Fw: da Lidia : Il pacifismo? Non sta proprio bene di Lidia Menapace



 
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Sent: Monday, June 23, 2008 4:47 PM
Subject: da Lidia : Il pacifismo? Non sta proprio bene di Lidia Menapace

 Perché Lidia possa rispondere, se vuole, o almeno sapere.
Ciao, Enrico
                                                                 
 
 
  Accetto l'invito di Peyretti ad intervenire sulle oservazioni che  mi vengono mosse da altra lista  sul voto in Parlamento per il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. Chi lo desidera può copiarsi la dichiarazione che segue e diffonderla a mio nome, anche dicendo se non la condivide,  ma per favore intera. E inoltrarmi obiezioni o diverse soluzioni e suggerimenti, non insulti che non servono a nulla.
 
  Nel programma del governo Prodi era contenuto l'impegno (rispettato) di venir via dal'Iraq, perchè contro la spedizione in Iraq  aveva votato  l'intero schieramento di centrosinistra sotto il governo Berlusconi. Invece sull'Afghanistan aveva votato contro solo Rifondazione, che poi nelle trattative per il governo Prodi non era riuscita a far accettare da tutta la coalizione la posizione del ritiro. Sicchè bisognava trattare all'arrivo delle proposte in aula. Arrivata la proposta di reiterare il finanziamento  alle spedizioni come stavano, si poteva dire di no e far cadere il governo o mutarne la composizione allargando a destra, verso Casini, oppure trattare per il futuro, mantenendo intanto tutto fermo. Far cadere il governo era escluso, dato che avevamo promesso in campagna elettorale che ne saremmo stati  sostenitori fedeli, secondo il programma.
 
  In Afghanistan eravamo con una spedizione stanziata a Kabul e nella provincia di Herat, con compiti di ricostruzione dello stato, lavori di scorta, rapporti con la popolazione e  nessuna regola d'ingaggio operativo in azioni belliche. L'Afghanistan è uno stato sovrano  e una  exit strategy deve essere concordata col suo governo, dopo una conferenza di pace. Le donne afghane ci avevano fafto arrivare pressanti appelli perchè non ce ne andassimo per non finire del  tutto sotto i Talebani.
 
 Comunque le nostre proposte erano: una iniziativa di monitoraggio per controllare che le nostre truppe non venissero tolte dai compiti civili che avevano,  una conferenza di pace e una trattativa a tutto campo, anche con i Talebani ovviamente.
 
  Mi parve una proposta che si poteva sostenere.
 
   Per conto mio cercavo di capire quali fossero i problemi di quella  terra difficile, mai sconfitta militarrnente da nessuno dopo Alessandro Magno, con grandissima povertà, territorio  montuoso impervio (Kandahar! la città il cui nome ai miei tempi significava un attacco da sci molto pregiato), a struttura tribale e quindi molto attaccata e radicata nei territori. La questione principale era che negli anni di guerra l'Afghanistan era diventato il secodo produttore di eroina al mondo e che la coltivazione del papavero da oppio era decuplicata. I militari occupanti si riformivano di oppio e poi bruciavano i raccolti, i Talebani difendevani i raccolti. Mi sembrava da escludersi  la predica ai contadini perchè fossero virtuosi e non coltivassero il papavero, ma thè e mais, che nessuno compra se non a prezzi stracciati  in zone di guerra. Invece eseguire la raccolta controllata del papavero, venderlo a prezzo di mercato alle industrie farmaceutiche per fare antidolorifici e dare ai contadini il giusto prezzo, questo mi pareva cosa proponibile e da affidare alla nostra Guardia di Finanza (reparti armati ma non combattenti, riduzione del danno). Scoprii poi che questo è un suggerimento dell'OMS (organizzazione mondiale della Sanità) . Individuavo  la Guardia di Finanza perchè quando in Italia il tabacco era monopolio di Stato, la Finanza teneva sotto controllo l 'intero raccolto,  piantina per piantina, foglia per foglia e se avessimo avvicendato a Finanza alle altre truppe, avremmo potuto esercitare un controllo serio preciso utile.
 
   Naturalmente dato che tutti e tutte abbiamo dovuto passare mesi a rimbeccare i pacifisti astratti (la terminologia di Peyretti mi sembra perfetta) siamo stati molto indeboliti parlamentarmente, perdendo qualsiasi appoggio esterno; e dove non ci hanno  pensato loro ci ha pensato la destra a dire che volevamo che gli italiani stessero in fureria e non sul campo di battaglia o che io  ero una pusher e altre scemate  perditempo. Insomma non se ne fece nulla, però non  ci sono stati nemmeno scontri armati e abbiamo schivato tutte le famose offensive di primavera  che i Comandi USA ci avvisavano essere in preparazione da parte dei Talebani e poi si scopriva che erano spedizioni nordamericane su villaggi e cortei nuziali. 
 
  Nelle condizioni date, senza nessun appoggio nè discussione delle proposte fatte non si poteva fare altro: rifarei tutto, in un contesto simile. E non aspettatevi pentimenti.  Chiedo piuttosto se qualche  pacifista o nonviolento  non avrebbe dovuto informarsi se le proposte fatte non fossero per caso utili.
 
 Dopo mesi che seguitavo a ripetere, qualcuno magari diceva :"ma si che bello facciamolo"  Ma ormai il rapporto tra contadini  poveri e Talebani era diventato stretto e organico e la proposta non era più agibile. Perchè nelle cose politiche il tempo non è  immobile e ciò che non hai fatto al tempo giusto non fai mai più. Qualcosa di simile nella faccenda dei rifiuti: se non riduci ora la produzione di riifuti, è inutile che fai eroiche lotte contro  l'emergenza, l'emergenza si ripete, e alla fine  ci mandano l'esercito.
 
Sono le forme di lotta che debbono proprio cambiare.