Articolo di Tamin Ansary



Cari tutti,

se interessa, questa è la traduzione della lettera dello scrittore afghano
quale appare su La Stampa di oggi.

Ciao!
Sabry

>Date: Mon, 24 Sep 2001 20:37:03 +0200
>Subject: Articolo di Tamin Ansary
>From: "igorgiussani at libero.it"<igorgiussani at libero.it>
>To: safusar at tin.it
>Cc: a.marescotti at peacelink.it
>X-XaM3-API-Version: 1.1.9.1.39.1.2
>X-SenderIP: 62.211.18.44
>
>(Tratto dalla prima pagina de La Stampa di oggi lunedi' 24 settembre
>2001)
>GLI AFGANI VITTIME DI BIN LADEN
>
>24 settembre 2001
>
>di Tamin Ansary*
>
>Sono afgano e anche se vivo negli Stati Uniti da 35 anni, non ho mai
>perso traccia di quello che sta avvenendo nel mio Paese. Parlo come uno
>che odia i Talebani e Osama Bin Laden. Non c’è dubbio nella mia mente
>che queste persone siano responsabili per l’orrore di New York. Sono
>d’accordo che qualcosa debba essere fatto su questi mostri. Ma i
>Talebani e Bin Laden non sono afghani. Essi non sono nemmeno il governo
>dell’Afghanistan. I Talebani sono una setta di ignoranti psicotici che
>hanno assunto il controllo dell’Afghanistan nel 1997. Bin Laden è un
>criminale politico con un progetto.
>
>Quando pensi ai talebani, devi pensare ai nazisti. Quando pensi a bin
>Laden, devi pensare a Hitler. E quando pensi alle “persone
>dell’Afghanistan” pensa agli «ebrei nei campi di concentramento». Non
>solo gli Afghani non hanno nulla a che fare con questa atrocità, ma ne
>sono le prime vittime. Se qualcuno mandasse via i Talebani e spazzasse
>la tana dei ratti dei criminali internazionali nascosta nel loro paese,
>potrebbero solo esultare.
>
>Qualcuno dice: «Perchè gli Afghani non si destano e abbattono i
>Talebani?». La risposta è: «Sono morti di fame, esausti, feriti,
>inabili, sofferenti. Qualche anno fa, gli Stati Uniti hanno stimato che
>ci sono 500.000 orfani invalidi in Afghanistan - un paese senza
>economia, senza cibo. Ci sono milioni di vedove. E i talebani stanno
>seppellendo vive queste vedove in fosse comuni. Il suolo è impestato
>dalle mine, le fattorie sono state distrutte dai russi.
>
>Queste sono alcune delle ragioni per cui gli afghani non hanno
>abbattuto i talebani. Adesso veniamo al problema di «bombardare
>l’Afghanistan fino a farlo tornare all’età della pietra», come qualcuno
>in America chiede. Il guaio è che è già stato fatto. I Russi se ne sono
>già fatti carico. Fare soffrire gli afgani? Stanno già soffrendo.
>Radere al suolo le loro case? Fatto. Trasformare le loro scuole in
>cumuli di macerie? Fatto. Eliminare gli ospedali? Fatto. Distruggere le
>infrastrutture? Tagliare le medicine? Troppo tardi. Qualcuno ha già
>fatto tutto ciò. Nuove bombe mescolerebbero soltanto le macerie delle
>bombe precedenti. Colpirebbero perlomeno i talebani? Difficile.
>
>Nell’Afghanistan di oggi, solo i talebani mangiano, solo loro hanno i
>mezzi per muoversi. Potrebbero svignarsela e nascondersi. Forse le
>bombe prenderebbero alcuni di quegli orfani invalidi, loro non si
>muovono troppo velocemente, loro non hanno nemmeno sedie a rotelle.
>Volare sopra Kabul e sganciare bombe significherebbe fare causa comune
>coi talebani.
>
>Così, che cos’altro può essere fatto? Lasciatemi adesso parlare con
>vera paura e trepidazione. L’unico modo di prendere Bin Laden è
>scendere lì in campo con truppe di terra. Tiriamo fuori le nostre teste
>dalla sabbia. Quello che è in ballo è la vita degli Americani che
>morirebbero non solo in Afghanistan cercando il nascondiglio di bin
>Laden, ma anche nella possibile conquista del Pakistan che potrebbe
>rendersi necessaria.
>
>Staranno gli altri Paesi musulmani proprio a guardare? Diciamolo:
>Stiamo scherzando con la guerra mondiale tra l’Islam e l’Occidente. E
>indovina che cosa: questo è il programma di bin Laden. E’ esattamente
>ciò che vuole.
>
>*Scrittore afghano-americano

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