Lettera aperta di cinquanta eurodeputati al primo ministro turco Erdogan sulle violenze a Diyarbakir










Il Primo Ministro di Turchia
Recep Tayyip ERDOGAN


e, per conoscenza,
Al Presidente di Turno dell'UE, SCHUSSEL
Al Commissario UE per l'Allargamento, REHN
Al Presidente del Parlamento Europeo, BORRELL


Strasburgo, 5 aprile 2006




Eccellenza,

            come eurodeputati - e fra di noi ce ne sono molti che hanno
votato a favore dell'apertura dei negoziati per l'adesione della Turchia
all'Unione Europea - siamo particolarmente colpiti per ciò che accade a
Diyarbakir e per le responsabilità delle autorità turche nella gestione
della crisi attuale

            E' inammissibile che i Curdi di Turchia, una comunità di almeno
18 milioni di persone, non possano esercitare alcun diritto fondamentale
significativo legato alla loro identità culturale, sociale e politica e
che, al contrario, il governo di Ankara si rifiuti di riconoscere la loro
identità di popolo.

            Affermiamo solennemente che non c'è una soluzione militare alla
"questione curda" e che si impone la ricerca di una soluzione politica, non
violenta e negoziata ai problemi della regione; sappia che per noi il
riconoscimento e l'esercizio dei diritti fondamentali della popolazione
curda in Turchia sono una precondizione a qualsiasi adesione della Turchia
all'Unione Europea.

            In occasione della decisione sulla data dell'apertura formale
dei negoziati UE-Turchia, la Commissione ed il Consiglio avevano
sottolineato che ogni negoziato sarebbe stato sospeso in caso di grave
violazione dei principi democratici e dei diritti dell'uomo ad opera di
Ankara; per questa ragione l'Unione Europea dovrà prendere iniziative
adeguate se l'esercito turco continuerà nelle sue attività unilaterali
contro i Curdi.

            Condanniamo il governo di Ankara e i rappresentanti locali
dell'esercito turco e dell'autorità dello Stato per le violenze che hanno
condotto alla morte di civili innocenti a Diyarbakir; lanciamo un appello a
tutte le parti in conflitto perché sospendano le loro attività militari,
immediatamente e senza condizioni, affinché la calma possa essere
ristabilita ed un processo politico di dialogo finalmente aperto.

            Concludendo, chiediamo alla presidenza dell'unione Europea e
alla Commissione di assumere le iniziative politiche adeguate affinché un
dialogo formale, politico e costruttivo, tra il governo di Ankara ed i
Curdi abbia finalmente luogo.

            Distinti saluti.



AGNOLETTO Vittorio, MEP
Coord.Gr.Am."PE-Curdi"

ADAMOU Adamos, MEP
AUKEN Margrete, MEP
BATZELI Katerina, MEP
BEGLITIS Panagiotis, MEP
BERTINOTTI Fausto, MEP
BOURZAI Bernadette, MEP
BRIE André, MEP
CAMRE Mogens N.J., MEP
CARLOTTI Marie-Arlette, MEP
CASACA Paulo, MEP
CATANIA Giusto, MEP
CHIESA Giulietto, MEP
CORREIA Fausto, MEP
DE BRUN Bairbre, MEP
DEMETRIOU Panayotis, MEP
DIMITRAKOPOULOS Georgios,MEP
EVANS Jillian, MEP
FORD Glyn, MEP
GOMES Ana Maria, MEP
GOUDIN Helene, MEP
GRUBER Lilli, MEP
GUIDONI Umberto, MEP
GURMAI Zita, MEP
HAMMERSTEIN David, MEP
HASSI Satu, MEP




JOAN I MARI Bernat, MEP
KARATZAFERIS Georgios, MEP
KAUFMANN Sylvia-Yvonne, MEP
KUSSTATSCHER Sepp, MEP
LAMBERT Jean, MEP
LUDFORD Sarah, MEP
MARKOV Helmuth, MEP
MATSAKIS Marios, MEP
MEYER Willy, MEP
MORAES Claude, MEP
MORGANTINI Luisa, MEP
MUSACCHIO Roberto, MEP
ORTUONDO LARREA Josu, MEP
PAPADIMOULIS Dimitrios, MEP
PFLUEGER Tobias, MEP
PRODI Vittorio, MEP
ROURE Martine, MEP
SACCONI Guido, MEP
SMITH Alyn, MEP
STAES Bart, MEP
SVENSSON Eva-Britt, MEP
TRIANTAPHYLLIDES Kyriacos, MEP
UCA Feleknas, MEP
VAKALIS Nikolaos, MEP
WAGENKNECHT Sahra, MEP
WURTZ Francis, MEP
ZIMMER Gaby, MEP