Prossima riunione coordinamento milanese contro G8 e 2 giugno giornata internazionale per genova città aperta



Il Coordinamento milanese contro il G8 per Genovacittà aperta
si riunisce
mercoledì 30 maggio 2001 alle ore 21.00
presso IL CANTIERE, via Monterosa 84 - Milano

la riunione è pubblica ed aperta a tutti.

SABATO 2 giugno 2001

Giornata internazionale

PER GENOVA CITTA' APERTA

PER IL DIRITTO E LA LIBERTA' DI MANIFESTARE



A Milano, presidio in Piazza San Babila
dalle ore 15.00 e corteo finale
Nel prossimo mese di luglio i G8 (USA, Gran Bretagna, Giappone, Germania,
Canada, Francia, Italia e Russia) si riuniranno a Genova.

Sono i Paesi più potenti del mondo, che pretendono di governare e di fatto
governano il pianeta senza alcun mandato democratico e senza che il loro
diritto a farlo sia stato legittimato da alcun trattato o accordo
internazionale.

I G8 rispondono solo a se stessi e applicano ed esportano politiche
totalmente subordinate alla dittatura del mercato, in accordo con il Fondo
Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l'Organizzazione Mondiale del
Commercio.

Il modello di globalizzazione neoliberista da questi applicato è sotto gli
occhi di tutti: una costante concentrazione delle ricchezze nelle mani di
poche imprese multinazionali.

Il pensiero unico del mercato domina il panorama culturale internazionale.
Solo chi vi si riconosce è considerato razionale.

Il risultato è che in tutto il mondo i ricchi diventano sempre più ricchi e
i poveri sempre più poveri. Nei paesi del nord aumenta disoccupazione e
precarietà e si smantella lo stato sociale. Il sud viene strangolato dal
debito e dal saccheggio delle risorse agricole e naturali, così come delle
risorse umane attraverso lo sfruttamento più bestiale della forza lavoro.
Dappertutto aumenta inquinamento e degrado sociale.

Alla libera circolazione delle merci e dei capitali si contrappone la
costruzione di sempre nuove barriere e confini alla circolazione degli
uomini e delle donne, provenienti soprattutto dai paesi poveri del Sud del
mondo, contro i quali si agita il fantasma della sicurezza, della
"tolleranza zero", trasformando i bisogni dei migranti in un problema di
ordine pubblico.

Ma contro questo scenario, da Seattle in poi, un grande e composito
movimento si è mobilitato, ripresentandosi ogni qualvolta i potenti,
responsabili del disastro mondiale, tentino di riunirsi dentro i loro
palazzi blindati, contestandone alle radici le politiche e la legittimità.

Seattle, Washington, Melbourne, Praga, Quebec City sono ormai le tappe di
una contestazione planetaria che ha unito movimenti, culture ed esperienze
politiche diverse tra loro, ma convergenti nel chiedere l'universalità dei
diritti e nel praticare la globalizzazione delle lotte contro il
neoliberismo e i suoi effetti economici, sociali ed ambientali.

E' un movimento che cresce, e contro il quale i diversi governi stanno
applicando forme di repressione sempre più esplicite, nel vano tentativo di
contenerne l'amplificazione delle contestazioni e delle mobilitazioni.
Infatti il blocco del WTO a Seattle è un esempio che il cambiamento dal
basso è possibile e sempre più uomini e donne si stanno muovendo per
questo, unendo il dissenso all'iniziativa e all'azione per trasformare le
cose.

Chiusura delle frontiere, divieto d'ingresso agli "indesiderati",
repressione organizzata delle manifestazioni sono ormai le forme costanti
con cui il potere vuole che nessuno disturbi il manovratore, che nessuno
metta in discussione l'orizzonte della globalizzazione neoliberista e del
mercato.

Lo scenario si sta ripetendo a Genova per il vertice dei G8 di luglio:
larga parte della città blindata e chiusa all'accesso per tutti i non
residenti, presenza militare imponente e pervasiva, vita quotidiana delle
persone irreggimentata in un non dichiarato ma effettivo stato d'assedio.

Non solo: a tutt'oggi, nessuna autorizzazione è stata concessa né per
l'insediamento della cosiddetta "cittadella", spazio logistico a
disposizione dei movimenti, né per l'effettuazione di alcun corteo nei
giorni del vertice dei G8.

 A questa situazione si aggiunge la campagna stampa intimidatoria verso chi
sta organizzando la protesta contro il G8, per preparare le condizioni di
un divieto generalizzato a manifestare o di operazioni repressive più
selettive.

Ma noi non ci stiamo.

Nell'incontro internazionale del Genoa Social Forum del 4-5 maggio scorsi,
abbiamo tutti insieme ribadito che il diritto e la libertà di manifestare
non sono negoziabili e che in moltissimi saremo comunque presenti a Genova
a portare le voci dei popoli di fronte all'assordante silenzio dei potenti.

La libertà è indivisibile, e il diritto costituzionale a manifestare non
può essere derogato, né ora, né mai: per questo saremo in piazza SABATO 2
giugno 2001 con un presidio in Piazza San Babila alle ore 15.00 e corteo
finale.

 A Milano come in tutte le città d'Italia e d'Europa, per chiedere senza
mediazioni che Genova sia città aperta anche nei giorni del vertice dei G8,
che siano garantite l'apertura di tutte le frontiere e il libero accesso a
tutti i manifestanti, che siano consentite tutte le forme di mobilitazione
e di espressione per chi sarà presente a Genova per dire che col G8 non ci
sta e che un altro mondo è possibile.

COORDINAMENTO MILANESE CONTRO IL G8 PER GENOVA CITTA' APERTA.

Aderenti: Associazione Culturale Punto Rosso, Associazione Ya Basta,
Associazione Liberi, ATTAC-Milano, Barrios, Centro Sociale Leoncavallo,
Coordinamento dei Collettivi Studenteschi, Coordinamento lombardo anti-WTO,
CRIC Milano, Csa Baraonda, Diciannoverde, Inflessibili, La Nostra Voce,
Miracolo a Milano, Network per i diritti globali Lombardia, Partito
Umanista, Rete di Lilliput nodo di Milano, Sin.Cobas, Verdi di Milano.

Maurizio Baruffi (consigliere comunale Verdi), Eva Caianiello (Miracolo a
Milano)

Per informazioni e adesioni:

Associazione Culturale Punto Rosso
tel. 02.72006264   puntorosso at puntorosso.it

Associazione Ya Basta!
tel. 02 6705185
yabasta at tin.it

Network per i diritti globali- Lombardia  tel. 02 5453986    vittoria at ecn.org




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