Arafat



Scusate, ma siete proprio sicuri che Arafat sia stato un grande uomo?
siete proprio sicuri che Arafat possa essere dipinto come un gabbiano dalle grandi ali? Ora, il problema non è certo quello della violenza o del terrorismo. Io infatti non sono contrario al fatto che la violenza possa essere usata nelle lotte di liberazione nazionale. Non è nemmeno in questione la giustezza della causa palestinese, né il fatto che lo stato di Israele opprima senza alcuna giustificazione plausibile il popolo palestinese. E badate, non solo Sharon o la destra israeliana, anche la politica dei laburisti è stata sempre mirata alla distruzione del popolo palestinese. Il problema è che Arafat è stato un dittatore corrotto che negli anni ha costituito un vero e proprio sistema di potere che ha messo a tacere le espressioni migliori della società civile e della cultura palestinese. Inoltre, anche come politico è stato di scarsa levatura, accettando il processo di pace e la mediazione al vertice con la diplomazia americana e israeliana, senza lanciare una grande battaglia culturale in Occidente per denunciare l'apartheid israeliano così come era stato capace di fare Mandela e l'ANC per il Sudafrica. Su questo è bene quanto ha scritto un grande intellettuale palestinese che ci ha lasciato l'anno scorso, Edward W. Said (per esempio la raccolta di Scritti "fine del processo di pace", Feltrinelli 2002). Lui sì che è stato un grande, e non lo abbiamo pianto abbastanza.


Claudio Bazzocchi
Associazione Antiutilitarista di Critica Sociale
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