Rapporto di Amnesty su Usa, voli segreti: destinazione tortura e "sparizioni"



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COMUNICATO STAMPA
CS37-2005

USA: COMPAGNIE DI FACCIATA PER I VOLI SEGRETI, DESTINAZIONE TORTURA E
'SPARIZIONI'. NUOVO RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL

Amnesty International ha diffuso oggi un rapporto in cui denuncia
'operazioni coperte' in cui persone sono state arrestate o catturate,
trasferite e detenute in segreto o consegnate ad altri paesi dove sono
andate incontro a maltrattamenti e torture. La Cia ha usato compagnie
aeree private e di facciata per mantenere la segretezza sui trasferimenti
di prigionieri.

Il rapporto 'Al di sotto del radar: voli segreti, destinazione tortura e
'sparizioni'', rivela come la Cia, ricorrendo a compagnie private, abbia
aggirato procedure che altrimenti l'avrebbero obbligata a dichiarare i
propri piani di volo alle autorita' dell'aviazione. Il rapporto
dell'organizzazione per i diritti umani elenca decine di localita' in cui
i voli che trasferivano prigionieri hanno fatto scalo o da cui sono
decollati, e fornisce i nomi delle compagnie autorizzate ad atterrare
nelle basi militari Usa situate in vari paesi nel mondo.

Amnesty International ha registrato un migliaio di voli direttamente
legati alla Cia, molti dei quali hanno utilizzato lo spazio aereo europeo.
Questi voli sono stati eseguiti sistematicamente dall'agenzia statunitense
attraverso compagnie di facciata. Un altro elenco comprende circa 600 voli
operati da aerei usati almeno temporaneamente dalla Cia.

Il rapporto descrive nel dettaglio le destinazioni e l'appartenenza di
specifici aerei serviti per trasferire prigionieri al di fuori del
contesto legale. Un aereo, in particolare, ha fatto oltre 100 fermate a
Guantánamo Bay. Un altro ha trasferito Abu Omar, catturato in Italia,
dalla Germania in Egitto. I suoi proprietari hanno ammesso di aver
noleggiato l'aereo alla Cia, aggiungendo che non e' stato utilizzato solo
da quest'agenzia. Tra il febbraio 2001 e il luglio 2005 ha effettuato 488
atterraggi e decolli.

'L'amministrazione Usa ha cercato di aggirare il divieto assoluto di
tortura e di maltrattamenti in molti modi. Da ultimo, sta manipolando i
regolamenti commerciali per poter trasferire prigionieri in violazione del
diritto internazionale. Cio' dimostra fino a che punto gli Usa si stanno
spingendo per nascondere questi sequestri' - ha dichiarato Irene Khan,
Segretaria generale di Amnesty International.

Il rapporto rivela parte del mistero che circonda le 'consegne' (in
inglese, renditions). La segretezza che avvolge le operazioni di
trasferimento dei prigionieri rende impossibile sapere quante persone sono
state sequestrate, trasferite da un paese all'altro, poste in detenzione
segreta e torturate nel contesto della 'guerra al terrore'. Le notizie
ottenute dai governi lasciano supporre che si tratti di centinaia di
persone.

Lo scorso anno, il primo ministro egiziano ha affermato che gli Usa
avevano trasferito solo in Egitto da 60 a 70 prigionieri. Un ex agente
della Cia ritiene che gli Usa abbiano trasferito 'centinaia' di
prigionieri in carceri situate in Medio Oriente. Gli Usa hanno ammesso di
aver catturato circa 30 prigionieri 'di primo piano', la cui attuale
ubicazione e' sconosciuta. La Cia starebbe indagando su una trentina di
cosiddetti 'trasferimenti sbagliati', relativi cioe' a sequestri eseguiti
sulla base di prove inesistenti o a seguito di un errore di persona.

Il rapporto presenta nuove informazioni sui 'buchi neri' (termine con cui
si indicano i centri segreti di detenzione), grazie alla testimonianza di
tre cittadini dello Yemen, rilasciati recentemente dopo un incubo fatto di
una serie di trasferimenti e durato due anni. I tre potrebbero essere
stati detenuti in centri segreti situati in Europa orientale o in Asia
centrale.

Muhammad al-Assad, Muhammad Bashmillah e Salah 'Ali Qaru hanno trascorso
13 mesi in un centro segreto di detenzione prima di essere riportati nello
Yemen nel maggio 2005 e rilasciati quest'anno a marzo.

'I loro sequestratori hanno fatto di tutto per impedire la localizzazione
del centro segreto, ma il clima, gli orari delle preghiere e la durata dei
voli da e per questo centro fanno ritenere che fosse situato in Europa
orientale o in Asia centrale. Tuttavia, senza ulteriori informazioni da
parte del governo statunitense o delle autorita' europee e' impossibile
saperne di piu'' - ha aggiunto Anne FitzGerald, ricercatrice di Amnesty
International.

Il termine 'consegna' indica un trasferimento illegale da un paese a un
altro, secondo modalita' che eludono la supervisione giudiziaria o
amministrativa. L'obiettivo delle 'consegne' nel contesto della 'guerra al
terrore' e' solitamente quello di facilitare l'interrogatorio di sospetti
al di fuori del contesto legale.

'Una 'consegna' non significa solo trasferire persone sospettate di
terrorismo da un luogo all'altro. Questa precauzione semantica nasconde i
molteplici livelli di violazioni dei diritti umani che vi sono implicati'
- ha sottolineato Irene Khan. 'La maggior parte delle vittime delle
'consegne' sono state in primo luogo arrestate e imprigionate
illegalmente. Molte sono state sequestrate al di fuori di ogni contesto
legale e sono successivamente 'scomparse'. Tutte le persone che hanno
subito questi sequestri e che sono state intervistate da Amnesty
International hanno denunciato torture e maltrattamenti'.

'La molteplicita', cinica e calcolata, di queste violazioni e' scioccante.
Le persone catturate sono state sottoposte a un'ampia gamma di abusi da
parte di governi conniventi e tutto questo e' avvenuto mediante la
segretezza e l'inganno' - ha denunciato Irene Khan.

Secondo Amnesty International, gli Stati che tollerano l'atterraggio di
questi voli sul proprio territorio e le compagnie che li compiono possono
essere considerati complici di gravi violazioni dei diritti umani.
L'organizzazione sostiene che il trasferimento di ogni detenuto da un
paese all'altro deve avvenire con adeguate garanzie, comprese la
supervisione giudiziaria e l'uso di vettori ufficiali.

'Per questo motivo, tutti i governi devono impedire le detenzioni segrete
e le 'consegne', svolgere indagini e punire i responsabili' - ha concluso
Irene Khan.

Amnesty International sollecita le autorita' dell'aviazione a prendere
misure concrete e immediate per assicurare che le compagnie aeree non
noleggino vettori in circostanze in cui potrebbero essere usati per
effettuare 'consegne' di prigionieri. Alle compagnie spetta l'onere di
dimostrare di essere a conoscenza dell'uso finale dei velivoli che
noleggiano o che operano e di non facilitare le violazioni dei diritti
umani.

Amnesty International chiede ai governi:
- che tutti gli aerei o gli elicotteri usati per portare a termine
missioni dei servizi segreti siano dichiarati 'voli statali', a
prescindere dal fatto che si tratti di vettori dell'aviazione civile;
- sia proibito l'uso dello spazio aereo e degli scali per le 'consegne'
dei detenuti e si indaghi in maniera approfondita su tutti i casi di
sospette 'consegne';
- sia rivelata la reale dimensione di queste pratiche e si conosca il
destino di coloro che risultano ancora detenuti in localita' segrete.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 5 aprile 2006

Ulteriori informazioni:

Per intervistare Irene Khan o Anne FitzGerald, contattare l'Ufficio Stampa
della Sezione Italiana di Amnesty International (06 4490224, 348 6974361,
press at amnesty.it) oppure Katy Kronin presso il Segretariato Internazionale
di Amnesty International: 0044 (0) 207 413 572; 0044 (0) 7788 710 789

Il rapporto 'Al di sotto del radar: voli segreti, destinazione tortura e
'sparizioni'' e' disponibile in lingua inglese, a partire dal 5 aprile,
all'indirizzo http://web.amnesty.org/library/ENGAMR510512006










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