Terrorismo di stato




Una volta c'erano i figli dei fiori. Ma io noin sapevo chi erano e mentre spiegavo al mio insegnante di plastica quando fossi zerofolle mostrandogli la delicatezza delle mani di Renato Zero nela mia collezione di foto, e che quelle volevo ripodurre scolpendole sul gesso o forgiandole sulla terra cotta lui mi guardò silenzioso da dietro il taglio geometrico dei suoi occhi. Poi ondeggiando sulle gambe, con un paio di pantaloni di velluto marron a righe coll cavallo alle ginocchia, chiese, a me e ai compagni di scuola dei banchi vicini: "Voi non sapete cos'è il '68? Non sapete cos'è successo nel '68? Io tacqui perchè non lo sapevo, e non lo sapevano neanche i miei compagni.Anche se avevo già portato il nastro alla fronte e le treccine nelle mie uscite in paese con la mia amica d'infanzia. 
Scoprì invece di conoscerlo involontariamente quando anno dopo anno capì che tutte le mie canzoni rapite al volo dalla radio e registrate in una cassetta appartenevano a gruppi che avevano suonato in quel periodo: il '68.
Mi piaceva anche il jazz e la musica punk. Un giorno un amichetto punkveronese  mi diede appuntamento al  centro sociale di Bassano. Entrammo non so come perchè era stato chiuso e distrutto. Lì fra i detriti di calcinacci e vetri alla fanzina veronese del mio amico preferì mettermi a leggere un piccolo libro sul '68.
Piansi per non essere stata una di loro, una dei fifli dei fiori, a gironzolare per il mondo, a non aver vissuto quei mitici giorni di musica a Woodstock,  piansi a leggere che tutti quei giovani non avevano saputo difendersi dalla repressione ottenuta anche tramite la droga diffusa dai governi per sadare i giovani. Per amazzarli.

Quando dopo tanti anni partecipai al Social Forum di Firenze ero ancora troppo sconvolta per quanto successo a Genova nel 2001, rabbia, rassegnazione, paura ma non tanto delle FFOO.

 Non riuscivo a focalizzare, non volevo ammettere di averne paura, fino a quel momento di quella cosa che fino ad allora mi aveva fatto solo tanto fastidio come una cappa eterna che non lascia respirare. Un muro che non ti permette di parlare.

In una di quelle notti a Firenze non dormimmo molto perchè  assieme a un anticapitalista londinese e un'altra di Monaco avevamo avuto notizia che l'ONU con la "risoluzione" 1111  ( se non ricordo male ) dette l'ok per un'altra invasione Nato. Alle 7 di mattina, convinto il responsabile a darci il microfono e l'audio della palestra in cui dormivamo annunciammo ai presenti quanto stava succedendo. Io in italiano, gli altri nelle loro lingue.

La manifestazione del Forum Europeo a Firenze era ricca, ma anche tanto strana e inquietante ai miei occhi. Le mie manifestazioni precedenti, precedenti a quella di Genova e ora di Firenze erano state caratterizate da miracolosi striscioni fatti a mano, spray,  pennelli rabbia e fantasia. Le violenze subite nelle città europee da parte delle forze dell'ordine non solo noin venivano ascoltate, non venivano credute.

 Ora quella manifestazione era piena di striscioni chiari e limpidi, troppo chiari e limpidi, Non capico perchè mi dessero ansia. Capivo di chi erano i loro messaggi ma non capivo perchè mi inquietassero. Eppure l'avevo tanto voluto, avevavo scambiato da tempoi le mail fra le varie appartenenze perchè mi sembrava che tutti si volessero le stesse cose, unirsi e aggiustare il mondo.

Stavamo arrivando alla fine del percorso del corteo e avevo notato poco prima un ragazzo molto giovane perchè aveva un passo incerto, era ubriaco. Ad un certo punto mi accorsi che si avvicinò a un vetrina e vi scagliò una pietra. Ebbi l'intuito, non so come, di correre verso il ragazzino e di proteggergli  la testa con le mie mani. In brevissimo tempo la folla inferocita gli si buttò contro e cominciò a percuoterlo con tutta la sua forza per colpirlo sulla testa. Sulla testa. Finchè con tutto il mio fiato mi misi ad urlare di smetterla e rendersi conto di quello che stavano facendo. Ora avevo capito di cosa avessi paura: del nuovo prodotto tv. Capii che i figli dei fiori del '68 non sarebbero mai più esistiti, al loro posto c'erano i figli della tv e non sto parlando del ragazzino adolescente ubriaco. Le mani mi fecero male per anni.

Ora i figli della tv, io credo gli stessi che volevano colpire la testa di quel ragazzino fracassandomi le mani,  sostengono il terrorismo degli stati in maniera limpida e chiara. Più di quanto facessero quando erano assopiti, prima di Genova 2001.