17 e 24 NOVEMBRE - IL G8 DI GENOVA, LA DEMOCRAZIA SOSPESA



COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER GENOVA

17 e 24 NOVEMBRE - MANIFESTAZIONE E INCONTRO A GENOVA

IL G8 DI GENOVA, LA DEMOCRAZIA SOSPESA

A Genova, nel luglio del 2001, per più giorni fu abiurato lo stato di
diritto. Le regole di base della democrazia furono ripetutamente calpestate.
Sono passati più di sei anni e le ferite di quei giorni sono ancora aperte.
Non abbiamo avuto un processo per l'uccisione di Carlo Giuliani, precluso
da un'inaccettabile archiviazione.
Ministri e presidenti del consiglio non hanno mai chiesto scusa alla
cittadinanza e alle vittime delle violenze e degli abusi - per strada, alla
Diaz, a Bolzaneto, al Forte San Giuliano - compiuti dalle forze
dell'ordine, nonostante ricostruzioni ormai inoppugnabili e alcune sentenze
del tribunale civile che hanno obbligato lo stato a risarcire cittadini
ingiustamente aggrediti durante le manifestazioni.

Gli operatori e i funzionari coinvolti in queste operazioni non sono stati
sospesi; i massimi dirigenti sotto processo sono stati addirittura promossi.
Il parlamento ha finora rinunciato a istituire una commissione d'inchiesta,
che peraltro sarebbe ormai depotenziata, né si è messa in cantiere una
riforma democratica delle forze di sicurezza, che appare sempre più
necessaria.

A Genova sono in corso alcuni processi, uno contro contro 25 persone
accusate di devastazione e saccheggio, altri contro decine di appartenenti
alle forze dell'ordine, per le torture nella caserma di Bolzaneto, il
sanguinoso raid alla scuola Diaz e altri episodi.
I pm hanno chiesto pene severissime - dai 6 ai 16 anni - per i 25 imputati,
in applicazione di una figura di reato, devastazione e saccheggio, mai
applicata prima del G8 di Genova alle manifestazioni di piazza e che può
prestarsi, come evidenziato da studiosi e giuristi, a pericolose
limitazioni della libertà d'espressione e di manifestazione. Crediamo
nell'indipendenza della magistratura e siamo convinti che ciascuno sia
responsabile delle proprie azioni, e proprio per questo riteniamo che le
pene richieste siano del tutto sproporzionate rispetto agli episodi
contestati.

Per i processi contro oltre settanta agenti, funzionari e dirigenti della
polizia di stato e delle altre forze dell'ordine, le sentenze di primo
grado sono attese per l'anno prossimo, ma la prescrizione interverrà prima
della sentenza definitiva. Le vicende giudiziarie seguite al G8 rischiano
dunque di concludersi senza colpevoli sia per Bolzaneto, sia per la Diaz,
in aggiunta al mancato processo per l'uccisione di Carlo Giuliani; solo il
processo contro i 25 arriverà fino al terzo grado.

Siamo convinti che il risarcimento per le violazioni costituzionali
compiute nel luglio 2001 sia solo in parte competenza dei tribunali: è
sotto il profilo etico, culturale e politico che dovrebbero arrivare i
segnali più importanti. Le istituzioni, finora, hanno fallito questo loro
compito: le mancate scuse alla cittadinanza, le promozioni accordate agli
imputati, il silenzio del parlamento sono lì a testimoniarlo.

Perciò riteniamo indispensabile proseguire ed intensificare il nostro
impegno per la verità e la giustizia, per la difesa delle garanzie
democratiche, per il diritto alla libertà d'espressione e di
manifestazione. Non possiamo accettare che la sospensione dello stato di
diritto sia archiviata con tanta leggerezza.

Perciò saremo a Genova: sabato 17 novembre parteciperemo alle
manifestazioni e sabato 24 promuoveremo un incontro pubblico sul tema
"Genova G8, democrazia alla prova".

Per adesioni o informazioni aggiuntive:

http://www.veritagiustizia.it/

info at veritagiustizia.it