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[Nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 64
- Subject: [Nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 64
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Fri, 19 Jun 2026 07:30:48 +0200
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 64 del 19 giugno 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
Sommario di questo numero:
1. Cessino tutte le guerre e le stragi
2. Sabato 20 giugno alla "Fattoria di Alice" a Viterbo il consueto incontro conviviale dell'Afesopsit nel ricordo di Vito Ferrante
3. Di roghi, naufragi, schiavitu' e omicidi (2020)
4. Alcuni ulteriori riferimenti utili
5. Una campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta
6. Luisa Morgantini: Perche' donare il 5xmille a AssopacePalestina
7. Louise Glueck: Persefone errante (I e II)
8. Alcune pubblicazioni di Erich Auerbach
9. Alcune pubblicazioni di e su Martin Luther King
10. Alcune edizioni complessive delle opere di Giacomo Leopardi
11. La "Carta" del Movimento Nonviolento
1. EDITORIALE. CESSINO TUTTE LE GUERRE E LE STRAGI
Cessino tutte le guerre e le stragi.
Il momento della pace e' ora.
Il momento della pace e' sempre.
*
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare tutte le vite.
*
La nonviolenza e' in cammino.
La nonviolenza e' il cammino.
Nonviolenza o barbarie.
2. INCONTRI. SABATO 20 GIUGNO ALLA "FATTORIA DI ALICE" A VITERBO IL CONSUETO INCONTRO CONVIVIALE DELL'AFESOPSIT NEL RICORDO DI VITO FERRANTE
Sabato 20 giugno 2026, come ogni sabato da molti anni a questa parte, si svolge il consueto incontro conviviale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) nella propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 a Viterbo.
*
Dopo la condivisione del pasto, nel primo pomeriggio l'incontro prosegue come d'abitudine dando ad ogni persona l'opportunita' di proporre le proprie riflessioni e ragionarne insieme in un'atmosfera di ascolto, di attenzione, di solidarieta', di ricerca comune del bene comune. Come sempre ogni persona viene accolta con sincera ospitalita'.
Questo sabato prosegue anche l'attivita' del laboratorio di poesia.
*
L'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" guidata dall'indimenticabile fondatore Vito Ferrante ha realizzato la "Fattoria di Alice" nello spazio donato per questo preciso scopo di generosa solidarieta' e luminosa condivisione da Carlo Pesciotti e Teresa Blasi, anche loro indimenticabili figure dell'impegno morale e civile a Viterbo.
Oggi la "Fattoria di Alice" grazie all'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" e' una grande risorsa naturale, morale e civile per Viterbo, un luogo in cui tutte le persone fragili e in difficolta' possono trovare ascolto e accoglienza.
*
Alleghiamo in calce alcuni materiali elaborati o diffusi nel corso degli ultimi incontri.
*
Le amiche e degli amici di Alfio Pannega e di Vito Ferrante
Viterbo, 18 giugno 2026
* * *
Allegato primo: Una poesia di Roberto dedicata a Vito
Caro Presidente,
in fattoria non manca niente
quando ci vediamo il sabato, tu sei presente.
Spero un giorno di vedere
un viale con il nome di "Ferrante",
con tanti alberi da frutta
per dirti, ce l'abbiamo messa tutta.
Grazie per avermi accolto...
ero un po' storto.
Ciao Vito
Roberto
* * *
Allegato secondo: Un gioco giocato nell'incontro del 13 giugno 2026
Nell'incontro del 13 giugno 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto alcuni giorni dopo da una delle persone partecipanti, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
*
Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto i nomi di tre persone che apprezzava particolarmente (potendo scegliere tra persone famose di ogni paese e di ogni epoca, persone che conosceva o che gli erano particolarmente vicine e care, o anche personaggi di opere di fantasia), mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee (questa l'idea originaria, ma talvolta invece vi sono stati dialoghi a piu' voci).
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
*
Dopo il primo giro e' stato proposto di farne un secondo, proponendo di indicare altre tre persone, e stavolta chiedendo che fossero solo donne (nel primo giro erano emersi piu' nomi di uomini che di donne, e su questo si e' anche condivisa una specifica riflessione sull'oppressione di genere nel corso della storia e ancora oggi).
Insieme all'enunciazione dei nomi, e alla descrizione dei motivi dell'apprezzamento, sono state anche lette le poesie dedicate a Vito Ferrante che erano state scritte da alcune delle persone partecipanti (il sabato precedente si era infatti proposto di scrivere delle poesie a Vito dedicate ed alcune persone lo hanno fatto, mentre altre si ripromettono di farlo di qui al prossimo sabato).
*
Nel corso della conversazione in cui tutte le persone presenti hanno preso a turno la parola e' anche avvenuto spontaneamente che si potesse parlare delle proprie esperienze e riflessioni, condividere preoccupazioni e speranze, proporre idee e iniziative, dialogare con ragionamenti profondi ed altrettanto profonda emozione, ogni persona appoggiandosi al sostegno di tutte le altre.
*
Ancora una volta si e' quindi sperimentata la possibilita' reale di ascoltare ed essere ascoltati, di comprendersi reciprocamente, di parlare senza la paura di non essere capiti, di sentirsi accolti nella propria liberta' di avere opinioni diverse, di prestare attenzione alle parole, ai ragionamenti e ai sentimenti delle altre persone presenti su un piano di eguaglianza, rispetto e gentilezza, stima reciproca, affettuosa solidarieta'.
* * *
Allegato terzo: alcune cantanti che amiamo
Alcune cantanti liriche da ascoltare
Cecilia Bartoli
Cathy Berberian
Montserrat Caballé
Maria Callas
Diana Damrau
Danielle de Niese
Natalie Dessay
Elina Garanca
Anna Moffo
Anna Netrebko
Patricia Petibon
Renata Tebaldi
*
Alcune cantanti jazz da ascoltare
Betty Carter
Ella Fitzgerald
Aretha Franklin
Billie Holiday
Mahalia Jackson
Abbey Lincoln
Hazel Scott
Nina Simone
Bessie Smith
Sarah Vaughan
Dinah Washington
Cassandra Wilson
*
Alcune cantanti folk da ascoltare
Joan Armatrading
Joan Baez
Caterina Bueno
Maria Carta
Tracy Chapman
Teresa De Sio
Roberta Flack
Miriam Makeba
Giovanna Marini
Nelly Omar
Violeta Parra
Amalia Rodrigues
*
Alcune cantanti rock da ascoltare
Beyonce'
Debbie Harry
Janis Joplin
Annie Lennox
Fiorella Mannoia
Joni Mitchell
Alanis Morissette
Gianna Nannini
Dolores O'Riordan
Skin
Patti Smith
Lucinda Williams
* * *
Allegato quarto: Tre schede scritte e gia' usate tanti anni fa che forse ci possono essere ancora utili
Scheda prima: "come si parla in pubblico senza farsi del male"
1. Parlare e ascoltare e' l'attivita' delle persone che si incontrano e si riconoscono reciprocamente la dignita' di esseri umani, quindi:
- piu' parli tu e meno possono parlare gli altri: parla poco, ascolta molto;
- concentrati sull'essenziale: di' solo le cose di cui sei sicuro e che ti sembrano importanti sia per te che per chi ti ascolta;
- rispetta gli altri, se tu rispetti gli altri, e' piu' probabile che gli altri rispetteranno te;
- quando c'e' un'incomprensione:
a) non dire "Non hai capito", di' "Forse non mi sono espresso bene";
b) non dire "Non si capisce niente di quello che dici", di' "Forse non ho capito bene";
c) non dire "Tu dici solo sciocchezze", di' "Credo di non essere d'accordo su alcune cose che hai detto".
2. La comunicazione e' un'attivita' umana, che coinvolge tutta la persona:
- la parola
- l'intonazione
- il volto
- il corpo e la sua postura
- i gesti
3. La comunicazione e' un'azione complessa, composta da molti elementi:
- il messaggio
- l'emittente
- il ricevente
- il canale
- il codice
- il feedback
4. Un messaggio si compone sempre di tre elementi:
- il contenuto
- la forma
- la relazione
5. Parlare lentamente (si ha piu' tempo per pensare e si da' a chi ascolta piu' tempo per capire)
6. Respirare regolarmente (favorisce il controllo delle emozioni)
7. guardare negli occhi la persona o le persone alle quali si parla (e' l'unico modo per accorgersi se quello che si dice e' comprensibile)
8. Ricordarsi che la voce e' uno strumento musicale: occorre suonarlo bene
9. Le tecniche della retorica classica
- inventio = trovare, ideare le cose da dire (bisogna avere qualcosa da dire)
- dispositio = la disposizione, l'architettura del discorso (un discorso deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine)
- elocutio = l'abbellimento del discorso (se un discorso e' brutto e noioso, sembra anche sbagliato)
- memoria = ricordarsi le cose (occorre ricordare cosa si vuol dire; la memoria va tenuta in allenamento)
- actio = agire, ovvero recitare il discorso (un discorso in pubblico e' una "rappresentazione", ovvero richiede una "esecuzione" come se si fosse degli artisti della voce e del movimento del corpo, ovvero dei cantanti e degli attori)
10. Rispettare chi ci ascolta, adeguare il nostro modo di parlare affinche' sia comprensibile, e soprattutto non alzare la voce e non dare ordini, non interrompere mai chi sta parlando, non dire mai parolacce, non offendere mai le persone: chi ci ascolta permette che le nostre parole entrino nelle sue orecchie, quindi stiamo attenti a non insozzarle con il turpiloquio e con le offese.
*
Scheda seconda: "come scrivere un comunicato-stampa che abbia qualche possibilita' di essere letto"
1. Abbi qualcosa di importante da dire
2. Parla di una cosa sola per volta (un comunicato deve avere un unico argomento)
3. Sii comprensibile
- scrivi frasi brevi;
- scrivi in modo semplice;
- usa parole che tutti capiscono;
- usa frasi chiare;
- non offendere mai le persone;
- di cio' di cui parli ricordati di scrivere: chi, che cosa, quando, dove, perche'.
4. Un comunicato deve contenere:
- un titolo breve che indichi precisamente l'argomento (per esempio: lungo da due a sette parole)
- eventualmente un sottotitolo un po' piu' lungo che riassuma il contenuto (per esempio: lungo da cinque a quindici parole)
- un testo essenziale (per esempio: tre-quattro frasi di non piu' di due-cinque righe per frase)
- la firma precisa e per esteso
- la data del giorno in cui viene diffuso
- il recapito postale, telefonico ed e-mail (ed eventualmente anche il sito web) del mittente
5. Il comunicato va inviato per posta elettronica sia ai mezzi d'informazione, sia alle persone (e anche alle associazioni, istituzioni, etc.) che si ritiene possano essere interessate a leggerlo.
6. Prima di diffondere il comunicato deve essere riletto almeno tre volte (possibilmente farlo leggere anche da una o due persone diverse da chi lo ha scritto). Piu' volte si rilegge e si corregge, piu' migliora.
*
Scheda terza: "una questione di democrazia, ovvero di giustizia e liberta'"
1. Non mentire: chi mente offende e umilia le persone in cio' che e' piu' proprio di un essere umano: la capacita' di capire.
2. Il segreto e' incompatibile con la democrazia.
3. Almeno tra noi che vogliamo lottare per il bene comune e i diritti umani di tutti gli esseri umani adottiamo dei comportamenti di rispetto, di ascolto e di aiuto reciproco.
4. Quando una persona parla, le altre ascoltano.
5. Chi e' piu' timido, va ascoltato di piu'.
6. Non dobbiamo avere paura di dire che ci sono cose che non sappiamo. Chi fa una domanda, fa del bene a tutti.
7. "Si puo' sempre dire un si' o un no" (Hannah Arendt)
8. Prendiamo le decisioni col metodo del consenso: ovvero facciamo solo le cose su cui tutte le persone presenti sono d'accordo.
9. Chi sa, ascolti.
10. Chi sa fare una cosa, aiuti le altre persone ad imparare a farla anche loro.
11. Giustizia e liberta' cominciano dalla condivisione.
* * *
Allegato quinto: Un gioco giocato nell'incontro del 23 maggio 2026
Nell'incontro del 23 maggio 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto da una delle persone partecipanti solo diversi giorni dopo, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
*
Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto cosa pensava riguardo a una domanda, mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee.
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
*
1. Nel primo giro, la domanda era: tre ragioni per cui vale la pena vivere
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- le nostre relazioni umane, le persone che contano per noi
- la bellezza del mondo e della vita
- le esperienze significative che abbiamo fatto (viaggi, incontri...)
- il desiderio di fare il bene
*
2. Nel secondo giro, la domanda era: tre cose che proprio non sopporto
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- l'arroganza, la prepotenza
- l'indifferenza di fronte al dolore degli altri
- non essere ascoltati, non essere rispettati, non essere riconosciuti come persone
- la guerra e tutte le violenze
*
3. Nel terzo giro, la domanda era: tre significati di questo gioco
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- Ascoltarci
- Comprenderci
- Dire liberamente le cose che vogliamo dire
- Provare a parlarci senza essere fraintesi
- Poter dire cose che ci stanno a cuore
- prestare attenzione alle parole e ai sentimenti delle altre persone
* * *
Allegato sesto: Una traduzione di Ernesto Cardenal, "Orazione per Marilyn Monroe"
[Nel corso dell'incontro del 6 giugno 2026 abbiamo utilizzato il testo in lingua originale contenuto in Ernesto Cardenal - Dorothee Soelle, Oracion por Marilyn Monroe, Editorial Nueva Nicaragua - Ediciones Monimbo, Managua 1986, traducendolo all'impronta; una traduzione italiana e' nel libro a cura di Antonio Melis, Ernesto Cardenal, La vita e' sovversiva, Edizioni Accademia, Milano 1977 (ma vi sono altre edizioni italiane piu' recenti)]
Signore
accogli questa ragazza
conosciuta in tutto il mondo
con il nome di Marilyn Monroe
anche se questo non era il suo vero nome
(ma Tu conosci il suo vero nome,
quello della piccola orfana violentata a nove anni
e della giovane commessa di negozio
che a sedici anni
aveva desiderato uccidersi)
e che ora si presenta dinanzi a Te
senza nessun maquillage
senza il suo addetto stampa
senza fotografi
e senza firmare autografi
sola come un astronauta
di fronte alla notte spaziale.
Lei sogno'
quando era bambina
di trovarsi nuda in una chiesa
(secondo quanto racconta il "Time")
dinanzi a una moltitudine prosternata
con le teste che toccavano il suolo
e lei doveva camminare in punta di piedi
per non calpestare le teste.
Tu conosci
i nostri sogni
meglio degli psichiatri.
Chiesa, casa, caverna,
sono la sicurezza
del seno materno
ma anche qualcosa di piu' di questo...
Le teste sono gli ammiratori,
e' chiaro
(la massa di teste nell'oscurita'
sotto il fascio di luce).
Ma il tempio
non sono gli studios della 20th Century-Fox.
Il tempio
– di marmo e oro –
e' il tempio
del suo corpo
in cui sta il Figlio dell’Uomo
con una frusta in mano
che scaccia i mercanti
della 20th Century-Fox
che fecero della Tua casa di preghiera
una spelonca di ladroni.
Signore
in questo mondo contaminato
di peccati e di radioattivita'
Tu non incolperai soltanto
una giovane commessa di negozio
che come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E il suo sogno
fu realta'
(ma come la realta'
del technicolor).
Lei non fece altro che agire
secondo il copione che le demmo
- quello delle nostre stesse vite -
ed era un copione assurdo.
Perdonala Signore
e perdona anche noi
per la nostra 20th Century
per questa Colossal Super-Produzione
nella quale tutti abbiamo lavorato.
Lei aveva fame di amore
e noi le offrimmo tranquillanti.
Per la tristezza di non essere santi
le si raccomando' la psicoanalisi.
Ricorda Signore
la sua crescente paura
davanti alla macchina da presa
e l’odio per il maquillage
– tuttavia insistendo a rifarsi il trucco
ad ogni scena -
e come si andava facendo piu' grande l'orrore
e piu' grande la mancanza di puntualita'
nel recarsi agli studios.
Come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E la sua vita fu irreale come un sogno
che uno psichiatra
interpreta e archivia.
I suoi amori romantici furono un bacio
con gli occhi chiusi
che quando si aprono gli occhi
si scopre che era sotto i riflettori
e spengono i riflettori
e smontano le due pareti della stanza
(era un set cinematografico)
mentre il regista
si allontana con la sua agenda
perche' la scena e' stata ormai girata.
O come un viaggio in yacht,
un bacio a Singapore,
un ballo a Rio,
il ricevimento nel palazzo del Duca e della Duchessa di Windsor
visti dalla stanzetta
dell’appartamento miserabile.
La pellicola termino'
senza il bacio finale.
La trovarono morta
nel suo letto
con la mano sul telefono.
E gli investigatori non seppero
chi stava cercando di chiamare.
Fu come qualcuno che ha fatto il numero
dell’unica voce amica
e sente soltanto la voce di un disco che gli dice:
"il numero chiamato e' inesistente".
O come qualcuno
che ferito dai gangsters
allunga la mano a un telefono
e quel telefono e' disconnesso.
Signore
chiunque fosse la persona
che lei cercava di chiamare
e non chiamo'
(e forse non era nessuno
o era Qualcuno
il cui numero non si trova
sull'elenco telefonico di Los Angeles)
rispondi Tu al telefono
3. REPETITA IUVANT. DI ROGHI, NAUFRAGI, SCHIAVITU' E OMICIDI (2020)
I.
I roghi delle baracche nei ghetti degli schiavi
e nelle baracche esseri umani bruciano
Tra le onde del mare colore del vino
si sfasciano le zattere colano a picco
gli esseri umani li' raccolti annegano
Nelle campagne italiane
sulle strade italiane
nelle aziende nei cantieri nelle piazze nelle case italiane
schiave e schiavi subiscono ogni oltraggio ogni violenza
vivono nel terrore muoiono nel silenzio
Si puo' uccidere con un colpo di pistola
premendo un ginocchio sulla gola
lasciando affogare il fuggiasco dall'orrore
facendo bruciare dal sole e dal fuoco il bracciante
seviziando la giovane donna di cui vendono e comprano il corpo i lupi
si puo' uccidere senza muovere un dito
si puo' uccidere solo guardando
o volgendo altrove lo sguardo
Sembra una palude ed e' un abisso
sembra un deserto ed e' un carnaio
sembra la vita ed e' la morte
II.
Io dico che ogni essere umano ha diritto alla vita
io dico che il primo dovere e' salvare le vite
io dico che insorgere occorre
per far cessare la strage
per far cessare l'orrore
Io dico che insorgere occorre
con la forza della verita' con la scelta della nonviolenza
per abolire il razzismo la schiavitu' l'apartheid
per restituire ad ogni essere umano
dignita' e diritti giustizia e liberta'
per restituire all'umanita' intera
la sua umanita'
Oppresse e oppresse di tutti i paesi
unitevi nella lotta comune
per la comune liberazione
Solo la nonviolenza puo' salvare
l'umanita' dalla catastrofe
4. REPETITA IUVANT. ALCUNI ULTERIORI RIFERIMENTI UTILI
Segnaliamo il sito della "Casa delle donne" di Milano: www.casadonnemilano.it
Segnaliamo il sito della "Casa internazionale delle donne" di Roma: www.casainternazionaledelledonne.org
Segnaliamo il sito delle "Donne in rete contro la violenza": www.direcontrolaviolenza.it
Segnaliamo il sito de "Il paese delle donne on line": www.womenews.net
Segnaliamo il sito della "Libreria delle donne di Milano": www.libreriadelledonne.it
Segnaliamo il sito della "Libera universita' delle donne" di Milano: www.universitadelledonne.it
Segnaliamo il sito di "Noi donne": www.noidonne.org
Segnaliamo il sito di "Non una di meno": www.nonunadimeno.wordpress.com
5. REPETITA IUVANT. UNA CAMPAGNA PER LA DIFESA CIVILE NON ARMATA E NONVIOLENTA
E' possibile firmare per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare "Istituzione e modalita' di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta".
Per tutte le informazioni e per aderire all'iniziativa: www.difesacivilenonviolenta.org
6. REPETITA IUVANT. LUISA MORGANTINI: PERCHE' DONARE IL 5XMILLE A ASSOPACEPALESTINA
[Dal sito www.assopacepalestina.org riprendiamo e diffondiamo il seguente appello della presidente Luisa Morgantini]
Mie care e cari,
e' tempo di dichiarazione dei redditi e di scegliere a quale associazione dedicare il 5xmille.
Lo so, siamo in tante associazioni a chiedere di usufruire del 5xmille e forse molte anche piu' meritevoli di AssopacePalestina.
Eppure, vi chiedo di scegliere per il vostro 5xmille proprio AssopacePalestina.
Contribuirete:
- al pagamento delle tasse universitarie per il diritto allo studio per le giovani e i giovani palestinesi della zona collinare di Masafer Yatta, a sud di Hebron;
- al sostegno ai bambini alle bambine e alle donne, nei campi profughi New Askar e Balata a Nablus;
- al sostegno ai centri antiviolenza e accoglienza per le donne e le bambine sopravvissute alla violenza, promosse dalla onlus Pangea a Gaza;
- al sostegno al Jenin Creative Cultural Centre per aiutare i bambini, le donne e gli anziani del campo profughi di Jenin;
- al sostegno all'Edward Said conservatory di Gaza e alla scuola di musica Al Kamandjati, nei campi profughi palestinesi di Qalandya, Al Amari, Jalazon in Palestina, e di Chatila e Bourj el Barajneh in Libano;
- al sostegno all'Ospedale Al Awda di Gaza;
- alla campagna per la liberazione di Marwan Barghouthi e dei prigionieri palestinesi;
- a far conoscere la cultura palestinese: il teatro, la musica e il cinema;
- a far conoscere, invitando in Italia palestinesi e israeliani, la realta' dell'occupazione e della colonizzazione israeliana;
- e molto, molto altro ancora.
La scelta dei nostri progetti non e' casuale: operiamo in quei villaggi e situazioni dove e' presente il coordinamento dei comitati popolari per la resistenza nonviolenta o per progetti che attraverso l'arte esprimono forme nuove di resistenza.
Ricordiamo a coloro che avessero fatto donazioni nel 2025, che gli importi donati possono essere detratti dalle tasse. Se lo comunicate via mail all'indirizzo assopacepalestina.donazioni at gmail.com vi invieremo il modulo di ricezione della donazione in modo da poterlo inserire nella vostra denuncia dei redditi.
Le nostre attivita' e i progetti sono visibili nel nostro sito, sulle nostre pagine fb e sul nostro prfilo instagram.
Grazie, un abbraccio.
Luisa Morgantini
*
Come devolvere il 5xmille a AssopacePalestina
I modelli per la dichiarazione dei redditi Certificazione Unica (CU), 730 e Modello Redditi (ex Unico) contengono una sezione dedicata alla donazione del cinque per mille.
Per destinare il 5xmille ad AssopacePalestina è necessario:
1. firmare nel riquadro "Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS..."
2. Indicare il codice fiscale: 920 662 30 605
Anche se non si presenta la dichiarazione dei redditi, si puo' scegliere di destinare il cinque per mille dell'IRPEF, utilizzando l’apposita scheda allegata allo schema di Certificazione Unica(CU) o al Modello Redditi Persone Fisiche.
7. REPETITA IUVANT. LOUISE GLUECK: PERSEFONE ERRANTE (I E II)
[Dal sito www.feaciedizioni.it riproponiamo queste due poesie di Louise Glueck nella traduzione di Bianca Tarozzi. In diversa traduzione (di Massimo Bacigalupo) sono anche nel volume di Eadem, Averno, Il Saggiatore, Milano 2020, alle pp. 38-47 e 174-183.
Louise Gloueck, poetessa e docente universitaria americana, nel 2020 ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura.
Bianca Tarozzi e' un'illustre poetessa e docente universitaria]
Persefone Errante - 1
Nella prima versione Persefone
e' tolta alla madre
e la dea della terra
punisce la terra - questo
corrisponde a quel che sappiamo dei comportamenti umani,
che gli esseri umani ricavano profonda soddisfazione
dal fare il male, specialmente
il male inconsapevole:
possiamo chiamarlo
creazione negativa.
Il soggiorno iniziale
di Persefone negli inferi continua ad essere
commentato dagli studiosi che discutono
sulle sensazioni della vergine:
forse consenti' alla violenza,
o era stata drogata, violentata contro la propria volonta',
come accade cosi' spesso ora alle ragazze moderne.
Come e' ben noto, il ritorno dell'amata
non rimedia
la perdita dell'amata: Persefone
ritorna a casa macchiata di succo rosso come
un personaggio di Hawthorne -
Non sono certa di voler
mantenere questa parola: la terra
e' "casa" a Persefone? Si sente a casa propria, magari,
nel letto del dio? Si sente a casa
in un qualche luogo? E'
una vagabonda nata, in altre parole
una replica
esistenziale di sua madre, meno
storpiata dall'idea di causalita'?
E' possible, sapete, che non vi piaccia
nessuno. I personaggi
non sono persone.
Sono aspetti di un dilemma o di un conflitto.
Tre parti: proprio come e' divisa l'anima,
io, super io, id. Nello stesso modo
i tre livelli del mondo conosciuto,
una sorta di diagramma, che separa
il cielo dalla terra dagli inferi.
Devi chiederti:
dove sta nevicando?
Bianca di oblio,
sconsacrata -
Nevica sulla terra; il freddo vento dice
che Persefone fa sesso all'inferno.
A differenza di tutti noi, non sa
cosa sia l'inverno, soltanto che
e' lei a causarlo.
E' stesa sul letto di Ade.
A cosa sta pensando?
Ha paura? Qualcosa
ha cancellato l'idea
che esista la mente?
Sa che la terra
e' governata dalle madri, almeno questo
e' sicuro. Sa anche
di non essere piu' quel che si dice
una ragazza. Riguardo
al carcere, crede
di esser stata una prigioniera fin da quando e' stata una figlia.
Le terribili riunioni in serbo per lei
occuperanno il resto della sua vita.
Quando il desiderio di espiare
e' cronico, feroce, non si sceglie
come vivere. Non si vive;
non si ha il permesso di morire.
Si va alla deriva tra la terra e la morte
che sembrano, infine,
stranamente simili. Gli studiosi ci dicono
che non serve sapere cosa si vuole
quando le forze che si contendono al di sopra di te
potrebbero ucciderti.
Paura dell'oblio,
paura di essere al sicuro -
Dicono
che c'e' una scissione nell'anima umana
non fatta per appartenere
del tutto alla vita. La terra
ci chiede di negare questa scissione, una minaccia
travestita da suggerimento -
come abbiamo visto
nel racconto di Persefone
che dovrebbe leggersi
come disputa tra la madre e l'amante -
la figlia e' soltanto la preda.
Quando ha di fronte la morte, lei non ha mai visto
il prato senza le margherite.
D'un tratto non sta piu'
cantando le sue verginali canzoni
sulla bellezza
e sulla fecondita' di sua madre. Dove
e' la scissione, la' e' la rottura.
Canzone della terra,
canzone della mitica visione della vita eterna -
Anima mia
scossa dalla tensione
di tentare di appartenere alla terra -
Cosa farai,
quando verra' il tuo turno nel campo col dio?
*
Persefone errante - 2
Nella seconda versione, Persefone
e' morta. Muore, sua madre si addolora -
qui non occorre occuparsi dei problemi
della sessualita'.
Ossessivamente, addolorata, Demetra
fa il giro della terra. Non ci aspettiamo di sapere
cosa faccia Persefone.
E' morta, i morti sono misteri.
Qui abbiamo
una madre e una cifra: questo e'
conforme all'esperienza
della madre quando
guarda il viso della neonata. Pensa:
Mi ricordo di quando non esistevi. La neonata
e' confusa; piu' tardi, l'opinione della bambina e'
che lei e' sempre esistita, proprio come
sua madre e' sempre esistita
nella sua forma presente. Sua madre
e' come una figura alla fermata dell'autobus,
il pubblico che assiste all'arrivo dell'autobus. Prima,
era lei l'autobus, una casa
temporanea o un mezzo. Persefone, protetta,
guarda fisso fuori dalla finestra del carro.
Cosa vede? Un mattino
di giovane primavera, in aprile. Ora
tutta la sua vita sta cominciando - sfortunatamente,
sara' una vita
breve. Potra' conoscere, per davvero,
soltanto due adulti: la morte e sua madre.
Ma due e' due volte
quel che ha sua madre
una sola bambina, una figlia.
Essendo una divinita' lei poteva avere
un migliaio di bambini.
Qui cominciamo a vedere
la profonda violenza della terra
la cui ostilita' suggerisce
che non desidera affatto
continuare ad essere sorgente di vita.
E perche' questa ipotesi
non e' mai discussa? Perche'
non e' nella storia; semplicemente
crea la storia.
Addolorata, dopo la morte della figlia,
la madre va errando sulla terra.
Prepara la sua accusa;
come un uomo politico
ricorda tutto e non ammette
niente.
Per esempio, la nascita di sua figlia
era stata insopportabile, la sua bellezza
era insopportabile: questo lo ricorda.
Ricorda l'innocenza
di Persefone, com'era affettuosa -
Che cosa progetta, mentre cerca la figlia?
Emette
un avvertimento il cui messaggio implicito e':
cosa fai fuori dal mio corpo?
Ti chiedi:
perche' il corpo della madre e' rifugio sicuro?
La risposta e'
questa e' la domanda sbagliata, poiche'
il corpo della figlia
non esiste, eccetto
come ramo del corpo della madre
che deve essere
riattaccato ad ogni costo.
Quando un dio si addolora significa
che distrugge gli altri (come in guerra)
mentre nello stesso tempo pretende
di rovesciare i patti (come in guerra, anche qui):
se Zeus gliela restituira',
finira' l'inverno.
Finira' l'inverno, tornera' la primavera.
Le piccole fastidiose brezze
che amavo tanto, gli stupidi fiori gialli -
Tornera' la primavera, un sogno
basato su una falsita':
che i morti ritornano.
Persefone
era abituata alla morte. Ora sempre di nuovo
sua madre la diseppellisce di nuovo -
Devi chiederti:
i fiori sono veri? Se
Persefone "ritorna" sara' per una
di queste due ragioni:
o non era morta o
viene usata
per dare credibilita' a una finzione -
Credo di poter ricordare
di quando ero morta. Molte volte, in inverno,
mi avvicinai a Zeus. Dimmi, gli chiedevo,
come posso sopportare la terra?
E lui diceva,
tra breve sarai nuovamente qui.
E nel frattempo
avrai dimenticato tutto:
quei campi di ghiaccio saranno
i prati dell'Elisio.
8. MAESTRI. ALCUNE PUBBLICAZIONI DI ERICH AUERBACH
- Erich Auerbach, Da Montaigne a Proust. Ricerche sulla storia della cultura francese, De Donato, Bari 1970, Garzanti, Milano 1973, pp. 286.
- Erich Auerbach, Lingua letteraria e pubblico nella tarda antichita' latina e nel Medioevo, Feltrinelli, Milano 2007, pp. 320.
- Erich Auerbach, Introduzione alla filologia romanza, Einaudi, Torino 1963, 1977, pp. 328.
- Erich Auerbach, La tecnica di composizione della novella, Theoria, Roma-Napoli 1984, 1986, pp. 116.
- Erich Auerbach, Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale, Einaudi, Torino 1956, 1977, 2 voll. per pp. XXXIV + 286 (vol. I) e pp. VI + 368 (vol. II).
- Erich Auerbach, San Francesco, Dante, Vico ed altri saggi di filologia romanza, De Donato, Bari, 1970, Editori Riuniti, Roma 1987, pp. 240.
- Erich Auerbach, Studi su Dante, Feltrinelli, Milano 1963, 1977, pp. XXII + 338.
9. MAESTRI. ALCUNE PUBBLICAZIONI DI E SU MARTIN LUTHER KING
- Martin Luther King: "I have a dream". L'autobiografia del profeta dell'uguaglianza, Mondadori, Milano 2000, 2001, pp. XIV + 402 (con un inserto fotografico di 16 pp.).
Con una presentazione di Coretta Scott King, a cura di Clayborne Carson, nella traduzione di Tania Gargiulo, questa biografia di King e' costruita sulla riproduzione cronologica di suoi testi e discorsi con testi di raccordo e di presentazione del curatore. Un libro assai utile.
*
- Martin Luther King: Il sogno della nonviolenza. Pensieri, Feltrinelli, Milano 2006, pp. 120.
Una raccolta di estratti da interventi di King, scelti, introdotti e curati da coretta Scott King. Con il testo della proclamazione del Martin Luther King Day da parte del presidente degli Stati Uniti d'America, ed una utile cronologia. La traduzione e' di Stefano Valenti.
*
- Martin Luther King: La forza di amare, Sei, Torino 1967, 1994, pp. 276.
E' l'edizione italiana prefata, tradotta e curata da Ernesto Balducci di una fondamentale raccolta di interventi di King (Strengh to love, 1963).
*
- Martin Luther King: Lettera dal carcere di Birmingham - Pellegrinaggio alla nonviolenza, Movimento Nonviolento, Verona 1993, pp. 32.
Con una breve introduzione, una nota biografica e una bibliografia essenziale, questo opuscolo edito dal Movimento Nonviolento contiene la "Lettera dal carcere di Birmingham" del 16 aprile 1963 a "colleghi nel sacrrdozio" di varie confessioni religiose, e il noto saggio del 1958. Le traduzioni sono di Claudio Cardelli.
*
- Martin Luther King: Perche' non possiamo aspettare, Ando', Palermo 1970, Piano B, Prato (Fi) 2016, pp. 184.
E' la traduzione italiana di Why we can't wait (1963). La traduzione e' di Antonio Tozzi.
*
- Martin Luther King. Malcolm X, I diritti dei neri d'America, Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2011, pp. 96.
Con testo a fronte, una prefazione di Vittorio Zucconi e due notizie biografiche, il discorso di King "Io ho un sogno" del 28 agosto 1963, e il discorso "Le urne o le armi" di Malcolm X del 3 aprile 1964. Traduzioni di Mauro Formaggio.
*
- Lerone Bennett, Martin Luter King. L'uomo di Atlanta, Claudiana, Torino 1969, 1998, Nuova iniziativa editoriale, Roma 2008, pp. 222 (+ un inserto fotografico 16 pp.).
La classica biografia scritta nel 1968 da uno studioso e amico di King. Con introduzioni di Benjamin E. Mays e Massimo Aprile. Traduzione di Alberto Ricca e Carlo Papini.
*
- Sandra Cavallucci, Martin Luther King. L'uomo che sognava l'uguaglianza fra i bianchi e i neri, Mondadori, Milano 2004, pp. 192.
Con una prefazione di Pino Buongiorno, il libro si apre con una biografia redatta dalla curatrice e si segnala soprattutto come ampia raccolta di fotografie con utili didascalie ed estratti da scritti e discorsi di King. Con cronologia e bibliografia essenziali.
*
- Hubert Gerbeau, Martin Luther King, Cittadella, Assisi 1973, pp. 132.
Una breve biografia di taglio giornalistico. Traduzione di Paola Adami.
*
- Paolo Naso, Martin Luther King. Una storia americana, Laterza, Roma-Bari 2021, pp. VIII + 216.
Una recentissima, agile monografia di uno dei maggiori studiosi italiani di King.
*
- Alessandro Visca, Martin Luther King. Il sogno spezzato, Rcs, Milano 2020, pp. 160.
Apparso in una collana giornalistica di "Grandi delitti nella storia", il libro si concentra sull'uccisione di King, ma ovviamente ne ricostruisce sinteticamente altresi' la vita e l'opera.
*
- Domenico Volpi, Martin Luther King. Il profeta del popolo nero, La Scuola, Brescia 1984, 1987, pp. 128 (+ un inserto fotografico di 8 pp.).
Una edulcorata biografia per un pubblico adolescente.
*
- Arnulf Zitelmann, Non mi piegherete. Vita di Martin Luther King, Feltrinelli, Milano 1996, pp. 160.
Un'agile, utile biografia. Traduzione di Barbara Griffini.
10. MAESTRI. ALCUNE EDIZIONI COMPLESSIVE DELLE OPERE DI GIACOMO LEOPARDI
- Giacomo Leopardi, Tutte le opere, Sansoni, Firenze 1969, 1988, 2 voll. per pp. CLVIII + 1488 (vol. I) e pp. IV + 1500 (vol. II).
- Giacomo Leopardi, Tutte le poesie e tutte le prose, Newton Compton, Roma 1997, pp. 1472.
- Giacomo Leopardi, Zibaldone, Newton Compton, Roma 1997, pp. 1200.
- Giacomo Leopardi, Poesie e prose (volume primo: Poesie), Mondadori, Milano 1987, 2003, 2006, pp. XCIV + 1114.
- Giacomo Leopardi, Poesie e prose (volume secondo: Prose), Mondadori, Milano 1988, 2006, pp. XIV + 1506.
- Giacomo Leopardi, Crestomazia italiana. La prosa, Einaudi, Torino 1968, pp. CXIV + 614.
- Giacomo Leopardi, Crestomazia italiana. La poesia, Einaudi, Torino 1968, pp. XXXIV + 636.
11. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 64 del 19 giugno 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 64 del 19 giugno 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
Sommario di questo numero:
1. Cessino tutte le guerre e le stragi
2. Sabato 20 giugno alla "Fattoria di Alice" a Viterbo il consueto incontro conviviale dell'Afesopsit nel ricordo di Vito Ferrante
3. Di roghi, naufragi, schiavitu' e omicidi (2020)
4. Alcuni ulteriori riferimenti utili
5. Una campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta
6. Luisa Morgantini: Perche' donare il 5xmille a AssopacePalestina
7. Louise Glueck: Persefone errante (I e II)
8. Alcune pubblicazioni di Erich Auerbach
9. Alcune pubblicazioni di e su Martin Luther King
10. Alcune edizioni complessive delle opere di Giacomo Leopardi
11. La "Carta" del Movimento Nonviolento
1. EDITORIALE. CESSINO TUTTE LE GUERRE E LE STRAGI
Cessino tutte le guerre e le stragi.
Il momento della pace e' ora.
Il momento della pace e' sempre.
*
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare tutte le vite.
*
La nonviolenza e' in cammino.
La nonviolenza e' il cammino.
Nonviolenza o barbarie.
2. INCONTRI. SABATO 20 GIUGNO ALLA "FATTORIA DI ALICE" A VITERBO IL CONSUETO INCONTRO CONVIVIALE DELL'AFESOPSIT NEL RICORDO DI VITO FERRANTE
Sabato 20 giugno 2026, come ogni sabato da molti anni a questa parte, si svolge il consueto incontro conviviale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) nella propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 a Viterbo.
*
Dopo la condivisione del pasto, nel primo pomeriggio l'incontro prosegue come d'abitudine dando ad ogni persona l'opportunita' di proporre le proprie riflessioni e ragionarne insieme in un'atmosfera di ascolto, di attenzione, di solidarieta', di ricerca comune del bene comune. Come sempre ogni persona viene accolta con sincera ospitalita'.
Questo sabato prosegue anche l'attivita' del laboratorio di poesia.
*
L'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" guidata dall'indimenticabile fondatore Vito Ferrante ha realizzato la "Fattoria di Alice" nello spazio donato per questo preciso scopo di generosa solidarieta' e luminosa condivisione da Carlo Pesciotti e Teresa Blasi, anche loro indimenticabili figure dell'impegno morale e civile a Viterbo.
Oggi la "Fattoria di Alice" grazie all'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" e' una grande risorsa naturale, morale e civile per Viterbo, un luogo in cui tutte le persone fragili e in difficolta' possono trovare ascolto e accoglienza.
*
Alleghiamo in calce alcuni materiali elaborati o diffusi nel corso degli ultimi incontri.
*
Le amiche e degli amici di Alfio Pannega e di Vito Ferrante
Viterbo, 18 giugno 2026
* * *
Allegato primo: Una poesia di Roberto dedicata a Vito
Caro Presidente,
in fattoria non manca niente
quando ci vediamo il sabato, tu sei presente.
Spero un giorno di vedere
un viale con il nome di "Ferrante",
con tanti alberi da frutta
per dirti, ce l'abbiamo messa tutta.
Grazie per avermi accolto...
ero un po' storto.
Ciao Vito
Roberto
* * *
Allegato secondo: Un gioco giocato nell'incontro del 13 giugno 2026
Nell'incontro del 13 giugno 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto alcuni giorni dopo da una delle persone partecipanti, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
*
Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto i nomi di tre persone che apprezzava particolarmente (potendo scegliere tra persone famose di ogni paese e di ogni epoca, persone che conosceva o che gli erano particolarmente vicine e care, o anche personaggi di opere di fantasia), mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee (questa l'idea originaria, ma talvolta invece vi sono stati dialoghi a piu' voci).
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
*
Dopo il primo giro e' stato proposto di farne un secondo, proponendo di indicare altre tre persone, e stavolta chiedendo che fossero solo donne (nel primo giro erano emersi piu' nomi di uomini che di donne, e su questo si e' anche condivisa una specifica riflessione sull'oppressione di genere nel corso della storia e ancora oggi).
Insieme all'enunciazione dei nomi, e alla descrizione dei motivi dell'apprezzamento, sono state anche lette le poesie dedicate a Vito Ferrante che erano state scritte da alcune delle persone partecipanti (il sabato precedente si era infatti proposto di scrivere delle poesie a Vito dedicate ed alcune persone lo hanno fatto, mentre altre si ripromettono di farlo di qui al prossimo sabato).
*
Nel corso della conversazione in cui tutte le persone presenti hanno preso a turno la parola e' anche avvenuto spontaneamente che si potesse parlare delle proprie esperienze e riflessioni, condividere preoccupazioni e speranze, proporre idee e iniziative, dialogare con ragionamenti profondi ed altrettanto profonda emozione, ogni persona appoggiandosi al sostegno di tutte le altre.
*
Ancora una volta si e' quindi sperimentata la possibilita' reale di ascoltare ed essere ascoltati, di comprendersi reciprocamente, di parlare senza la paura di non essere capiti, di sentirsi accolti nella propria liberta' di avere opinioni diverse, di prestare attenzione alle parole, ai ragionamenti e ai sentimenti delle altre persone presenti su un piano di eguaglianza, rispetto e gentilezza, stima reciproca, affettuosa solidarieta'.
* * *
Allegato terzo: alcune cantanti che amiamo
Alcune cantanti liriche da ascoltare
Cecilia Bartoli
Cathy Berberian
Montserrat Caballé
Maria Callas
Diana Damrau
Danielle de Niese
Natalie Dessay
Elina Garanca
Anna Moffo
Anna Netrebko
Patricia Petibon
Renata Tebaldi
*
Alcune cantanti jazz da ascoltare
Betty Carter
Ella Fitzgerald
Aretha Franklin
Billie Holiday
Mahalia Jackson
Abbey Lincoln
Hazel Scott
Nina Simone
Bessie Smith
Sarah Vaughan
Dinah Washington
Cassandra Wilson
*
Alcune cantanti folk da ascoltare
Joan Armatrading
Joan Baez
Caterina Bueno
Maria Carta
Tracy Chapman
Teresa De Sio
Roberta Flack
Miriam Makeba
Giovanna Marini
Nelly Omar
Violeta Parra
Amalia Rodrigues
*
Alcune cantanti rock da ascoltare
Beyonce'
Debbie Harry
Janis Joplin
Annie Lennox
Fiorella Mannoia
Joni Mitchell
Alanis Morissette
Gianna Nannini
Dolores O'Riordan
Skin
Patti Smith
Lucinda Williams
* * *
Allegato quarto: Tre schede scritte e gia' usate tanti anni fa che forse ci possono essere ancora utili
Scheda prima: "come si parla in pubblico senza farsi del male"
1. Parlare e ascoltare e' l'attivita' delle persone che si incontrano e si riconoscono reciprocamente la dignita' di esseri umani, quindi:
- piu' parli tu e meno possono parlare gli altri: parla poco, ascolta molto;
- concentrati sull'essenziale: di' solo le cose di cui sei sicuro e che ti sembrano importanti sia per te che per chi ti ascolta;
- rispetta gli altri, se tu rispetti gli altri, e' piu' probabile che gli altri rispetteranno te;
- quando c'e' un'incomprensione:
a) non dire "Non hai capito", di' "Forse non mi sono espresso bene";
b) non dire "Non si capisce niente di quello che dici", di' "Forse non ho capito bene";
c) non dire "Tu dici solo sciocchezze", di' "Credo di non essere d'accordo su alcune cose che hai detto".
2. La comunicazione e' un'attivita' umana, che coinvolge tutta la persona:
- la parola
- l'intonazione
- il volto
- il corpo e la sua postura
- i gesti
3. La comunicazione e' un'azione complessa, composta da molti elementi:
- il messaggio
- l'emittente
- il ricevente
- il canale
- il codice
- il feedback
4. Un messaggio si compone sempre di tre elementi:
- il contenuto
- la forma
- la relazione
5. Parlare lentamente (si ha piu' tempo per pensare e si da' a chi ascolta piu' tempo per capire)
6. Respirare regolarmente (favorisce il controllo delle emozioni)
7. guardare negli occhi la persona o le persone alle quali si parla (e' l'unico modo per accorgersi se quello che si dice e' comprensibile)
8. Ricordarsi che la voce e' uno strumento musicale: occorre suonarlo bene
9. Le tecniche della retorica classica
- inventio = trovare, ideare le cose da dire (bisogna avere qualcosa da dire)
- dispositio = la disposizione, l'architettura del discorso (un discorso deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine)
- elocutio = l'abbellimento del discorso (se un discorso e' brutto e noioso, sembra anche sbagliato)
- memoria = ricordarsi le cose (occorre ricordare cosa si vuol dire; la memoria va tenuta in allenamento)
- actio = agire, ovvero recitare il discorso (un discorso in pubblico e' una "rappresentazione", ovvero richiede una "esecuzione" come se si fosse degli artisti della voce e del movimento del corpo, ovvero dei cantanti e degli attori)
10. Rispettare chi ci ascolta, adeguare il nostro modo di parlare affinche' sia comprensibile, e soprattutto non alzare la voce e non dare ordini, non interrompere mai chi sta parlando, non dire mai parolacce, non offendere mai le persone: chi ci ascolta permette che le nostre parole entrino nelle sue orecchie, quindi stiamo attenti a non insozzarle con il turpiloquio e con le offese.
*
Scheda seconda: "come scrivere un comunicato-stampa che abbia qualche possibilita' di essere letto"
1. Abbi qualcosa di importante da dire
2. Parla di una cosa sola per volta (un comunicato deve avere un unico argomento)
3. Sii comprensibile
- scrivi frasi brevi;
- scrivi in modo semplice;
- usa parole che tutti capiscono;
- usa frasi chiare;
- non offendere mai le persone;
- di cio' di cui parli ricordati di scrivere: chi, che cosa, quando, dove, perche'.
4. Un comunicato deve contenere:
- un titolo breve che indichi precisamente l'argomento (per esempio: lungo da due a sette parole)
- eventualmente un sottotitolo un po' piu' lungo che riassuma il contenuto (per esempio: lungo da cinque a quindici parole)
- un testo essenziale (per esempio: tre-quattro frasi di non piu' di due-cinque righe per frase)
- la firma precisa e per esteso
- la data del giorno in cui viene diffuso
- il recapito postale, telefonico ed e-mail (ed eventualmente anche il sito web) del mittente
5. Il comunicato va inviato per posta elettronica sia ai mezzi d'informazione, sia alle persone (e anche alle associazioni, istituzioni, etc.) che si ritiene possano essere interessate a leggerlo.
6. Prima di diffondere il comunicato deve essere riletto almeno tre volte (possibilmente farlo leggere anche da una o due persone diverse da chi lo ha scritto). Piu' volte si rilegge e si corregge, piu' migliora.
*
Scheda terza: "una questione di democrazia, ovvero di giustizia e liberta'"
1. Non mentire: chi mente offende e umilia le persone in cio' che e' piu' proprio di un essere umano: la capacita' di capire.
2. Il segreto e' incompatibile con la democrazia.
3. Almeno tra noi che vogliamo lottare per il bene comune e i diritti umani di tutti gli esseri umani adottiamo dei comportamenti di rispetto, di ascolto e di aiuto reciproco.
4. Quando una persona parla, le altre ascoltano.
5. Chi e' piu' timido, va ascoltato di piu'.
6. Non dobbiamo avere paura di dire che ci sono cose che non sappiamo. Chi fa una domanda, fa del bene a tutti.
7. "Si puo' sempre dire un si' o un no" (Hannah Arendt)
8. Prendiamo le decisioni col metodo del consenso: ovvero facciamo solo le cose su cui tutte le persone presenti sono d'accordo.
9. Chi sa, ascolti.
10. Chi sa fare una cosa, aiuti le altre persone ad imparare a farla anche loro.
11. Giustizia e liberta' cominciano dalla condivisione.
* * *
Allegato quinto: Un gioco giocato nell'incontro del 23 maggio 2026
Nell'incontro del 23 maggio 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto da una delle persone partecipanti solo diversi giorni dopo, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
*
Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto cosa pensava riguardo a una domanda, mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee.
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
*
1. Nel primo giro, la domanda era: tre ragioni per cui vale la pena vivere
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- le nostre relazioni umane, le persone che contano per noi
- la bellezza del mondo e della vita
- le esperienze significative che abbiamo fatto (viaggi, incontri...)
- il desiderio di fare il bene
*
2. Nel secondo giro, la domanda era: tre cose che proprio non sopporto
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- l'arroganza, la prepotenza
- l'indifferenza di fronte al dolore degli altri
- non essere ascoltati, non essere rispettati, non essere riconosciuti come persone
- la guerra e tutte le violenze
*
3. Nel terzo giro, la domanda era: tre significati di questo gioco
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- Ascoltarci
- Comprenderci
- Dire liberamente le cose che vogliamo dire
- Provare a parlarci senza essere fraintesi
- Poter dire cose che ci stanno a cuore
- prestare attenzione alle parole e ai sentimenti delle altre persone
* * *
Allegato sesto: Una traduzione di Ernesto Cardenal, "Orazione per Marilyn Monroe"
[Nel corso dell'incontro del 6 giugno 2026 abbiamo utilizzato il testo in lingua originale contenuto in Ernesto Cardenal - Dorothee Soelle, Oracion por Marilyn Monroe, Editorial Nueva Nicaragua - Ediciones Monimbo, Managua 1986, traducendolo all'impronta; una traduzione italiana e' nel libro a cura di Antonio Melis, Ernesto Cardenal, La vita e' sovversiva, Edizioni Accademia, Milano 1977 (ma vi sono altre edizioni italiane piu' recenti)]
Signore
accogli questa ragazza
conosciuta in tutto il mondo
con il nome di Marilyn Monroe
anche se questo non era il suo vero nome
(ma Tu conosci il suo vero nome,
quello della piccola orfana violentata a nove anni
e della giovane commessa di negozio
che a sedici anni
aveva desiderato uccidersi)
e che ora si presenta dinanzi a Te
senza nessun maquillage
senza il suo addetto stampa
senza fotografi
e senza firmare autografi
sola come un astronauta
di fronte alla notte spaziale.
Lei sogno'
quando era bambina
di trovarsi nuda in una chiesa
(secondo quanto racconta il "Time")
dinanzi a una moltitudine prosternata
con le teste che toccavano il suolo
e lei doveva camminare in punta di piedi
per non calpestare le teste.
Tu conosci
i nostri sogni
meglio degli psichiatri.
Chiesa, casa, caverna,
sono la sicurezza
del seno materno
ma anche qualcosa di piu' di questo...
Le teste sono gli ammiratori,
e' chiaro
(la massa di teste nell'oscurita'
sotto il fascio di luce).
Ma il tempio
non sono gli studios della 20th Century-Fox.
Il tempio
– di marmo e oro –
e' il tempio
del suo corpo
in cui sta il Figlio dell’Uomo
con una frusta in mano
che scaccia i mercanti
della 20th Century-Fox
che fecero della Tua casa di preghiera
una spelonca di ladroni.
Signore
in questo mondo contaminato
di peccati e di radioattivita'
Tu non incolperai soltanto
una giovane commessa di negozio
che come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E il suo sogno
fu realta'
(ma come la realta'
del technicolor).
Lei non fece altro che agire
secondo il copione che le demmo
- quello delle nostre stesse vite -
ed era un copione assurdo.
Perdonala Signore
e perdona anche noi
per la nostra 20th Century
per questa Colossal Super-Produzione
nella quale tutti abbiamo lavorato.
Lei aveva fame di amore
e noi le offrimmo tranquillanti.
Per la tristezza di non essere santi
le si raccomando' la psicoanalisi.
Ricorda Signore
la sua crescente paura
davanti alla macchina da presa
e l’odio per il maquillage
– tuttavia insistendo a rifarsi il trucco
ad ogni scena -
e come si andava facendo piu' grande l'orrore
e piu' grande la mancanza di puntualita'
nel recarsi agli studios.
Come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E la sua vita fu irreale come un sogno
che uno psichiatra
interpreta e archivia.
I suoi amori romantici furono un bacio
con gli occhi chiusi
che quando si aprono gli occhi
si scopre che era sotto i riflettori
e spengono i riflettori
e smontano le due pareti della stanza
(era un set cinematografico)
mentre il regista
si allontana con la sua agenda
perche' la scena e' stata ormai girata.
O come un viaggio in yacht,
un bacio a Singapore,
un ballo a Rio,
il ricevimento nel palazzo del Duca e della Duchessa di Windsor
visti dalla stanzetta
dell’appartamento miserabile.
La pellicola termino'
senza il bacio finale.
La trovarono morta
nel suo letto
con la mano sul telefono.
E gli investigatori non seppero
chi stava cercando di chiamare.
Fu come qualcuno che ha fatto il numero
dell’unica voce amica
e sente soltanto la voce di un disco che gli dice:
"il numero chiamato e' inesistente".
O come qualcuno
che ferito dai gangsters
allunga la mano a un telefono
e quel telefono e' disconnesso.
Signore
chiunque fosse la persona
che lei cercava di chiamare
e non chiamo'
(e forse non era nessuno
o era Qualcuno
il cui numero non si trova
sull'elenco telefonico di Los Angeles)
rispondi Tu al telefono
3. REPETITA IUVANT. DI ROGHI, NAUFRAGI, SCHIAVITU' E OMICIDI (2020)
I.
I roghi delle baracche nei ghetti degli schiavi
e nelle baracche esseri umani bruciano
Tra le onde del mare colore del vino
si sfasciano le zattere colano a picco
gli esseri umani li' raccolti annegano
Nelle campagne italiane
sulle strade italiane
nelle aziende nei cantieri nelle piazze nelle case italiane
schiave e schiavi subiscono ogni oltraggio ogni violenza
vivono nel terrore muoiono nel silenzio
Si puo' uccidere con un colpo di pistola
premendo un ginocchio sulla gola
lasciando affogare il fuggiasco dall'orrore
facendo bruciare dal sole e dal fuoco il bracciante
seviziando la giovane donna di cui vendono e comprano il corpo i lupi
si puo' uccidere senza muovere un dito
si puo' uccidere solo guardando
o volgendo altrove lo sguardo
Sembra una palude ed e' un abisso
sembra un deserto ed e' un carnaio
sembra la vita ed e' la morte
II.
Io dico che ogni essere umano ha diritto alla vita
io dico che il primo dovere e' salvare le vite
io dico che insorgere occorre
per far cessare la strage
per far cessare l'orrore
Io dico che insorgere occorre
con la forza della verita' con la scelta della nonviolenza
per abolire il razzismo la schiavitu' l'apartheid
per restituire ad ogni essere umano
dignita' e diritti giustizia e liberta'
per restituire all'umanita' intera
la sua umanita'
Oppresse e oppresse di tutti i paesi
unitevi nella lotta comune
per la comune liberazione
Solo la nonviolenza puo' salvare
l'umanita' dalla catastrofe
4. REPETITA IUVANT. ALCUNI ULTERIORI RIFERIMENTI UTILI
Segnaliamo il sito della "Casa delle donne" di Milano: www.casadonnemilano.it
Segnaliamo il sito della "Casa internazionale delle donne" di Roma: www.casainternazionaledelledonne.org
Segnaliamo il sito delle "Donne in rete contro la violenza": www.direcontrolaviolenza.it
Segnaliamo il sito de "Il paese delle donne on line": www.womenews.net
Segnaliamo il sito della "Libreria delle donne di Milano": www.libreriadelledonne.it
Segnaliamo il sito della "Libera universita' delle donne" di Milano: www.universitadelledonne.it
Segnaliamo il sito di "Noi donne": www.noidonne.org
Segnaliamo il sito di "Non una di meno": www.nonunadimeno.wordpress.com
5. REPETITA IUVANT. UNA CAMPAGNA PER LA DIFESA CIVILE NON ARMATA E NONVIOLENTA
E' possibile firmare per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare "Istituzione e modalita' di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta".
Per tutte le informazioni e per aderire all'iniziativa: www.difesacivilenonviolenta.org
6. REPETITA IUVANT. LUISA MORGANTINI: PERCHE' DONARE IL 5XMILLE A ASSOPACEPALESTINA
[Dal sito www.assopacepalestina.org riprendiamo e diffondiamo il seguente appello della presidente Luisa Morgantini]
Mie care e cari,
e' tempo di dichiarazione dei redditi e di scegliere a quale associazione dedicare il 5xmille.
Lo so, siamo in tante associazioni a chiedere di usufruire del 5xmille e forse molte anche piu' meritevoli di AssopacePalestina.
Eppure, vi chiedo di scegliere per il vostro 5xmille proprio AssopacePalestina.
Contribuirete:
- al pagamento delle tasse universitarie per il diritto allo studio per le giovani e i giovani palestinesi della zona collinare di Masafer Yatta, a sud di Hebron;
- al sostegno ai bambini alle bambine e alle donne, nei campi profughi New Askar e Balata a Nablus;
- al sostegno ai centri antiviolenza e accoglienza per le donne e le bambine sopravvissute alla violenza, promosse dalla onlus Pangea a Gaza;
- al sostegno al Jenin Creative Cultural Centre per aiutare i bambini, le donne e gli anziani del campo profughi di Jenin;
- al sostegno all'Edward Said conservatory di Gaza e alla scuola di musica Al Kamandjati, nei campi profughi palestinesi di Qalandya, Al Amari, Jalazon in Palestina, e di Chatila e Bourj el Barajneh in Libano;
- al sostegno all'Ospedale Al Awda di Gaza;
- alla campagna per la liberazione di Marwan Barghouthi e dei prigionieri palestinesi;
- a far conoscere la cultura palestinese: il teatro, la musica e il cinema;
- a far conoscere, invitando in Italia palestinesi e israeliani, la realta' dell'occupazione e della colonizzazione israeliana;
- e molto, molto altro ancora.
La scelta dei nostri progetti non e' casuale: operiamo in quei villaggi e situazioni dove e' presente il coordinamento dei comitati popolari per la resistenza nonviolenta o per progetti che attraverso l'arte esprimono forme nuove di resistenza.
Ricordiamo a coloro che avessero fatto donazioni nel 2025, che gli importi donati possono essere detratti dalle tasse. Se lo comunicate via mail all'indirizzo assopacepalestina.donazioni at gmail.com vi invieremo il modulo di ricezione della donazione in modo da poterlo inserire nella vostra denuncia dei redditi.
Le nostre attivita' e i progetti sono visibili nel nostro sito, sulle nostre pagine fb e sul nostro prfilo instagram.
Grazie, un abbraccio.
Luisa Morgantini
*
Come devolvere il 5xmille a AssopacePalestina
I modelli per la dichiarazione dei redditi Certificazione Unica (CU), 730 e Modello Redditi (ex Unico) contengono una sezione dedicata alla donazione del cinque per mille.
Per destinare il 5xmille ad AssopacePalestina è necessario:
1. firmare nel riquadro "Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS..."
2. Indicare il codice fiscale: 920 662 30 605
Anche se non si presenta la dichiarazione dei redditi, si puo' scegliere di destinare il cinque per mille dell'IRPEF, utilizzando l’apposita scheda allegata allo schema di Certificazione Unica(CU) o al Modello Redditi Persone Fisiche.
7. REPETITA IUVANT. LOUISE GLUECK: PERSEFONE ERRANTE (I E II)
[Dal sito www.feaciedizioni.it riproponiamo queste due poesie di Louise Glueck nella traduzione di Bianca Tarozzi. In diversa traduzione (di Massimo Bacigalupo) sono anche nel volume di Eadem, Averno, Il Saggiatore, Milano 2020, alle pp. 38-47 e 174-183.
Louise Gloueck, poetessa e docente universitaria americana, nel 2020 ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura.
Bianca Tarozzi e' un'illustre poetessa e docente universitaria]
Persefone Errante - 1
Nella prima versione Persefone
e' tolta alla madre
e la dea della terra
punisce la terra - questo
corrisponde a quel che sappiamo dei comportamenti umani,
che gli esseri umani ricavano profonda soddisfazione
dal fare il male, specialmente
il male inconsapevole:
possiamo chiamarlo
creazione negativa.
Il soggiorno iniziale
di Persefone negli inferi continua ad essere
commentato dagli studiosi che discutono
sulle sensazioni della vergine:
forse consenti' alla violenza,
o era stata drogata, violentata contro la propria volonta',
come accade cosi' spesso ora alle ragazze moderne.
Come e' ben noto, il ritorno dell'amata
non rimedia
la perdita dell'amata: Persefone
ritorna a casa macchiata di succo rosso come
un personaggio di Hawthorne -
Non sono certa di voler
mantenere questa parola: la terra
e' "casa" a Persefone? Si sente a casa propria, magari,
nel letto del dio? Si sente a casa
in un qualche luogo? E'
una vagabonda nata, in altre parole
una replica
esistenziale di sua madre, meno
storpiata dall'idea di causalita'?
E' possible, sapete, che non vi piaccia
nessuno. I personaggi
non sono persone.
Sono aspetti di un dilemma o di un conflitto.
Tre parti: proprio come e' divisa l'anima,
io, super io, id. Nello stesso modo
i tre livelli del mondo conosciuto,
una sorta di diagramma, che separa
il cielo dalla terra dagli inferi.
Devi chiederti:
dove sta nevicando?
Bianca di oblio,
sconsacrata -
Nevica sulla terra; il freddo vento dice
che Persefone fa sesso all'inferno.
A differenza di tutti noi, non sa
cosa sia l'inverno, soltanto che
e' lei a causarlo.
E' stesa sul letto di Ade.
A cosa sta pensando?
Ha paura? Qualcosa
ha cancellato l'idea
che esista la mente?
Sa che la terra
e' governata dalle madri, almeno questo
e' sicuro. Sa anche
di non essere piu' quel che si dice
una ragazza. Riguardo
al carcere, crede
di esser stata una prigioniera fin da quando e' stata una figlia.
Le terribili riunioni in serbo per lei
occuperanno il resto della sua vita.
Quando il desiderio di espiare
e' cronico, feroce, non si sceglie
come vivere. Non si vive;
non si ha il permesso di morire.
Si va alla deriva tra la terra e la morte
che sembrano, infine,
stranamente simili. Gli studiosi ci dicono
che non serve sapere cosa si vuole
quando le forze che si contendono al di sopra di te
potrebbero ucciderti.
Paura dell'oblio,
paura di essere al sicuro -
Dicono
che c'e' una scissione nell'anima umana
non fatta per appartenere
del tutto alla vita. La terra
ci chiede di negare questa scissione, una minaccia
travestita da suggerimento -
come abbiamo visto
nel racconto di Persefone
che dovrebbe leggersi
come disputa tra la madre e l'amante -
la figlia e' soltanto la preda.
Quando ha di fronte la morte, lei non ha mai visto
il prato senza le margherite.
D'un tratto non sta piu'
cantando le sue verginali canzoni
sulla bellezza
e sulla fecondita' di sua madre. Dove
e' la scissione, la' e' la rottura.
Canzone della terra,
canzone della mitica visione della vita eterna -
Anima mia
scossa dalla tensione
di tentare di appartenere alla terra -
Cosa farai,
quando verra' il tuo turno nel campo col dio?
*
Persefone errante - 2
Nella seconda versione, Persefone
e' morta. Muore, sua madre si addolora -
qui non occorre occuparsi dei problemi
della sessualita'.
Ossessivamente, addolorata, Demetra
fa il giro della terra. Non ci aspettiamo di sapere
cosa faccia Persefone.
E' morta, i morti sono misteri.
Qui abbiamo
una madre e una cifra: questo e'
conforme all'esperienza
della madre quando
guarda il viso della neonata. Pensa:
Mi ricordo di quando non esistevi. La neonata
e' confusa; piu' tardi, l'opinione della bambina e'
che lei e' sempre esistita, proprio come
sua madre e' sempre esistita
nella sua forma presente. Sua madre
e' come una figura alla fermata dell'autobus,
il pubblico che assiste all'arrivo dell'autobus. Prima,
era lei l'autobus, una casa
temporanea o un mezzo. Persefone, protetta,
guarda fisso fuori dalla finestra del carro.
Cosa vede? Un mattino
di giovane primavera, in aprile. Ora
tutta la sua vita sta cominciando - sfortunatamente,
sara' una vita
breve. Potra' conoscere, per davvero,
soltanto due adulti: la morte e sua madre.
Ma due e' due volte
quel che ha sua madre
una sola bambina, una figlia.
Essendo una divinita' lei poteva avere
un migliaio di bambini.
Qui cominciamo a vedere
la profonda violenza della terra
la cui ostilita' suggerisce
che non desidera affatto
continuare ad essere sorgente di vita.
E perche' questa ipotesi
non e' mai discussa? Perche'
non e' nella storia; semplicemente
crea la storia.
Addolorata, dopo la morte della figlia,
la madre va errando sulla terra.
Prepara la sua accusa;
come un uomo politico
ricorda tutto e non ammette
niente.
Per esempio, la nascita di sua figlia
era stata insopportabile, la sua bellezza
era insopportabile: questo lo ricorda.
Ricorda l'innocenza
di Persefone, com'era affettuosa -
Che cosa progetta, mentre cerca la figlia?
Emette
un avvertimento il cui messaggio implicito e':
cosa fai fuori dal mio corpo?
Ti chiedi:
perche' il corpo della madre e' rifugio sicuro?
La risposta e'
questa e' la domanda sbagliata, poiche'
il corpo della figlia
non esiste, eccetto
come ramo del corpo della madre
che deve essere
riattaccato ad ogni costo.
Quando un dio si addolora significa
che distrugge gli altri (come in guerra)
mentre nello stesso tempo pretende
di rovesciare i patti (come in guerra, anche qui):
se Zeus gliela restituira',
finira' l'inverno.
Finira' l'inverno, tornera' la primavera.
Le piccole fastidiose brezze
che amavo tanto, gli stupidi fiori gialli -
Tornera' la primavera, un sogno
basato su una falsita':
che i morti ritornano.
Persefone
era abituata alla morte. Ora sempre di nuovo
sua madre la diseppellisce di nuovo -
Devi chiederti:
i fiori sono veri? Se
Persefone "ritorna" sara' per una
di queste due ragioni:
o non era morta o
viene usata
per dare credibilita' a una finzione -
Credo di poter ricordare
di quando ero morta. Molte volte, in inverno,
mi avvicinai a Zeus. Dimmi, gli chiedevo,
come posso sopportare la terra?
E lui diceva,
tra breve sarai nuovamente qui.
E nel frattempo
avrai dimenticato tutto:
quei campi di ghiaccio saranno
i prati dell'Elisio.
8. MAESTRI. ALCUNE PUBBLICAZIONI DI ERICH AUERBACH
- Erich Auerbach, Da Montaigne a Proust. Ricerche sulla storia della cultura francese, De Donato, Bari 1970, Garzanti, Milano 1973, pp. 286.
- Erich Auerbach, Lingua letteraria e pubblico nella tarda antichita' latina e nel Medioevo, Feltrinelli, Milano 2007, pp. 320.
- Erich Auerbach, Introduzione alla filologia romanza, Einaudi, Torino 1963, 1977, pp. 328.
- Erich Auerbach, La tecnica di composizione della novella, Theoria, Roma-Napoli 1984, 1986, pp. 116.
- Erich Auerbach, Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale, Einaudi, Torino 1956, 1977, 2 voll. per pp. XXXIV + 286 (vol. I) e pp. VI + 368 (vol. II).
- Erich Auerbach, San Francesco, Dante, Vico ed altri saggi di filologia romanza, De Donato, Bari, 1970, Editori Riuniti, Roma 1987, pp. 240.
- Erich Auerbach, Studi su Dante, Feltrinelli, Milano 1963, 1977, pp. XXII + 338.
9. MAESTRI. ALCUNE PUBBLICAZIONI DI E SU MARTIN LUTHER KING
- Martin Luther King: "I have a dream". L'autobiografia del profeta dell'uguaglianza, Mondadori, Milano 2000, 2001, pp. XIV + 402 (con un inserto fotografico di 16 pp.).
Con una presentazione di Coretta Scott King, a cura di Clayborne Carson, nella traduzione di Tania Gargiulo, questa biografia di King e' costruita sulla riproduzione cronologica di suoi testi e discorsi con testi di raccordo e di presentazione del curatore. Un libro assai utile.
*
- Martin Luther King: Il sogno della nonviolenza. Pensieri, Feltrinelli, Milano 2006, pp. 120.
Una raccolta di estratti da interventi di King, scelti, introdotti e curati da coretta Scott King. Con il testo della proclamazione del Martin Luther King Day da parte del presidente degli Stati Uniti d'America, ed una utile cronologia. La traduzione e' di Stefano Valenti.
*
- Martin Luther King: La forza di amare, Sei, Torino 1967, 1994, pp. 276.
E' l'edizione italiana prefata, tradotta e curata da Ernesto Balducci di una fondamentale raccolta di interventi di King (Strengh to love, 1963).
*
- Martin Luther King: Lettera dal carcere di Birmingham - Pellegrinaggio alla nonviolenza, Movimento Nonviolento, Verona 1993, pp. 32.
Con una breve introduzione, una nota biografica e una bibliografia essenziale, questo opuscolo edito dal Movimento Nonviolento contiene la "Lettera dal carcere di Birmingham" del 16 aprile 1963 a "colleghi nel sacrrdozio" di varie confessioni religiose, e il noto saggio del 1958. Le traduzioni sono di Claudio Cardelli.
*
- Martin Luther King: Perche' non possiamo aspettare, Ando', Palermo 1970, Piano B, Prato (Fi) 2016, pp. 184.
E' la traduzione italiana di Why we can't wait (1963). La traduzione e' di Antonio Tozzi.
*
- Martin Luther King. Malcolm X, I diritti dei neri d'America, Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2011, pp. 96.
Con testo a fronte, una prefazione di Vittorio Zucconi e due notizie biografiche, il discorso di King "Io ho un sogno" del 28 agosto 1963, e il discorso "Le urne o le armi" di Malcolm X del 3 aprile 1964. Traduzioni di Mauro Formaggio.
*
- Lerone Bennett, Martin Luter King. L'uomo di Atlanta, Claudiana, Torino 1969, 1998, Nuova iniziativa editoriale, Roma 2008, pp. 222 (+ un inserto fotografico 16 pp.).
La classica biografia scritta nel 1968 da uno studioso e amico di King. Con introduzioni di Benjamin E. Mays e Massimo Aprile. Traduzione di Alberto Ricca e Carlo Papini.
*
- Sandra Cavallucci, Martin Luther King. L'uomo che sognava l'uguaglianza fra i bianchi e i neri, Mondadori, Milano 2004, pp. 192.
Con una prefazione di Pino Buongiorno, il libro si apre con una biografia redatta dalla curatrice e si segnala soprattutto come ampia raccolta di fotografie con utili didascalie ed estratti da scritti e discorsi di King. Con cronologia e bibliografia essenziali.
*
- Hubert Gerbeau, Martin Luther King, Cittadella, Assisi 1973, pp. 132.
Una breve biografia di taglio giornalistico. Traduzione di Paola Adami.
*
- Paolo Naso, Martin Luther King. Una storia americana, Laterza, Roma-Bari 2021, pp. VIII + 216.
Una recentissima, agile monografia di uno dei maggiori studiosi italiani di King.
*
- Alessandro Visca, Martin Luther King. Il sogno spezzato, Rcs, Milano 2020, pp. 160.
Apparso in una collana giornalistica di "Grandi delitti nella storia", il libro si concentra sull'uccisione di King, ma ovviamente ne ricostruisce sinteticamente altresi' la vita e l'opera.
*
- Domenico Volpi, Martin Luther King. Il profeta del popolo nero, La Scuola, Brescia 1984, 1987, pp. 128 (+ un inserto fotografico di 8 pp.).
Una edulcorata biografia per un pubblico adolescente.
*
- Arnulf Zitelmann, Non mi piegherete. Vita di Martin Luther King, Feltrinelli, Milano 1996, pp. 160.
Un'agile, utile biografia. Traduzione di Barbara Griffini.
10. MAESTRI. ALCUNE EDIZIONI COMPLESSIVE DELLE OPERE DI GIACOMO LEOPARDI
- Giacomo Leopardi, Tutte le opere, Sansoni, Firenze 1969, 1988, 2 voll. per pp. CLVIII + 1488 (vol. I) e pp. IV + 1500 (vol. II).
- Giacomo Leopardi, Tutte le poesie e tutte le prose, Newton Compton, Roma 1997, pp. 1472.
- Giacomo Leopardi, Zibaldone, Newton Compton, Roma 1997, pp. 1200.
- Giacomo Leopardi, Poesie e prose (volume primo: Poesie), Mondadori, Milano 1987, 2003, 2006, pp. XCIV + 1114.
- Giacomo Leopardi, Poesie e prose (volume secondo: Prose), Mondadori, Milano 1988, 2006, pp. XIV + 1506.
- Giacomo Leopardi, Crestomazia italiana. La prosa, Einaudi, Torino 1968, pp. CXIV + 614.
- Giacomo Leopardi, Crestomazia italiana. La poesia, Einaudi, Torino 1968, pp. XXXIV + 636.
11. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 64 del 19 giugno 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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