Re: Arafat



Scustemi il secondo intervento sullo stesso argomento.
MI sembra assurdo questo accanimento con una figura che tutti i palestinesi,
anche i suoi avversari politici, lo considerano il simbolo della lotta di
liberazione moderna del popolo palestinese.
A chi serve mettere i palestinesi l'uno contro l'altro, E. Said contro
Arafat? Ricordo al nostro amico Claudio Bazzocchi che Edward Said è stato un
dirigente palestinese di sinistra che in un certo momento della sua vita ha
fatto il consigliere politico per il presdiente Arafat. Le divergenze
politiche non possono essere tradotte nella negazione dell'altro.
La linea politica del presidente Arafat è criticabile ed è stata criticata
dalla sinistra palestinese, ma non è possibile accetare che si neghi al
presidente Arafat il suo merito di aver trasformato la questione palestinese
da una questione di profughi, come veniva trattata prima della nascita di Al
Fatah e dell'OLP, ad una causa politica di lotta di liberazione nazionale al
centro dell'agenda politica internazionale.
Le sconfitte non sono segno di bassezza dell'uomo politico. Casomai sono un
segnale di suoi errori e di forze dei suoi avversari. Dico forza non
ragione.
Cordialmente.
Farid Adly


----- Original Message -----
From: "Claudio Bazzocchi" <claudio.bazzocchi at poste.it>
To: <pace at peacelink.it>
Sent: Thursday, November 11, 2004 4:11 PM
Subject: Arafat


> Scusate, ma siete proprio sicuri che Arafat sia stato un grande uomo?
> siete proprio sicuri che Arafat possa essere dipinto come un gabbiano
> dalle grandi ali?
> Ora, il problema non è certo quello della violenza o del terrorismo. Io
> infatti non sono contrario al fatto che la violenza possa essere usata
> nelle lotte di liberazione nazionale.
> Non è nemmeno in questione la giustezza della causa palestinese, né il
> fatto che lo stato di Israele opprima senza alcuna giustificazione
> plausibile il popolo palestinese. E badate, non solo Sharon o la destra
> israeliana, anche la politica dei laburisti è stata sempre mirata alla
> distruzione del popolo palestinese.
> Il problema è che Arafat è stato un dittatore corrotto che negli anni
> ha costituito un vero e proprio sistema di potere che ha messo a tacere
> le espressioni migliori della società civile e della cultura
> palestinese. Inoltre, anche come politico è stato di scarsa levatura,
> accettando il processo di pace e la mediazione al vertice con la
> diplomazia americana e israeliana, senza lanciare una grande battaglia
> culturale in Occidente per denunciare l'apartheid israeliano così come
> era stato capace di fare Mandela e l'ANC per il Sudafrica.
> Su questo è bene quanto ha scritto un grande intellettuale palestinese
> che ci ha lasciato l'anno scorso, Edward W. Said (per esempio la
> raccolta di Scritti "fine del processo di pace", Feltrinelli 2002). Lui
> sì che è stato un grande, e non lo abbiamo pianto abbastanza.
>
>
> Claudio Bazzocchi
> Associazione Antiutilitarista di Critica Sociale
> Via Polese, 45
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