DAL MEDIA CENTER DI GERUSALEMME



"Break Point" Media Center

Siamo mediattivisti e mediattiviste giunti da tutta Italia per partecipare
alla carovana in Palestina affianco alle associazioni palestinesi e a chi,
in Israele, lotta contro l'occupazione, per ribadire che un mondo diverso è
possibile e necessario.
Un'occupazione militare divenuta ormai un vero e proprio regime di apartheid
ai danni della popolazione palestinese, la cui dignità viene quotidianamente
calpestata dalle politiche criminali del governo israeliano: una realtà
drammatica, raramente raccontata dai media ufficiali.
Media sempre più omologati nella loro propaganda a favore della guerra
globale permanente a cui assistiamo dall'11 settembre in poi sulla
superficie dell'intero pianeta.
Chi non si arrende a questa logica viene emarginato o, peggio, paga con la
vita la sua libertà. Nell'affermare ciò il nostro pensiero non può non
correre al fotografo freelance Raffaele Ciriello, ucciso dai soldati
israeliani ed al cameraman gravemente ferito durante l'incursione nella sede
dell'Anp, mentre svolgevano con dignità la loro professione.
Una professione che li ha portati nelle strade di Ramallah, a testimoniare
il massacro della popolazione civile palestinese. Per questi motivi vogliamo
dedicare a loro l'esperienza del "Media Center" che da due giorni sta
curando la comunicazione all'interno della Carovana, mettendo in rete quei
materiali audio e video che difficilmente troverebbero cittadinanza nei
mezzi di comunicazione ufficiali. Un network in grado di connettere
cervelli, di mettere in relazione e far lavorare in comune saperi e
linguaggi molteplici.
Per un'informazione che si affermi come voce diretta dei senza voce, capace
di comunicare fatti e emozioni della moltitudine giunta in Palestina a
praticare forme di diplomazia dal basso dinanzi al silenzio assordante della
comunità internazionale.

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Un fiore per Raffaele

Nel momento in cui l'incessante fragore delle armi sembra togliere ogni
significato alla parola pace, a Ramallah,terra di Palestina, città
violentata dai carri armati israeliani, un fiore verrà posto sulla lapide
che ricorda Raffaele Ciriello.

Un uomo libero che testimoniava con le sue immagini il dramma e le
sofferenze del popolo palestinese. Non era un eroe, né intendeva diventarlo:
credeva nella dignità del proprio lavoro e ha pagato per questo.

Ed è questo fiore tra le bombe il simbolo di chi, anche in questo scenario
di morte e distruzione, si ostina a disobbedire all'inevitabilità della
guerra, alle intimidazioni di un esercito di occupazione che ruba terra,
distrugge case, terrorizza un popolo e perseguita l'informazione libera e
indipendente.

Lo porteranno alcuni di noi, nostri fratelli e sorelle, segregati da due
giorni negli alberghi di una città fantasma, nonostante il silenzio
assordante della comunità internazionale dinnanzi alla distruzione
sistematica da parte del governo criminale di Sharon, di ogni prospettiva di
dialogo e di pace.

Un fiore per un'informazione libera, libera dalle "guerre giuste", libera
dal pensiero unico.

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COMUNICATO STAMPA

Ci siamo organizzati per donare il nostro sangue alla popolazione
palestinese. Sappiamo che qualcuno avrà voglia di leggere in questo gesto
una configurazione simbolica che non appartiene alla nostra storia. E' vero.
Ma togliamo di mezzo ogni possibile equivoco; qui c'è una guerra a senso
unico. Uno stato che ogni giorno mette in campo tutta l'efficienza della
propria tecnologia bellica per massacrare una popolazione inerme, tenuta nel
più umiliante dei regimi di apartheid. Che a proiettili, buldozer e carri
armati può opporre solo le pietre ed i propri corpi. Del nostro sangue sono
già sporchi i manganelli israeliani, abbiamo deciso di farne anche un altro
uso, di entrare fino in fondo in questa guerra, schierandoci dall'unica
parte possibile. Mettendo a disposizione qualcosa che serva concretamente,
oltre qualsiasi dimensione simbolica. Il nostro sangue, il nostro corpo.
Come sempre.

BREAK POINT MEDIA CENTER

- www.altremappe.org; www.sherwood.it; www.makaja.org;

- www.31feb.org; www.unimondo.org; www.romasocialforum.it; www.amisnet.org


Movimento delle/dei DISOBBEDIENTI

Associazione YA BASTA