BANDIERA BIANCA?



Mi fa piacere vedere che esiste un po' di riflessione sulla situazione pessima in cui siamo cacciati. Segno che, se non c'è più una sinistra istituzionale credibile, esiste pur sempre un popolo di sinistra e della pace. Credo dovremo ripartire da qui , sentire che questo popolo è, in pectore, la maggioranza degli Italiani; nessun popolo, ce lo ricordava un gerarca nazista al processo di Norimberga, ama la guerra. Credo dobbiamo partire da un'analisi del presente e le bozze che ho visto negli ultimi messaggi sono tutte in sintonia: dobbiamo cambiare strada. La sinistra nelle istituzioni è impresentabile, anche le risorse umane migliori (che ci sono) sono state immolate sull'altare delle compatibilità. Se i partiti dell'arcobaleno volessero mantenere una parvenza di decenza dovrebbero accettare le dimissioni tutti i responsabili delle segreterie; a cominciare da Bertinotti passando da Pecorario Diliberto Girdano eccetera: lo sfacelo cui ci hanno portato è di una gravità di cui non ho memoria. Un amico di Genova che ha partecipato ad un convegno, mi diceva di alcuni parlamentari pacifisti che si sono dimostrati quasi sollevati dalla caduta di Prodi dicendo: adesso possiamo finalmente votare contro le missioni militari. Bene, io non mi sento per niente sollevato dal fatto che ora un manipolo di coraggiosi pacifisti possa ora finalmente votare contro la guerra secondo coscienza; l'errore è stato fatto a monte, nel cacciarsi in una trappola che avrebbe distrutto quel che restava di una sinistra credibile. Lo si sapeva: per questo è stato errore politico grave non cercare una exit strategy. Se non lo si sapeva è ancora più grave: una miopia politica così forte presuppone solo dimissioni. Sono molto contento dei richiami che si sono fatti a Isaia, alla rivoluzione nonviolenta, al fatto che dobbiamo guardare lontano. Per me nonviolenza non è tanto il rifiuto delle armi, ma l'idea di un mondo in cui il potere sia di tutti, in cui non solo la guerra, ma anche l'ineguaglianza - che fa più morti dei combattimenti - sia bandita. Io sono solo un piccolo pacifista di provincia con poche e incerte letture, ma sento che oggi c'è bisogno di una voce profetica che faccia rialzare la testa a donne e uomini di questo pianeta. Non so se qualcuno oggi ha questa voce; collettivamente forse potremo trovarla. Ho poca speranza su quel che vedo d'intorno, ma sento che nel petto di tanti "rugge lo spirto" pacifista che potrebbe dare l'avvio ad una nuova stagione politica. "Lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti" (mi riferisco ai giochetti di potere che riempiono le cronache dei giornali), torniamo a progettare quell'altro mondo possibile che vogliamo.
Ci sono idee in questa rete?
Un'assemblea nazionale? Un seminario di confronto? O speriamo che qualcosa di nuovo esca da questa dai soliti noti?
Un saluto
TC

p.c. faccio parte di un piccolo gruppo fiorentino che si chiama "fucina per la nonviolenza"; ci siamo dati questo strano nome pensando anche all'eventualità, prevista da Isaia, di forgiare le spade in aratri.