Appendiamo in giro cartelli Hate Free Zone?



In un articolo del 22 settembre, a firma Federico Rampini, sulle proteste
antimilitariste in California, ho trovato questa notizia:


>In tutte le università californiane, le più multietniche del mondo, uno dei
>timori è che si crei un clima di sospetto indiscriminato contro arabi e
>musulmani. L'organizzazione terzomondista Global Exchange di San Francisco
>sta distribuendo dei manifesti gialli con su scritto "Hate Free Zone", zona
>libera dall'odio: da regalare ai negozianti di origine mediorientale perché
>li appendano alle vetrine, contro atti di vandalismo o di ostilità.


Mi sembra un'idea eccellente, per questo motivo: oggi la gente non ha tempo.

I bellissimi appelli, riflessioni, dibattiti, analisi che vedo circolare su
tanti forum, purtroppo toccano soprattutto chi e' gia' convinto (del "no"
alla guerra).

Sono convinta che un problema fenomenale del "fare qualcosa" che possa
incidere veramente e' la mancanza di tempo delle persone. Ci sto sbattendo
la tesa su da quando ero bambina. La gente, anche di buona volonta', e'
travolta dagli impegni della sua vita quotidiana.

Ci lamentiamo che si pensa poco, e' vero, per pensare ci vuole tempo. Il
tempo e' diventato un lusso.

Lo spazio vuoto viene riempito da chi sa creare slogan facili, veloci,
rapidamente digeribili.

Gli slogan guerrafondai sono cosi', le ragioni pacifiste sono spesso lunghe
e complicate.

(** la piu' geniale descrizione che io abbia mai letto di questo fenomeno,
risale al.... 1954. Sta in "Farheneit 451, di Ray Bradbury. Storia,
apparentemente di fantascienza, su un'America dove i pompieri bruciano i
libri, che sono divenuti fuorilegge. Chi ha voglia di farsi venire i
brividi giu' per la schiena se lo legga: ci trovera' il nostro oggi,
descritto, appunto, nel 1954. E' il libro alter ego di "1984" di George
Orwell: guarda caso, anche qui i libri sono fuorilegge.)

Hate Free Zone - difficile da tradurre, accidenti. Magari lo lasciamo in
originale?

Un bell'adesivone giallo shocking, da appiccicare dappertutto, in quantita'
industriali;

Questa e' una cosa facile e rapida, difficile rifiutare con la scusa "non
ho tempo", perche' ad attaccare un adesivo (sull'auto, sullo zaino di
scuola...), piazzare un cartello in vetrina, ci si sta pochi secondi.

E' banale, superficiale, schifosamente societa' dei consumi - quindi forse
puo' funzionare.

Chi si butta?

paola


*** ovviamente, se questo esempio riguarda solo gli atti ostili contro
cittadini islamici, l'idea vale anche per un possibile slogan che vada sul
concetto "no alla guerra" (non in questa forma, e' troppo banale: c'e'
qualcuno bravo a inventare slogan, da queste parti?)