Articolo su Avvenire del 2 Gennaio 2003



(Info importante da pubblicare su Peacelink,come da accordo telefonico con Alessandro Marescotti)

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Dal quotidiano: AVVENIRE (del 2 Gennaio 2003)

36^ MARCIA nazionale della Pace

Tra la folla: «Riconciliarsi costa: ciascuno faccia la sua parte» 

Da Termoli 31 Dicembre 2003(Pierluigi Vito)

«Nell'Arca… Sotto il diluvio... Ma non dovete mettere questi titoli, poi il Padreterno vi ascolta!». Già, un piccolo diluvio si è scatenato davvero nel bel mezzo della Marcia, costringendo gran parte dei partecipanti a rifugiarsi in Cattedrale. Ma questo non è certo bastato a spegnere la voglia di esserci dei tanti accorsi qui a Termoli. «La pace costa» ci dice Saverio di Bari*, 28 anni e cappellone con i colori dell'iride «e chi ci crede veramente ci sta anche sotto l'acqua!». «Ci siamo abituati alla pioggia: ci bagniamo continuamente a tutte le marce - gli fa eco Agnese**, giovane cantautrice casertana -. Sono venuta qui a marciare con la mia chitarra per dare una testimonianza forte: la nostra presenza è un'arma nonviolenta». Una presenza che mira a diventare impegno quotidiano. Ma come farlo? Saverio non ha dubbi: «Con stili di vita più sobri, acquistando certi prodotti piuttosto che altri; scegliendo un lavoro che non ti dà molti soldi, ma che possa costruire socialmente qualcosa di utile; senza ricercare a tutti i costi la fama o il potere, ma riuscendo a vivere dignitosamente facendo qualcosa per gli altri, nel posto in cui ti trovi». «Ci sono due livelli da considerare - ricorda dietro la barba grigia padre Michele***, comboniano napoletano -: su quello personale bisogna lavorare sui "doveri", su ciò che ognuno deve fare per poter rivendicare dei diritti. E poi, comunitariamente, cercare di entrare in rete, come questa sera». Sara**** ha diciott'anni e sorride; è venuta dalla provincia di Taranto (la Puglia è tradizionalmente la regione più presente alla Marcia della Pace di fine anno) per vivere «un capodanno alternativo ai cenoni e ai mal di pancia del giorno dopo; e per stare in mezzo alla gente e condividere anche la pioggia». È possibile, le chiediamo, cominciare a costruire la pace da giovanissimi? «Si deve costruirla a diciotto anni: è a quest'età che si hanno i sogni più grandi del mondo». Dopo la sosta forzata per la pioggia, si riparte. Ma ancora non si pensa a ritornare a casa: «Beh - sussurra Alberto da Bologna - adesso pensiamo ad arrivare a San Francesco; poi si vedrà…». 

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Note: 
*Saverio Cannito ,volontario e attivista per la Pace,di Bari, 
appartenente al "Coordinamento Barese contro la guerra";al "Comitato di Scanzano contro le scorie nucleari";al gruppo per la Pace "D.Tonino Bello" guidato da P.Michele Stagapede dei  Missionari Comboniani di Bari.
**Agnese Ginocchio,cantautrice casertana (www.agneseginocchio.it) ,
impegnata attivamente e musicalmente per la Pace;fa parte del movimento internazionale per la Pace "Pax Christi"-Caserta;dell'Associazione nazionale "Peacelink"-telematica per la Pace-Caserta;dell'Assoc."Libera"-ass.nomi numeri contro le mafie-Caserta;del "Coordinamento Matesino per la Pace"-zona Matesina-Caserta;Collabora con la "Rete sociale" per i diritti globali-Caserta e con i "Missionari comboniani" di Castelvolturno-Caserta.
***P.Michele ,
che insieme a P.Fernando fa parte dei Missionari comboniani di Casavatore-Napoli;impegnato attivamente per la Pace,la difesa e tutela dei diritti e la causa a favore degli immigrati;insieme agli altri missionari di Castelvolturno ha preso parte e partecipato all'azione ecclesiale nonviolenta dello scorso 15 Novembre a Napoli,"rilascio permessi di soggiorno in Nome di Dio".
****Sara ,giovane e entusiasta ragazza di Taranto,
alle sue prime e forti esperienze con la Pace,fa parte lei pure del Movimento per la Pace,contro la guerra.