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[Nonviolenza] Sabato 20 giugno alla "Fattoria di Alice" a Viterbo il consueto incontro conviviale dell'Afesopsit nel ricordo di Vito Ferrante
- Subject: [Nonviolenza] Sabato 20 giugno alla "Fattoria di Alice" a Viterbo il consueto incontro conviviale dell'Afesopsit nel ricordo di Vito Ferrante
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Thu, 18 Jun 2026 13:49:40 +0200
SABATO 20 GIUGNO ALLA "FATTORIA DI ALICE" A VITERBO IL CONSUETO INCONTRO CONVIVIALE DELL'AFESOPSIT NEL RICORDO DI VITO FERRANTE
Sabato 20 giugno 2026, come ogni sabato da molti anni a questa parte, si svolge il consueto incontro conviviale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) nella propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 a Viterbo.
*
Dopo la condivisione del pasto, nel primo pomeriggio l'incontro prosegue come d'abitudine dando ad ogni persona l'opportunita' di proporre le proprie riflessioni e ragionarne insieme in un'atmosfera di ascolto, di attenzione, di solidarieta', di ricerca comune del bene comune. Come sempre ogni persona viene accolta con sincera ospitalita'.
Questo sabato prosegue anche l'attivita' del laboratorio di poesia.
*
L'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" guidata dall'indimenticabile fondatore Vito Ferrante ha realizzato la "Fattoria di Alice" nello spazio donato per questo preciso scopo di generosa solidarieta' e luminosa condivisione da Carlo Pesciotti e Teresa Blasi, anche loro indimenticabili figure dell'impegno morale e civile a Viterbo.
Oggi la "Fattoria di Alice" grazie all'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" e' una grande risorsa naturale, morale e civile per Viterbo, un luogo in cui tutte le persone fragili e in difficolta' possono trovare ascolto e accoglienza.
*
Alleghiamo in calce alcuni materiali elaborati o diffusi nel corso degli ultimi incontri.
Le amiche e degli amici di Alfio Pannega e di Vito Ferrante
Viterbo, 18 giugno 2026
e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Allegato primo: Una poesia di Roberto dedicata a Vito
Caro Presidente,
in fattoria non manca niente
quando ci vediamo il sabato, tu sei presente.
Spero un giorno di vedere
un viale con il nome di "Ferrante",
con tanti alberi da frutta
per dirti, ce l'abbiamo messa tutta.
Grazie per avermi accolto...
ero un po' storto.
Ciao Vito
Roberto
* * *
Allegato secondo: Un gioco giocato nell'incontro del 13 giugno 2026
Nell'incontro del 13 giugno 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto alcuni giorni dopo da una delle persone partecipanti, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
*
Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto i nomi di tre persone che apprezzava particolarmente (potendo scegliere tra persone famose di ogni paese e di ogni epoca, persone che conosceva o che gli erano particolarmente vicine e care, o anche personaggi di opere di fantasia), mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee (questa l'idea originaria, ma talvolta invece vi sono stati dialoghi a piu' voci).
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
*
Dopo il primo giro e' stato proposto di farne un secondo, proponendo di indicare altre tre persone, e stavolta chiedendo che fossero solo donne (nel primo giro erano emersi piu' nomi di uomini che di donne, e su questo si e' anche condivisa una specifica riflessione sull'oppressione di genere nel corso della storia e ancora oggi).
Insieme all'enunciazione dei nomi, e alla descrizione dei motivi dell'apprezzamento, sono state anche lette le poesie dedicate a Vito Ferrante che erano state scritte da alcune delle persone partecipanti (il sabato precedente si era infatti proposto di scrivere delle poesie a Vito dedicate ed alcune persone lo hanno fatto, mentre altre si ripromettono di farlo di qui al prossimo sabato).
*
Nel corso della conversazione in cui tutte le persone presenti hanno preso a turno la parola e' anche avvenuto spontaneamente che si potesse parlare delle proprie esperienze e riflessioni, condividere preoccupazioni e speranze, proporre idee e iniziative, dialogare con ragionamenti profondi ed altrettanto profonda emozione, ogni persona appoggiandosi al sostegno di tutte le altre.
*
Ancora una volta si e' quindi sperimentata la possibilita' reale di ascoltare ed essere ascoltati, di comprendersi reciprocamente, di parlare senza la paura di non essere capiti, di sentirsi accolti nella propria liberta' di avere opinioni diverse, di prestare attenzione alle parole, ai ragionamenti e ai sentimenti delle altre persone presenti su un piano di eguaglianza, rispetto e gentilezza, stima reciproca, affettuosa solidarieta'.
* * *
Allegato terzo: alcune cantanti che amiamo
Alcune cantanti liriche da ascoltare
Cecilia Bartoli
Cathy Berberian
Montserrat Caballé
Maria Callas
Diana Damrau
Danielle de Niese
Natalie Dessay
Elina Garanca
Anna Moffo
Anna Netrebko
Patricia Petibon
Renata Tebaldi
*
Alcune cantanti jazz da ascoltare
Betty Carter
Ella Fitzgerald
Aretha Franklin
Billie Holiday
Mahalia Jackson
Abbey Lincoln
Hazel Scott
Nina Simone
Bessie Smith
Sarah Vaughan
Dinah Washington
Cassandra Wilson
*
Alcune cantanti folk da ascoltare
Joan Armatrading
Joan Baez
Caterina Bueno
Maria Carta
Tracy Chapman
Teresa De Sio
Roberta Flack
Miriam Makeba
Giovanna Marini
Nelly Omar
Violeta Parra
Amalia Rodrigues
*
Alcune cantanti rock da ascoltare
Beyonce'
Debbie Harry
Janis Joplin
Annie Lennox
Fiorella Mannoia
Joni Mitchell
Alanis Morissette
Gianna Nannini
Dolores O'Riordan
Skin
Patti Smith
Lucinda Williams
* * *
Allegato quarto: Tre schede scritte e gia' usate tanti anni fa che forse ci possono essere ancora utili
Scheda prima: "come si parla in pubblico senza farsi del male"
1. Parlare e ascoltare e' l'attivita' delle persone che si incontrano e si riconoscono reciprocamente la dignita' di esseri umani, quindi:
- piu' parli tu e meno possono parlare gli altri: parla poco, ascolta molto;
- concentrati sull'essenziale: di' solo le cose di cui sei sicuro e che ti sembrano importanti sia per te che per chi ti ascolta;
- rispetta gli altri, se tu rispetti gli altri, e' piu' probabile che gli altri rispetteranno te;
- quando c'e' un'incomprensione:
a) non dire "Non hai capito", di' "Forse non mi sono espresso bene";
b) non dire "Non si capisce niente di quello che dici", di' "Forse non ho capito bene";
c) non dire "Tu dici solo sciocchezze", di' "Credo di non essere d'accordo su alcune cose che hai detto".
2. La comunicazione e' un'attivita' umana, che coinvolge tutta la persona:
- la parola
- l'intonazione
- il volto
- il corpo e la sua postura
- i gesti
3. La comunicazione e' un'azione complessa, composta da molti elementi:
- il messaggio
- l'emittente
- il ricevente
- il canale
- il codice
- il feedback
4. Un messaggio si compone sempre di tre elementi:
- il contenuto
- la forma
- la relazione
5. Parlare lentamente (si ha piu' tempo per pensare e si da' a chi ascolta piu' tempo per capire)
6. Respirare regolarmente (favorisce il controllo delle emozioni)
7. guardare negli occhi la persona o le persone alle quali si parla (e' l'unico modo per accorgersi se quello che si dice e' comprensibile)
8. Ricordarsi che la voce e' uno strumento musicale: occorre suonarlo bene
9. Le tecniche della retorica classica
- inventio = trovare, ideare le cose da dire (bisogna avere qualcosa da dire)
- dispositio = la disposizione, l'architettura del discorso (un discorso deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine)
- elocutio = l'abbellimento del discorso (se un discorso e' brutto e noioso, sembra anche sbagliato)
- memoria = ricordarsi le cose (occorre ricordare cosa si vuol dire; la memoria va tenuta in allenamento)
- actio = agire, ovvero recitare il discorso (un discorso in pubblico e' una "rappresentazione", ovvero richiede una "esecuzione" come se si fosse degli artisti della voce e del movimento del corpo, ovvero dei cantanti e degli attori)
10. Rispettare chi ci ascolta, adeguare il nostro modo di parlare affinche' sia comprensibile, e soprattutto non alzare la voce e non dare ordini, non interrompere mai chi sta parlando, non dire mai parolacce, non offendere mai le persone: chi ci ascolta permette che le nostre parole entrino nelle sue orecchie, quindi stiamo attenti a non insozzarle con il turpiloquio e con le offese.
*
Scheda seconda: "come scrivere un comunicato-stampa che abbia qualche possibilita' di essere letto"
1. Abbi qualcosa di importante da dire
2. Parla di una cosa sola per volta (un comunicato deve avere un unico argomento)
3. Sii comprensibile
- scrivi frasi brevi;
- scrivi in modo semplice;
- usa parole che tutti capiscono;
- usa frasi chiare;
- non offendere mai le persone;
- di cio' di cui parli ricordati di scrivere: chi, che cosa, quando, dove, perche'.
4. Un comunicato deve contenere:
- un titolo breve che indichi precisamente l'argomento (per esempio: lungo da due a sette parole)
- eventualmente un sottotitolo un po' piu' lungo che riassuma il contenuto (per esempio: lungo da cinque a quindici parole)
- un testo essenziale (per esempio: tre-quattro frasi di non piu' di due-cinque righe per frase)
- la firma precisa e per esteso
- la data del giorno in cui viene diffuso
- il recapito postale, telefonico ed e-mail (ed eventualmente anche il sito web) del mittente
5. Il comunicato va inviato per posta elettronica sia ai mezzi d'informazione, sia alle persone (e anche alle associazioni, istituzioni, etc.) che si ritiene possano essere interessate a leggerlo.
6. Prima di diffondere il comunicato deve essere riletto almeno tre volte (possibilmente farlo leggere anche da una o due persone diverse da chi lo ha scritto). Piu' volte si rilegge e si corregge, piu' migliora.
*
Scheda terza: "una questione di democrazia, ovvero di giustizia e liberta'"
1. Non mentire: chi mente offende e umilia le persone in cio' che e' piu' proprio di un essere umano: la capacita' di capire.
2. Il segreto e' incompatibile con la democrazia.
3. Almeno tra noi che vogliamo lottare per il bene comune e i diritti umani di tutti gli esseri umani adottiamo dei comportamenti di rispetto, di ascolto e di aiuto reciproco.
4. Quando una persona parla, le altre ascoltano.
5. Chi e' piu' timido, va ascoltato di piu'.
6. Non dobbiamo avere paura di dire che ci sono cose che non sappiamo. Chi fa una domanda, fa del bene a tutti.
7. "Si puo' sempre dire un si' o un no" (Hannah Arendt)
8. Prendiamo le decisioni col metodo del consenso: ovvero facciamo solo le cose su cui tutte le persone presenti sono d'accordo.
9. Chi sa, ascolti.
10. Chi sa fare una cosa, aiuti le altre persone ad imparare a farla anche loro.
11. Giustizia e liberta' cominciano dalla condivisione.
* * *
Allegato quinto: Un gioco giocato nell'incontro del 23 maggio 2026
Nell'incontro del 23 maggio 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto da una delle persone partecipanti solo diversi giorni dopo, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
*
Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto cosa pensava riguardo a una domanda, mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee.
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
*
1. Nel primo giro, la domanda era: tre ragioni per cui vale la pena vivere
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- le nostre relazioni umane, le persone che contano per noi
- la bellezza del mondo e della vita
- le esperienze significative che abbiamo fatto (viaggi, incontri...)
- il desiderio di fare il bene
*
2. Nel secondo giro, la domanda era: tre cose che proprio non sopporto
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- l'arroganza, la prepotenza
- l'indifferenza di fronte al dolore degli altri
- non essere ascoltati, non essere rispettati, non essere riconosciuti come persone
- la guerra e tutte le violenze
*
3. Nel terzo giro, la domanda era: tre significati di questo gioco
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- Ascoltarci
- Comprenderci
- Dire liberamente le cose che vogliamo dire
- Provare a parlarci senza essere fraintesi
- Poter dire cose che ci stanno a cuore
- prestare attenzione alle parole e ai sentimenti delle altre persone
* * *
Allegato sesto: Una traduzione di Ernesto Cardenal, "Orazione per Marilyn Monroe"
[Nel corso dell'incontro del 6 giugno 2026 abbiamo utilizzato il testo in lingua originale contenuto in Ernesto Cardenal - Dorothee Soelle, Oracion por Marilyn Monroe, Editorial Nueva Nicaragua - Ediciones Monimbo, Managua 1986, traducendolo all'impronta; una traduzione italiana e' nel libro a cura di Antonio Melis, Ernesto Cardenal, La vita e' sovversiva, Edizioni Accademia, Milano 1977 (ma vi sono altre edizioni italiane piu' recenti)]
Signore
accogli questa ragazza
conosciuta in tutto il mondo
con il nome di Marilyn Monroe
anche se questo non era il suo vero nome
(ma Tu conosci il suo vero nome,
quello della piccola orfana violentata a nove anni
e della giovane commessa di negozio
che a sedici anni
aveva desiderato uccidersi)
e che ora si presenta dinanzi a Te
senza nessun maquillage
senza il suo addetto stampa
senza fotografi
e senza firmare autografi
sola come un astronauta
di fronte alla notte spaziale.
Lei sogno'
quando era bambina
di trovarsi nuda in una chiesa
(secondo quanto racconta il "Time")
dinanzi a una moltitudine prosternata
con le teste che toccavano il suolo
e lei doveva camminare in punta di piedi
per non calpestare le teste.
Tu conosci
i nostri sogni
meglio degli psichiatri.
Chiesa, casa, caverna,
sono la sicurezza
del seno materno
ma anche qualcosa di piu' di questo...
Le teste sono gli ammiratori,
e' chiaro
(la massa di teste nell'oscurita'
sotto il fascio di luce).
Ma il tempio
non sono gli studios della 20th Century-Fox.
Il tempio
– di marmo e oro –
e' il tempio
del suo corpo
in cui sta il Figlio dell’Uomo
con una frusta in mano
che scaccia i mercanti
della 20th Century-Fox
che fecero della Tua casa di preghiera
una spelonca di ladroni.
Signore
in questo mondo contaminato
di peccati e di radioattivita'
Tu non incolperai soltanto
una giovane commessa di negozio
che come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E il suo sogno
fu realta'
(ma come la realta'
del technicolor).
Lei non fece altro che agire
secondo il copione che le demmo
- quello delle nostre stesse vite -
ed era un copione assurdo.
Perdonala Signore
e perdona anche noi
per la nostra 20th Century
per questa Colossal Super-Produzione
nella quale tutti abbiamo lavorato.
Lei aveva fame di amore
e noi le offrimmo tranquillanti.
Per la tristezza di non essere santi
le si raccomando' la psicoanalisi.
Ricorda Signore
la sua crescente paura
davanti alla macchina da presa
e l’odio per il maquillage
– tuttavia insistendo a rifarsi il trucco
ad ogni scena -
e come si andava facendo piu' grande l'orrore
e piu' grande la mancanza di puntualita'
nel recarsi agli studios.
Come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E la sua vita fu irreale come un sogno
che uno psichiatra
interpreta e archivia.
I suoi amori romantici furono un bacio
con gli occhi chiusi
che quando si aprono gli occhi
si scopre che era sotto i riflettori
e spengono i riflettori
e smontano le due pareti della stanza
(era un set cinematografico)
mentre il regista
si allontana con la sua agenda
perche' la scena e' stata ormai girata.
O come un viaggio in yacht,
un bacio a Singapore,
un ballo a Rio,
il ricevimento nel palazzo del Duca e della Duchessa di Windsor
visti dalla stanzetta
dell’appartamento miserabile.
La pellicola termino'
senza il bacio finale.
La trovarono morta
nel suo letto
con la mano sul telefono.
E gli investigatori non seppero
chi stava cercando di chiamare.
Fu come qualcuno che ha fatto il numero
dell’unica voce amica
e sente soltanto la voce di un disco che gli dice:
"il numero chiamato e' inesistente".
O come qualcuno
che ferito dai gangsters
allunga la mano a un telefono
e quel telefono e' disconnesso.
Signore
chiunque fosse la persona
che lei cercava di chiamare
e non chiamo'
(e forse non era nessuno
o era Qualcuno
il cui numero non si trova
sull'elenco telefonico di Los Angeles)
rispondi Tu al telefono
* * *
Sabato 20 giugno 2026, come ogni sabato da molti anni a questa parte, si svolge il consueto incontro conviviale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) nella propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 a Viterbo.
*
Dopo la condivisione del pasto, nel primo pomeriggio l'incontro prosegue come d'abitudine dando ad ogni persona l'opportunita' di proporre le proprie riflessioni e ragionarne insieme in un'atmosfera di ascolto, di attenzione, di solidarieta', di ricerca comune del bene comune. Come sempre ogni persona viene accolta con sincera ospitalita'.
Questo sabato prosegue anche l'attivita' del laboratorio di poesia.
*
L'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" guidata dall'indimenticabile fondatore Vito Ferrante ha realizzato la "Fattoria di Alice" nello spazio donato per questo preciso scopo di generosa solidarieta' e luminosa condivisione da Carlo Pesciotti e Teresa Blasi, anche loro indimenticabili figure dell'impegno morale e civile a Viterbo.
Oggi la "Fattoria di Alice" grazie all'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" e' una grande risorsa naturale, morale e civile per Viterbo, un luogo in cui tutte le persone fragili e in difficolta' possono trovare ascolto e accoglienza.
*
Alleghiamo in calce alcuni materiali elaborati o diffusi nel corso degli ultimi incontri.
Le amiche e degli amici di Alfio Pannega e di Vito Ferrante
Viterbo, 18 giugno 2026
e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato primo: Una poesia di Roberto dedicata a Vito
Caro Presidente,
in fattoria non manca niente
quando ci vediamo il sabato, tu sei presente.
Spero un giorno di vedere
un viale con il nome di "Ferrante",
con tanti alberi da frutta
per dirti, ce l'abbiamo messa tutta.
Grazie per avermi accolto...
ero un po' storto.
Ciao Vito
Roberto
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Allegato secondo: Un gioco giocato nell'incontro del 13 giugno 2026
Nell'incontro del 13 giugno 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto alcuni giorni dopo da una delle persone partecipanti, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
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Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto i nomi di tre persone che apprezzava particolarmente (potendo scegliere tra persone famose di ogni paese e di ogni epoca, persone che conosceva o che gli erano particolarmente vicine e care, o anche personaggi di opere di fantasia), mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee (questa l'idea originaria, ma talvolta invece vi sono stati dialoghi a piu' voci).
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
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Dopo il primo giro e' stato proposto di farne un secondo, proponendo di indicare altre tre persone, e stavolta chiedendo che fossero solo donne (nel primo giro erano emersi piu' nomi di uomini che di donne, e su questo si e' anche condivisa una specifica riflessione sull'oppressione di genere nel corso della storia e ancora oggi).
Insieme all'enunciazione dei nomi, e alla descrizione dei motivi dell'apprezzamento, sono state anche lette le poesie dedicate a Vito Ferrante che erano state scritte da alcune delle persone partecipanti (il sabato precedente si era infatti proposto di scrivere delle poesie a Vito dedicate ed alcune persone lo hanno fatto, mentre altre si ripromettono di farlo di qui al prossimo sabato).
*
Nel corso della conversazione in cui tutte le persone presenti hanno preso a turno la parola e' anche avvenuto spontaneamente che si potesse parlare delle proprie esperienze e riflessioni, condividere preoccupazioni e speranze, proporre idee e iniziative, dialogare con ragionamenti profondi ed altrettanto profonda emozione, ogni persona appoggiandosi al sostegno di tutte le altre.
*
Ancora una volta si e' quindi sperimentata la possibilita' reale di ascoltare ed essere ascoltati, di comprendersi reciprocamente, di parlare senza la paura di non essere capiti, di sentirsi accolti nella propria liberta' di avere opinioni diverse, di prestare attenzione alle parole, ai ragionamenti e ai sentimenti delle altre persone presenti su un piano di eguaglianza, rispetto e gentilezza, stima reciproca, affettuosa solidarieta'.
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Allegato terzo: alcune cantanti che amiamo
Alcune cantanti liriche da ascoltare
Cecilia Bartoli
Cathy Berberian
Montserrat Caballé
Maria Callas
Diana Damrau
Danielle de Niese
Natalie Dessay
Elina Garanca
Anna Moffo
Anna Netrebko
Patricia Petibon
Renata Tebaldi
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Alcune cantanti jazz da ascoltare
Betty Carter
Ella Fitzgerald
Aretha Franklin
Billie Holiday
Mahalia Jackson
Abbey Lincoln
Hazel Scott
Nina Simone
Bessie Smith
Sarah Vaughan
Dinah Washington
Cassandra Wilson
*
Alcune cantanti folk da ascoltare
Joan Armatrading
Joan Baez
Caterina Bueno
Maria Carta
Tracy Chapman
Teresa De Sio
Roberta Flack
Miriam Makeba
Giovanna Marini
Nelly Omar
Violeta Parra
Amalia Rodrigues
*
Alcune cantanti rock da ascoltare
Beyonce'
Debbie Harry
Janis Joplin
Annie Lennox
Fiorella Mannoia
Joni Mitchell
Alanis Morissette
Gianna Nannini
Dolores O'Riordan
Skin
Patti Smith
Lucinda Williams
* * *
Allegato quarto: Tre schede scritte e gia' usate tanti anni fa che forse ci possono essere ancora utili
Scheda prima: "come si parla in pubblico senza farsi del male"
1. Parlare e ascoltare e' l'attivita' delle persone che si incontrano e si riconoscono reciprocamente la dignita' di esseri umani, quindi:
- piu' parli tu e meno possono parlare gli altri: parla poco, ascolta molto;
- concentrati sull'essenziale: di' solo le cose di cui sei sicuro e che ti sembrano importanti sia per te che per chi ti ascolta;
- rispetta gli altri, se tu rispetti gli altri, e' piu' probabile che gli altri rispetteranno te;
- quando c'e' un'incomprensione:
a) non dire "Non hai capito", di' "Forse non mi sono espresso bene";
b) non dire "Non si capisce niente di quello che dici", di' "Forse non ho capito bene";
c) non dire "Tu dici solo sciocchezze", di' "Credo di non essere d'accordo su alcune cose che hai detto".
2. La comunicazione e' un'attivita' umana, che coinvolge tutta la persona:
- la parola
- l'intonazione
- il volto
- il corpo e la sua postura
- i gesti
3. La comunicazione e' un'azione complessa, composta da molti elementi:
- il messaggio
- l'emittente
- il ricevente
- il canale
- il codice
- il feedback
4. Un messaggio si compone sempre di tre elementi:
- il contenuto
- la forma
- la relazione
5. Parlare lentamente (si ha piu' tempo per pensare e si da' a chi ascolta piu' tempo per capire)
6. Respirare regolarmente (favorisce il controllo delle emozioni)
7. guardare negli occhi la persona o le persone alle quali si parla (e' l'unico modo per accorgersi se quello che si dice e' comprensibile)
8. Ricordarsi che la voce e' uno strumento musicale: occorre suonarlo bene
9. Le tecniche della retorica classica
- inventio = trovare, ideare le cose da dire (bisogna avere qualcosa da dire)
- dispositio = la disposizione, l'architettura del discorso (un discorso deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine)
- elocutio = l'abbellimento del discorso (se un discorso e' brutto e noioso, sembra anche sbagliato)
- memoria = ricordarsi le cose (occorre ricordare cosa si vuol dire; la memoria va tenuta in allenamento)
- actio = agire, ovvero recitare il discorso (un discorso in pubblico e' una "rappresentazione", ovvero richiede una "esecuzione" come se si fosse degli artisti della voce e del movimento del corpo, ovvero dei cantanti e degli attori)
10. Rispettare chi ci ascolta, adeguare il nostro modo di parlare affinche' sia comprensibile, e soprattutto non alzare la voce e non dare ordini, non interrompere mai chi sta parlando, non dire mai parolacce, non offendere mai le persone: chi ci ascolta permette che le nostre parole entrino nelle sue orecchie, quindi stiamo attenti a non insozzarle con il turpiloquio e con le offese.
*
Scheda seconda: "come scrivere un comunicato-stampa che abbia qualche possibilita' di essere letto"
1. Abbi qualcosa di importante da dire
2. Parla di una cosa sola per volta (un comunicato deve avere un unico argomento)
3. Sii comprensibile
- scrivi frasi brevi;
- scrivi in modo semplice;
- usa parole che tutti capiscono;
- usa frasi chiare;
- non offendere mai le persone;
- di cio' di cui parli ricordati di scrivere: chi, che cosa, quando, dove, perche'.
4. Un comunicato deve contenere:
- un titolo breve che indichi precisamente l'argomento (per esempio: lungo da due a sette parole)
- eventualmente un sottotitolo un po' piu' lungo che riassuma il contenuto (per esempio: lungo da cinque a quindici parole)
- un testo essenziale (per esempio: tre-quattro frasi di non piu' di due-cinque righe per frase)
- la firma precisa e per esteso
- la data del giorno in cui viene diffuso
- il recapito postale, telefonico ed e-mail (ed eventualmente anche il sito web) del mittente
5. Il comunicato va inviato per posta elettronica sia ai mezzi d'informazione, sia alle persone (e anche alle associazioni, istituzioni, etc.) che si ritiene possano essere interessate a leggerlo.
6. Prima di diffondere il comunicato deve essere riletto almeno tre volte (possibilmente farlo leggere anche da una o due persone diverse da chi lo ha scritto). Piu' volte si rilegge e si corregge, piu' migliora.
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Scheda terza: "una questione di democrazia, ovvero di giustizia e liberta'"
1. Non mentire: chi mente offende e umilia le persone in cio' che e' piu' proprio di un essere umano: la capacita' di capire.
2. Il segreto e' incompatibile con la democrazia.
3. Almeno tra noi che vogliamo lottare per il bene comune e i diritti umani di tutti gli esseri umani adottiamo dei comportamenti di rispetto, di ascolto e di aiuto reciproco.
4. Quando una persona parla, le altre ascoltano.
5. Chi e' piu' timido, va ascoltato di piu'.
6. Non dobbiamo avere paura di dire che ci sono cose che non sappiamo. Chi fa una domanda, fa del bene a tutti.
7. "Si puo' sempre dire un si' o un no" (Hannah Arendt)
8. Prendiamo le decisioni col metodo del consenso: ovvero facciamo solo le cose su cui tutte le persone presenti sono d'accordo.
9. Chi sa, ascolti.
10. Chi sa fare una cosa, aiuti le altre persone ad imparare a farla anche loro.
11. Giustizia e liberta' cominciano dalla condivisione.
* * *
Allegato quinto: Un gioco giocato nell'incontro del 23 maggio 2026
Nell'incontro del 23 maggio 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto da una delle persone partecipanti solo diversi giorni dopo, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
*
Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto cosa pensava riguardo a una domanda, mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee.
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
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1. Nel primo giro, la domanda era: tre ragioni per cui vale la pena vivere
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- le nostre relazioni umane, le persone che contano per noi
- la bellezza del mondo e della vita
- le esperienze significative che abbiamo fatto (viaggi, incontri...)
- il desiderio di fare il bene
*
2. Nel secondo giro, la domanda era: tre cose che proprio non sopporto
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- l'arroganza, la prepotenza
- l'indifferenza di fronte al dolore degli altri
- non essere ascoltati, non essere rispettati, non essere riconosciuti come persone
- la guerra e tutte le violenze
*
3. Nel terzo giro, la domanda era: tre significati di questo gioco
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- Ascoltarci
- Comprenderci
- Dire liberamente le cose che vogliamo dire
- Provare a parlarci senza essere fraintesi
- Poter dire cose che ci stanno a cuore
- prestare attenzione alle parole e ai sentimenti delle altre persone
* * *
Allegato sesto: Una traduzione di Ernesto Cardenal, "Orazione per Marilyn Monroe"
[Nel corso dell'incontro del 6 giugno 2026 abbiamo utilizzato il testo in lingua originale contenuto in Ernesto Cardenal - Dorothee Soelle, Oracion por Marilyn Monroe, Editorial Nueva Nicaragua - Ediciones Monimbo, Managua 1986, traducendolo all'impronta; una traduzione italiana e' nel libro a cura di Antonio Melis, Ernesto Cardenal, La vita e' sovversiva, Edizioni Accademia, Milano 1977 (ma vi sono altre edizioni italiane piu' recenti)]
Signore
accogli questa ragazza
conosciuta in tutto il mondo
con il nome di Marilyn Monroe
anche se questo non era il suo vero nome
(ma Tu conosci il suo vero nome,
quello della piccola orfana violentata a nove anni
e della giovane commessa di negozio
che a sedici anni
aveva desiderato uccidersi)
e che ora si presenta dinanzi a Te
senza nessun maquillage
senza il suo addetto stampa
senza fotografi
e senza firmare autografi
sola come un astronauta
di fronte alla notte spaziale.
Lei sogno'
quando era bambina
di trovarsi nuda in una chiesa
(secondo quanto racconta il "Time")
dinanzi a una moltitudine prosternata
con le teste che toccavano il suolo
e lei doveva camminare in punta di piedi
per non calpestare le teste.
Tu conosci
i nostri sogni
meglio degli psichiatri.
Chiesa, casa, caverna,
sono la sicurezza
del seno materno
ma anche qualcosa di piu' di questo...
Le teste sono gli ammiratori,
e' chiaro
(la massa di teste nell'oscurita'
sotto il fascio di luce).
Ma il tempio
non sono gli studios della 20th Century-Fox.
Il tempio
– di marmo e oro –
e' il tempio
del suo corpo
in cui sta il Figlio dell’Uomo
con una frusta in mano
che scaccia i mercanti
della 20th Century-Fox
che fecero della Tua casa di preghiera
una spelonca di ladroni.
Signore
in questo mondo contaminato
di peccati e di radioattivita'
Tu non incolperai soltanto
una giovane commessa di negozio
che come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E il suo sogno
fu realta'
(ma come la realta'
del technicolor).
Lei non fece altro che agire
secondo il copione che le demmo
- quello delle nostre stesse vite -
ed era un copione assurdo.
Perdonala Signore
e perdona anche noi
per la nostra 20th Century
per questa Colossal Super-Produzione
nella quale tutti abbiamo lavorato.
Lei aveva fame di amore
e noi le offrimmo tranquillanti.
Per la tristezza di non essere santi
le si raccomando' la psicoanalisi.
Ricorda Signore
la sua crescente paura
davanti alla macchina da presa
e l’odio per il maquillage
– tuttavia insistendo a rifarsi il trucco
ad ogni scena -
e come si andava facendo piu' grande l'orrore
e piu' grande la mancanza di puntualita'
nel recarsi agli studios.
Come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E la sua vita fu irreale come un sogno
che uno psichiatra
interpreta e archivia.
I suoi amori romantici furono un bacio
con gli occhi chiusi
che quando si aprono gli occhi
si scopre che era sotto i riflettori
e spengono i riflettori
e smontano le due pareti della stanza
(era un set cinematografico)
mentre il regista
si allontana con la sua agenda
perche' la scena e' stata ormai girata.
O come un viaggio in yacht,
un bacio a Singapore,
un ballo a Rio,
il ricevimento nel palazzo del Duca e della Duchessa di Windsor
visti dalla stanzetta
dell’appartamento miserabile.
La pellicola termino'
senza il bacio finale.
La trovarono morta
nel suo letto
con la mano sul telefono.
E gli investigatori non seppero
chi stava cercando di chiamare.
Fu come qualcuno che ha fatto il numero
dell’unica voce amica
e sente soltanto la voce di un disco che gli dice:
"il numero chiamato e' inesistente".
O come qualcuno
che ferito dai gangsters
allunga la mano a un telefono
e quel telefono e' disconnesso.
Signore
chiunque fosse la persona
che lei cercava di chiamare
e non chiamo'
(e forse non era nessuno
o era Qualcuno
il cui numero non si trova
sull'elenco telefonico di Los Angeles)
rispondi Tu al telefono
* * *
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