidere un
omosessuale single che un padre di famiglia?".
Sabato prossimo, proprio nella capitale sfilera' un corteo nel nome di Jerry
Masslo, un giovane rifugiato africano ucciso nel 1989 a Villa Literno, ai
primordi del fenomeno immigratorio nel nostro paese. Dall'onda emozionale
suscitata dal caso furono partorite una grande manifestazione antirazzista e
in seguito una legge, la prima, che provava a regolare l'immigrazione, che
prese il nome dell'allora ministro della Giustizia Claudio Martelli. Alcune
leggi sono passate da allora sotto i ponti e il securitarismo ha
definitivamente preso il sopravvento sull'accoglienza. Cosi', questa volta
nel mirino ci saranno il "pacchetto sicurezza" e le sue svariate derive
locali, i respingimenti in mare senza verifica del diritto d'asilo e la
chiusura dei Cie, un problema europeo e non solo italiano.
A differenza di vent'anni fa, il movimento antirazzista e' molto piu'
isolato di allora, e non solo per la mancanza di sponde politiche. Proviamo
a farlo sentire meno solo. Nel suo piccolo, "Il manifesto" fara' la sua
parte e, naturalmente, sabato sara' in piazza".

7. UNA SOLA UMANITA'. GRAZIA NALETTO: LA POLITICA DELLA PAURA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 14 ottobre 2009 col titolo "La politica
della paura"]

L'uccisione di Abdul Guibre a Milano, l'aggressione a Emmanuel Bonsu a
Parma, l'attentato incendiario a Navtej Singh a Roma sono violenze razziste
che ricordano in molti: la loro gravita' e' tale che i media non hanno
potuto ignorarle. Il punto e': sono casi "isolati", come qualcuno vuole
farci credere minimizzando cio' che sta succedendo nel nostro paese, o si
collocano in un contesto politico e culturale che tende a legittimare la
xenofobia e il razzismo e, conseguentemente, a giustificare, quando non ad
incoraggiare, atti e comportamenti sociali intolleranti e razzisti?
I casi di intolleranza e razzismo riportati dai media dal gennaio 2007 a
oggi raccontano una societa' in cui accanto alle violenze fisiche gravi,
sempre piu' frequenti, che riescono a richiamare l'attenzione dei media
nazionali e divengono oggetto del dibattito pubblico, gli episodi di
ostilita' e di intolleranza nei confronti dei migranti e delle minoranze
sono moltissimi e investono tutti gli ambiti della vita, non conoscendo
differenze di classe ne' geografiche. Solo per riportare qualche esempio,
capita che a Civitanova Marche un quarantenne di origini africane sia
licenziato a causa del colore della sua pelle (6/01/2007), a Bergamo un
bambino di 12 anni sia picchiato e insultato dai coetanei in un oratorio
(10/03/2007), a Bolzano due giovani marocchini non possano entrare in
discoteca (23/03/2007), a Torino quattro giovanissimi aggrediscano con una
spranga un coetaneo di cittadinanza marocchina (18/12/2007). A Milano i
controllori dell'azienda locale di trasporti eseguono controlli "mirati" nei
confronti di cittadini stranieri (30/05/2008), a Rimini una ragazza rom
incinta viene colpita a calci mentre chiede l'elemosina (6/06/2008), a
Venezia una turista che indossa il niqab non riesce a visitare un museo
(27/08/2008). A Milano una maestra invita una mamma di origine straniera a
"riportare il figlio nella giungla" (3 ottobre 2008), mentre il presidente
di un municipio romano chiude le fontanelle pubbliche perche' "attirano i
rom" (17/10/2008). Le linee di autobus separate per cittadini italiani e
stranieri sono proposte a Trapani (20/11/2008) e a Foggia (3/04/2009).
Alcuni cittadini di origine straniera vengono segnalati alle autorita' di Ps
da alcuni operatori sanitari (Brescia, 9/04/2009; Napoli 5/03/2009) mentre
il dibattito sul ddl 733/b, oggi legge n. 94/2009, e' ancora in corso in
parlamento. Il razzismo in Italia esiste e purtroppo si sta diffondendo in
modo preoccupante. Il primo dovere che abbiamo e' non rimuoverlo e
raccontarlo in modo sistematico; ma, naturalmente, questo non e'
sufficiente.
I disagi economici e sociali che interessano fasce sempre piu' ampie della
popolazione possono spiegare da soli la diffusione dei sentimenti xenofobi e
razzisti? Sicuramente esiste nel nostro paese una "questione sociale" che e'
stata e continua ad essere rimossa dai governi di qualsiasi colore. Un
rilancio delle politiche di inclusione sociale per tutti e tutte e una
distribuzione piu' equa delle risorse disponibili ridurrebbero forse
l'esigenza di individuare nuovi nemici e capri espiatori. Ma vi e' un di
piu' che va cercato nel ruolo svolto dagli attori politici e mediatici che
influenzano piu' di altri l'orientamento dell'opinione pubblica e, dunque,
sono in grado di condizionare in modo significativo l'agire sociale.
Gia' a partire dal maggio 2007 alcune voci isolate denunciarono come
l'utilizzo strumentale della paura (e della sua presunta percezione diffusa)
da parte di alcune aree della sinistra rischiasse di aprire la strada
all'intolleranza e al razzismo: l'antico nesso di causalita' tra
immigrazione e criminalita' fu infatti riproposto in modo ossessivo. La
collocazione delle politiche migratorie e sull'immigrazione nell'ambito
esclusivo delle politiche sulla sicurezza, ha raggiunto con l'ultimo
"pacchetto sicurezza" un livello inedito. Ma l'attuale governo ha fatto
qualcosa di piu'. E' riuscito a trasformare in senso comune l'idea che la
presenza di donne e uomini nati altrove mette in pericolo i diritti dei
cittadini italiani (alla "sicurezza", alla salute, alle prestazioni sociali,
all'istruzione, all'abitare). Parallelamente, sui media e' tornata a
prevalere una rappresentazione stigmatizzante dei migranti grazie alla
selezione mirata delle notizie che li vedono coinvolti in fatti di cronaca
nera.
Vi e' una specularita' tra la norma contenuta nella legge 125/2008, che ha
introdotto l'aggravante di un terzo della pena per il cittadino straniero
irregolare, e le modalita' con le quali la stampa si e' occupata, ad
esempio, della violenza perpetrata ai danni di una giovane quattordicenne a
Roma presso il parco della Caffarella (14/02/2009). Il caso ha occupato a
lungo le prime pagine dei media nazionali con le foto di due cittadini
rumeni, presunti colpevoli risultati poi innocenti, accompagnate da dati
sulla criminalita', parziali quando non fuorvianti, il cui unico scopo era
dimostrare la maggiore propensione dei migranti alla devianza. Altre
violenze sessuali compiute da italiani ai danni di minori nello stesso
periodo, sono rimaste invece confinate nelle pagine dei quotidiani locali.
Forte di una campagna decennale di propaganda xenofoba e razzista, la Lega
Nord e' riuscita ad acquisire un'egemonia culturale che, anche grazie a una
debolissima opposizione democratica, ha potuto tradursi in leggi
esplicitamente discriminatorie e in quel "comune sentire" che ispira ormai
troppo spesso comportamenti intolleranti e razzisti. Se un governo decide di
respingere in massa le donne e gli uomini, nella maggioranza potenziali
richiedenti asilo, che arrivano per mare; se e' un presidente del consiglio
a dichiarare pubblicamente il suo "no ad un'Italia plurietnica"; se le ronde
sono sancite per legge; perche' un giovanissimo non dovrebbe sentirsi
legittimato a insultare o ad aggredire un coetaneo di origini straniere?
Chi volesse prendere le distanze ha un'occasione per farlo: scendere in
piazza a Roma il 17 ottobre.

8. UNA SOLA UMANITA'. VITTORIO NOZZA: SICUREZZA, LEGALITA' E DIGNITA' PER
TUTTI
[Da "Famiglia cristiana" n. 42 del 18 ottobre 2009 col titolo "Immigati e
criminalita': l'allarme e' ecessivo" e il sommario "I dati smentiscono che
gli stranieri delinquano ben piu' degli italiani. Tra gli stranieri, la
percentuale di criminalita' non e' molto piu' elevata che tra gli italiani.
Gli immigrati sono persone che vorrebbero essere in regola con la legge: una
normativa piu' flessibile li aiuterebbe" e la nota redazionale "Don Vittorio
Nozza e' direttore della Caritas italiana"]

Viviamo un periodo di "nuova migrazione di popoli". Un contesto in cui le
societa' sono sempre piu' multirazziali e multiculturali, ma in cui, al
tempo stesso, aumentano i fenomeni di rigetto dell'altro e si propaga la
convinzione che tutti gli stranieri siano criminali.
Le cronache pullulano di fatti a sostegno di queste preoccupazioni. In ogni
caso, anche quando il pregiudizio non viene generalizzato e indirizzato
verso ogni straniero, persiste la convinzione che vi siano alcune
"collettivita' canaglia". Prima e' stato il turno dei marocchini, poi quello
degli albanesi, ora quello dei romeni e in particolare dei rom, attualmente
ai vertici dell'hit parade della cronaca nera.
Cosa c'e' di vero quando si parla del rapporto tra immigrazione e
criminalita'? Ha cercato di analizzarlo, almeno sul piano statistico, una
ricerca condotta dal Dossier immigrazione Caritas-Migrantes insieme
all'agenzia "Redattore sociale" della Comunita' di Capodarco. E' emerso che,
tra gli stranieri, il tasso di criminalita' non e' molto piu' elevato che
tra gli italiani. Incidono tanto eta' e situazione socioeconomica.
Non esiste un collegamento diretto tra l'aumento della popolazione immigrata
e l'aumento della criminalita'. I dati Istat sulle denunce e sui residenti
nel periodo 2001-2005 lo confermano: registrano infatti un aumento degli
stranieri residenti pari al 101 per cento, a fronte di un incremento delle
denunce contro stranieri pari al 46 per cento.
Prevalgono nella graduatoria, con 20.000 denunce a testa, Romania e Marocco,
seguiti da Albania (11.973 denunce), Senegal (7.622), Tunisia (6.934): sono
le collettivita' che si distinguono anche per il maggior numero di presenze
in Italia. Le donne straniere, pur rappresentando la meta' della popolazione
immigrata, sono implicate in un caso su sette (incidenza del 13,4 per cento,
piu' bassa rispetto alla media delle donne italiane, attestata al 15,2 per
cento).
Gli stranieri regolari sono coinvolti nel 28,9 per cento delle denunce
contro cittadini immigrati e hanno un tasso di criminalita' piu' alto tra i
ventenni e i trentenni, fascia di eta' in cui cominciano la propria vicenda
migratoria, spesso incontrando grandi difficolta'. Dai 40 anni in poi
invece - avviato il processo di inserimento, favorito da adeguate
opportunita' (casa, lavoro, ricongiungimenti familiari) - si rileva un tasso
di delinquenza pari o inferiore a quello degli italiani. Per cui il futuro
non dovrebbe riservare sorprese negative.
Infine, la questione irregolari. La criminalizzazione generalizzata degli
stranieri in posizione irregolare risulta infondata per ragioni storiche,
tenuto conto che meta' degli attuali residenti stranieri una volta era
irregolare e poi e' stata regolarizzata, come nel caso ultimo delle 300.000
collaboratrici familiari. Gli immigrati sono per lo piu' persone che
vorrebbero essere in regola con la legge (e una normativa piu' flessibile li
aiuterebbe), ma il bisogno li puo' indurre alla devianza, anche sotto la
spinta della malavita italiana e straniera.
In conclusione, si tratta piuttosto di collocare le nostre societa' dentro
una prospettiva che garantisca a tutti sicurezza, legalita', ma anche uguale
dignita' di vita e di speranza. Gli immigrati per noi sono si' una
"scomodita'". Ma una "scomodita'" che fa crescere. Non c'e' dunque bisogno
di aizzare qualcuno contro qualcun altro, ma di organizzarci in tanti a
favore di tutti, per una convivenza corresponsabile, partecipata,
costruttiva, giusta, fraterna e solidale.

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LEGALITA' E' UMANITA'
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 69 del 15 ottobre 2009
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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